Nvidia Shield Android TV - recensione

La nuova generazione dei set-top box?

Nvidia, Apple e Amazon hanno una visione comune dei set-top box da salotto: interfacce pulite, contenuti in streaming e giochi accessibili. La casa di Cupertino ha già mostrato i suoi piani per il 2015 con l'ultima revisione della Apple TV, mentre Amazon ha rivelato una Fire TV capace di gestire immagini con risoluzione di 4K, ma prima di loro arriva sul mercato Nvidia con il nuovo Shield Android TV, al momento il dispositivo più avanzato del gruppo.

Al cuore del box troviamo il chip Tegra X1 con specifiche senza rivali nel suo segmento di mercato: sul fronte della CPU parliamo di otto core con quattro A57 accoppiati a quattro A53. Combinati con la stessa tecnologia Maxwell di seconda generazione che dà vita a carte come la GTX 950, troviamo 256 CUDA cores (contro i 768 della 950) affiancati dalle stesse capacità sul fronte media: video a 4K e decoding delle compressioni di nuova generazione come la VP9 di Google e la HEVC.

Fisicamente, questa versione dello Shield è un curiosio miscuglio di plastiche lucide e metallo, uniti da superfici dallo stile asimmetrico e netto che danno al dispositivo un look molto differente a seconda del lato da dove lo si guarda. Oltre al processore di punta, troviamo anche diverse porte per la connettività: microSD, microUSB, Ethernet e due porte USB 3.0. La star dello show è chiaramente l'HDMI 2.0 che supporta HDCP 2.2, pronta dunque ai contenuti a 4K. Questa caratteristica rende lo Shield l'unico dispositivo pronto per l'ultra HD a 60Hz.

Dal punto di vista del software si parte sulle fondamenta dell'originale Shield, sviluppate poi con l'eccellente Shield Tablet. Questa volta però c'è una differenza: Nvidia sta usando Android TV OS, un sistema con aspetti positivi e negativi. L'idea è che tutto sia controllabile tramite impulsi vocali, un po' come con la nuova Apple TV.

Chiedetegli i migliori film d'azione del 2010 e compaiono a schermo. Chi ha vinto l'Oscar per il miglior attore nel 2015? La biografia di Eddie Redmayne arriva in fretta, seguita dalla sua filmografia. In teoria questa interfaccia dovrebbe pucciarci nelle librerie a cui siamo iscritti, così se abbiamo Netflix attivo dovremmo poter dire semplicemente il nome della serie che vogliamo vedere insieme a quello del portale per vederla partire. Sfortunatamente sembra che la ricerca vocale funzioni bene solo con Google Play e YouTube, mentre non è supportata da altri servizi. Senza questa capacità, la possibilità di usare comandi vocali diventa decisamente meno rilevante e si smette di usarli in fretta.

L'impressione è che Android TV sia una piattaforma incredibilmente performante, senza però il supporto di alcuni grandi attori del settore. L'app di Netflix funziona piuttosto bene, ma mancando la ricerca vocale non si riesce a usare con la dovuta comodità.

Meno sorprendente è il mancato supporto a Amazon Instant Video, mentre altre funzioni come l'iPlayer della BBC sono installate fin dall'inizio anche se non sfruttano le peculiarità del dispositivo. Sempre parlando di mercato britannico (ancora dobbiamo metterlo alla prova in Italia) si è fatta notare l'assenza di altre offerte come quelle di Channel Four, Channel Five o ITV. Manca anche Sky.

Dal punto di vista media, l'impressione è che manchino alcuni contenuti chiave su tutti i set-top box di nuova generazione, che si parli di Shield, Apple TV o Fire TV, e il consiglio è di controllare che il vostro preferito sia supportato prima di lanciarvi all'acquisto. In ogni caso ci sono anche offerte presenti, abbiamo trovato Plex e Kodi ed entrambi funzionano piuttosto bene, anche se si ripropone l'impossibilità di usare la ricerca vocale dal menù generico.

Detto questo, quando abbiamo cominciato ad accedere ai nostri contenuti compresi alcuni video encodati da noi per mettere alla prova le capacità del dispositivo, la forza bruta dell'hardware è subito stata evidente. Tutti i codec di ultima generazione sono supportati compresi MPEG2, VC-1 e h.264 insieme al supporto per i migliori formati audio. Abbiamo anche catturato un video a 4K e 60Hz da un PC gaming con una CPU a 8 core e due Fury X in Crossfire, encodato a 50mbps in un file HEVC (che potete scaricare qui) e lo Shield non ha avuto il minimo problema. Senza accelerazione hardware, far girare lo stesso filmato su un Core i7 4790K ha richiesto dal 70 all'80 percento della CPU, per capirci.

Continuando a parlare di hardware, la capacità della Shield Android TV sul fronte media sono solo la punta dell'iceberg, visto che guardiamo a prestazioni della GPU teoricamente capaci di battere i migliori Surface Pro, e far mangiare la polvere ai chip A8 e A8X che si trovano su iPhone 6 Plus e iPad Air 2. Abbiamo incluso i risultati dei A8 e A8X qua sotto per dare un'idea di come potrebbe comportarsi il modello 2015 dell'Apple TV. Il set-top box di Apple utilizzerà il processore A8, mancando dunque della potenza extra che sarebbe garantita da un A8X, ma l'assenza di problematiche sul fronte della durata della batteria potrebbe portare la casa di Cupertino verso l'overclock.

È interessante anche il confronto con l'ottimo tablet Razer Edge Windows , che monta un Core i7 di seconda generazione e una GT640M con chip Kepler. Tenendo presente che si riesce a giocare a Crysis 3 con risoluzione di 1360x768, i maggiori risultati garantiti dal Tegra X1 sono degni di nota.

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Nei nostri benchmark, Geekbench e i testi fisici 3DMark ci permettono di analizzare le prestazioni della CPU, mentre GFX Bench e la parte grafica di 3Dmark mettono alla prova la GPU. Il punteggio Ice Storm Unlimited mira invece a dare una visione d'insieme.
iPad Air 2 iPhone 6 Plus Shield Tablet MS Surface Pro 2 Razer Edge Shield Android TV
Geekbench Single-Core 1819 1557 1123 2504 2440 1532
Geekbench Multi-Core 4510 2800 3479 4762 4994 4623
3DMark Graphics 31771 24067 35433 47841 56247 61824
3DMark Physics 10371 9320 20250 30343 33704 26124
3DMark IceStorm Unlimited 21776 17782 30372 42324 48968 47301
GFXBench T-Rex 70.5FPS 44.6FPS 64.4FPS 63.0FPS 96.0FPS 124.1FPS
GFXBench Manhattan 32.6FPS 19.5FPS 31.0FPS - - 65.6FPS

Non possiamo lamentarci delle prestazioni della CPU anche se sembrano inferiori a quelle della GPU, ma va detto che potrebbe essere semplicemente dovuto alle particolari architetture del dispositivo. Nvidia ha stretto collaborazioni con vari sviluppatori Android per il porting dei loro giochi, e in qualche caso è riuscita ad assicurarsi l'arrivo di nomi altisonanti dell'industria come Metal Gear Rising: Revengeance e Resident Evil 5. Abbiamo anche visto la demo di Crysis 3 alla GDC, ma era molto presto e il marketing si è un po' spento negli ultimi mesi.

Noi siamo riusciti a mettere alla prova lo Shield con Half-Life 2 (che gira a 1080p proprio come faceva sullo Shield Tablet), con prestazioni altalenanti. Half-Life 2 Episode 2 pesa di più sulla GPU, con valori di frame-rate tra i 30 e i 60 fps. Stiamo comunque guardando al rendering di scene in Full HD, pur senza anti-aliasing, e il gioco che pare più abile nello sfruttare il dispositivo è probabilmente Trine 2. Il titolo beneficia di un attento lavoro di conversione e ora gira a 1080p in tutta la sua bellezza, nonostante qualche problema sul fronte della fluidità e il cap ai 30fps.

War Thunder è un porting da PC piuttosto solido tenendo presente il fatto che stia girando su un chip mobile, mentre molto buoni sono i risultati di Doom 3 BGF Edition, praticamente una conversione perfetta (1080p a 60fps) dell'edizione PC, con prestazioni migliori di quelle viste su Xbox 360 e PlayStation 3. Sembra che Brian Harris - ora in Nvidia ed ex id Software, ci abbia lavorato dopo aver prodottoil notevole porting di Quake 2 per Xbox 360, prima ancora che la console Microsoft supportasse il Full HD e i 60fps.

Per quanto riguarda i giochi Android, i risultati non sono così netti. PacMan 256 e Crossy Road girano senza problemi, ma i prodotti più complessi non sono allo stesso livello. Asphalt 8 non ce la fa a girare perfettamente neanche con il più potente processore mobile del mondo, per esempio.

Il Tegra X1 è il più performante chip del suo segmento? Vediamo insieme come se la cavano Doom 3 BFG Edition, Trine 2, Half-Life 2 Episode 2 e War Thunder.

Fastidioso è il fatto che Android TV sembri girare come un'applicazione secondaria, con i giochi non nativi per il sistema operativo che non possono essere scaricati da Google Play. GTA San Andreas e Sonic the Hedgehog 4 non sono disponibili, per esempio, insieme a tanti altri che sarebbero invece già compatibili con i controlli del dispositivo. Questo vuol dire che, nel caso, dovreste occuparvi voi dell'installazione delle APK (chiaramente di giochi che possedete). Vogliamo sottolineare come non sia colpa di Nvidia, ma semplicemente segnale di una certa sottovalutazione di Android TV.

Parlando in generale i titoli Android non sono dunque sempre al top, e non offrono la solidità cui siamo abituati giocando su console. Forse il problema è la CPU? Ci sono momenti in Half-Life 2 in cui il frame-rate è stabile, mentre alcune geometrie complesse sembrano metterlo in difficoltà. Anche la gestione della fisica sembra pesare particolarmente sulla CPU, e speriamo che le API Vulkan, simili alle DX12, possano fare la differenza per i nuovi giochi.

C'è un altra freccia nella faretra dello Shield Android TV però, ed è una vera meraviglia della tecnica. Stiamo parlando del cloud streaming di GeForce Grid , ora chiamato GeForce Now. Il principio è simile a quello di OnLive, Gaikai e PlayStation Now: i server tengono i giochi in remoto e le console fungono semplicemente da client, ricevento e decodificando i video, mandando nel contempo input al cloud. Se ci seguite sapete che per ora non siamo rimasti particolarmente colpiti da questi sistemi sul fronte di qualità dell'immagine e latenza, ma molto può cambiare negli anni. Le infrastrutture di rete sono più solide e il lag sembra sempre meno un problema, siamo anni luce avanti rispetto ai primi tentativi nel settore.

Speriamo di poter tornare a GeForce Now in futuro con un articolo più approfondito, ma le nostre prime impressioni sono decisamente positive. Con una connessione Sky a 40mbps abbiamo potuto giocare a 1080p e 60fps con giochi che davano una sensazione, al netto della latenza, pari a quella di un'esperienza a 30fps su console. La qualità dell'immagine non è perfetta, anche con un stream a 25mbps, ma siamo su un altro livello rispetto a OnLive. Nel video qua sopra potete vedere come si comportano i giochi, ma vi basti sapere che ora è possibile prendere seriamente in cosiderazione questa tecnologia. La domanda vera è se il modello con sottoscrizione mensile di 9,99 Euro possa avere successo, e di quanto aumenteranno le richieste quando avremo a che fare con giochi come The Witcher 3.

Il cloud gamine è a una svolta? Siamo stati molto scettici in passato, ma GeForce Now è un deciso passo avanti.

Abbiamo giocato a Borderlands, Strider, Trine 3 e Ultra Street Fighter 4 con solo qualche singhiozzo ogni tanto. Trine 3 era praticamente perfetto, mentre d'altro canto giochi come Batman Arkham City e The Witcher 3 non hanno dato risultati ottimali. L'impatto sulla latenza non era piacevole e non ci sentiamo di raccomandarli, e il vero problema è che Nvidia li propone a prezzo pieno, costo al quale va aggiunto quello della sottoscrizione. Si tratta di una scelta fastidiosa per quei titoli nei quali la fluidità è fondamentale per l'esperienza, ma va detto che si ottiene un codice anche per il PC, condizione che ci mette una pezza.

Chiuso il capitolo GeForce Now non possiamo non ricordare che lo Shield Android TV porta con sé tutte le caratteristiche esclusive della linea Shield che già conosciamo. In-home game streaming dal vostro PC e funzioni di codifica e decodifica video avanzate per sfruttare al meglio Twitch e Shadow Play.

Più ci si immerge nelle impostazioni e più funzionalità si scoprono. Il supporto sul fronte media forse non è al massimo nativamente, ma ricordiamo la compatibilità con Chromecast per lo stream di virtualmente ogni genere di contenuto verso il dispositivo. Ci è parso anche che lo Shield fosse in grado di gestire l'output video in maniera da sincronizzarlo caso per caso: niente più singhiozzi insomma.

Dopo tante cose positive dobbiamo però dire che più tempo abbiamo passato con lo Shield Android TV, e più ci siamo resi conto che non è ancora veramente pronto a rimpiazzare i modelli più economici. Il problema è che i contenuti non sono tutti disponibili nonostante il brillante potenziale, e l'interfaccia non è sempre perfettamente integrata con i servizi di terze parti. Come media player puro le sue capacità non hanno comunque eguali: se state cercando il migliore sul mercato sapete cosa fare.

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Lo Shield Android TV ha il miglior sistema di decodificazione sul mercato, ma è sul fronte del supporto che non siamo completamente convinti. Prendiamo il BBC iPlayer per esempio: manca il supporto all'HD, con il risultato paradossale che si ottengono immagini migliori con set-top box di fascia inferiore.

Shield Android TV - il verdetto del Digital Foundry

Come per tutti gli altri dispositivi Shield, Nvidia ha ancora una volta prodotto un notevole hardware pieno di potenziale, ma c'è di nuovo la sensazione che le limitazioni arrivino sul fronte software. Android TV sembra avere più o meno le stesse funzionalità dell'offerta di Apple, ma è il supporto per i vari provider media che pare inferiore. Almeno per quanto riguarda il Regno Unito, per il momento ci sono dispositivi più economici che offrono qualcosa di più.

Dal punto di vista ludico Nvidia continua a seguire Android come sua piattaforma preferita. C'è un crescente numero di buoni prodotti, ma non sempre vediamo prodotti di alta qualità come per esempio Doom 3BFG Edition, che sembra piuttosto l'ececzione. Altri titoli di punta soffrono di prestazioni altalenanti, e non basta l'interessante offerta di GeForce Now a equilibrare il tutto visto che non tutti i giochi offerti sono effettivamente godibili tramite streaming (e il modello di business deve ancora dimostrarsi efficace.

Nvidia, Apple e Amazon hanno una strategia chiara: vogliono rivoluzionare il nostro modo di relazionarci con la televisione, offrendo nel contempo delle macchine capaci di soddisfare anche i videogiocatori mainstream. Nvidia fa un passo in più, punta ai giocatori più appassionati con Shield e le funzionalità GeForce, ma mancano ancora delle funzioni media per dare un quadro complessivamente convincente. Abbiamo una macchina dal grande potenziale che però non sembra sfruttata a dovere lato software.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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