EA Sports UFC 2 - recensione

Godiamoci il frutto di due anni di allenamento

Il 2014 ha segnato il debutto di Electronic Arts nello scoppiettante mondo dell'UFC, lega di combattimento che nel corso degli anni ha guadagnato sempre più piede conquistando un gran numero di spettatori. L'UFC, tuttavia, non si avvicinava certo per la prima volta al mondo dei videogiochi, avendo già cercato di imporsi originariamente su Dreamcast, Xbox e PlayStation 2, salvo poi tornare di nuovo alla carica con le interessanti interpretazioni pubblicate da THQ nella scorsa generazione di hardware.

Dopo un primo esperimento fatto con EA Sports MMA e successivamente con EA Sports UFC, la compagnia californiana sale ancora una volta sull'ottagono con EA Sports UFC 2, nuovo episodio della propria serie sportiva con cui cerca di risolvere le problematiche riscontrate con l'esperimento precedente.

Pur presentando un buon gameplay, a tratti legnoso ma comunque gratificante per i giocatori più tecnici e pazienti, EA Sports UFC soffriva la mancanza di modalità interessanti e la penuria di contenuti, cosa particolarmente strana per un titolo sportivo prodotto da Electronic Arts.

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L'irlandese Conor McGregor è l'uomo cover insieme a Ronda Rousey, ma entrambi hanno perso i loro incontri più recenti.

A due anni di distanza dall'uscita del primo UFC, EA corregge il tiro ripresentandosi sugli scaffali dei negozi con un pacchetto decisamente più ricco e convincente. Gli sviluppatori hanno lavorato sodo per fluidificare il sistema di combattimento, rendendo più curate e convincenti le tre fasi di gioco nell'ottagono e, soprattutto, il passaggio tra di esse.

In caso non foste pratici di MMA, sappiate che i combattimenti tra gli atleti che praticano questo sport alternano scambi di colpi in piedi, complesse sessioni di lotta a terra e violente fasi di clinch, la presa al collo tipica del muay thai.

Rispetto a quanto accadeva nel 2014, in questa nuova incarnazione virtuale dell'Ultimate Fighting Championship i passaggi da una fase all'altra sono più rapidi e convincenti, e riproducono in modo abbastanza fedele quanto accade normalmente nell'ottagono più insanguinato del mondo.

Naturalmente per potersi esibire in prestazioni convincenti è ancora necessaria tanta pratica, che può essere fatta sia affrontando le apposite sfide, che selezionando l'allenamento contro l'IA, perfetto per sperimentare sequenze di pugni e calci, takedown fulminei, proiezioni degne del miglior judoka e sottomissioni spezza-legamenti.

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Il livello di dettaglio nei modelli poligonali dei combattenti è altissimo. Godersi i replay a fine incontro è davvero soddisfacente.

I tasti frontali del joypad sono associati agli arti dei combattenti, un po' come accade in Tekken, mentre l'uso combinato dei dorsali sinistri e degli stick analogici permette di passare alle tecniche avanzate, ai colpi al corpo, al clinch e all'esecuzione degli atterramenti. I dorsali destri, invece, vengono sfruttati per la difesa alta o bassa.

L'apprendimento dei comandi è importante quanto la gestione della resistenza, elemento chiave di ogni incontro che terrà i giocatori più frenetici e confusionari ben lontani dalla vittoria. Sferrare senza sosta colpi di ogni genere senza curarsi di mandarli a segno, infatti, non fa altro che stancare il lottatore rallentandone i movimenti e aumentando i danni da lui subiti in caso di impatto con i colpi dell'avversario.

A seconda dei parametri del combattente selezionato la resistenza si consuma e si recupera più o meno velocemente, costringendo a impostare con intelligenza i ritmi di ogni round in modo da non ritrovarsi stremati nelle fasi finali dell'incontro.

La parte più complessa dei combattimenti è ancora una volta quella legata alla lotta a terra, difficile da gestire nella vita reale e, ovviamente, una sfida di design davvero impegnativa per qualsiasi sviluppatore. Anche in questo nuovo episodio torna la stessa gestione delle sottomissioni e dei cambi di posizione già apprezzata nel primo EA Sports UFC, con un HUD diviso in quadranti che rappresentano le direzioni di fuga e di attacco a disposizione dei giocatori.

Per essere completata, ogni tecnica deve passare per un numero variabile di fasi che prolunga o riduce la durata del duello tra i due utenti a seconda dell'efficacia e della complessità della sottomissione. Chi attacca deve assicurarsi di seguire con lo stick analogico destro i movimenti fatti tra io quadranti da chi difende, per poi attivare la fase conclusiva della tecnica usando l'analogico sinistro.

Si tratta di un meccanismo molto difficile da descrivere a parole, ma che una volta messo in pratica risulta intuitivo e facile da apprendere. La cosa interessante è che l'intero sistema funziona molto bene e non fa rimpiangere le frenetiche sessioni di pressione dei tasti e di rotazione degli stick dell'era THQ.

Il miglioramento più impressionante di EA Sports UFC 2, tuttavia, è quello che riguarda le modalità presenti nel disco. Oltre alla classica Carriera, al già citato allenamento e all'immancabile multiplayer offline e online, quest'anno spicca l'ottima modalità Ultimate Team, affiancata dagli eventi online e da quelli personalizzabili.

Giorno dopo giorno Electronic Arts supporterà la community mettendo a disposizione eventi pensati appositamente per mantenere vivo l'interesse verso il gioco, e ogni giocatore potrà creare i propri eventi, con le proprie regole, per goderseli con gli amici. Al momento della recensione non erano disponibili eventi ufficiali, ma ci siamo comunque divertiti a creare un torneo personalizzato da giocare in compagnia.

La Carriera è piuttosto tradizionale, e vede il combattente personalizzato creato dal giocatore farsi strada verso la conquista del titolo partendo da un anonimo torneo di selezione dell'UFC. Combattimento dopo combattimento è necessario gestire gli allenamenti per migliorare i parametri del proprio atleta e vincere così gli incontri, guadagnando fan e punti da spendere per l'apprendimento di nuove tecniche e per l'acquisto di talenti permanenti con cui arricchire il proprio stile di lotta.

Mutuata da quella di FIFA, la modalità Ultimate Team permette invece di creare fino a cinque lottatori da far crescere utilizzando le carte acquistate (con la valuta del gioco o con i soldi veri) nell'apposito negozio. Ogni pacchetto può contenere carte generiche adatte a ogni categoria di lottatore (maschile, femminile e delle varie fasce di peso), oppure tecniche specifiche per una singola categoria.

Esattamente come in FIFA, anche in UFC le carte sono divise per rarità, con le più rare caratterizzate da bonus migliori o da tecniche e allenamenti particolarmente efficaci. Prima di ogni combattimento da affrontare con i propri lottatori si possono usare le carte per aggiungere mosse al proprio repertorio (senza mai superare il livello massimo associato a ogni combattente), per attivare utili bonus o per cercare di coprire eventuali debolezze.

Dopo ogni incontro le carte utilizzate vanno perdute, ed è necessario recuperarne altre per le sfide successive. In base ai risultati ottenuti dai propri atleti si ottengono punti per la propria squadra, che permettono di ottenere ricompense e, naturalmente, di farsi strada nella classifica mondiale.

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La gestione della lotta a terra è complessa, ma una volta appresa garantisce grandissime soddisfazioni.

La valuta del gioco può essere accumulata portando a termine le sfide quotidiane regolarmente aggiornate da Electronic Arts, che vanno dal mettere a segno un determinato numero di colpi al vincere un numero specifico di incontri.

Sfortunatamente durante le ore passate con UFC 2 per scrivere la recensione non siamo stati in grado di trovare nessun avversario con cui far combattere i nostri lottatori, problema che si è presentato anche quando abbiamo cercato sfidanti per testare i server del multiplayer online.

Nonostante questo, tuttavia, a prescindere dalla solidità strutturale dei server è innegabile quanto Electronic Arts abbia fatto evidenti passi avanti rispetto a quanto offerto con il primo UFC, confezionando un pacchetto ricco e divertente. Anche sul fronte tecnico i miglioramenti sono evidenti, sia sui modelli poligonali degli atleti che sugli elementi che li circondano.

Gli impatti dei colpi sono più pesanti e convincenti che in passato, e a seconda del tipo di attacco andato a segno sul corpo degli atleti compaiono lividi, tagli e segni più o meno evidenti, che fanno un'ottima figura durante i dettagliati replay.

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Tagli, contusioni, lividi e abrasioni, sangue e sudore. I dettagli durante i combattimenti non mancano di certo.

Sebbene qualche animazione secondaria risulti ancora legnosa (in particolar modo quelle delle entrate dei lottatori prima dei combattimenti più piccoli, quelli tenuti nelle palestre all'inizio della modalità Carriera), l'impatto generale è sempre molto convincente. Siamo rimasti particolarmente colpiti dalla nuova fisica che regola i KO, capace di mettere in scena chiusure di incontri davvero memorabili.

Sul fronte audio, alla solita colonna sonora fatta di brani hip-hop generici si affianca l'ottimo commento tecnico prima, durante e dopo gli incontri, indispensabile per dare all'intero pacchetto un ulteriore tocco di autenticità.

EA Sports UFC 2 è un gioco sportivo ricco, complesso ed estremamente profondo, ricco di modalità con cui mettersi alla prova e perfettamente in grado di soddisfare la fascia di pubblico a cui è indirizzato. L'uscita nei negozi di questo titolo Electronic Arts è prevista per il 17 marzo, ma il gioco è già disponibile per tutti gli abbonati al servizio EA Access.

8 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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