Oxenfree - recensione

Narrativa, esplorazione e… innovazione.

Narrativa ed esplorazione sono due meccaniche care ai videogiochi; se la prima è un po' presa a prestito da altre forme di intrattenimento, la seconda è più costitutiva. Creare un mondo digitale e lasciare che il giocatore lo esplori (più o meno a piacimento), è da sempre una delle leve più efficaci su cui agire per creare un gameplay interessante.

Queste due meccaniche sono anche quelle su cui recentemente si è sperimentato di più; per la narrazione mi viene in mente l'ottimo Her Story, per l'esplorazione il bizzarro Sunless Sea, solo per fare due nomi. Tra i titoli PC c'è comunque soltanto l'imbarazzo della scelta per chi voglia tuffarsi in questi generi, soprattutto se si prende in considerazione anche la scena indie.

Oxenfree rientra tra questi titoli sperimentali e si può classificare come un gioco pesantemente basato sulla narrativa in cui anche l'esplorazione ha un peso determinante sul totale dell'esperienza. La storia è piuttosto semplice: un gruppo ristretto di amici si ritrova su un'isola perlopiù abbandonata per passare del tempo in relax e divertimento. Hanno personalità distinte, obiettivi particolari e, in generale, "cornici comportamentali" differenti; ma rivelare oltre vorrebbe dire, ovviamente, fare spoiler, quindi ci fermiamo qui.

Il giocatore impersona Alex, una ragazza che arriva sull'isola con il suo fratellastro e con il suo personale carico di esperienze (e traumi). Il gioco non offre presentazioni né interfacce particolari. Semplicemente ci si ritrova davanti a uno scenario bidimensionale in cui i vari personaggi interagiscono dialogando e svolgendo delle semplici azioni; a volte l'interazione viene sospesa per mostrare dei momenti particolari (o per evocare la mappa dell'isola), ma in generale Oxenfree mantiene un ritmo costante e una coerenza visiva omogenea.

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I dialoghi di Oxenfree sono il suo punto forte: divertenti, interattivi e ricchi d'atmosfera e di conseguenze sul resto della storia.

Questo vuol dire che come giocatori vi troverete a svolgere pochi tipi di attività: dialogare, muovervi, interagire con (pochi) oggetti e... ascoltare la radio. Proprio la radio è in effetti una delle poche interazioni "built-in" nel gioco, ovvero incorporate nel sistema. Questo perché (e qui non vi spoilero nulla perché si tratta di un fatto di cui verrete a conoscenza nei primi cinque minuti di gioco), sull'isola circola la leggenda che in certe zone, sintonizzandosi su particolari frequenze, si possano ascoltare delle inquietanti trasmissioni...

Per il resto sono presenti enigmi molto semplici e più legati alla mera esplorazione che a ragionamenti di tipo induttivo; il gioco scorre sempre in maniera fluida e mi è capitato molto raramente di dover tornare sui miei passi per ritrovare la soluzione a una situazione o la chiave per poter procedere nell'avventura.

Al di là dell'esplorazione e di qualche semplice interazione, Oxenfree dà il meglio di sé nei dialoghi. Al contrario di quanto succede normalmente, le frasi pronunciate dai vari personaggi non si susseguono ordinatamente una dietro l'altra; si tratta più di un flusso in cui quando un personaggio parla potrete intervenire selezionando due/tre alternative che si andranno a sovrapporre agli altri interventi (o a interromperli) creando, finalmente, qualcosa di simile a una discussione tra umani.

Ogni intervento del vostro personaggio può essere esercitato in un intervallo di tempo limitato (i baloon di testo sbiadiscono e spariscono dopo pochi secondi), ma potrete anche scegliere di rimanere in silenzio o addirittura di allontanarvi ignorando la conversazione. Ognuna di queste azioni ha SEMPRE una conseguenza sul proseguo delle discussioni, sulle relazioni tra personaggi e, in generale, anche sulla storia.

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L'esplorazione è, dopo i dialoghi, l'altra componente principale del gioco.

Questo modo di gestire una conversazione è ben realizzato e segna un momento di progresso netto rispetto a quanto siamo da sempre abituati a vedere nei videogiochi: l'esperienza di un dialogo diventa subito più interessante e coinvolgente e, inoltre, si ha la netta sensazione che l'impatto di questi scambi di battute sia finalmente determinante.

Non sono presenti barre o indicatori di relazioni e sentimenti, nulla. Spetta al giocatore comprendere come si stiano sviluppando le relazioni tra i personaggi e la cosa è tutt'altro che facile, esattamente come nella vita reale. Questa opacità è costitutiva di un'esperienza molto umana, un obiettivo a cui è chiaro che Oxenfree miri fin dalle prime battute. Tutti i dialoghi sono infatti scritti e recitati da voci narranti di professionisti, e il livello di qualità in questo ambito è probabilmente tra i più alti che mi sia capitato di vedere in un videogioco, da sempre.

Questo ci conduce al primo, e probabilmente anche unico, problema di Oxenfree, la localizzazione. Il gioco è completamente in Inglese e l'unico aiuto previsto per chi non parli la lingua d'Albione sono i sottotitoli, anch'essi in Inglese. Questo vuol dire che se avete problemi a comprendere velocemente i sottotitoli di un film Oxenfree è ingiocabile, o perlomeno si perde completamente la motivazione principale, ovvero la scoperta dei plot narrativi e delle svolte nelle relazioni tra i personaggi.

A livello grafico Oxenfree utilizza uno stile che ricorda quello dell'acquarello con palette però spesso cupe o focalizzate su una particolare tonalità; il risultato è che la grafica risulta semplice ma artisticamente ispirata e in grado di convogliare la giusta atmosfera riflessiva o drammatica (a seconda dei momenti). I personaggi sono ben animati e, anche se realizzati con una tecnica diversa, risultano ben integrati nel mondo di gioco; anche i dialoghi con i loro baloon sono ben realizzati ed è assegnato loro il giusto spazio in quanto a importanza nel gameplay di gioco.

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La radio è il vostro principale strumento investigativo.

In definitiva Oxenfree è un titolo che ha le idee molto chiare sul tipo di esperienza che vuole offrire al giocatore: un'esplorazione riflessiva, emozionante (con qualche momento di thriller) in cui i personaggi siano in grado di mostrare tutti i lati più interessanti della loro personalità. Il nuovo sistema di dialogo, insieme con la storia brillantemente scritta e recitata, e il comparto artistico azzeccato, decretano riuscito l'esperimento e fanno di Oxenfree un must per chiunque apprezzi il genere e non abbia problemi con l'Inglese.

Peccato per il prezzo abbastanza alto che potrebbe far storcere il naso (soprattutto alla luce della longevità limitata di questo tipo di prodotti), ma Oxenfree è in grado di regalare sorprese ed emozioni anche in una seconda run e, soprattutto, costituisce un piccolo/grande passo avanti per i videogame nell'ambito dei dialoghi e dell'interazione tra personaggi. Per chi si appassiona di game design e di come i videogiochi evolvono nel tempo, questo è un titolo da provare.

8 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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