Gremlins, Inc. - recensione

I gremlin possono essere persone molto cattive.

Da migliaia di anni gli esseri umani escogitano nuovi metodi per passare il tempo libero creando giochi da tavolo, preferibilmente per divertirsi in compagnia. Mezzo secolo or sono, la nascita dei videogiochi ha portato inevitabilmente gli sviluppatori a rappresentare su schermo i passatempi ludici più in voga, primi tra tutti i classici scacchi e dama. Con l'accesso massivo ad internet e la diffusione di strumenti di sviluppo alla portata di tutti, sono inevitabilmente nati su schermo giochi che rientrano nelle categorie dei board game, ma senza avere necessariamente una corrispettiva controparte cartacea.

D'altronde i costi per produrre, stampare e distribuire un gioco da tavolo vero e proprio non sono sempre permissivi e la via della distribuzione digitale rimane spesso quella più allettante per i designer in erba. È questo il caso del neonato studio lituano Charlie Oscar che, affianco ad un semplice gioco di carte retail, ha sviluppato un complesso gioco da tavolo in formato digitale: Gremlins, Inc. Entrambi i titoli sono ambientati in un corrotto universo steampunk popolato da gremlin capitalisti pronti a tutto per guadagnare denaro, fama e potere.

Parliamoci chiaro, difficilmente un gioco da tavolo digitale potrà sostituire completamente una serata di gioco tra amici. Per potersi distinguere, un videogioco deve essere in grado di offrire qualcosa di più rispetto ad una classica esperienza da board game. Da questo punto di vista Gremlins, Inc. non mette sul piatto nulla di particolare per differenziarsi o che sarebbe difficile da riprodurre in versione cartacea. La valutazione complessiva del titolo va quindi ulteriormente sottoposta a questo filtro di giudizio, che può piacere come non piacere a seconda dei gusti personali.

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La campagna singleplayer è fondamentale per prendere confidenza con le meccaniche di gioco, complesse da padroneggiare.

A prima vista il tabellone virtuale di Gremlins, Inc. appare caotico, anche se nella sostanza si tratta di un classico percorso composto da caselle con funzioni specifiche. Il tutto è costellato di scorciatoie o vie alternative, ognuna delle quali prevede possibili malus o bonus a seconda dei casi.

Ciò che contraddistingue Gremlins, Inc. da altri giochi da tavolo dello stesso genere è l'importanza rivestita dalle carte: mescolate all'interno di un mazzo comune a tutti i giocatori, ognuno dei quali ne tiene sempre in mano sei. Le carte possono avere un costo di utilizzo, necessario per sfruttare lo specifico potere o per accumulare i punti vittoria. Per muoversi sul tabellone non è necessario tirare un dado virtuale, come accade nella maggior parte del giochi di questo genere, ma anche in questo caso bisogna usare le carte, sacrificandole per spostarsi del numero di caselle indicato su di esse.

Com'è facile intuire, prendere dimestichezza con i meccanismi di gioco ed essere in grado di mettere in atto strategie vincenti e adattabili alla situazione non è cosa semplice. Per fortuna in nostro aiuto interviene la campagna singleplayer che, dopo un breve tutorial sulle meccaniche generali, spinge a metterci alla prova contro l'intelligenza artificiale, ma anche contro noi stessi, cercando di vincere nel minor numero di turni possibile.

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La componente multigiocatore è ovviamente il fulcro dell'esperienza, come per qualunque gioco da tavolo virtuale.

Il piatto forte resta, come sempre in questi casi, la componente multiplayer: giocare in compagnia è infatti la base di qualunque gioco da tavolo. Lo sviluppatore Charlie Oscar ha programmato un titolo con un netcode stabilissimo, in cui creare una partita è agevole e consente di mettere mano con semplicità alle opzioni di personalizzazione dell'incontro.

La comunità raccolta attorno a Gremlins, Inc. è inoltre già molto numerosa e non bisognerà mai aspettare troppo tempo per gettarsi nella competizione contro giocatori in carne ed ossa. Una nota positiva è rappresentata dal sistema di comunicazione: gestito interamente tramite emoticon e frasi predefinite e senza l'ausilio di alcuna chat. In questo modo si evitano situazioni di flame o comportamenti anche più gravi che richiederebbero un'attenta moderazione da parte dello staff.

Le frasi predefinite sopracitate sono state tradotte, come tutto il resto del gioco, in ben dodici lingue, tra cui l'italiano. L'ottimo lavoro di localizzazione svolto dimostra l'attenzione dello studio polacco per i dettagli: tutto, dalle musiche al design grafico, è curato e meraviglioso da ascoltare e da vedere. L'ambientazione steampunk riesce perfettamente a far emergere tutto il senso di marcio prodotto da una società corrotta popolata da luridi gremlin disonesti.

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Molto probabilmente anche voi arriverete a odiare la polizia del gioco: o pagherete la tangente o la vostra sorte sarà affidata al caso.

Riuscire a tirare le somme per valutare un gioco da tavolo virtuale non è sicuramente un compito facile. Se dal punto di vista strettamente tecnico e videoludico Gremlins, Inc. è una piccola perla del design, non bisogna dimenticarsi che si tratta a tutti gli effetti di un board game che va criticato secondo parametri differenti. Il titolo messo in piedi da Charlie Oscar ha una curva di apprendimento molto ripida, che potrebbe scoraggiare chi cerca un gioco dalle meccaniche semplici o comunque veloci da familiarizzare.

Una nota negativa, anche se potrebbe non interessare tutti, è l'altissimo tasso di casualità che permea l'esperienza di gioco. In qualunque gioco di carte il fattore randomico è di casa, ma in questo caso parliamo di un mazzo di centosessantacinque carte di cui centotrenta uniche. Il deck è comune a tutti e di conseguenza non personalizzabile in base alle proprie strategie e anche il tiro del dado riveste un importantissimo ruolo nell'economia di gioco. Se tutti questi fattori non vi scoraggiano e ad un gioco da tavolo virtuale non chiedete di discostarsi troppo da un'esperienza classica, molto probabilmente Gremlins, Inc. fa al caso vostro.

7 /10

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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