The Walking Dead: Michonne - Episode 1: In Too Deep

Chi non muore, si rivede.

Chi conosce The Walking Dead sa sicuramente che Michonne è uno dei personaggi più forti e memorabili dell'opera nata da Robert Kirkman. Questo nonostante la serie televisiva e il fumetto differiscano molto sulla sua storia, sul suo background e sulla sua evoluzione.

Nel fumetto, la donna armata di katana è una combattente implacabile, tormentata da strane visioni che le fanno vedere le sue figlie scomparse. Visioni legate al senso di colpa che la sta divorando lentamente, dato che non si dà pace di aver perso le due bambine il giorno in cui è scoppiata la pandemia. La grande sofferenza e le dure prove che si è trovata ad affrontare l'hanno trasformata in una guerriera armata di katana taciturna e impietosa, capace di sopravvivere da sola nell'universo di The Walking Dead.

Per introdurre la terza stagione del The Walking Dead videoludico, TellTale Games ha deciso di prendere questo personaggio e di renderlo protagonista di una serie divisa in tre episodi che arriveranno a cadenza mensile.

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L'inizio è sicuramente la parte più intensa del gioco.

Non è la prima volta che lo sviluppatore californiano introduce alcuni dei protagonisti della serie originale nel suo universo di The Walking Dead. Era già successo con Glenn nella prima stagione, per esempio, e si tratta di un'operazione che serve per dare maggiore spessore e riconoscibilità ai giochi. Detto questo, è la prima volta che lo sviluppatore non utilizza un protagonista originale per The Walking Dead.

Questa novità poteva essere sfruttata per dare un taglio innovativo alla struttura narrativa e ludica ormai stagnante dei suoi giochi, dato che dopo essere stata riciclata in maniera pedissequa con Fables, Borderlands, Minecraft e il Trono di Spade, si tratta di una formula che necessita di una bella rinfrescata.

Invece lo sviluppatore californiano ha deciso di proseguire col pilota automatico e dopo un interessante incipit tutto azione e combattimenti, ha scelto di mantenersi fedele alla tradizione, alternando una fase più intensa con un'altra basata sui dialoghi, arrivando così a snaturare il personaggio sul quale tutta l'opera si basa.

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La katana sarà l'immancabile co-protagonista del gioco.

Che senso ha scegliere Michonne come protagonista se poi la si deve tenere legata ad una sedia a parlare, non proprio la sua specialità migliore? Eppure è quello che succede nella seconda metà dell'ora abbondante che impiegherete a terminare In Too Deep, il primo episodio di questa nuova trilogia in arrivo su console, PC e mobile.

Dopo un inizio interessante e dal ritmo piuttosto alto, infatti, gli sviluppatori invertono la rotta e partono con una sequenza verbosa dagli effetti un po' disarmanti, soprattutto perché mettono a nudo il grande problema dell'opera di TellTale, ovvero l'ininfluenza delle vostre decisioni, o meglio il respiro molto corto che hanno.

Scegliendo Michonne come protagonista è implicito che questa non possa morire, essere deturpata o altro. Non è una cosa che ci saremmo augurati, abbiamo sempre giocato per far sopravvivere il maggior numero di persone, ma nel contesto di The Walking Dead avere questa immunità smorza enormemente la tensione di alcune scene che invece fanno di tutto per essere emozionanti. È lo stesso problema che affliggeva Game of Thrones, ovvero la consapevolezza di essere impotenti e di fronte ad un vicolo cieco quando minacciavamo il Rose Bolton.

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La faccia spaventata non si addice alla protagonista.

Il secondo aspetto è che se un personaggio deve morire, se non lo fa al primo passaggio: lo farà inevitabilmente al secondo. Il motivo tecnico è semplice, gli sviluppatori vogliono evitare troppe ramificazioni nella trama. Il problema è che questo meccanismo ha funzionato bene le prime volte ma all'alba della terza stagione siamo stufi di vedere un personaggio salvato un momento prima, morire poco dopo per circostanze stupide.

A proposito di circostanze stupide, anche l'utilizzo di zombie a casaccio per inserire un paio di minuti di scene di combattimento ormai non funziona più. A volte ci è sembrato di essere di fronte a scene scritte da Sceneggiatura Democratica, il comico trio di scrittori di Boris che compone la trama di una puntata di uno sceneggiato mescolando semplicemente frasi o elementi fissi, senza costrutto o elementi di novità.

Questo per non parlare delle cosiddette scelte morali che vi chiederanno di difendere o provare tenerezza per una coppia di persone mai viste prima, che vi hanno puntato una pistola in faccia e che mentono per cercare di coinvolgervi nel casino che hanno combinato.

Non è dunque un buon inizio per il ritorno di una serie che ha consacrato TellTale Games nell'Olimpo degli sviluppatori indipendenti e che ha corso a pieno titolo per vincere il premio di gioco dell'anno nel 2013.

Nonostante tutto, In Too Deep è solo il primo dei tre episodi di The Walking Dead: Michonne, e bollare questo progetto come un fallimento ora sarebbe un po' prematuro, come bocciare un libro dalla copertina. Lo spazio per raddrizzare il timone c'è ancora, ma è molto ristretto, visto che gli standard ai quali TellTale ci ha abituati ci dicono che mancano solo due ore alla fine della miniserie.

Il consiglio è dunque quello di aspettare il prossimo mese e vedere come il gioco evolve e poi decidere se acquistarlo. A meno di essere dei fan sfegatati di The Walking Dead o di Michonne, ma allora quella diventa una scelta da fare con altri parametri.

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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