Apple TV 2015 - recensione

Il dispositivo di Cupertino non convince sul fronte videogiochi.

Stando ad Apple, il futuro delle sue televisioni è nelle app basate sullo streaming dei contenuti e supportate da una minima potenza di calcolo in locale. L'obiettivo è di avere intrattenimento on demand arricchito da funzioni che semplicemente le televisioni tradizionali non possono offire. Il fatto che un hardware più prestante sia il cuore dell'ultima generazione di Apple TV (e dei dispositivi analoghi di altri produttori) vuol dire che anche per i videogiocatori inizia ad esserci qualcosa, ma si tratta di un qualcosa che giustifica il passaggio a set top box migliori dei media box più economici?

Si tratta di una domanda che ci siamo posti più volte, ma più caratteristiche scoprivamo sull'Apple TV e più ci ritrovavamo a darci risposte poco piacevoli. La nuova Apple TV 2015 offre giochi mobile che chiaramente si trovano a loro agio in un ambiente portatile, ma che non per forza funzionano sullo schermo in salotto. A questo va aggiunta anche qualche perplessita sul telecomando.

Abbiamo messo alla prova sia Apple TV che lo Shield Android TV per un po' e siamo arrivati ad una conclusione semplice: per il media streaming avere processori più veloci e interfacce migliori permette di accedere ai contenuti con più facilità rispetto ai prodotti entry-level, ma proprio questi contenuti alla fine sono i medesimi e alla medesima qualità. Di più, a volte le maggiori capacità di Apple TV e Android TV non sono neanche supportate da tutte le applicazioni, di fatto azzerando il vantaggio.

Stando così le cose, l'approccio di Apple è di duplice natura: prima di tutto c'è l'introduzione di Siri come metodo di controllo vocale per accedere ai contenuti o anche scoprirne di nuovi ricercando per nome degli attori o per categorie.

La video recensione dell'ultimo modello di Apple TV (in inglese).

Teoricamente, l'introduzione di Siri è la killer application, ma è comunque molto simile alla funzionalità analoga presente su Android TV sia per punti di forza che per debolezze. Lo strumento per scoprire nuovi contenuti può essere molto efficace ma il problema è che il supporto per i comandi vocali non è obbligatorio per gli sviluppatori, e non mancano le applicazioni che appunto non lo prevedono. Chiedendo "Voglio vedere l'ultima puntata di Doctor Who" non si ottiene risposta perché l'app della BBC non supporta i comandi vocali, e si ottengono invece i vari episodi della popolare serie che Apple ha in vendita.

Si tratta di un problema molto simile a quello già incontrato alla prova di Android TV. Il controllo vocale dovrebbe essere il collante tra le applicazioni capace di offrire esperienze omogenee, ma il supporto a macchia di leopardo lo trasforma in un di più che stanca rapidamente a causa delle ricerche a vuoto. Apple TV ha però un vantaggio sulla concorrenza su questo fronte: i comandi vocali sono supportati da Netflix. Se la vostra libreria s'appoggia principalmente al servizio recentemente sbarcato anche da noi, allora può essere che questa rivoluzione funzioni.

La seconda innovazione di questa generazione di Apple TV la troviamo nel nuovo telecomando, un dispositivo di alta qualità con rilevatori di movimento e un touchpad sensibile per navigare rapidamente la nuova interfaccia (ottimo per sfogliare i film per esempio). Il telecomando è piacevole da utilizzare, ma ha un punto debole nel feeling del pulsante nascosto sotto al touchpad, che non sembra particolarmente resistente. Un vero peccato visto che la tecnologia ForceTouch in ambito laptop è al top di gamma. Il telecomando si ricarica con un cavo Lightning incluso nella confezione ma manca il caricatore. Apple probabilmente si aspetta che ognuno lo abbia già, e in caso negativo tocca sfruttare il computer.

La nuova interfaccia a base di icone funziona bene con il telecomando nella maggior parte dei casi, ma lo stesso non si può dire per l'input di testi. Inserire nomi utente e password è tedioso, mentre per fortuna attivare l'account iTunes è più semplice grazie alla possibilità di utilizzare un altro dispositivo iOS (sempre che lo si abbia, chiaramente). Fuori da iTunes, però, non c'è modo di sfuggire al fastidio.

Sfortunatamente anche le potenzialità sul fronte videoludico sono viziate proprio dal design del telecomando. Speravamo d'incontrare un'evoluzione del Wiimote mentre invece abbiamo trovato qualcosa di ben lontano dal comodo. Galaxy on Fire: Manticore Rising tratta il telecomando come fosse un SixAxis (che infatti si comporta male proprio come il vecchio sensore del pad PS3), mentre Beat Sports di Harmonix è notevolmente meno preciso che con un controller Nintendo.

Asphalt 8 invece non funziona male: si controlla impugnando il telecomando in orizzontale e sfruttando i sensori di movimento per guidare. L'assenza di feedback è in effetti strana ma l'esperienza tutto sommato funziona. Si frena cliccando sul touchpad e il tasto per la pausa attiva la nitro: per fortuna gli sviluppatori hanno accesso a due tasti fisici.

Sfortunatamente è chiaro che il remote è ben più adatto alla navigazione nei menù che ai videogiochi. Il dispositivo è molto piccolo e il controllo di precisione sembra quasi impossibile. Geometry Wars 3 è quasi impossibile per intenderci. Anche gli swipe più semplici non ci sono sembrati comodi, muoversi in Crossy Road per esempio richiede di tenere il telecomando immobile per tutto il tempo per evitare che gli input vengano recepiti male. Chiaramente si può comprare un controller di terze parti per giocare ma si tratta di una spesa extra oltre a quella per l'Apple TV

La sensazione è che Apple TV non riesca a convincere al cento per cento anche se presa nel suo insieme. Il telecomando non è adatto ai videogiochi e manca di precisione, mentre il processore A8 è tecnologia dell'anno scorso, dunque prestante ma non troppo e non al livello di Shield Android TV (e neanche di iPhone 6S). Usare tecnologia datata ha effetto anche sulle capacità di playback: manca il supporto al 4K e, per quanto ne sappiamo noi, manca anche il decoding HEVC/h.265, un'assenza che taglia fuori la prossima generazione di streaming. Sia lo Shield Android TV che l'ultimo modello di Fire TV hanno queste caratteristiche, e infatti Netflix già supporta lo streaming a 4K.

Guardiamo da vicino le performance della Apple TV 2015.

Apple TV 2015 - il verdetto del Digital Foundry

L'ultimo modello di Apple TV riesce a migliorare la velocità e l'efficienza dell'interfaccia utente grazie anche al nuovo telecomando. Utilizzare iTunes e Netflix, insomma, funziona a dovere. L'assenza di un'offerta standardizzata però, e pensiamo ai controlli vocali solo opzionali per gli sviluppatori, rischia di rovinare il ruolo di Siri. Vi consigliamo anche di assicurarvi che il vostro servizio di streaming preferito sia compatibile con Apple TV, un dato che purtroppo non è così ovvio come dovrebbe.

Non riusciamo allora ad evitare la conclusione che Apple TV sia stata lanciata con un'offerta completa ma che manchi invece di quella propulsione innovatrice che speravamo portasse con sé. Se il futuro della televisione è nelle app servono anche idee radicalmente nuove, perché per il momento troviamo solo conversioni di applicazioni nate su mobile che non risultano completamente a loro agio sullo schermo del televisore. Prendiamo AirBnB per fare un esempio: vedere le immagini in grandi dimensioni è chiaramente ottimale ma l'usabilità è nettamente inferiore alle controparti desktop o mobile. Probabilmente ci sono applicazioni che beneficiano decisamente del salto in salotto, ma in molti casi non abbiamo sentito vantaggi particolari.

Da ultimo, e questo ci interessa particolarmente, sul fronte dei videogiochi siamo rimasti delusi. Apple TV non offre un hardware performante e il sistema di input sarà una vera sfida per gli sviluppatori. Il passaggio da controlli fisici a input touch è stato difficile già di per sé, e il nuovo telecomando restringe ancora di più le possibilità. Ci aspettavamo una mezza rivoluzione, qualcosa con un appeal sul grande pubblico paragonabile al Wii Remote, ma così non è.

Facciamo fatica a non essere delusi: vediamo le fondamenta per qualcosa di grande ma manca omogeneità e coerenza tra le applicazioni. In un mondo dove Netflix permette lo streaming a 4K e i televisori che supportano l'Ultra HD hanno prezzi sempre più bassi, lanciare un media streamer che non supporti questa tecnologia è un vero passo falso. Si dice spesso che i prodotti Apple diano il meglio a partire dalla seconda generazione, e potrebbe essere il caso anche di Apple TV. Ma questo non ci aiuta a vedere il bicchiere mezzo pieno.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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