Xenoblade Chronicles X - prova

Siamo tornati nel mondo immenso del gioco di Monolith Soft.

Manca sempre meno all'uscita di Xenoblade Chronicles X: il gioco di ruolo è infatti previsto (chiaramente in esclusiva su Wii U) per il prossimo 4 dicembre, ma questo non vuol dire che provare il titolo risulti meno interessanti o che manchino le cose da scoprire.

Le critiche fatte all'aspetto narrativo della produzione, fronte sul quale le nostre attenzioni andranno a concentrarsi in sede di recensione, non possono ancora trovare risposta: è difficile intuire quanto sia profonda la storia o quanto le missioni siano ben collegate tra loro senza giocare un bel po', e allora dobbiamo puntare il nostro occhio indagatore verso altri aspetti e cercare di cogliere più sfumature possibile.

Cominciamo dalla realizzazione tecnica, che fin dai primi video ha tenuto gli appassionati Nintendo col fiato sospeso vista la proposta di un mondo vasto e liberamente esplorabile a bordo di bellissimi (questo lo chiariamo subito) mech. Bene, possiamo tranquillamente dire che su Wii U difficilmente abbiamo visto qualcosa di simile: l'ampio respiro della produzione rivaleggia con quello di titoli sviluppati per le console current-gen, anche se comprensibilmente ci sono delle differenze piuttosto evidenti se si vanno ad analizzare i dettagli.

Xenoblade Chronicles X a
A fare da contraltare a dei mech bellissimi troviamo dei personaggi caratterizzati blandamente.

I poligoni non sono così tanti, e le texture raramente stupiscono per pulizia, ma del resto sarebbe stupido pretendere di più da un hardware che non ha mai puntato sulla forza bruta. Se non si presta attenzione al livello di dettaglio (e rapidamente ce ne si dimentica) ci si ritrova immersi in ambienti notevolmente vasti e dall'orizzonte molto esteso, ricchi di creature, rocce volanti, gigantesche strutture ed enormi mostri da combattere.

È un mondo intrigante e che fa venire una gran voglia di esplorarlo, anche se dovremo vedere se sotto tanta forma ci sarà anche sostanza. Menzione particolare (non in positivo però) per New Los Angeles, la cittadina dalle linee moderne notevolmente diversa del resto del mondo. In città le macchine e le costruzioni rivelano una modellazione semplice e che non rende giustizia al resto della produzione, e allora ci si chiede se forse non sarebbe stato meglio puntare su qualcos'altro.

Protagonisti dell'esperienza sono i mech, realizzati con cura e davvero piacevoli da maneggiare sia nella forma umanoide che in quella "da corsa". Sappiamo che nel gioco troveremo tre categorie di robottoni classificate a seconda delle loro dimensioni, e soprattutto che potremo utilizzarli per dare tutto un nuovo respiro alle zone esplorate a piedi.

Per quanto riguarda il gameplay vero e proprio non abbiamo molto da aggiungere a quanto già scritto in passato: gli scontri coi nemici sono in perfetto stile Xenoblade e ovviamente sono quelli più mastodontici a dare le maggiori soddisfazioni, anche se non è facile apprezzare fin da subito la profondità del sistema di combattimento.

Xenoblade Chronicles X b
Vero protagonista del gioco è il mondo stesso: ampio, invitante e realizzato con grande attenzione stilistica.

Un aspetto che invece ancora non siamo riusciti a valutare per bene, e che non vediamo l'ora di provare, è quello dell'online, che sulla carta promette di rendere l'esperienza di gioco ancora più coinvolgente e ricca di quelle tipiche soddisfazioni che solo un compagno in carne e ossa può dare, ma attendiamo al varco la Grande N e la sua proverbiale diffidenza verso il mezzo.

Xenoblade Chronicles X è tra i canditati alla corona per il gioco di Natale su Wii U, un po' per meriti suoi, ma un po' anche perché non è che ci sia molta concorrenza. Il titolo è senza dubbio vasto e pensato per conquistare i suoi fan storici, ma è probabile che la particolare situazione dell'ammiraglia Nintendo spinga anche giocatori meno nippofili ad avvicinarsi alla produzione. Il potenziale di incollare alla console tra una quest e l'altra non manca, ma per sapere se davvero avremo per le mani un gioco da ricordare senza se e senza ma, toccherà aspettare la nostra recensione completa.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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