Galak-Z - recensione

Un omaggio al mondo dei mecha-anime.

Gli appassionati di tech/robot manga e anime giapponesi sanno che le radici di questo ramo di cultura popolare sono piuttosto lontane nel tempo. Personalmente pensavo di averli visti nascere con il mio robottone preferito, Mazinga Z (arrivato in Italia all'inizio degli anni '80), ma la verità è che i primi passi sono da far risalire addirittura agli anni '50. Ad ogni modo si tratta indubbiamente di uno di quei generi capaci di lasciare il segno e di rimanere presenti, nelle loro caratteristiche principali, anche nelle produzioni più moderne.

Nei videogiochi il tema è stato ampiamente sfruttato un po' in tutti i modi, in maniera così estesa che proporre una carrellata sarebbe più compito da rivista monografica che da articolo. Tuttavia, come spesso succede, pochi sono i titolo capaci di rendere giustizia ai ricordi di diverse generazioni. Galak-Z è l'ultimo videogioco che ci prova e lo fa così bene che ha reso necessario, per il sottoscritto, scrivere questo preambolo focalizzato proprio sull'aspetto nostalgico/celebrativo del titolo.

Galak-Z è definibile come uno sparatutto a scorrimento (360 gradi), roguelike, dotato di una campagna singola e di un filo narrativo. Il giocatore impersona A-Tak, pilota unico superstite (ma dai?) della flotta stellare impegnato nella difesa dell'umanità contro un amalgama di nemici che comprende una fazione "imperiale" e una razza di alieni insettoidi particolarmente schifosi.

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Lo stile di Galak-Z è coloratissimo ed esplosivo: una gioia per gli occhi e per il gameplay.

Dopo che vi sarete ripresi dallo shock di cotanta originalità, è bene che vi avvisi che anche la trama va messa nel conto "revival", ovvero si tratta chiaramente di un desiderio di omaggio/riproposizione delle tematiche tanto care al genere. Dopotutto Goldrake, Mazinga, Jeeg Robot non facevano esattamente questo?

Il gioco confeziona così 25 missioni in 5 stagioni da 5 episodi. Nel corso di queste missioni potrete migliorare le prestazioni del vostro mezzo acquistando upgrade, armi e abilità varie. Tuttavia, in caso di morte, si perde tutto e si torna all'inizio dell'episodio (nella difficoltà arcade) o addirittura all'inizio della stagione (nella difficoltà rogue). Nel corso delle missioni si scopre anche un po' della trama attraverso dialoghi (ottimamente scritti e doppiati) e scene animate in perfetto stile anime.

Il gameplay vero e proprio è piuttosto particolare perché mescola l'azione frenetica tipica degli sparatutto a scorrimento, a una gestione tattica della situazione. Questo vuol dire che, pur essendo l'azione a tratti furiosa ed esplosiva, al giocatore è richiesto ben più che un cieco accanirsi sui pulsanti di fuoco: è assolutamente necessario evitare i colpi nemici facendo uso di manovre evasive, abilità speciali e armi extra. Per intenderci, il fuoco nemico brucia velocemente sia gli scudi che la chiglia della vostra astronave, quindi è sempre il caso di ingaggiare gli avversari da più lontano possibile, utilizzare movimento laterale per schivare i colpi a corto raggio e darsela a gambe non appena gli scudi cedono.

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I video d'intermezzo richiamano il genere mecha-anime in maniera precisa…

Ad arricchire questo gameplay ci sono elementi dello scenario ampiamente sfruttabili (fiori che esplodono, meteoriti da scagliare, mostri in agguato nelle rocce) e nemici dotati di routine differenti. E inoltre, udite udite, c'è la possibilità d'utilizzare la propria astronave anche in formato mech (da un certo punto della campagna in poi); sì, avete letto bene, un mech con tanto di spada sfolgorante e dotato di diverse abilità.

Ovviamente tra le due forme cambia anche il ritmo di gioco (meno frenetico con il mech), ma cambiano spesso anche le situazioni e le azioni richieste al giocatore. Il mech può usare un gancio retrattile per agganciare qualsiasi oggetto (anche i nemici) e scagliarlo lontano, attaccare con una spada laser e altro che vi lascio scoprire; sappiate però che la trasformazione può essere eseguita a comando del giocatore e sbrogliare situazioni passando da una forma all'altra è uno dei momenti più soddisfacenti e divertenti del gioco.

Tecnicamente Galak-Z è impeccabile. La direzione artistica è curata e costantemente impegnata nel suggerire al giocatore le sue radici mecha-anime; tutto nel gioco ricorda quel genere, dai dialoghi semplici ma ben ritmati e freschi alla schermata di pausa pensata per riproporre interfaccia e disturbi-video dei registratori VHS.

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Il mech utilizza armi e strumenti decisamente diversi dall'astronave, il che lo rende adatto a situazioni diametralmente opposte.

Lo stile utilizzato per la creazione dei personaggi e dei fondali si discosta da quello classico dei cartoni animati giapponesi ma l'operazione è comunque a segno positivo perché la grafica risulta colorata, esplosiva e in generale perfettamente in linea con l'atmosfera scanzonata del gioco. Gli effetti sonori sono sullo stesso livello, mentre sul lato della musica si poteva fare qualcosa di più osando maggiormente e ispirandosi direttamente ai mecha-anime.

Il livello di difficoltà di Galak-Z è alto. Sia a livello Arcade che, a maggior ragione, a livello Rogue, i nemici non fanno sconti: i loro proiettili mordono e l'intelligenza artificiale è efficace e aggressiva, non c'è quindi spazio per tecniche di exploiting o per facili memorizzazioni dei pattern nemici.

Questa difficoltà "buona" viene esacerbata da un sistema di controllo che in alcuni aspetti lascia un po' a desiderare. Galak-Z è pensato per essere giocato con un pad, ma anche disponendo di un controller di questo tipo i comandi non sono intuitivi; si è infatti abbandonata la strada del twin-joystick per percorrerne una che offre più sottigliezze tattiche ma che è anche più scomoda.

In particolare il sistema di strafing, il turbo, la schivata e i normali comandi di accelerazione, freno e fuoco si confondono facilmente, e possono risultare un po' troppo da gestire nelle situazioni più concitate. Questa è l'unica vera critica che ci sentiamo di muovere a Galak-Z; la presenza di una sola modalità di gioco è invece un'imperfezione a cui magari i dev potranno pensare in futuro. C'è da sperarlo, visto che il titolo ha decisamente ottime potenzialità per future espansioni.

In definitiva si tratta di un ottimo shooter con tantissima personalità, longevità e una innata capacità di creare sfide divertenti e spettacolari. Consigliato a tutti, obbligatorio per gli appassionati di mecha-anime.

8 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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