Nel corso degli ultimi anni, diverse produzioni indipendenti sbarcate sulle console Sony sono nate grazie a un intervento più o meno significativo dei Santa Monica Studios. La software house sarà conosciuta dai più per l'importantissima saga di God of War ma, come i frequentatori più assidui del PlayStation Store si saranno accorti, i ragazzi californiani hanno messo lo zampino in un gran numero di titoli.

Solo dando un'occhiata ai giochi usciti nell'attuale e nella scorsa generazione, lo studio ha collaborato alla creazione di giochi come Everybody's Gone to the Rapture e The Unfinished Swan. Si tratta di alcuni tra i migliori titoli che hanno occupato lo store digitale delle piattaforme PlayStation e che hanno permesso a produzioni diverse, e in molti casi estremamente originali, di far breccia all'interno del mondo console.

Nel 2009 un particolare progetto incentrato soprattutto sul multiplayer a squadre e su uno stile grafico cartoonesco decisamente azzeccato, è riuscito a ottenere delle buone valutazioni sia dalla critica che dal pubblico. Stiamo parlando di Fat Princess, un gioco targato Titan Studios, software house che ha chiuso definitivamente i battenti nel 2011. Tre membri chiave del team hanno successivamente deciso di fondare Atomic Operations e assumere il nome di Fun Bits Interactive.

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La nostra avventura inizierà con la personalizzazione del nostro personaggio. Completando nuove missioni potremo sbloccare delle nuove personalizzazioni.

Questo nuovo studio ha scelto di tornare nella città di Gran Boccone con Fat Princess Adventures, una produzione nata dalla collaborazione con Santa Monica Studios che abbandona qualsiasi velleità competitiva e che propone una struttura da hack and slash cooperativo da godersi sia online, sia comodamente spaparanzati sul divano con altri tre amici.

Ci troviamo di fronte a un'avventura spensierata che non si prende troppo sul serio e che punta sul divertimento e sulla capacita di strappare un sorriso, parodiando l'intero genere fantasy e facendosi beffe di figure classiche come maghi, principesse, cavalieri, regine malvagie e orribili orchi. Tutti questi ingredienti hanno il non facile compito di non far rimpiangere la formula PvP che tanti aveva convinto ai tempi di Fat Princess.

Il villaggio di Gran Boccone è sotto assedio e la Principessa Paffutella è stata catturata dai pericolosi gobbling. Le guardie cittadine non sembrano essere in grado di rispondere efficacemente all'offensiva e l'intero regno pare ormai pronto a cadere nelle mani della Regina Amarinda. Tutto sembra perduto ma come succede in ogni fantasy che si rispetti, le sorti dell'umana stirpe sono completamente nelle mani di un avventuriero solitario (o accompagnato dalla sua allegra combriccola di amici).

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La modalità cooperativa fino a quattro giocatori rappresenta il fulcro dell'esperienza di gioco e in alcuni casi l'unico modo per superare pressoché indenni i boss più pericolosi.

L'avventura proposta da Fun Bits Interactive ci porterà a esplorare ambienti molto diversi a partire dai dintorni di villaggio Gran Boccone, fino alle più alte vette delle Montagne Salate, dalle mortali paludi fino al pericoloso porto dei pirati. Ogni zona sarà caratterizzata da comprimari e da nemici diversi che non si discostano troppo dalle caratteristiche più classiche del fantasy. A conti fatti, è proprio questo il punto di forza di un comparto narrativo decisamente scarno: la presenza di personaggi divertenti, di situazioni paradossali e di elementi che fanno chiaramente il verso ai capisaldi del genere.

Al di là di questa vena ironica e di alcuni rimandi alla cultura popolare (in particolare a un famoso programma televisivo culinario), non possiamo di certo ritenerci troppo soddisfatti dalla narrazione appena mediocre di Fat Princess Adventures. Quello narrativo è però un comparto da cui non ci si poteva aspettare troppo, dato che viene utilizzato esclusivamente come un pretesto per spingerci a menare le mani e a esplorare il mondo di gioco.

Un mondo di gioco che è diviso in macrozone che andremo lentamente a visitare nelle circa 6-7 ore necessarie per completare la campagna principale. All'inizio dell'avventura dovremo creare il nostro alter ego, personalizzandolo attraverso un editor semplice e funzionale che dopo pochi minuti ci permetterà di buttarci immediatamente nella mischia e di scegliere una delle quattro classi disponibili: il cavaliere, il mago, l'arciere e l'ingegnere. Si tratta di quattro archetipi in grado di utilizzare delle armi ed equipaggiamenti ben precisi ma che, tuttavia, non si differenziano troppo l'uno dall'altro.

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Abbuffarvi con le torte vi permetterà di recuperare energia ma anche di trasformarvi in vere e proprie macchine da guerra.

Ogni classe è dotata di due attacchi che possono essere ulteriormente caricati per degli effetti ancora più devastanti. Il soldato è adatto esclusivamente al combattimento in mischia, il mago è più efficace dalla distanza, mentre l'arciere e l'ingegnere possono essere considerati come i più bilanciati, dato che sono in grado di colpire sfruttando nel primo caso l'arco e un'arma da taglio, e nel secondo un martello e delle granate. Fun Bits Interactive ha, in ogni caso, deciso di permettere ai giocatori di cambiare al volo la classe utilizzata attraverso i tanti checkpoint presenti sulla mappa, andando a creare una struttura molto aperta che permette di provare velocemente le nuove armi e il nuovo equipaggiamento ottenuto.

Fat Princess Adventures è sotto ogni punto di vista un hack and slash ma non disdegna alcuni elementi tipici degli RPG, in particolare quando si tratta di raccogliere loot e gestire/migliorare armi e armature. Un minimo di varietà a dispetto di un combat system estremamente semplicistico deriva proprio dagli equipaggiamenti e dai vari effetti che possiedono. Vi capiterà di incappare in un bastone magico in grado trasformare i nemici in polli, in martelli che aumentano la probabilità di trovare delle fette di torta (fondamentali per recuperare la salute o per trasformarvi in un grosso e grasso energumeno) o ancora archi che vi permettono di ottenere delle bombe uccidendo i nemici e potenti granate elettriche.

Di fronte a delle meccaniche di gioco forse troppo elementari, non si può negare che in certe sezioni e in particolare contro boss ben precisi sia quasi impossibile sopravvivere in solitaria. Cooperare in questi casi diventa pressoché un obbligo e il bilanciamento dell'esperienza proposta da Fun Bits non convince a pieno a causa di alcune zone che molto probabilmente vi spingeranno al limite della frustrazione.

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Il tono scanzonato dell'intera campagna vi strapperà più di qualche sorriso. Questa curiosa scena, ad esempio, è accompagnata da un tormentone di Barry White.

Armarsi di un paio di buoni amici o affidarsi alla Grindhouse (unica altra modalità di gioco) per ottenere denaro e migliorare l'equipaggiamento potrebbe essere l'unica soluzione percorribile per superare questo genere di ostacoli. Oltre a questi problemi siamo rimasti leggermente delusi anche dalla mole di contenuti proposti e, a meno che abbiate qualche amico con cui divertirvi difficilmente, continuerete a giocare una volta terminata la campagna principale.

Al di là di tutti i cambiamenti apportati alla formula di gioco, lo stile grafico si dimostra ancora una volta piuttosto ispirato e perfettamente in linea con quello del primo Fat Princess. Alcune situazioni si rivelano davvero esilaranti grazie a dei personaggi e a una colonna sonora ben realizzati e implementati, e il comparto tecnico è in definitiva di buona fattura e caratterizzato da un sonoro completamente localizzato in Italiano. La qualità del doppiaggio è discreta e l'unica voce "stonata" tra quelle proposte è, molto probabilmente, quella del protagonista.

Fat Princess Adventures abbandona il PvP in favore di un gameplay hack and slash fortemente incentrato sulla cooperativa e, nonostante delle meccaniche di gioco piuttosto semplicistiche, un bilanciamento lontano dalla perfezione e una mole di contenuti al momento appena sufficiente, il titolo si rivela un esperimento tutto sommato azzeccato per Fun Bits, soprattutto se giocato in compagnia. Non si tratta probabilmente del sequel che molti aspettavano o di un titolo memorabile per gli amanti del genere ma nel catalogo di qualsiasi piattaforma c'è spazio anche per un progetto minore dal carattere leggero e spensierato e all'insegna del puro divertimento.

6 /10

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.