Apple TV può inserirsi nell'ambiente da gioco casalingo? - articolo

Una nuova piattaforma del colosso di Cupertino promette nuove opportunità per gli sviluppatori e forse anche nuove esperienze per gli utenti.  

Sembra che Apple svelerà in California, durante un evento imminente, un prodotto che è stato oggetto di voci e speculazioni per quasi una decade. Molto prima che Apple Watch sembrasse anche solo una remota possibilità, si diceva che la compagnia stesse esplorando un ingresso nell'ambito televisivo.

Apple sembra intenzionata a presentare in settimana, nel corso di un evento che si terrà in California, un prodotto che è stato oggetti di voci e speculazioni per quasi una decade. Molto prima che l'Apple Watch sembrasse anche solo una remota possibilità, si diceva che la compagnia stesse esplorando un ingresso nel settore televisivo. La definizione di "hobby" data a Apple TV non ha fatto che alimentare la sensazione che fosse il passo oltre la soglia di un segmento parallelo che il colosso non aspettava altro di trasformare nel suo prossimo grande business.

Ora, a meno che le voci di corridoio non siano andate totalmente fuori controllo, dovremmo vedere presto il prodotto su cui Apple ha lavorato per tutto questo tempo. Quasi sicuramente non si tratterà di ciò che ci si aspettava qualche anno fa, quando molti analisti predissero il lancio di uno schermo TV dotato di un sistema operativo integrato. È possibile che un prodotto simile sia stato consdierato ma non si è mai trattata di una possibilità concreta, perché Apple avrebbe capito velocemente una cosa che è sfuggita per anni a Sony ma afferrata intuitivamente da società come Amazon: le televisioni sarebbero diventate prodotti di un mercato di basso valore. I giocatori più grossi nel mercato stanno affondando mentre gli altri recuperano il divario di qualità; qualsiasi produttore al giorno d'oggi può assemblare un HDTV convincente, senza le funzioni di un Sony o Samsung ma a metà del prezzo. Innovazioni come gli schermi 3D, pensate per mantenere un vantaggio per la fascia alta, hanno fallito (l'esempio più recente sta negli schermi a 8K recentemente pubblicizzati). Gli schermi HD, di qualsiasi dimensione, sono economici, diffusi, molti competitivi e hanno un margine molto basso. Apple non vuole costruire questi schermi.

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Un App Store significa videogiochi, e di riflesso opportunità per sviluppatori e industry.

Invece avremo un'altra micro-console, in pratica un upgrade significativo dell'Apple TV già esistente. La grossa notizia riguarderà software e contenuti; questa sarà la prima volta che Apple TV avrà un App store, ed è molto probabile che Apple farà dei grossi annunci riguardo i contenuti, forse anche in seguito, con il potenziale per seguire Netflix e Amazon nella produzione di contenuti originali. Nel nostro settore, quello dei videogiochi, un App Store è però l'aspetto fonadmentale; un App store significa giochi, e (potenzialmente) una piattaforma tutta nuova.

Quest'apparecchio sarà probabilmente capace di far girare dei giochi. Che tipo di giochi? Beh, nessuno sa per certo che hardware vi sarà nell dispositivo, ma Apple ha l'imbarazzao della scelta in termini di chipset potenti e poco costosi, quindi i rumor che indicano l'hardware come piccolo e abbastanza potente da far girare titoli ragionevolmente impressionanti non dovrebbero essere troppo esagerati. In realtà, visti i chipset che Apple inserisce in iPhone e simili (chipset che progetta e costruisce da sé, riducendo ulteriormente i costi), il prezzo di $199 vociferato da alcuni sembra anche probabile. Inoltre, non preoccupatevi troppo della valenza grafica di giochi gestiti da chipset per smartphone visualizzati su HDTV; lo schermo sarà anche molto più grande, ma il pixel count (1920x1080) è lo stesso dello schermo dell'iPhone 6 Plus, quindi i dispositivi di Apple sono già adatti a questo tipo di risoluzione.

Ancora più interessante dell'hardware interno è quello esterno. Le apps su TV non sono popolari al momento (la maggior parte dei possessori che conosco di una Smart TV non usano nulla al di fuori dell'app Netflix), ma non sono neanche una novità: anche se le prestazioni dell'hardware potrebbero essere il fattore che le frena, non credo sia quello cruciale. Il grosso fattore limitante, invece, è il controllo. I telecomandi sono un incubo per l'utente, ma sono pensati per scorrere delle selezioni di contenuti spesso consumati passivamente. Quando c'è bisogno di usarli come dispositivi di input per applicazioni più articolate o giochi, che sono quelli più esigenti quanto a controlli, falliscono miseramente. I tentativi di migliorarli con l'interfaccia di Samsung in stile Kinect hanno deluso largamente le aspettative, mentre il gamepad dedicato di Amazon per Fire TV soffre dell'innato problema di richiedere un acquisto aggiuntivo per giocare come si deve, perdendo così il fattore impulsivo "oh, mi chiedo che giochi ci sono per questo apparecchio" che sarà probabilmente la spina dorsale del mercato per i giochi su questi dispositivi, come lo è stato all'inizio per gli smartphone.

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I preparativi per l'evento di dopodomani sono praticamente completi. A breve scopriremo i piani di Apple.

Scopriremo in settimana se Apple ha risolto questo problema, ma i segnali sono ragionevolmente positivi. I report di un controller che integra trackpad e microfono (come la Fire TV) in un dispositivo di rilevazione del movimento di alta precisione (come il Wii MotionPlus) suggeriscono che il telecomando di base sarà molto adatto ai giochi. Non sarà un gamepad, ma non è questo il punto; chi vuole un gamepad compra un sistema da gioco. Sarà un controller che permetterà alle persone di giocare dei titoli divertenti, ed è questa la base di un mercato.

Il punto a cui sto arrivando è che l'ingresso di Apple in questo mercato va preso sul serio dagli sviluppatori, in parte perché sembra ben studiato e ha buone probabilità di successo, in parte perché è Apple. Proprio come nel caso dell'ingresso di Microsoft nel mondo dei videogiochi con Xbox, la mossa non può essere ignorata a causa della potenza economica e di marketing che ha alle spalle. Quanto ci vorrà e quanto costerà far affiancare Apple TV a un numero apprezzabile di TV, e farla diventare un mercato di rilievo per app e giochi, è una buona domanda la cui unica ragionevole risposta al momento è, "Beh, Apple può permetterselo comunque". Parte anche da una buona posizione: Apple TV, nonostante le sue capacità limitate, è leader del mercato nella categoria degli apparecchi di streaming casalinghi.

Quale tipo di giochi domineranno Apple TV è un dubbio che non è ancora possibile chiarire, ma è molto probabile, vista la natura dell'App Store e il tipo di utente casual che vorrà giocare su un dispositivo come questo, che saranno free-to-play secondo il modello di business dominante. Il tipo di utente coinvolto non sarà probabilmente un hardcore gamer, ma si tratterà di persone interessate a estendere occasionalmente le loro abitudini in fatto di mobile gaming a uno schermo più grande, o di casual gamer che vedranno l'apparecchio come un'estensione delle consuetudini videoludiche che in passato gli hanno fatto comprare una PS2 o una Wii.

I primi tempi, come accade con la maggior parte delle piattaforme di questo tipo, dei titoli premium a basso prezzo avranno sicuramente la possibilità di lasciare il segno; gli early adopters sono meno sensibili al prezzo rispetto a chi compra in seguito, e più disposti a pagare qualche dollaro per giochi che sembrano interessanti o che mettano in mostra il loro nuovo hardware. La formula per il successo non sarà dissimile da quella che ha funzionato per iPhone e iPad nel loro periodo iniziale. Alcuni giochi che si faranno notare sulla piattaforma faranno bene (pensate a Infinity Blade), mentre altri che utilizzeranno in maniera intelligente e appropriata il controller diventeranno dei fenomeni, almeno per un po' (in questo caso vengono in mente Fruit Ninja e Angry Birds).

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Il design potrebbe essere uno dei punti di forza di Apple TV, un altro motivo per sfoggiare il dispositivo nello spazio casalingo.

Con il crescere della piattaforma, i giochi dovranno cambiare direzione: scoprire il segreto per restare interessanti a lungo termine su una piattaforma che chiede ai casual gamer di sedersi su un divano per giocare invece di toccare lo schermo ovunque siano, sarà difficile. Mi aspetto un gran successo da parte di sviluppatori che capiranno come collegare l'esperienza mobile con la natura casalinga di Apple TV in maniera appagante. Allo stesso tempo, nonostante l'ubiquità degli smartphone, sarebbe sciocco credere che tutti gli utenti di smartphone giochino, o che quelli che non lo fanno saranno interessati al potenziale videoludico di un dispositivo casalingo che già possiedono; c'è un mercato potenziale del tutto nuovo, non una semplice possibilità di spillare più denaro ai giocatori casual.

La conclusione è che se l'annuncio di Apple sarà almeno parzialmente in linea con le aspettative (e non si può mai dire con una compagnia così riservata), la piattaforma creata con questo nuovo dispositivo dovrebbe essere genuinamente eccitante per gli sviluppatori. Essa inaugurerà un nuovo mercato e la possibilità di nuove esperienze; rivitalizzerà almeno temporeaneamente i giochi premium, espandendo al tempo stesso gli orizzonti del free-to-play nel medio termine; aggiungerà un nuovo livello e un nuovo approccio al panorama videoludico, in continua espansione. Non mi aspetto che Apple TV cambierà il mondo, ma dovrebbe essere un'aggiunta positiva all'ecosistema, e potrebbe cambiare il futuro di una manciata di abili sviluppatori che giocheranno bene le loro carte all'inizio del ciclo di vita del sistema.

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Rob Fahey

Rob Fahey

Contributing Editor

Rob Fahey is a former editor of GamesIndustry.biz who spent several years living in Japan and probably still has a mint condition Dreamcast Samba de Amigo set.

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