Kingdom Come: Deliverance, cappa e spada - prova

Un viaggio nella Boemia del XV secolo.

Quando si pensa ad un gioco di ruolo, non importa che sia giapponese o occidentale, non si può non considerare la magia. Che sia generata dal consumo di mana, dallo sfruttamento di creature magiche o dalla tecnologia, come in Mass Effect, sembra non sia possibile sviluppare un videogame senza prevedere esplosioni di fuoco, telecinesi e altri elementi del genere.

La decisione di Warhorse Studios di creare un gioco di ruolo realistico e senza queste frivolezze deve dunque essere suonata molto strana alle orecchie dei publisher di mezzo mondo, che hanno costretto il neonato studio con sede a Praga ad affidarsi a Kickstarter per ottenere i fondi necessari per far partire lo sviluppo.

Due milioni di dollari dopo, tra Kickstarter e la raccolta successiva sul sito ufficiale, i lavori per creare Kingdom Come: Deliverance procedono a gonfie vele e si avviano alle fasi finali dello sviluppo. Dopo la pubblicazione di una demo tecnica, in grado di mostrare la perizia con la quale sono stati in grado di plasmare il CryEngine ai loro scopi, gli sviluppatori hanno recentemente svelato il combat system. Questo li ha portati a sbottonarsi un po' sia sul periodo di uscita della versione PC, ovvero l'estate 2016, sia su quando usciranno le versioni Xbox One e PlayStation 4, che arriveranno invece solo qualche mese dopo.

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Il sistema di combattimento è basato sulle direzioni dei colpi e sul tempismo.

Il gioco, infatti, richiederà un po' di ottimizzazione aggiuntiva prima di arrivare sui nuovi hardware di Sony e Microsoft, principalmente perché il livello di dettaglio ottenuto grazie al CryEngine è notevole e i tecnici cechi stanno facendo fatica a compattarlo all'interno di queste macchine. Sembra che oltretutto sia la nuova Xbox a creare il maggior numero di problemi, per via di una gestione della memoria più complessa rispetto alla nuova PlayStation. Al momento, infatti, esiste già una demo tecnica su Xbox ma al momento va un po' troppo piano. Una volta ottenute delle prestazioni ottimali su One, Warhorse non pensa di avere grossi problemi a travasare il tutto su PlayStation 4.

Kingdom Come: Deliverance mette in mostra principalmente il suo sistema di combattimento. Avendo fatto della credibilità storica il proprio credo, anche durante gli scontri il gioco non può fare a meno di ispirarsi a quanto succedeva nel quindicesimo secolo. Per questo motivo gli sviluppatori hanno studiato lungamente gli stili di combattimento medioevali, così da capire come adattarli ad un videogioco.

Gli stessi limiti auto-imposti da Warhorse impediscono infatti di avere un combat system più arcade o basato su comode interfacce grafiche come quelle che verranno implementate in For Honor, per fare un esempio. Così si sono trovati costretti a rendere un po' più lenti e accentuati i movimenti di attacco degli avversari, così da dare al giocatore la possibilità di capire come intercettare i colpi nemici utilizzando una visuale in prima persona.

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Anche la storia narrata sarà cruda e realistica.

Il sistema è basato su cinque direzioni, selezionabili con la leva analogica destra, e due tipi di colpi, uno più leggero e uno più pesante. Allo stesso modo funziona la difesa, dato che dovrete sia indovinare da dove arriverà il colpo, sia imbroccare il tempismo giusto per assorbire al meglio il colpo o addirittura tentare un contrattacco.

Finire il più velocemente possibile un duello sarà fondamentale per avere la speranza di vedere la fine del gioco. Gli scontri dipenderanno, infatti, dalla resistenza dei combattenti. Per questo motivo in caso d'inferiorità numerica dovrete essere bravi a stoccare velocemente qualche colpo letale, prima di trovarvi sopraffatti dal numero superiore e dalla maggiore freschezza degli avversari.

Nonostante l'originalità del progetto, Warhorse non rinuncerà a classiche meccaniche di crescita del personaggio. Durante l'avventura, infatti, il vostro alter ego imparerà progressivamente nuove tecniche di lotta in grado di facilitarvi gli scontri, migliorando le vostre doti di sopravvivenza. Oltre a semplici combo, imparerete anche nuove parate da utilizzare al momento opportuno, in modo da scoprire le difese avversarie.

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Nel gioco saranno inserite anche battaglie su larga scala.

Contro un soldato protetto da un'armatura a piastre, infatti, le lame saranno pressoché inutili e per questo dovrete sapere come aprire la guardia del vostro avversario e raggiungere le parti scoperte. Nel caso in cui siate voi vestiti con una di queste pesanti protezioni, invece, dovrete stare attenti ai nemici che brandiscono armi contundenti, in grado di accartocciare la preziosa armatura intorno alle vostre carni maciullate.

Il problema è che il vostro alter ego non si troverà solo ad affrontare duelli a singolare tenzone ma anche battaglie su larga scala. Queste saranno gestite in maniera molto diversa poiché il caos regnerà sovrano e sarà più importante mantenere la posizione all'interno della formazione che sfruttare elaborate tecniche di scherma. Nelle battaglie da campo, infatti, i colpi potrebbero arrivare da ovunque e sarà più importante riuscire a mantenersi in vita, magari coprendosi a vicenda con i propri compagni d'arma, che collezionare un alto numero di uccisioni.

Sarà interessante vedere come gli sviluppatori implementeranno questa tipologia di battaglie all'interno del loro gioco. La fase di beta, infatti, non è ancora conclusa e progressivamente lo studio di Praga aggiungerà nuovi pezzi al suo complesso ed ambizioso puzzle.

Nonostante sia al debutto e con fondi buoni ma limitati, Kingdom Come: Deliverance è un progetto che punta a confrontarsi con le maggiori produzioni sul mercato. La storia raccontata sarà infatti non lineare e potrà essere completata in diversi modi; i sedici chilometri quadrati perfettamente ricostruiti della Boemia del XV secolo saranno reali e brulicanti di vita, con ogni personaggio caratterizzato da un ciclo di vita personale e realistico. Un fabbro terminato il lavoro si recherà alla locanda a bere e poi a casa a dormire e così via. Warhorse promette anche che le vostre decisioni influenzeranno il corso della partita e la vita di coloro che abitano il gioco, in modo che ogni partita sia differente da quella degli altri.

La carne al fuoco sembra dunque essere tanta e non vorremmo che voglia di strafare, come tre versioni differenti del gioco, impediscano allo studio di raggiungere risultati eccellenti. Il CryEngine, oltretutto, consente sì di avere un comparto grafico convincente ma potrebbe anche rivelarsi piuttosto ostico da modellare per ottenere il mondo complesso immaginato per Kingdom Come: Deliverance. Il tempo è però dalla parte degli sviluppatori: sarà un capolavoro o una bella idea?

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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