Ieri Sony si è presentata in gran forma alla Paris Games Week, con una conferenza che non solo ha risposto per le rime al buono show di Microsoft alla scorsa GamesCom, ma ha anche ribadito un fatto per certi versi storico: i videogiochi, a livello culturale, mediatico e di business, ormai sono sempre più un fenomeno europeo.

Sul palco di Parigi sono saliti infatti personaggi illustri della nostra industria, che hanno fatto annunci importanti e svelato nuovi titoli, un tempo prerogativa esclusiva delle grandi fiere americane come l'E3. Lo show è cominciato nel modo più "tradizionale" (e forse ormai un po' banale), ossia con Call of Duty, subito seguito dal nuovo Star Wars Battlefront. Due titoli dal potenziale di vendita senz'altro enorme, vista l'importanza dei rispettivi franchise, che però non giocano esclusivamente in casa Sony e dunque lasciano il tempo che trovano ad un evento come questo.

Le fasi successive della conferenza hanno offerto spunti più interessanti. A partire dal "momento picchiaduro" che ha portato sul palco Yoshinori Ono (Street Fighter V) e Katsushiro Harada (Tekken 7). Al di là dell'importanza dei due giochi, senz'altro apprezzati ma ormai appartenenti ad un genere di nicchia, questo specifico momento ci ha ricordato con spietatezza un fatto: gli sviluppatori giapponesi vivono un disconnect drammatico con il pubblico dei videogame occidentale. Il loro atteggiamento goffo e le loro scenette tragicomiche, che forse un tempo tutti noi apprezzavamo come espressione della creatività orientale, ormai sembrano decisamente fuori luogo nel mondo composto e professionale di un'industria che nel frattempo si è trasformata in una cosa dannatamente "seria".

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Horizon: Zero Dawn si è confermato come uno dei titoli più emozionanti del prossimo futuro.

Valutazioni di stile a parte, c'è da dire che alla Paris Games Week di Sony la sostanza non è mancata. In circa un'ora e mezza di show, si sono alternati sul palco titoli come l'interessante Battleborn di Gearbox (un ibrido tra FPS e MOBA che potrebbe rivelarsi uno dei prossimi fenomeni dell'industry), il particolare Boundless (una sorta di crossover tra Ark: Survival Evolved e Minecraft), il music game Vector, l'immancabile No Man's Sky (che ora ha una data d'uscita ufficiale: giugno 2016) e molti altri.

Particolarmente ricco il momento dedicato ai Worldwide Studios, ossia il consorzio di sviluppatori first-party di Sony. Si è aperto con un trailer in CGI dell'interessante Matterfall, action game futuristico sviluppato dallo stesso team di Resogun, per poi proseguire con Ratchet & Clank, l'espansione di Bloodborne (denominata The Old Hunters), il seguito dell'apprezzato Gravity Rush e Driveclub Bikes (nuovo capitolo del franchise Sony, stavolta dedicato esclusivamente alle due ruote). I veri gioielli della corona di questa sezione, però, sono stati tre.

Innanzi tutto, l'immancabile Uncharted 4, la cui presentazione si è focalizzata sugli aspetti del multiplayer. Poi, finalmente abbiamo potuto approfondire il particolare Dreams, nuovo progetto di Media Molecule che si è mostrato con una demo di gameplay tanto bella quanto enigmatica: almeno al sottoscritto non è ancora chiarissimo cosa sarà realmente questo titolo, ma il suo fascino è indubbiamente palpabile. Infine, lo spazio maggiore è stato giustamente dedicato a Horizon: Zero Dawn, nuova IP di Guerrilla Games (quelli di Killzone) che sembra avere tutte le carte in regola per potersi affermare come uno dei titoli più importanti nel futuro di PlayStation. La demo di gameplay non ha fatto altro che confermare le impressioni iniziali sul potenziale di questo titolo, che non vediamo l'ora di provare in modo più approfondito.

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Sony punta moltissimo sulla Realtà Virtuale con il suo headset PlayStation VR. Sarà senz'altro una delle maggiori sfide dei prossimi anni per la nostra industria.

L'altro elemento centrale della conferenza è stata la VR, su cui Sony sta dimostrando di voler puntare moltissimo. Uno Shuhei Yoshida gongolante ha annunciato che ben 200 sviluppatori sono al lavoro sulla nuova piattaforma e che 8 titoli erano già giocabili agli stand della fiera. Tra questi spicca sicuramente RIGS: Mechanized Combat League, che dimostra come la Realtà Virtuale per PlayStation non sarà composta unicamente da titoli pseudo-indie stilizzati (come qualcuno temeva), ma anche da giochi più ambiziosi dal punto di vista tecnico. Rassicurante, da questo punto di vista, anche l'annuncio di Robinson: The Journey da parte di una casa tecnicamente sempre all'avanguardia come Crytek. Per ora ne abbiamo visto solo un trailer in CGI che poco dice sulla reale natura del gioco, ma dal futuro ci aspettiamo cose interessanti.

L'esperienza che meglio ha saputo rappresentare le potenzialità della VR, però, è un'altra: si chiama The Walk ed è ripresa dall'omonimo film di Robert Zemeckis, in cui un funambolo attraversa il vertiginoso spazio tra due grattacieli. È forse in contesti come questo, diversi dal tradizionale approccio ludico, che la VR può esprimersi al meglio e darci qualcosa di davvero nuovo, impossibile da realizzare altrimenti. A giudicare dalle espressioni di chi ha provato la demo, ritrovarsi sospesi nel vuoto a centinaia di metri da terra e dover camminare in equilibrio su una fune virtuale dev'essere un'esperienza immersiva e "potente" come poche altre...

Lo show si è concluso con una tripletta niente male, a cominciare dall'annuncio di Gran Turismo Sport: un grande ritorno per lo storico marchio di Sony, che dovrà misurarsi con le aspettative della "next-gen" e con un genere ormai ultra-competitivo. Dopo Kazunori Yamahuchi, sul palco è salito Michel Ancel per presentare il suo prossimo titolo, anch'esso esclusiva PS4: si tratta dell'affascinante Wild, di cui è stata presentata una demo di gameplay dal grande potenziale d'interesse. Infine, è stato il turno di David Cage e di Detroit: Become Human, nuova avventura di Quantic Dream che sembra basata più che mai sulle emozioni, le relazioni umane e le domande esistenziali, il tutto potenziato a mille dalle capacità dei nuovi hardware.

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Forse The Walk non è propriamente un 'videogioco', ma a quanto pare si tratta di una delle esperienze VR più 'potenti' in assoluto...

Insomma, le esclusive e le emozioni non sono mancate alla Paris Games Week di Sony, che ha dimostrato di avere un catalogo di tutto rispetto per i mesi e gli anni a venire, tra poderosi blockbuster (Uncharted 4, Horizon), esperienze innovative (PlayStation VR), una strizzata d'occhio al fenomeno degli e-sports competitivi (RIGS, Battleborn) e titoli dall'interessante approccio ludico e creativo (Dreams, Wild).

L'unica nota amara di uno show complessivamente molto positivo è la totale assenza di qualsivoglia rappresentanza italiana. Sul palco sono salite grandi personalità rappresentative di tutti i maggiori paesi europei (Michel Ancel e David Cage per la Francia, Cevat Yerli di Crytek per la Germania, svariati sviluppatori inglesi...), mentre il tricolore risulta non pervenuto, ad ulteriore dimostrazione del fatto che il nostro paese rappresenta la pecora nera della games industry europea. Riusciremo mai a ribaltare la situazione e a sentirci parte di questo emozionante mondo non soltanto come spettatori, ma anche come protagonisti?

Riguardo l'autore

Luca Signorini

Luca Signorini

Redattore

Luca gioca e scrive da quando ha scoperto le meraviglie del pollice opponibile. È giornalista ma soprattutto appassionato; non gli toccate Metroid, Stallone, i Black Sabbath e la carbonara e sarete suoi amici per sempre.

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