Era l'ormai lontano mese di gennaio e diversi dietrofront di Square Enix accompagnati da delle dichiarazioni non sempre cristalline di IO Interactive avevano scombussolato non poco la fanbase di una serie di un certo rilievo nel panorama videoludico come Hitman. Si era parlato di Early Access, di alcuni contenuti base pubblicati al lancio con degli aggiornamenti successivi per tutto il 2016 e infine si era approdati a una formula di gioco che dava parecchio spazio allo scetticismo.

La formula episodica non viene vista di buon occhio quando si parla di produzioni minori perfettamente adatte a questa struttura, figuriamoci quando la si vuole applicare a una produzione AAA con un metodo (almeno inizialmente) tutt'altro che chiaro. Il team danese aveva però dimostrato di meritare quanto meno il beneficio del dubbio dopo un Hitman: Absolution che, per quanto lontano dalla perfezione, aveva introdotto delle novità svecchiando una serie che cercava di fare il salto di qualità limando alcune meccaniche troppo rigide e ostiche.

Hitman Episodio 6: Situs Inversus rappresenta la fine di un viaggio durato sette mesi in cui non sono di certo mancati alcuni bassi. Un viaggio che ha dimostrato come l'idea degli sviluppatori fosse tutt'altro che bislacca, soprattutto per un gioco strutturato a compartimenti stagni che assumono la struttura di veri e propri parcogiochi. Questo nuovo Hitman potrebbe rappresentare una rivoluzione per il futuro del franchise, un futuro che inevitabilmente farà storcere il naso a una parte dei fan ma che allo stesso tempo non è assolutamente una strada da evitare a priori.

Ma andiamo con ordine e concentriamoci prima di tutto su ciò che ci riserva la nuova ambientazione giapponese. Dopo la missione in Colorado e le tante informazioni ottenute, il nostro 47 riceverà nuove direttive dalla compagna di mille avventura, Diana Burnwood. Ci troviamo alle prese con un contratto che esattamente come il precedente non è stato commissionato ma che è necessario per la sopravvivenza stessa dell'agenzia.

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Non fatevi ingannare da quest'immagine: la mappa proposta è tutt'altro che limitata.

In quel di Hokkaido avremo la possibilità di ispezionare il GAMA, una clinica estremamente avanzata ed esclusiva in cui il nostro bersaglio primario (gli obiettivi in tutto sono due) si trova per essere sottoposto a un intervento delicato e all'avanguardia. L'accesso stesso alla struttura non è di certo ad appannaggio di chiunque ma fortunatamente l'ICA ci ha fornito delle credenziali fasulle come semplici pazienti.

Come soprattutto il precedente episodio ci ha ampiamente dimostrato, una considerevole parte della narrazione sarà proposta direttamente all'interno del livello di gioco con gli npc che ci riveleranno diversi dettagli più o meno utili per la nostra missione e i bersagli stessi che con le loro routine ci permetteranno di conoscerli e di pianificare un modo per sfruttare efficacemente le loro debolezze. Come da tradizione non poteva di certo mancare la classica cutscene finale che si configura esattamente come ci saremmo aspettati da un season finale. Situs Inversus chiude, infatti, alcuni archi narrativi ma allo stesso tempo presenta le basi su cui si potrebbe costruire una seconda stagione potenzialmente molto interessante.

L'impostazione di questo finale ricorda in tutto e per tutto quella di una stagione di una serie TV ed è assolutamente azzeccata per quelli che sembrano i piani per il futuro del franchise. La software house danese non ha nascosto l'intenzione di proporre anche altre stagioni utilizzando questa particolare formula di pubblicazione, con questa prima serie di episodi che si poneva l'obiettivo (perfettamente riuscito) di presentare un universo particolarmente ampio.

Il comparto narrativo, come abbiamo imparato nel corso dei mesi, si propone come un graditissimo contorno al piatto forte incentrato ovviamente sul gameplay e sul saper miscelare sapientemente travestimenti e fasi di puro stealth. La missione nipponica privilegia soprattutto la prima componente proprio per il modo in cui è strutturato il GAMA: all'interno dei vestiti di ospiti, addetti alla sicurezza, cuochi e dottori sono presenti dei particolari sensori di riconoscimento che ci permetteranno di accedere ad aree precise.

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Agli ispirati paesaggi naturali si unisce una tecnologia sperimentale all'avanguardia.

Nelle prime fasi potremo sfoggiare solamente l'abbigliamento riservato agli ospiti e per non dare nell'occhio potremo muoverci all'interno delle zone comuni. Si tratta di luoghi decisamente molto affollati che difficilmente sapranno garantirci occasioni concrete per raggiungere i nostri obiettivi ma che rappresentano il primo passo verso travestimenti e Opportunità decisamente più utili. Proprio le Opportunità portano ad alcune delle uccisioni più divertenti e ispirate ma anche i più puristi troveranno assolutamente pane per i propri denti grazie a una mappa che offre tantissime occasioni per sperimentare.

Non si raggiunge, seppur di poco, la qualità di Marrakech e Sapienza ma quello confezionato dal team di IO è un livello di gioco curato nei minimi dettagli e decisamente più vasto e vario di quanto sembri. Si tratta di un evidente esempio di come la grandezza non sia necessariamente una delle caratteristiche fondamentali per questa serie. Le zone all'aperto e la struttura a più piani dei due edifici principali vanno a formare un ghirigoro di stanze e corridoi pieni zeppi di possibilità e non si ha mai l'impressione di trovarsi in una location troppo limitata.

Un ottimo titolo va, quindi, a chiudersi con un episodio di ottima fattura che segna anche la pubblicazione del tanto agognato voto e delle considerazioni finali su quella che potrebbe essere solo la prima stagione di un nuovo corso per l'assassino dal codice a barre. Capiamo perfettamente chi non apprezza la pubblicazione episodica e chi avrebbe voluto un'impostazione molto più classica per la serie. A conti fatti la struttura adottata, con qualche limitazione, si adatterebbe perfettamente anche a una normale versione retail (che tra l'altro arriverà nei primi mesi del 2017) ma non possiamo negare quanto la decisione di publisher e sviluppatori possa risultare comprensibile e giustificata.

Rilasciare a cadenza mensile una nuova location che fa da hub per la storia, per i contratti creati dagli utenti, per le Missioni Escalation e per l'assoluta novità rappresentata da delle missioni ostiche come i Bersagli Elusivi (disponibili solo per un certo numero di giorni e per un singolo tentativo) permette di scaglionare il lavoro, di ascoltare con più attenzione il feedback della community introducendo miglioramenti più radicali e anche di creare una fanbase più coinvolta e costantemente bombardata da nuovi contenuti.

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Una serrata caccia all'uomo e a delle risposte. Diana è disposta a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi.

C'è anche la possibilità di migliorare nel tempo alcune componenti e il comparto tecnico è un esempio lampante sotto questo aspetto. Gli evidenti cali di frame rate e qualche piccolo bug che abbiamo incontrato nei primi mesi non si sono mai rivelati effettivamente dannosi per l'esperienza di gioco ma notare che praticamente ogni nuova uscita si avvicinava sempre di più alla perfezione non può che sottolineare proprio questo aspetto di crescita e di apprendimento dello studio danese.

Non vogliamo parlare della formula episodica come di un modello da seguire per ogni produzione ma Hitman si presta perfettamente a un'impostazione di questo tipo. La decisione di attendere l'uscita della versione retail con tutte le missioni comprese è pienamente condivisibile ma deve essere una decisione oculata perché si va a sacrificare la crescita progressiva di contenuti che in questi 7 mesi ha caratterizzato la produzione e non si potrà in alcun modo accedere ai Bersagli Elusivi rilasciati finora.

Ma al di là della diatriba riguardante il modello di pubblicazione adottato, arrivati alla fine di un viaggio lungo sette mesi c'è solo una cosa che conta, sia che apprezziate o che disprezziate il modello proposto da IO Interactive. Se amate il genere stealth o l'iconico antieroe protagonista di questa saga non potete lasciarvi sfuggire questa produzione. Si tratta "semplicemente" di una vera e propria eccellenza che con Blood Money (in parte Absolution) si contende lo scettro di miglior Hitman di tutti i tempi.

Hitman Episodio 5: Paladini della Libertà

Parigi, Sapienza (Italia), Marrakech, Bangkok, Colorado e Giappone. Giocare a trova l'intruso in questo eterogeneo gruppo di ambientazioni non è particolarmente complicato se si tiene conto del fatto che cinque location su sei siano piuttosto esotiche, uniche e caratteristiche. Prima del gran (ce lo auguriamo) finale nella terra del Sol Levante, i ragazzi di IO Interactive hanno deciso di proporre un luogo sotto molti aspetti più familiare e per così dire ordinario.

Una scelta che non va sottovalutata nell'economia di una serie che soprattutto con Bangkok stava rischiando di prendere una piega tutt'altro che positiva. Dopo un episodio non all'altezza dei primi tre ci si aspettava un cambio di marcia da parte degli sviluppatori e magari anche la voglia di osare ancora di più, di spingersi oltre la qualità di Sapienza e Marrakech, ovvero i contenuti che al momento rappresentano il punto più alto raggiunto dal nuovo Hitman.

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La svolta narrativa preannunciata dal finale dello scorso episodio è arrivata e anche lo storytelling sale finalmente di livello.

La decisione di portarci in una fattoria del Colorado aveva inevitabilmente alimentato alcuni dubbi e spinto i più scettici a domandarsi quanto un luogo di questo tipo potesse risultare effettivamente interessante da visitare. Dopo una quarta missione in calando, l'Agente 47 continuerà a perdere colpi o sarà nuovamente in grado di centrare senza alcun problema il proprio bersaglio? Avvicinarsi all'epilogo di questa prima stagione a ritmo sostenuto e con una certa qualità è fondamentale e la software house danese pare esserne più che consapevole.

Lo dimostra immediatamente sotto un aspetto che storicamente è uno dei talloni d'Achille dell'intero franchise: la narrazione. Non possiamo di certo considerare questa serie come un capolavoro dello storytelling e neanche Hitman: Absolution (uno dei capitoli più guidati da una trama) è riuscito a convincere da questo punto di vista. Siamo chiari, non ci troviamo di certo di fronte a un episodio che verrà ricordato negli annali per il proprio tessuto narrativo ma siamo più che soddisfatti da come il punto di svolta preannunciato nelle scene finali della missione di Bangkok sia stato sfruttato a dovere.

Come sempre il grosso della trama si dipana con il briefing iniziale e con la cutscene finale ma è comunque più che piacevole notare una maggiore attenzione alle piccole chicche che vengono continuamente inserite nel mondo di gioco. Impareremo a conoscere alcune delle precedenti azioni di questo pericoloso gruppo di mercenari e parecchi dettagli dei quattro bersagli che dovremo colpire, ognuno dei quali è dotato di un background narrativo, di personalità e difetti che lentamente ma inesorabilmente si sveleranno man mano che li seguiremo in attesa del momento propizio per sferrare il nostro attacco.

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Un'ambientazione limitata? Forse, ma anche piena zeppa di piccoli microcosmi e situazioni interessanti.

Paladini della Libertà ci metterà di fronte a una semplice fattoria che è stata trasformata in una base militare all'interno della quale un gruppo di mercenari armato fino ai denti può organizzarsi e addestrarsi per ogni evenienza. Quella architettata da Diana Burnwood e dall'assassino dal codice a barre sarà come sempre una missione di eliminazione ma cosa ancora più importante si presenta come una sorta di ricognizione in territorio nemico, un tentativo di infiltrazione per capire chi stia agendo nell'ombra sfruttando il lavoro dell'ICA.

IO ha lavorato bene in un ambito ampiamente trascurato dal brand e non possiamo che lodare gli sviluppatori anche per la presenza di un colpo di scena davvero niente male, ben architettato e supportato in maniera notevole da una recitazione in lingua inglese di altissimo livello e nettamente sopra la media per l'industria videoludica.

Ma come il nuovo Hitman ha più volte ribadito nel corso dei mesi, i veri protagonisti dell'esperienza di gioco rimangono il level design e il luogo in cui l'episodio è ambientato. La qualità del gameplay è, infatti, legata a doppio filo a questi elementi e la decisione di proporre una "semplice" fattoria rischiava di dimostrarsi un limite non da poco. Il Colorado è inevitabilmente meno suggestivo e meno caratteristico rispetto a Sapienza o Marrakech ma complessivamente riesce a uscire a testa alta dai confronti con i lavori migliori di questa serie.

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Per quanto poco 'esotica', questa nuova location propone degli scorci davvero notevoli.

Inevitabilmente ci sono delle restrizioni non ignorabili che derivano direttamente dalla scelta di questa ambientazione come ad esempio la grandezza stessa del livello non di certo eccelsa e le pochissime Opportunità messe a disposizione dei giocatori. Averne solo sei a fronte di ben quattro bersagli non può che essere considerata un'occasione persa per proporre dei metodi unici e originali con cui disfarsi dei nostri obiettivi. D'altro canto però, Hitman dà il meglio di se quando permette ai giocatori di improvvisare e di crearsi la propria occasione.

Le possibilità garantite dal setting sono fortunatamente parecchie anche grazie all'ottimo mix di zone vaste e completamente aperte e di edifici pieni di nemici e raggiungibili solo attraverso travestimenti specifici. Le strade per sopravvivere circondati da una marea di mercenari pronti a farci la pelle sono solo due: sfruttare al meglio i travestimenti adatti a precise situazioni o dedicarsi completamente allo stealth. Sin dall'inizio della missione saremo catapultati in una zona ostile in cui ci spareranno a vista e le prime fasi di gioco saranno quanto mai difficili da gestire, soprattutto se non sceglierete la strada più agevole per infiltrarvi nell'area principale della mappa.

Il livello di difficoltà è, quindi, tutt'altro che permissivo e soprattutto i veterani desiderosi di prodigarsi in una run perfetta (magari dedicandosi alla missione indossando solamente il completo di 47) avranno sicuramente pane per i propri denti andando inevitabilmente a incappare in più di un fallimento. In definitiva questo quinto episodio non è il punto più alto toccato da questa prima stagione ma, per quanto leggermente inferiore a Sapienza e Marrakech, Colorado dimostra ancora una volta quanto la fortuna delle avventure di 47 sia legata quasi esclusivamente al level design e quanto anche una location apparentemente banale possa rivelarsi un piccolo capolavoro nelle mani di un team talentuoso.

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Questo gruppo di mercenari è pronto per ogni evenienza. Non mancano neppure degli hacker provetti.

Hitman è un po' come una serie televisiva: c'è un inizio promettente, il picco qualitativo, la fase di stanca e poi l'ottimo aperitivo per il finale di stagione. Ora rimane da capire quanto le premesse narrative verranno sfruttate e come l'intreccio verrà chiuso in terra giapponese. Allo stesso tempo siamo anche curiosi di scoprire la varietà e l'unicità del prossimo setting, una delle discriminanti più importanti per un gioco che sembra costruire il proprio successo quasi esclusivamente sulle ambientazioni in cui 47 perpetra le proprie (chirurgiche) carneficine.

Hitman Episodio 4 - Club 27

Diciamoci la verità e togliamoci immediatamente il sassolino dalla scarpa: sinceramente un po' ce lo aspettavamo. Non tutto poteva procedere per il meglio nel corso di mesi e mesi di sviluppo e di pubblicazione di nuovi contenuti, e la sensazione che un piccolo passo falso fosse nell'aria era forte già dopo il piccolo ritardo del terzo episodio ambientato a Marrakech. Ci siamo però detti che sono cose che possono succedere e che un ritardo di una settimana o di qualche giorno in fondo non era preoccupante. Poi è arrivata la notizia che il quarto episodio di Hitman, ambientato in quel di Bangkok, non sarebbe uscito fino al mese di agosto.

La serie si è quindi presa più di due mesi di pausa, un periodo che ha inevitabilmente creato parecchie aspettative per quello che sembrava avere le carte in regola per essere il grande ritorno dell'Agente 47 dopo le vacanze estive. Ovviamente nel corso di mesi sono uscite le classiche Missioni Escalation, una manciata di Bersagli Elusivi di discreta e buona qualità e l'Episodio Summer Bonus ma indubbiamente mancava il piatto forte rappresentato da una nuova location. Dobbiamo però ammettere che Bangkok e la missione Club 27 ci hanno in parte lasciato con l'amaro in bocca proponendoci, dopo l'exploit dell'episodio 2 e la conferma dell'avventura in quel di Marrakech, quello che sembra un passo indietro nel processo di crescita del nuovo Hitman.

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L'attesa giocherà un ruolo fondamentale per alcune Opportunità della missione Club 27.

Ma perché il nostro 47 è stato inviato nella lontana Thailandia? Per occuparsi della rockstar Jordan Cross e del suo avvocato, Ken Morgan, due figure a dir poco losche invischiate nell'omicidio della fidanzata del cantante. La famiglia ha richiesto il nostro intervento e indossato il completo da vacanza, impacchettato le Silverballer, il cavo di fibra e qualche siringa avvelenata siamo saliti sul primo aereo per il lussuoso Himmapan Hotel, il vero e proprio protagonista della missione Club 27.

A conti fatti la nuova mappa ha ben poco di caratteristico di Bangkok e ciò che balza subito all'occhio non appena avremo mosso i primi passi verso la reception dell'edificio è una certa mancanza di riconoscibilità e personalità per una location che sotto troppi punti di vista ricorda quella di Parigi. Tutta la missione si concentrerà, infatti, all'interno dell'hotel, con poche incursioni nei suoi dintorni, e ci vedrà alle prese con alcuni piani inaccessibili e con pochissime possibilità di arrivare a Cross semplicemente attraverso lo stealth.

Qui entra in gioco l'elemento più positivo della missione Club 27: i travestimenti e le Opportunità. Di fronte a un level design piuttosto tradizionale e privo di particolari guizzi qualitativi alcuni travestimenti spianeranno la strada ad un paio di approcci davvero interessanti e a Opportunità che se sfruttate si dimostreranno piuttosto ispirate. Potremo vestirci da camerieri, membri della band, addetti alla sicurezza ma anche da qualcosa di meno tradizionale e a livello di puro gameplay decisamente più intrigante.

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La mappa di Bangkok può sfoggiare panorami notevoli ma a livello di level design ci saremmo aspettati di più da questo quarto episodio.

Se il gameplay di questo quarto appuntamento con l'Agente 47 non è riuscito a convincerci a pieno a causa di una piattezza dell'ambientazione troppo evidente, la narrazione sembra, invece, entrata finalmente nel vivo con una cutscene finale che pare preannunciare un cambio di registro e di ritmo proprio a una manciata di episodi dalla fine di questa prima stagione di contenuti.

Il nostro protagonista e la fidata Diana si trovano a un punto di svolta e il prossimo episodio, che dovrebbe essere ambientato negli Stati Uniti) potrebbe rivelarsi cruciale per la trama confezionata dal team danese e per capire quali siano effettivamente le ambizioni degli sviluppatori sotto questo punto di vista. Lo storytelling si confermerà come un semplice accessorio, una giustificazione per le nostre avventure o come un elemento portante dell'esperienza?

In attesa di una risposta a questo interessante quesito e prima di tirare le somme finali non possiamo non parlare brevemente dei contenuti secondari che sono stati rilasciati in questi mesi. Si parte dalle ormai classiche Missioni Escalation per posi passare a una manciata di Bersagli Elusivi sempre più intriganti tra gemelli e celebrità da eliminare fino ad arrivare al Summer Bonus pubblicato per ingannare l'attesa per questo quarto episodio.

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Mimetizzarsi è la chiave per sfangarla anche quando commetteremo dei passi falsi.

Composto da due missioni ambientate a Sapienza e Marrakech, il Summer Bonus ci ha proposto livelli più contenuti e limitati ma comunque ben studiati, divertenti e caratterizzati da un piccolo background narrativo credibile e davvero godibile. La natura di diversivo di questo contenuto aggiuntivo è evidente ma le quasi due ore passate in sua compagnia ci hanno piacevolmente intrattenuto.

Nessun particolare appunto per quanto riguarda l'aspetto tecnico che anche in questo caso dimostra come l'engine creato da IO Interactive (il Glacier 2.0) sia adatto alla gestione di grandi folle di persone senza particolari problemi a livello di frame rate. Piccola segnalazione per il comparto sonoro che al di là di un buonissimo accompagnamento musicale e di un ottimo doppiaggio presenta un piccolo bug che distorce in parte i suoni durante i salvataggi automatici. Si tratta di un piccolo problema assolutamente trascurabile ma che comunque non deve essere ignorato.

Definire un passo falso il quarto episodio di Hitman sarebbe molto probabilmente ingiusto e poco obiettivo ma la trasferta thailandese del nostro assassino preferito si rivela la missione meno riuscita, insieme a quella di debutto, tra quelle pubblicate finora. Alcune Opportunità proposte ci hanno particolarmente intrigato e la narrazione sembra essere finalmente entrata nel vivo ma la mappa e le possibilità d'approccio offerte dall'Himmapan Hotel si sono rivelate tutt'altro che stupefacenti. La qualità delle missioni di questo gioco dipende quasi completamente dalla cura riposta nel level design e la mappa di Bangkok in questo senso è troppo lineare e poco ispirata per lasciare il segno. Nulla di particolarmente grave, sia chiaro, ma il passo indietro rispetto all'egregio lavoro svolto su Sapienza e Marrakech è evidente.

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La trama sembra essere giunta a un punto di svolta e il quinto episodio ambientato negli Stati Uniti potrebbe avere una marcia in più narrativamente parlando.

La nostra speranza è che questo sia semplicemente un piccolo incidente di percorso in una serie che finora ha saputo convincerci non poco e che con la storia che sembra essere arrivata a un punto di svolta ci siano anche dei miglioramenti controller alla mano. IO Interactive ha dimostrato di avere le qualità per confezionare il miglior Hitman di sempre ma il talento e il potenziale da soli non bastano.

Hitman Episodio 3 - Una prigione dorata

Passavano i giorni e le settimane e IO Interactive continuava imperterrita a non rilasciare nuovi dettagli sul terzo episodio di Hitman. Dopo l'ottimo secondo appuntamento con la serie dedicata all'Agente 47 eravamo curiosi di scoprire cosa ci avrebbero proposto gli sviluppatori danesi ma, con la fine di maggio ormai imminente, eravamo convinti che la classica uscita mensile fosse destinata a saltare. Così, fortunatamente, non è stato e la terza avventura del nostro calvo assassino di fiducia ha sfruttato l'ultimo giorno utile per sbarcare su PC, PS4 e Xbox One.

Tanto per rompere immediatamente il ghiaccio vale la pena di precisare un fatto non da poco: Marrakech è un piccolo ulteriore passo in avanti rispetto a Sapienza. L'impresa non era assolutamente semplice ma non possiamo negare che l'attesa sia stata ripagata sotto più di un aspetto. Già, perché pare chiaro che nonostante alcuni difetti innegabili, questo nuovo Hitman stia crescendo e lo stia facendo sotto tantissimi punti di vista.

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Le atmosfere di questo terzo episodio sono pressoché perfette e davvero coinvolgenti.

D'altronde è proprio questo il punto di forza della formula episodica, un modello di pubblicazione che fa storcere il naso pressoché a chiunque ma i cui frutti verranno assaporati anche da coloro che hanno deciso di aspettare e di acquistare la versione retail. I passi in avanti mostrati con Sapienza vengono così confermati e la strada intrapresa pare molto promettente.

La crescita di cui vi abbiamo parlato si manifesta anche nel comparto narrativo? Ni. Esattamente come nei primi due episodi la trama vera e propria che fa da collante alle avventure di 47 è relegata sostanzialmente al filmato finale che va a chiudere la missione in quel di Marrakech. La cura riposta in questo breve epilogo è ancora una volta lodevole, con una regia, una recitazione e una scrittura di primo livello. Questa ottima realizzazione, però, non fa altro che lasciare l'amaro in bocca a chi continua a sperare in un intreccio narrativo più presente e sfruttato.

IO continua invece per la sua strada con una narrazione fatta di intrighi, misteriose corporazioni e loschi individui che agiscono nell'ombra proponendo volutamente (?) una storia fumosa con tantissimo potenziale ma comunque in secondo piano, come quasi sempre è accaduto in tutti i titoli appartenenti a questo franchise. Le opinioni sulla narrazione vanno comunque rimandate ancora una volta dato che l'intera vicenda rischia di risolversi come un mero pretesto per le azioni del nostro protagonista ma ha allo stesso tempo un fascino invidiabile, degno delle migliori opere cinematografiche.

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Gli ambienti esplorabili si dimostrano vari e ricchi di opportunità. Benvenuti in un club esclusivo in cui avremo un incontro ravvicinato con un narghilè.

Rimane, comunque, su buoni livelli il lavoro svolto direttamente sul nuovo contratto che ci viene proposto. I nostri due bersagli, il banchiere Claus Strandberg e il generale Reza Zaydan sono al centro di un intrigo che rischia di essere la scintilla che farà scoppiare la rivolta nella città marocchina e mentre esploreremo il livello conosceremo i dettagli di ciò che sta effettivamente accadendo semplicemente origliando le conversazioni degli npc. Il character design così come il background narrativo della missione sono, in definitiva, molto semplici ma altrettanto efficaci.

A dispetto di un comparto narrativo che continua a non ingranare, controller alla mano Hitman convince e, in parte, si migliora. Marrakech è un livello vasto e complesso tanto quanto quello di Sapienza, ma il particolare setting comporta delle scelte stilistiche decisamente più interessanti con una varietà di ambienti davvero insospettabile. Guideremo così il nostro "eroe" attraverso vicoli accerchiati da bancarelle, una vasta piazza del mercato, circoli esclusivi, parcheggi sotterranei e zone interdette in grandissima quantità. Rispetto alla location italiana la possibilità e la necessità di sfruttare a nostro vantaggio passaggi nascosti a occhi indiscreti e la verticalità stessa dei palazzi si farà decisamente più pressante, dato che questo terzo episodio saprà regalarci dei piacevoli momenti di puro stealth in cui l'utilizzo dei travestimenti non ci garantirà alcun vantaggio strategico sul nemico. Ci troviamo, quindi, di fronte a una piccola ma sostanziale novità in grado di stravolgere anche i piani dei giocatori più navigati.

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I travestimenti non sono sempre affidabili al 100% e lo stealth più puro tornerà con prepotenza in alcune sezioni del livello.

I travestimenti avranno come sempre un ruolo importante ma non assumeranno la natura di passpartout vista in passato e quelli più efficaci non saranno così semplici da ottenere. Arrivare a colpire il generale Zaydan sarà, molto probabilmente, l'ostacolo più grande della missione dato che è circondato da un intero plotone di militari e da blocchi stradali che non ci permetteranno di accedere agevolmente alla sua base. Questa rinnovata attenzione nei confronti dello stealth e di una difficoltà più accentuata viene in parte mitigata da delle Opportunità in grado di dimostrarsi delle ancore di salvezza nella situazioni più disperate. Come sempre starà naturalmente al giocatore decidere quanto sfruttare questa meccanica e quanto rendere più semplice il titolo attraverso le opzioni presenti nei menù di gioco.

L'impressione di trovarsi di fronte al contratto più difficile di questo nuovo Hitman è stata palpabile per tutte le due ore che abbiamo trascorso esplorando Marrakech e il tema della difficoltà non può che legarsi a doppio filo con la modalità Bersagli Elusivi, una modalità che ha debuttato ufficialmente nel corso di quest'ultimo mese e che ha rappresentato un'efficace variazione rispetto alle Missioni Escalation e ai contratti creati dalla community.

In queste missioni dovremo eliminare un bersaglio che non verrà mostrato sulla mappa e di cui si hanno informazioni poco dettagliate. Ad aumentare ulteriormente il livello di difficoltà del contratto è la mancanza di salvataggi e l'immediato game over in caso di fallimento. Quella dei Bersagli Elusivi è indubbiamente un'aggiunta interessante per allietare l'attesa tra un episodio e l'altro e una sfida che fa sicuramente gola a coloro che hanno esplorato ogni anfratto delle diverse location e che hanno voglia di mettersi alla prova con una modalità che premia l'attenta pianificazione e la conoscenza del bersaglio e del mondo di gioco aggiungendo, inoltre, uno strato di tensione non indifferente a ogni nostra azione.

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Al di là di qualche problema di frame rate, Marrakech è estremamente affascinante e ben realizzata.

Al di là delle ottime impressioni del gameplay, del fascino del setting e del solito impeccabile doppiaggio in lingua inglese, non possiamo non evidenziare dei problemi piuttosto evidenti dal punto di vista tecnico. Nella versione PS4 che abbiamo provato, con tanto di ultima patch installata, ci siamo imbattuti in più di un'occasione in qualche calo di frame rate, soprattutto nella zona limitrofa all'ambasciata svedese. I cali in questione non sono ingiustificati data la presenza di una mole di npc davvero notevole e non hanno in alcun modo intaccato l'esperienza di gioco anche se, ovviamente, gli sviluppatori dovranno concentrarsi in particolare su questo aspetto nel corso dei mesi.

Le buone impressioni suscitate dal secondo episodio sono state confermate anche da Marrakech: Hitman ha il potenziale per proporsi come la migliore avventura dell'Agente 47. La modalità storia si porta dietro dei problemi narrativi cronici ma riesce a divertire con location ampie, piene di possibilità e in grado di miscelare i diversi capisaldi della serie con estrema efficacia. Allo stesso tempo IO Interactive sta continuando a supportare il proprio progetto con delle modalità alternative e con l'introduzione dei Bersagli Elusivi, una tipologia di contratti che se gestita con attenzione potrebbe fare la gioia dei fan più accaniti. Al di là dei problemi tecnici e di una trama che per i nostri gusti rimane ancora troppo accessoria non possiamo, quindi, che promuovere a pieni voti questo terzo episodio.

Hitman Episodio 2 - Il mondo di domani

Il rapporto tra IO Interactive e la saga di Hitman, nonostante il successo ottenuto, non dev'essere stato semplicissimo in questi anni e lo stesso Agente 47 è cambiato in più di un'occasione, "vestendosi" di strutture prettamente sandbox per poi affidarsi a una linearità più marcata al servizio di una narrazione cinematografica interessante ma non sempre efficace. Ogni cambiamento ha fatto aggrottare le sopracciglia a una parte dei fan e il capitolo definitivo di questa saga continua a farsi attendere ormai da parecchio tempo.

A conti fatti il capitolo del franchise che ha maggiormente convinto è stato indubbiamente Hitman: Blood Money e la nuova incarnazione dello spietato assassino al soldo dell'ICA ha più di un punto in comune col titolo uscito ormai dieci anni fa su console e PC. Dei punti in comune che però s'interrompono quando si raggiunge la fine della missione principale che si sta giocando e ci si ritrova ad attendere almeno un mese fino all'uscita del nuovo episodio, della nuova location da esplorare. Questo secondo episodio di Hitman, d'altronde, ha alimentato un pensiero che ci era balenato nella mente dopo il contratto in quel di Parigi: la formula episodica è allo stesso tempo un interessante esperimento e un fastidioso difetto di questa produzione.

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Il comparto narrativo, per quanto estremamente frammentato, inizia a dare qualche piccola soddisfazione.

Naturalmente chi non ha mai apprezzato questo modello difficilmente cambierà idea di fronte a quanto proposto dalla software house danese ma le sensazioni suscitate dalla mappa di Sapienza sono state più che positive e ci hanno dato l'impressione di trovarci di fronte a un gioco in crescita e a un prodotto che, almeno dal punto di vista dell'infrastruttura online, sta imparando dai propri errori. Ma andiamo con ordine.

Dopo aver eliminato Viktor Novikov e la sua consorte Dahlia Margolis nel corso della sfilata organizzata al Palais de Walewska, il nostro 47 è stato inviato in quel di Sapienza, ridente cittadina situata sulla Costiera Amalfitana dove dovremo occuparci di due bersagli: Silvio Caruso, brillante e tormentato ingegnere che lavora presso la Ether Biotech Corporation e che sta sviluppando un virus specifico del DNA in grado di infettare chiunque in qualsiasi parte del mondo, e il capo del laboratorio Francesca De Santis. Il nostro antieroe dovrà però anche portare a termine un obiettivo aggiuntivo: l'eliminazione del virus stesso, una potenziale arma biologica dagli effetti devastanti.

Si tratta di una piccola variante che aggiunge una novità non da poco alla storia, un qualcosa che non è legato a doppio filo a un'uccisione ma che ci costringerà a un tour particolarmente lungo all'interno del livello proposto. La missione principale può essere completata senza particolari problemi in circa 2 ore e senza tener conto della rigiocabilità, ma sin dai primi passi all'interno dell'assolata cittadina ci renderemo conto che quanto alla location IO Interactive ha compiuto dei passi in avanti non da poco.

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Naturalmente non mancheranno dei travestimenti davvero unici e molto divertenti da sfruttare.

A livello di meccaniche non ci troveremo di fronte a nulla di nuovo, dato che dovremo come sempre miscelare sapientemente travestimenti, lo sfruttamento delle Opportunità, lo stealth puro e la possibilità di organizzare incidenti, ma è la struttura stessa del livello a dimostrare un'evoluzione per questo nuovo Hitman e per il futuro della serie. Sapienza è infatti un piccolo ecosistema decisamente più interessante e vivo rispetto al Palais de Walewska, una cittadina credibile, ricca di persone che vivono semplicemente la propria vita, che prendono il sole, che si preparano per andare al lavoro, che stanno per consegnare dei fiori a un cliente e che in un modo o nell'altro potrebbero essere legate alla villa in cui Caruso, De Santis e il virus sono nascosti agli occhi indiscreti del mondo esterno.

Una ricognizione sul campo è quindi più che consigliabile, dato che ci permetterà di avere un'idea decisamente più chiara su come potremmo entrare nell'edificio e avvicinarci in incognito ai bersagli del contratto. Bersagli che sembrano meno piatti del solito e dotati di una personalità meglio sviluppata, ricca di scheletri nell'armadio che impareremo a conoscere, a sfruttare per il buon esito della missione e che andranno a formare una sorta di "lore" (per quanto sia strano usare questo termine per un gioco come Hitman) della piccola città italiana e dei suoi abitanti.

Oltre alla missione principale abbiamo anche giocato all'unica missione Escalation legata alla nuova location e al secondo contratto dei Sarajevo Six (esclusivo per PS4), per una longevità complessiva di più di tre ore senza tener conto della rigiocabilità e delle sfide proposte. Continuano invece a latitare i Bersagli Elusivi, una modalità che nonostante le promesse degli sviluppatori è stata ormai rinviata diverse volte nel corso di queste settimane e che per ora continua a non avere una data d'uscita ufficiale. La mancanza di alternative alle missioni Escalation per quanto riguarda i contenuti secondari è un problema non trascurabile ed è uno dei difetti più evidenti di questo mese o poco più in cui abbiamo spolpato Hitman.

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Il Glacier Engine II non è uno dei motori più all'avanguardia ma riesce a proporre alcuni panorami piuttosto ispirati anche grazie alle bellezze naturali di Sapienza.

Il peso della formula episodica si sente soprattutto a livello narrativo con una trama che si dipana solamente nel corso di una cutscene finale di pregevole fattura sotto ogni punto di vista (doppiaggio, scrittura dei dialoghi e direzione) ma forse troppo scarna per mantenere alto l'interesse dei giocatori. La trama non è mai stata uno dei punti di forza del franchise ma il tono utilizzato per questo capitolo pare quanto meno convincente soprattutto grazie a un misterioso personaggio onnipresente in questi filmati e a un'atmosfera bondiana, fatta di intrighi internazionali, piuttosto affascinante. Peccato, quindi, per questa estrema frammentazione che fa inevitabilmente storcere il naso.

A ridosso dell'uscita del secondo episodio è anche stata pubblicata una patch che rende più veloci i caricamenti, migliora il frame rate (i cali sono molto sporadici), migliora la stabilità della connessione ai server dedicati al gioco e soprattutto risolve il problema legato alla disconnessione: ora non verrete immediatamente portati al menù principale ma avrete la possibilità di provare a riconnettervi e non perderete di conseguenza alcun progresso. Si tratta di accorgimenti che rendono complessivamente molto più godibile l'esperienza di gioco e che quindi sono più che benvenuti.

Il secondo Episodio di Hitman non si allontana troppo da quanto tracciato col debutto della serie ma propone una location decisamente più interessante, anche a livello di caratterizzazione dei bersagli, e una storia che, seppur messa in secondo piano e troppo frammentata, risulta affascinante, piuttosto convincente e dal potenziale ancora tutto da dimostrare. La speranza è che nel mese o poco più che ci separa dall'uscita del terzo episodio (Marrakech) possano finalmente arrivare i Bersagli Elusivi e delle missioni Escalation che sappiano sfruttare l'altissimo potenziale di una mappa come quella Sapienza

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Gli NPC ci forniranno delle occasioni uniche per avvicinarci ai nostri bersagli e anche quelli apparentemente meno interessanti potrebbe fornirvi la dritta giusta.

Hitman Episodio 1 - Il guastafeste

Sedici anni rappresentano un lasso di tempo impossibile da trascurare per qualsiasi opera, tanto più per un franchise che ha indubbiamente fatto la storia di un intero genere e in parte anche dell'intera industria videoludica. L'Agente 47 è lentamente diventato un'icona, un personaggio conosciuto, apprezzato, carismatico, un eroe decisamente lontano dai canoni classici del termine, un uomo dal passato oscuro, dai modi freddi e spesso disumani, un simbolo che si è evoluto nel corso degli anni ma che è comunque rimasto se stesso.

In sedici anni, attraverso sei capitoli principali della serie, il protagonista di Hitman ha chiaramente mantenuto la propria essenza, ma i danesi di IO Interactive non hanno di certo dormito sugli allori, perfezionando e limando una struttura di gioco il cui zoccolo duro è sempre stato costituito dalle meccaniche stealth. Il gioco si è così evoluto da titolo caratterizzato da un livello di difficoltà quasi proibitivo a una produzione che propone livelli ampi e ricchi di possibili approcci fino al più recente Absolution, capitolo che ha diviso i fan storici ma che ha in parte eliminato l'estrema rigidità congenita della serie.

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Il prologo ci porta alle origini della storia dell'Agente 47 e all'inizio della sua carriera come operativo dell'ICA (International Contract Agency).

Con l'annuncio del nuovo Hitman molti fan si aspettavano semplicemente una limatura dei difetti di Absolution, ma dopo i primi annunci che delineavano un prodotto che sarebbe stato costantemente aggiornato con contenuti gratuiti, IO e Square Enix hanno deciso di adottare una formula di pubblicazione inaspettata e assolutamente inedita per un tripla A: quella episodica. Questa scelta non ha convinto buona parte dei videogiocatori, ma a conti fatti alcuni dei migliori giochi degli ultimi anni sono sbarcati sul mercato sotto forma episodica e il gameplay della serie potrebbe adattarsi facilmente a un'uscita scaglionata.

Questo primo episodio, in vendita singolarmente al prezzo di €14,99, comprende principalmente il prologo già mostrato nella recente beta (di cui abbiamo parlato ampiamente nella nostra ultima prova) e la prima location vera e propria: Parigi. Il prologo è ambientato venti anni fa e vede l'Agente 47 alle prese con due prove che gli permetteranno di entrare all'interno dell'ICA (International Contract Agency). In queste due missioni, decisamente più limitate rispetto a quella di Parigi, prenderemo confidenza con i comandi, le caratteristiche basilari del gameplay e qualche meccanica caratteristica di questo nuovo Hitman.

I test a cui viene sottoposto il nostro protagonista ci permettono anche di scoprire l'inizio della sua carriera e i primi contatti con una figura che gli aficionados della serie riconosceranno immediatamente: Diana Burnwood. Dal punto di vista narrativo non mancano, quindi, alcuni spunti interessanti e in particolare nella missione principale del primo episodio (in cui saremo "ospiti" di un'importante sfilata di moda) si intravedono delle premesse piuttosto interessanti che potrebbero essere sviluppate nei prossimi mesi. È troppo presto per capire cosa ci possiamo aspettare dalla trama dell'ultima fatica di IO Interactive, ma sin dalle prime fasi di gioco non possiamo che apprezzare un ottimo doppiaggio in lingua inglese (sottotitolato puntualmente in italiano) e delle sequenze d'intermezzo di pregevole fattura.

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Il livello di Parigi mostra quanto gli sviluppatori abbiano puntato su un gran numero di npc e su ambienti decisamente più vasti rispetto ad Absolution.

Se dal punto di vista dello storytelling non possiamo far altro che sospendere il nostro giudizio in attesa dell'uscita dei prossimi episodi, il gameplay mostra sin dal prologo la grande varietà di possibili approcci adottabili. Lo stealth rimane il fulcro dell'esperienza di gioco e, quindi, estrarre un'arma da fuoco di fronte a parecchi nemici è sempre una soluzione sconsigliabile. Il segreto di Hitman rimane uno e uno soltanto: agire nell'ombra mimetizzandosi con il resto degli npc e con l'ambiente dove possibile, sfruttando le abilità atletiche di 47 (la verticalità gioca un ruolo molto importante) e le classiche coperture. In alcuni casi il semplice stealth non sarà sufficiente, e torneranno utili i travestimenti.

Rubando certe "uniformi" a precisi npc potremo agire indisturbati in aree normalmente interdette, a patto di non farci individuare da alcuni particolari individui in grado di vedere attraverso il travestimento. Vestirci da addetto della sicurezza non insospettirà tutti i nostri colleghi ma solo coloro che sono più attenti e che conoscono meglio lo staff, chiaramente indicati sulla mappa. Torna anche l'istinto, solo che in questo caso non potremo sfruttarlo per passare inosservati a pochi metri da una guardia sospettosa ma per attivare una sorta di occhio dell'aquila in grado di mostrarci la posizione di tutti gli npc, del nostro bersaglio e degli oggetti con cui è possibile interagire.

Naturalmente per compiere la nostra missione potremo agire sfruttando semplicemente lo stealth, i travestimenti e il nostro equipaggiamento, ma esplorando la mappa e origliando alcune conversazioni faremo la conoscenza delle Opportunità. Questa particolare meccanica è presente già all'interno della seconda missione del prologo, ma solo in quel di Parigi riesce a esprimersi al meglio. Grazie a particolari routine dei nostri obiettivi, a certi npc o ad alcuni elementi dello scenario, saremo in grado di architettare omicidi perfetti, degli "incidenti" apparentemente inevitabili o avremo semplicemente la possibilità di trovarci da soli con la nostra vittima designata.

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Parigi è meravigliosa in questo periodo dell'anno.

Si tratta di un sistema che, per quanto sia attivato quasi sempre solo dalla presenza del giocatore dimostrandosi di conseguenza scriptato almeno in parte, si adatta perfettamente anche al livello di difficoltà con cui ci si vuole approcciare al titolo. Una difficoltà che non è presente sotto forma di livelli ma che viene modificata all'interno di una schermata in cui è possibile disattivare pressoché ogni suggerimento a schermo, personalizzando a tutto tondo l'esperienza di gioco.

Al di là della portata principale rappresentata dalla missione "Guastafeste" abbiamo anche potuto mettere le mani su alcuni contratti e sulla modalità Escalation, mentre la modalità Bersaglio Elusivo non era ancora disponibile. I contratti sono delle missioni create dagli utenti (che potrete creare anche voi dopo averne assimilato le meccaniche tramite un efficace tutorial) che vi faranno esplorare le mappe di gioco con l'obiettivo di eliminare certi individui con armi e travestimenti scelti dal creatore del contratto. L'unica missione Escalation disponibile, invece, ci ha messo di fronte a cinque missioni sempre più complicate e complesse da portare a termine.

Con un gameplay che non riserva particolari problemi o dubbi di sorta, ma che sembra sin da questo primo episodio perfettamente in linea con i migliori capitoli del passato per varietà di approcci e grandezze dei livelli di gioco, uno dei dubbi principali ad assillare i fan della serie è quello legato al rapporto prezzo/contenuti. Questo primo episodio vale €14,99? Le missioni strettamente legate alla storia ci hanno tenuto impegnati per 3 ore, mentre con l'unica missione Escalation disponibile e un paio di contratti abbiamo toccato le 5 ore di gioco.

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Alla fine di ogni missione il gioco valuterà le nostre azioni. Come sempre essere veloci, efficienti e invisibili darà parecchie soddisfazioni.

Questo senza contare tutti gli altri contratti disponibili, le missioni che verranno aggiunte da IO e la rigiocabilità davvero notevole dei diversi livelli. Il giudizio sulla formula episodica di Hitman è quindi rimandato in parte, dato che non possiamo esprimerci sin da ora sul supporto che verrà garantito dagli sviluppatori, ma le sensazioni in questo senso sono piuttosto positive.

Gli unici difetti veri e propri di questo primo episodio sono legati a una IA non sempre impeccabile e in alcuni casi troppo semplice da aggirare, e a un comparto tecnico che non convince a pieno. Il motore Glacier II già utilizzato in Absolution si trova ora a dover gestire un numero di npc decisamente superiore e in qualche caso i cali di frame rate si rivelano pressoché inevitabili. Fortunatamente questo problema non ha mai intaccato in alcun modo la nostra esperienza di gioco e lo stesso si può dire per la fisica ragdoll dei corpi, non sempre convincente e all'altezza di una produzione così curata.

A fronte di una narrazione e di un supporto da parte degli sviluppatori non ancora completamente giudicabili, la formula episodica (per quanto possa legittimamente non piacere) sembra adattarsi piuttosto bene a una serie come quella di Hitman. Il gameplay riesce a convincere al di là di alcune incertezze dell'IA e le imperfezioni tecniche possono essere limate con i prossimi episodi. Questa stagione di omicidi è appena iniziata, ma se il buongiorno si vede dal mattino potremmo trovarci di fronte a un capitolo imperdibile per gli amanti dell'assassino dal codice a barre.

8 /10

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.