Albion Online - prova

Un ricco gioco di ruolo tra PC e mobile, ma quanto dovremo spendere?

Eroe dei due mondi, tra il PC e il videogame mobile, Albion Online fa di tutto per far dimenticare ai giocatori casalinghi la sua natura, ma quando si gioca da computer si fa fatica a perdere di vista tutte quelle soluzioni pensate chiaramente per un altro tipo di fruizione. L'operazione funziona bene per la maggior parte del tempo ma ogni tanto la magia s'incrina, vediamo perché.

Mettiamo subito in chiaro il punto di partenza: proviamo Albion Online grazie ad un codice per la versione super ultra mega pregio fornita dagli sviluppatori, il Legendary Founder's Pack. Quello che per intenderci costa 99,50 Euro e che contiene l'equivalente di 50 Euro in Gold, vari oggetti per facilitare le prime ore di gioco, 3 mesi di premium e i soliti orpelli estetici per far vedere agli altri giocatori che siamo meglio di loro.

La nostra esperienza è insomma nel burro, come si dice, ma stiamo pagando per vincere o anche chi deciderà di provare il gioco (free to play all'uscita prevista la prossima primavera) avrà di che divertirsi senza tutte le facilitazioni? La risposta, lo diciamo subito, non è netta come spesso succede in questi casi, visto che è vero che si gioca tranquillamente anche senza pagare, ma chiaramente aprire il portafogli rende il tutto più rapido.

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La direzione artistica non è particolarmente originale ma fa bene il suo dovere di disegnare un mondo fantasy piacevole.

Fermi tutti, abbiamo già chiarito tutta la questione monetaria senza prima spiegare di cosa si sta parlando? Rimediamo subito raccontandovi di un gioco di ruolo massivo in terza persona (con visuale alla Diablo per intenderci) che vuole offrire ai giocatori qualcosa per tutti i gusti. Ci sono il PvE, il PvP, il crafting, un sistema di housing e un complesso sistema economico a stordire il giocatore con un sacco di opzioni fin dall'inizio. Uno stile aggressivo, quello degli sviluppatori, che mira evidentemente a giocatori già a loro agio con questi elementi mantenendo però una certa accessibilità, indispensabile per conquistare l'uditorio mobile.

Stiamo parlando infatti di una produzione completamente cross platform. I server sono condivisi tra PC, Mac, Linux e Android (niente iOS per il momento) e nulla separa i giocatori che popolano il mondo di gioco secondo la loro piattaforma di provenienza. È vero che alcune azioni sono notevolmente più comode su computer (e solo i device più performanti potranno far girare il titolo senza singhiozzare), ma in generale l'esperienza funziona decentemente in entrambi modi pur con i dovuti dinstinguo.

Giocare con mouse e tastiera permette una maggiore fluidità nella navigazione degli scenari e nell'interazione con altri giocatori (un aspetto questo fondamentale), ma non dà particolari vantaggi quando si passa alle fasi PvP, che tra l'altro ricoprono un ruolo tutt'altro che marginale soprattutto una volta che si decide di andare a caccia delle risorse più pregiate.

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Gli scontri tra gilde sono tra i momenti più concitati per quanto riguarda il PvP, aspetto che per il momento sembra il principale del gioco.

In Albion Online, come del resto in quasi tutti i giochi del genere, ci sono vari livelli di risorse da raccogliere. Si parte con le cose più semplici e piano piano (veramente piano) ci si muove verso la conquista di materiali preziosi che richiedono più abilità nel crafting per essere trattati, ma permettono la creazione di oggetti migliori o semplicemente maggiori introiti se messi sul mercato.

Per fare propri questi materiali pregiati si deve per forza andare ad esplorare delle zone nelle quali il PvP è aperto a tutti, non ci sono protezioni, e soprattutto la punizione per ogni morte ci riporta alla mente gli MMORPG di una volta: il nostro uccisore può 'lootare' dalle nostre spoglie. Questo vuol dire che bisogna continuamente trovare l'equilibrio tra l'avere un inventario ricco di oggetti utili, e il rischio di perdere tutto se arriva qualcuno più forte di noi e decide di percorrere la via della violenza.

Niente panico, però, perché se siete poco inclini alle zuffe tutti contro tutti sarete felici di sapere che non si tratta di un percorso obbligato, o almeno così non è sembrato per il momento. Questo perché l'evoluzione del personaggio è dettata dalle sue azioni, e l'investimento temporale per raggiungere i livelli maggiori di ogni ramo sembra notevole, permettendo così la specializzazione a quei giocatori che invece preferissero la vita da mercante per esempio, magari dedicandosi al crafting di risorse e oggetti che gli vengono portati da quelli che invece spadroneggiano nelle lande PvP.

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Maghi, guerrieri e arcieri: la santissima trinità del gioco di ruolo è presente all'appello.

Il combattimento poi è ben lontano dall'essere complesso, forse proprio a causa della natura multipiattaforma della produzione che deve per forza di cose essere accessibile anche con delle semplici tappate su un touch-screen. Insomma bisogna fare dei compromessi, ma d'altro canto è sicuramente comodo poter accedere al gioco in ogni dove (connessione permettendo) e non perdere il contatto con un mondo che promette di offrire centinaia e centinaia di ore di gioco a volergliele concedere.

Albion Online è un prodotto curato, sia sotto il profilo tecnico che sotto quello estetico, ed è evidente l'attenzione degli sviluppatori nella creazione di un mondo complesso e capace di offrire qualcosa un po' per tutti gli appassionati di giochi di ruolo. È un obiettivo ambizioso, che ancora non possiamo dire centrato completamente (i contenuti PvE scarseggiano per esempio), ma che non sembra irraggiungibile.

Il sistema di monetizzazione sembra onesto, e la natura free to play della produzione incoraggerà sicuramente in molti a provarlo a partire dall'anno prossimo. Le nostre prime impressioni sono abbastanza positive, ma i giochi del genere mostrano il loro vero valore sul lungo periodo, e allora l'appuntamento per un parere approfondito è rimandato alla nostra recensione.

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Riguardo l'autore

Alessandro Arndt Mucchi

Alessandro Arndt Mucchi

Redattore

Giocatore cronico, lettighiere notturno, cuoco discreto, giurisprudente perplesso, musicista part-time, giornalista dal 2006. Da sempre esperto di versetti.

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