Sapphire Nitro R7 370 - recensione

L'alternativa di AMD alla 960, secondo Sapphire.

La fascia media del mercato delle schede video è estremamente interessante per i produttori, sopratutto in questo periodo dato che, complice la crisi economica, una grossa fetta di consumatori non è disposta a spendere le considerevoli cifre necessarie all'acquisto di prodotti di fascia alta.

Nvidia ha già fatto la sua mossa con l'uscita della GTX 960 e ATI non è di certo stata a guardare. Oggi ci occuperemo infatti della Sapphire Nitro R7 370, che non è una vera e propria novità ma, come tutte le nuove serie 300 di AMD, un rebrand della serie 200 precedente. Nella fattispecie la R7 370 è la versione rivista e corretta delle R7 265, che però a sua volta era un rebrand delle Radeon HD7850.

La R7 370 è una HD7850 3.0 e la nostra Nitro è la versione con quattro gigabyte di RAM GDDR5 a bordo, ma è anche disponibile una versione con soli 2 gigabyte. Rispetto alle versioni precedenti presenta 1024 stream processor e 64 texture unit, mentre la frequenza di clock è impostata a 985 MHz rispetto agli 860 MHz delle HD7850.

Per quanto riguarda l'aspetto del raffreddamento, Sapphire si affida al collaudato sistema che abbiamo avuto modo di vedere anche sulle altre Nitro, con due heatpipe posizionati su un grande radiatore, che copre quasi completamente la superficie della scheda. Sopra trovano spazio due grosse ventole che si prendono carico di raffreddare i componenti della R7 370, mentre la scheda per funzionare necessita di un connettore a sei pin che, diversamente da altre soluzioni, non è posizionato lateralmente ma nella parte posteriore della PCB.

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La connettività della R7 370 Nitro è buona e varia, offre due DVI, una HDMI e una DisplayPort, rendendo sufficientemente facile la configurazione multi-monitor.

Non è un dettaglio da trascurare, considerando le piccole dimensioni della R7 370, e visto che la scelta di un acceleratore grafico dalle misure contenute potrebbe essere ideale in case non particolarmente spaziosi. L'avere il connettore posizionato in quella posizione, potrebbe infatti rendere difficoltoso il montaggio.

Come per le serie 200 non è più necessario il ponte di collegamento nel caso decidiate di optare per una configurazione CrossFire, dato che tutto avviene tramite lo slot PCI Express. C'è da considerare anche che questo tipo di scheda consente il CrossFire con al massimo due esemplari identici, e non con tre o quattro come con altre configurazioni. Un dettaglio sicuramente meno importante, anche considerando le poche configurazioni con più di due VGA presenti nei case dei giocatori.

La connettività offerta dalla R7 370 è buona: trovano spazio due porte DVI, una DisplayPort e una HDMI. Nonostante le nuove schede si stiano sempre più spostando verso le DisplayPort a discapito di tipologie di connessioni più obsolete, per questa, soprattutto per il target di riferimento, ci sembra un buon compromesso, anche per chi decida di adottare configurazioni multimonitor.

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La scelta del posizionamento del connettore dell'alimentazione nella parte posteriore. non è certo delle migliori.

Per testare la R7 370, usando un I7 950 su una Asus X58 4GB di RAM DDR3 da 1866 MHz, ci siamo affidati al benchmark di Futuremark 3D Mark e ai due benchmark di Unigine, Heaven e Valley. Per la parte gioco abbiamo usato i benchmark di Bioshock Infinite, Tomb Raider, Hitman: Absolution e Thief. Novità per le nostre recensioni, abbiamo introdotto anche uno strumento per la misurazione del rumore, con la rilevazione strumentale di dB prodotti dalla scheda, posizionando il misuratore a 20 cm dalla scheda.

Abbiamo utilizzato tutte e tre le versioni del benchmark FireStrike del tool di Futuremark. I risultati sono discreti nella versione performance del test grafico: la scheda ha ottenuto 5256 punti, spostando l'asticella su Extreme 2376 punti, mentre l'ultima opzione l'Ultra ha ottenuto 1197 punti. Con il benchmark di Unigine Heaven la media dei frame ottenuti dalla scheda è stata di 30.9 FPS, mentre per la sua versione Valley, il benchmark più esigente, la media è stata di 28.5 frame.

Thief ha offerto una buona base di partenza per testare questa scheda in ambito pratico: impostando la risoluzione a 1080p con i preset a Very High, la scheda ha riportato una media frame di 37.3 fps; aumentando la risoluzione a 1440p non sono stati raggiunti i 30 frame considerati il minimo accettabile per rendere giocabile un titolo, portando come media frame un risultato di 24.7 FPS.

L'ultimo capitolo della saga di Bioshock ha invece riportato dei risultati molto interessanti, avendo raggiunto 55.35 fps a 1080p con dettagli ultra e DDF attivato; a 1440p, con le medesime impostazioni, è stata ottenuta un'ottima media di 41.7 FPS, rendendo giocabile il titolo anche a risoluzioni più elevata del canonico Full-HD.

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Il sistema di raffreddamento di Sapphire non delude neanche questa volta, tenendo a freno le temperatura di questa piccola scheda.

Con Tomb Raider i 1080p risultano già quasi al limite per la R7 370, strappando 31 fps di media e rendendo si giocabile il titolo ma senza particolare entusiasmo, mentre aumentando la risoluzione a 1440p la media frame cala a 19.4 frame.

La R7 370 riesce a gestire ottimamente anche Hitman Absolution a risoluzione Full-HD con dettagli a Ultra senza AA, offrendo un buon risultato di 51 frame medi; aumentando la risoluzione a 1440p siamo comunque riusciti a strappare 32 fps ma è risultato però impossibile attivare l'AA senza scendere sotto i fatidici 30 frame al secondo (23 di media).

A pieno carico la Sapphire Nitro R7 370 risulta piuttosto assetata di energia, ben 320 Watt, ma le schede basate sui chipset ATI sono note per essere ancora molto legate all'aspetto dell'alimentazione per ottenere buone performance. Questa proposta di Sapphire risulta essere sulla stessa fascia delle GTX 960, una VGA con prestazioni superiori. In fase di Idle i risultati sono più o meno in linea, con le schede video di questo segmento che si posizionano sui 200 Watt di richiesta media.

Per quanto riguarda il rumore generato abbiamo misurato la scheda in due scenari, sia in Idle che a pieno carico; le misurazioni sono state effettuate tramite la sonda Benetech GTM1351. In fase riposo la R7 Nitro 370 si comporta come molte VGA uscite recentemente, emettendo 0 dB in quanto le ventole risultano proprio spente. A pieno carico i decibel prodotti dalle ventole sono 74.8, in linea con tutte le schede recenti.

Ecco il video di presentazione della serie NITRO di Sapphire.

In conclusione anche con questa R7 370 Sapphire non ha deluso per il contenimento del calore generato dalla scheda. La temperatura di picco rilevata durante i benchmark effettuati non ha mai superato i 70 gradi ma non avevamo dubbi al riguardo, vista la generosità dell'impianto di raffreddamento.

Questa R7 370 di Sapphire è quindi una buona scheda considerando il fattore qualità prezzo. Al momento è possibile trovarla su Amazon.it a circa 170€, un buon compromesso per chi voglia assemblare una macchina da gioco con un budget di circa 500-600€. Le prestazioni a 1080p sono buone se il target sono i 30 fps e mantenendo i dettagli al massimo. Se il vostro punto di arrivo sono i 60 FPS, mantenendo la risoluzione Full-HD, andando a ritoccare le impostazioni grafiche di ogni singolo gioco sopratutto nel campo dell'antialias e degli effetti di illuminazione, dovreste avere tutta la libertà di farlo per almeno un paio d'anni.

I punti negativi riguardano il consumo energetico, un po' troppo elevato considerata la fascia della scheda, e lo strano layout che ha posizionato il connettore per l'alimentazione nella parte posteriore.

Il prezzo è una questione a sé stante: di listino sarebbe di circa 200€, alla pari della GTX 960 di Nvidia che però offre prestazioni migliori del 10-15%, ma guardandosi attorno è possibile trovarla a 30€ di meno, nella fascia dei 170 euro. Un prezzo invitante che rende questa scheda una proposta interessante per chi stia preparando un PC da gioco economico ma comunque in grado di prestazioni di tutto rispetto.

8 /10

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Riguardo l'autore

Marco Ballabio

Marco Ballabio

Redattore

Adepto spirituale del Pastore fin dai tempi di TGM, è sempre alla ricerca dell’ultimo pezzo per completare il suo PC definitivo. Impresa, come quella di Dylan Dog e del suo galeone, infinita.

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