Crossfire, il videogioco da un miliardo di dollari - articolo

Nuovi e impensabili traguardi per il free to play.

Vi ricordate quando, qualche anno fa, cominciarono a uscire le prime informazioni sull'accordo tra Activision e Bungie, e in particolare sulla cifra messa in gioco dal publisher americano?

Per mesi e mesi quei "500 milioni di dollari" furono sulla bocca di tutti, tra chi ipotizzava che fossero solo per il primo capitolo della saga, chi diceva che comprendevano le spese di marketing e chi si scandalizzava e basta, giusto perché questo è quello che va di moda fare ora in rete.

Bene, se anche non facevate parte dell'ultima categoria di utenti lamentosi, preparatevi perché anche voi entrerete presto in questo gruppo. E di nuovo per una questione di 500 milioni di dollari, cifra messa in campo, stando a un articolo apparso su VentureBeat, dal publisher The9 per sviluppare e distribuire l'attesissimo secondo capitolo di... CrossFire!?

Calmi tutti, vediamo di cosa si sta parlando. All'insaputa di buona parte degli hardcore gamer del mondo, e probabilmente anche dei casual, in Cina c'è un FPS free to play che sta facendo una quantità di soldi simile, se non addirittura superiore, a quella che portano a casa titoli assai più famosi come League of Legends, DOTA 2 e compagnia bella.

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Ammirate la posa della tipa sulla sinistra e come stia levitando quella in fondo…

Si chiama, appunto, CrossFire e sta facendo guadagnare più di un miliardo (sì, MILIARDO!) di dollari all'anno a Smilegate (sviluppatore sudcoreano) e a Tencent (publisher cinese). Infatti, stando al quotidiano The Korean Herald, con i suoi 1,3 miliardi di dollari incassati nel corso del 2014, è stato il gioco che ha generato il maggior ricavo al mondo.

E questo grazie ai suoi 400 milioni di utenti registrati (QUATTROCENTO MILIONI!) e ai più di sei milioni di giocatori online presenti in qualsiasi momento (SEI MILIONI!). Qualcuno si stupisce se vi dico che è l'FPS più giocato al mondo?

Ma nonostante gli incassi paurosi, Smilegate ha sentito la necessità di evolvere la sua gallina dalle uova d'oro e forse, complice la scoperta dell'uscita dell'Unreal Engine 2.0 (vedere le immagini con la grafica del gioco per apprezzare appieno la battuta), si è messa al lavoro sul seguito.

E qui s'inserisce il ricchissimo e potentissimo publisher cinese The9, che si occupa tra le altre cose anche della distribuzione e dei server cinesi di nomi come World of Warcraft, Guild Wars, Ragnarok Online 2 e persino FIFA Online. Un pesce grosso, quindi, che si è aggiudicato i diritti esclusivi per i prossimi cinque anni per l'ambitissimo CrossFire 2.

Livelli e animazioni di CrossFire sembrano usciti da un brutto videogioco di almeno quindici anni fa.

Come? Grazie a un anticipo di 50 milioni di dollari a cui potranno aggiungersi fino a 450 milioni di dollari in base a "precisi obiettivi di sviluppo e operativi". Che tradotto significa "in base al numero di giocatori e a quanto spenderanno nel gioco". E, pare, questi 500 milioni non tengono conto delle royalties, una fetta importante che Smilegate s'intascherà a parte!

Ma cos'è CrossFire e come mai incassa così tanti soldi? Detto semplicemente, è un brutto (ma proprio brutto!) clone di Counterstrike. Due corporazioni di mercenari, chiamate con estrema fantasia "Black List" e "Global Risk", si affrontano in scontri 8 vs. 8 in livelli poveri, ma mai quanto le animazioni dei personaggi.

Ci sono anche le modalità Zombie e Wave ma sono meno popolari del classico team match. I soldi vengono, ovviamente, dalla possibilità di comprare armi per il nostro personaggio. Oggetti che sono sì più potenti di quelli standard e che sono spesso caratterizzati anche da un look che definire tamarro è essere gentili. Ma che sono perfetti per il pubblico di riferimento: i dati sugli incassi parlano chiaro e non lasciano spazio a dubbi a riguardo.

Crossfire non è quindi un gioco destinato al pubblico occidentale, sebbene sia disponibile anche qui da noi (questo è il sito ufficiale) e ci siano degli utenti in Europa e negli USA. Soprattutto non è adatto al pubblico di Eurogamer, abituato a ben altri livelli produttivi.

Il gioco in patria è anche protagonista nel campo degli esport. Ecco un estratto dello scontro tra 3sUP.Carbon e WAAR MACHINE.

Ve ne abbiamo parlato, però, per due motivi. Il primo è per aprire una finestra su un mondo che molti di noi ignorano ma che non solo è presente, ma è anche estremamente vivo e pieno di gente che ci gioca. E che, soprattutto, muove quantità di soldi impensabili per buona parte dei publisher di titoli tripla A che giochiamo quotidianamente sulle nostre console o sul nostro PC.

Il secondo è perché proprio in questi giorni esce il fantomatico CrossFire 2! Dagli screenshot e dai video presenti sembra nettamente migliore del precedente capitolo, anche se resta un prodotto che rientra nella fascia medio bassa dal punto di vista tecnico (probabilmente una scelta voluta per permettere a CF2 di girare su quei PC poco potenti usati da buona parte del suo pubblico).

Se siete curiosi di vederlo o addirittura di provare questa macchina per stampare i soldi, andate sul sito ufficiale e scaricatevi il client. Magari vi prenderà bene e nel giro di un paio di settimane vi ritroverete a spendere mezzo stipendio per comprare un AK-47 dipinto coi colori dell'arcobaleno, un badile con le sfumature del mare, e chissà cos'altro ancora. Oppure no.

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Riguardo l'autore

Mattia Dal Corno

Mattia Dal Corno

Redattore

Tre passioni hanno caratterizzato la mia vita: fumetti, cartoni animati e videogiochi. Sono riuscito a trasformare le prime due in un lavoro mentre la terza è ancora oggi il mio hobby principale.

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