Epistory: Typing Chronicles - recensione

Ne uccide più la tastiera che la spada.

Il mondo PC e quello console non sono, probabilmente, mai stati vicini e allo stesso tempo lontani come in questa generazione. Dal punto di vista tecnico continua ad esserci un abisso tra queste due piattaforme ma l'architettura utilizzata e il catalogo di titoli proposti sono sempre più simili ed è così che giochi come Wasteland 2 e Divinity: Original Sin riescono a convincere anche controller alla mano, e che gli strategici (soprattutto a turni) sono tutt'altro che impossibili da apprezzare con analogici e grilletti.

Al di là delle chiare differenze di prestazioni e di generi (quest'ultima sempre più sottile), un aspetto caratteristico del PC non deve essere assolutamente trascurato: le periferiche. Per quanto su console possano essere utilizzate degli di "add-on" dedicati, la tastiera rimane un'esclusiva da non sottovalutare per la "master race", anche perché permette di gestire un numero di comandi decisamente maggiore e di proporre dei generi unici.

I typing game sono palesemente una nicchia tutto sommato piuttosto contenuta nell'attuale industria, un tipo di prodotti potenzialmente adatto a tutti ma con un appeal limitato da meccaniche di gioco non sempre entusiasmanti. Epistory: Typing Chronicles è un progetto che cerca di superare questo ostacolo, di deliziare sia gli appassionati del genere che coloro che invece non avrebbero mai pensato che digitare parole sulla propria tastiera potesse rivelarsi, neanche lontanamente, divertente.

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La storia si svelerà lentamente di fronte alle zampe della nostra volpe attraverso la voce della narratrice. Una trovata non completamente originale ma di sicuro effetto.

Essere uno scrittore e non riuscire a scrivere. Svegliarsi costantemente col terrore di trovarsi ancora una volta di fronte a quel foglio bianco che ossessivamente ci perseguita ogni ora del giorno. "Blocco dello scrittore", mai tre parole sono state così spaventose per chi vive attraverso le parole, attraverso le storie che costantemente cerca di portare in vita rovesciando sulle pagine la propria immaginazione. In questi casi ci vorrebbe una musa, un'ispirazione che ci ispiri, che ci indichi la via per risollevarci, le parole giuste da imprimere su questo maledetto e persecutore foglio bianco.

Epistory: Typing Chronicles inizia proprio da qui, dal concetto di musa ispiratrice, una musa che controlleremo noi videogiocatori e che assume le fattezze di una giovane in groppa a una volpe a tre code dispersa all'interno di un mondo misterioso e corrotto da una piaga e da un'oscurità non meglio identificata.

Avanzando tra le diverse zone la storia verrà scritta sul mondo di gioco stesso da una narratrice che racconterà le azioni della musa, il suo stato d'animo e ciò che potrebbe essere successo a quella che un tempo doveva essere una terra bellissima e incredibilmente rigogliosa. Si tratta di una soluzione narrativa molto interessante (in parte ripresa da Bastion) ed estremamente efficace, che lentamente ci farà comprendere qualche dettaglio in più su una trama volutamente criptica, che solo alla fine delle circa sei ore di gioco (senza aver raggiunto il 100% di completamento) ci svelerà effettivamente la sua natura.

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I nemici ci assaliranno mentre esploreremo il mondo di gioco ma lo faranno anche in sezioni apposite in cui dovremo resistere a diverse ondate sempre più impegnative.

Nonostante l'appartenenza alla categoria di typing game, quindi, la produzione targata Fishing Cactus non rinuncia di certo a un comparto narrativo, seppur tutt'altro che perfetto, e alla creazione di un vero e proprio lore che prende vita in caverne oscure, palazzi in rovina e in intere città abbandonate a se stesse. Per quanto il premere tasti il più velocemente possibile sulla vostra tastiera sia comprensibilmente il fulcro di Epistory, non c'è da stupirsi se alla fine della vostra avventura ricorderete con piacere il viaggio in groppa alla vostra amata volpe e tutte le zone che avete esplorato combattendo contro le più disparate mostruosità.

Come ogni typing game che si rispetti la maggior parte del tempo ci troveremo a digitare parole rigorosamente in lingua inglese (l'italiano dovrebbe essere aggiunto a breve) per riportare in vita il mondo che stiamo esplorando, per attivare particolari marchingegni o ancora per aprire forzieri in grado di farci ottenere dei punti esperienza. Già, dei punti esperienza, dato che Epistory si presenta sotto diversi aspetti come un vero e proprio RPG che ci porterà a esplorare dei dungeon, a ottenere dei poteri e a migliorare le nostre abilità.

Ci muoveremo nel mondo di gioco sfruttando i classici WASD (o altre impostazioni teoricamente più semplici da utilizzare ma completamente opzionali) con la possibilità di attivare la "modalità di digitazione" premendo semplicemente spazio ed evidenziando di conseguenza tutti gli oggetti interattivi. Le parole saranno fondamentali per uccidere i ragni, le mosche giganti e le creature più disparate, alcune più ostiche da eliminare per la presenza di un maggior numero di termini o per un livello di complessità più alto. Continuando a digitare i termini che appariranno a schermo alimenteremo il contatore delle combo che ci farà ottenere molta più esperienza e di conseguenza molti più livelli.

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Lo stile grafico e la varietà degli ambienti esplorabili ci garantiscono degli scorci davvero ispirati.

Salire di livello ci garantirà due punti da investire in diverse abilità che aumenteranno la velocità di movimento della volpe a tre code o l'efficacia dei poteri ottenibili esplorando certi dungeon. Degli oggetti saranno, infatti, attivabili solo utilizzando un certo potere e allo stesso tempo dei nemici saranno vulnerabili solo a un particolare attacco, costringendoci costantemente a modificare il nostro approccio ai vari scontri. Si tratta di una meccanica che nelle fasi avanzate movimenta non poco i combattimenti anche per il modo in cui gli stessi poteri saranno attivabili: digitando semplicemente il loro nome (FIRE per esempio).

Epistory si propone come una sorta di action-RPG che oltre ai semplici combattimenti ci mette di fronte anche degli enigmi ambientali da risolvere attraverso i poteri, le parole o semplicemente muovendoci al momento e nel modo giusto. Fishing Cactus è riuscita a studiare tutta una serie di accorgimenti per assicurarsi che l'appartenenza al genere dei typing game non si riveli mai un peso, una limitazione, ma il fulcro di un gioco che riesce a proporre situazioni molto diverse tra loro e a non annoiare sostanzialmente mai, anche grazie a una cura a livello artistico impressionante.

Unity, se affidato alle mani giuste, riesce a stupire in tantissime occasioni ed Epistory si propone come un piccolo capolavoro di originalità che punta su un'ottima varietà di ambientazioni ma soprattutto su uno stile innegabilmente bello da vedere, a metà tra un origami e un libro pop-up in movimento, caratterizzato da colori accesi e incredibilmente vivi o da un'oscurità che sa davvero essere opprimente, vera e in grado di evidenziare efficacemente la corruzione dilagante che dovremo sconfiggere.

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Epistory può contare anche su elementi da RPG come una serie di potenziamenti legati alla velocità di movimento, alle combo e ai nostri poteri.

Epistory: Typing Chronicles potrebbe essere definito come uno dei typing game più belli mai creati ma molto probabilmente si tratterebbe di una definizione troppo limitante. L'opera di Fishing Cactus è un gioco che non è in grado di attirare tutte le tipologie di giocatori e che avrebbe potuto proporre una trama molto più interessante, ma a conti fatti anche coloro che non hanno mai amato questa tipologia di giochi potrebbero rimanere affascinati da un mondo tutto da scoprire e da non sottovalutare, forte di uno stile curatissimo e di un gameplay molto più vario e coinvolgente di quanto ci si potrebbe aspettare.

8 /10

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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