Far Cry Primal - prova

Una serie in via d'estinzione?

Londra - Quando qualche settimana fa è spuntato in rete il nome di Far Cry Primal, sono stati in molti a chiedersi se potesse essere il fantomatico seguito spirituale di Blood Dragon, eccellente spin-off retro/futuristico del terzo capitolo. E invece no, si tratta del quinto episodio della serie regolare, sviluppato ancora una volta da Ubisoft Montreal con la collaborazione dei team di Shanghai, Kiev e Toronto.

Con questo titolo Ubisoft ha deciso di dare uno strappo alla regola, e creare qualcosa di diverso dai soliti open world contemporanei. Primal è infatti ambientato nell'età della pietra, un'epoca dove l'uomo non solo non è in cima alla catena alimentare, ma dove la prima regola è sopravvivere e difendersi dagli attacchi di feroci animali selvatici e dalle tribù che popolano le terre di Oros, luogo dove si svolge l'avventura.

Il gioco vede protagonista Takkar, un abile guerriero che dovrà viaggiare ed esplorare luoghi sconosciuti con l'aiuto dei suoi compagni a due e quattro zampe. Cosa che abbiamo avuto modo di fare di persona grazie alla versione preview di Far Cry Primal provata in quel di Londra, e che si è dimostrata promettente nonostante alcuni punti da chiarire.

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Il lupo è soltanto uno dei numerosi animali selvatici che è possibile ammaestrare e avere come compagno in Far Cry Primal.

La caccia è la colonna portante su cui è costruita la struttura del gioco ed imparare a maneggiare tutti i diversi tipi di lance, archi, dardi e mazze può richiedere un po' di tempo, senza contare le armi secondarie come le sacche piene di api velenose. Tutto questo, ovviamente, non lo si trova già pronto e finito come nel più classico dei videogiochi, ma è necessario fabbricarlo grazie al buon sistema di crafting che, almeno per ora, sembra non invadere eccessivamente il gameplay.

I materiali si trovano senza troppi problemi nelle praterie, lungo i fiumi, nei boschi e nelle caverne, e includono anche pelli e molteplici tipologie di piante utili per realizzare sostanze velenose, impugnature, pellicce e altro ancora. Tutte le risorse sono raccolte e descritte nel dettaglio nell'apposito menù, quindi il pericolo di ritrovarsi con una miriade di materiali senza sapere poi come utilizzarli, sembra essere scongiurato.

Parlavamo della caccia poco fa, e proprio durante le fasi d'esplorazione abbiamo potuto contare sull'aiuto di diversi alleati a quattro zampe. Si può inviare un gufo (noto animale a quattro zampe, ndSS) a perlustrare la zona dove si trova il nostro prossimo obiettivo, e attivare per qualche secondo la visuale 'hunter' utile a scoprire animali o nemici che possono passare inosservati ad occhio nudo. In alcune circostanze, inoltre, lo si può usare come diversivo per attaccare una preda dall'alto ed eventualmente dare il colpo di grazia correndo verso di essa con Takkar.

Ma, cosa ancora più importante, ammaestrando le varie bestie che si incontrano a Oros è possibile trasformarle in nostre alleate, dandoci qualche speranza in più di sopravvivenza. Tra di esse abbiamo riconosciuto diversi tipi di orsi, leopardi, lupi, tigri, ma anche pantere e mammut che possono addirittura essere utilizzati come mezzo di trasporto per spostarsi da una parte all'altra della mappa (la cui grandezza rimane ancora da chiarire).

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Pur essendo un open world ambientato nel mesolitico, Far Cry Primal offre dei metodi di trasporto alternativi per alleggerirci gli spostamenti tra una zona e l'altra di Oros.

Il codice da noi provato è stato probabilmente impostato con un livello di difficoltà basso, cosicché farsi amiche le bestiole non è stato poi così difficile. Possiamo comunque ipotizzare che nel gioco finale alcune di esse richiederanno parecchio sudore per essere educate a dovere.

Tramite il D-pad è possibile chiamare il compagno che si desidera utilizzare in qualsiasi momento, a patto che sia ancora vivo. In caso contrario, basta avvicinarsi al cadavere per riesumare il corpo caduto in battaglia, oppure, nel caso sia soltanto ferito, dargli del cibo per guarirlo nel giro di pochi istanti.

Se pensate che il buddy system possa avvantaggiarci o snaturare il gioco, sappiate che gli animali del nostro 'zoo personale' sono dotati di tre caratteristiche (forza, velocità e capacità di passare inosservato) suddivise in livelli, il che li rende utili a seconda delle situazioni. Chiamare un orso da scagliare contro una pantera ha senso fino ad un certo punto, dato che il felino è dotato di una velocità sopraffina in grado di far mangiare la polvere al ben più forzuto plantigrado.

Per farvi un esempio della varietà delle situazioni sperimentate durante il nostro hands-on, nel bel mezzo di una scampagnata per i boschi alla ricerca di materiali, ci siamo imbattuti in una creatura a dir poco agile. Quando la situazione ha cominciato a prendere una brutta piega, abbiamo iniziato a correre a perdifiato verso il piccolo lago non molto distante dalla nostra posizione, peccato che non appena ci siamo immersi nell'acqua per cantare vittoria, un simpatico coccodrillo ci abbia azzannato un braccio senza farsi troppi problemi.

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Il nuovo titolo Ubisoft non pare apportare novità al genere, ma il cambio di rotta ci è parso particolarmente azzeccato.

In questi casi è sufficiente premere ripetutamente un tasto per liberarsi ma tra pesci giganti, serpenti e api velenose, c'è veramente poco da stare tranquilli nelle terre di Oros. Come se questo non fosse abbastanza, bisogna prestare attenzione anche al fuoco, utile sì per incendiare alcuni tipi di frecce da scagliare contro i nemici, ma anche per illuminare grotte e caverne o mentre ci si muove di notte. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che se si entra a contatto col fuoco, non solo si subiscono danni ma si può addirittura finire con la propria pelliccia in fiamme.

Al contrario, visitando le zone montuose e ghiacciate la barra della stamina dev'essere saltuariamente tenuta sott'occhio per evitare di finire congelati, ed è quindi necessario avventurarsi per i sentieri innevati ben coperti e con una buona scorta di legna per accendere un fuoco.

In Far Cry Primal sono presenti anche le tribù avversarie e, come al solito, nel caso ci si trovi in un villaggio, queste chiameranno i rinforzi in men che non si dica. È troppo presto per parlare dell'intelligenza artificiale ma la mira di questi bruti sembra essere di tutto rispetto, specie quella degli individui più grossi.

Conquistando un avamposto si ottiene l'esperienza che andrà successivamente a sbloccare punti abilità da spendere nell'apposito menù. Insomma, tutto come da programma. Anche le missioni secondarie almeno per il momento, non paiono offrire spunti particolarmente interessanti, e spaziano dall'aiutare persone in cerca di cibo per la loro tribù, all'eliminare gruppi di nemici e così via.

Abbiamo apprezzato l'uso delle lingue preistoriche per caratterizzare i vari personaggi, con i soli sottotitoli (anche in Italiano) utili a farci comprendere i vari dialoghi. Oltre alla storia, di cui al momento non è stata divulgata alcuna informazione, sarà interessante capire se si potrà ottenere qualche vantaggio ascoltando con molta attenzione l'ambiente che ci circonda, specialmente durate le pericolose battute di caccia notturne.

Insomma, dopo aver testato a fondo il codice preview, possiamo tranquillamente dire che Far Cry Primal ha le carte in regola per non deludere i fan della serie, senza però mostra elementi in grado di apportare particolari novità.

Il comparto tecnico svolge il suo lavoro ma per il resto è troppo presto per trarre conclusioni, ragion per cui vi rimandiamo ai prossimi provati di un gioco che ha le carte in regola per essere uno dei titoli del da non perdere a inizio 2016.

Far Cry Primal uscirà il prossimo 23 febbraio su PlayStation 4 e Xbox One, mentre a versione PC è in arrivo durante il mese di marzo.

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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