Human Resource Machine - recensione

Un puzzle game eccellente tra logica matematica e inquietante ironia.

Chi si è scontrato almeno una volta nella propria carriera da gamer con SpaceChem, sa bene come funzionano i puzzle logico matematici e la difficoltà che questi possono rappresentare per le proprie meningi. Human Resource Machine è a tutti gli effetti un rompicapo di questo genere, che offre però al giocatore un ventaglio di possibilità ridotto all'osso rispetto alla perla di Zachtronics, ma che non per questo ne diminuisce la difficoltà e la profondità complessive.

Human Resource Machine è l'ultimo gioco sviluppato dallo studio Tomorrow Corporation, composto da tre ex dipendenti di Electronic Arts: Allan Blomquist, Kyle Gray e Kyle Gabler. Quest'ultimo è anche cofondatore e game designer dello studio 2D Boy, artefice di quel capolavoro World of Goo così importante per la rinascita della scena indie contemporanea. E nello stile grafico di Human Resource Machine c'è tanto di World of Goo. Il tocco artistico di Gabler si è però evoluto in toni più grotteschi grazie all'esperienza maturata con Little Inferno, titolo pubblicato da Tomorrow Corporation tre anni fa.

Gli amanti di Little Inferno saranno inoltre felici di sapere che l'altissimo livello d'ironia, dirompente e critica, è rimasto completamente immutato. Questo è sicuramente uno dei meccanismi cardine che rende l'esperienza ludica di Human Resource Machine particolarmente speciale e spassosa. Ogni linea di dialogo finisce irrimediabilmente per stampare un sorriso divertito sulla bocca del giocatore, ma lasciando al contempo lo spettatore più attento con una sensazione di disagio dovuta alla cinica freddezza con cui vengono trattati importanti tematiche.

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È così che tutto ha semplicemente inizio. La curva di apprendimento è decisamente ben bilanciata.

Un altro elemento fondamentale e riuscitissimo nell'economia del gioco è ovviamente il gameplay, come al solito originale anche grazie al lavoro di sperimentazione maturato con il progetto Experimental Gameplay Project: una sorta di game jam permanente che mira esclusivamente a trovare nuove forme innovative di giocabilità.

Le regole di base dei puzzle sono piuttosto semplici: dataci una corta lista di comandi, dovremo riuscire a mettere in ordine una serie di oggetti, indicati da valori alfanumerici, programmando un sistema logico che svolga la consegna del livello in modo automatico. Una qualità positiva del gameplay risiede nell'enorme varietà di sistemi logici con cui può essere portato a termine ogni livello, programmando differenti soluzioni a seconda dei propri gusti e del proprio modo di ragionare.

Per questo motivo, completare i livelli principali del gioco non sarà un compito eccessivamente complesso. Human Resource Machine ha però l'ottimo pregio di essere piacevolmente rigiocabile, stuzzicando il giocatore con sfide spesso molto difficili da superare, riguardanti il numero massimo di comandi utilizzati all'interno dei programmi compilati e i passaggi compiuti per portare a termine ogni sequenza funzionante.

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Il gioco permette di aggiungere delle utili note ai nostri schemi logici per aiutare a raccapezzarci.

A condire e dare gusto al tutto, come già accennato, s'inserisce una trama di fondo squisitamente inquietante e al tempo stesso carica di critica ironia. Senza cadere ovviamente nello spoiler, basti sapere che la storia affronta l'interessante tematica del rapporto tra uomo e macchina, toccando sia la questione dell'automazione del lavoro sia l'alienazione umana causata dalla costante ripetizione di compiti meccanici.

Non a caso, il protagonista che controlleremo passerà tutta la propria vita a scalare i piani di un'azienda senza ricevere mai alcun riconoscimento per i successi ottenuti e continuando imperterrito il proprio robotico lavoro, compiuto seguendo alla lettera ordini apparentemente senza senso e di cui non ha una visione complessiva.

Human Resource Machine è quindi un puzzle game che offre un buon livello di sfida senza risultare frustrante, ma che, al contrario, stimola continuamente la creatività logica del giocatore. Ad alzare la qualità complessiva dell'opera si aggiunge una direzione artistica di alto livello e una narrazione essenziale ed incalzante che strapperà più volte un sorriso allo spettatore.

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Questa volta ho usato molti più comandi del necessario, ma al almeno ho sbloccato un achievement correlato.

L'unico difetto riscontrabile in Human Resource Machine è il numero di livelli principali e secondari non proprio elevato, ma comunque in linea con il prezzo di listino di €9,99. Un acquisto quindi obbligato per tutti gli amanti dei puzzle game logico matematici, anche di quelli che non amano rimanere bloccati troppo a lungo su un problema con un'unica complessa soluzione difficile da trovare.

9 /10

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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