Digital Foundry: Ratchet and Clank su PS4 - articolo

Il classico di Insomniac confrontato su tre diverse generazioni di hardware PlayStation.

Ratchet and Clank si appresta a raggiungere la PS4 con quella che possiamo descrivere come una riscrittura completa e fantasiosa dell'originale per PS2. Sfruttando la potenza del nuovo hardware, Insomniac ha creato un platform superbo che dal punto di vista estetico ricorda molto da vicino l'imminente film in CGI. Un risultato notevole, che ci mostra quanta strada abbia fatto la grafica 3D sin dai tempi della cara vecchia PS2, ma nel gioco c'è di più di un semplice upgrade grafico. Effettuando un confronto con il remaster HD uscito su PS3, appare evidente che in questo caso siamo di fronte ad un remake completo, con livelli ridisegnati, nuove sequenze di storia e un gameplay rivisto.

La formula classica di Ratchet and Clank è stata aggiornata usando lo stile dei sequel su PS3, con un'enfasi sull'azione di larga scala, ma senza sacrificare le fasi platform tradizionali dei primi episodi. Uno dei primi livelli, ad esempio, è ambientato nel mezzo di un'invasione: nel gioco originale il focus era principalmente sul combattimento ravvicinato e sulle sequenze platform; in questo remake Insomniac ha notevolmente movimentato le cose, aumentando il numero di nemici e velocizzando il gameplay, in modo da ricreare veramente l'atmosfera di un pianeta in guerra. L'impressione è che gli sviluppatori abbiano mirato a creare un'esperienza più cinematografica e coinvolgente, mantenendo al tempo stesso le radici originali della serie.

Ovviamente, i miglioramenti grafici sono fondamentali per dare nuovo lustro a Ratchet e Clank. Da questo punto di vista, i risultati sono spettacolari e rappresentano un vero salto generazionale rispetto ai precedenti capitoli per PS3. C'è però un compromesso, che corrisponde al limite dei 30fps: un dimezzamento rispetto a molti dei precedenti capitoli, che ha delle ripercussioni anche sul gameplay, rallentando i tempi di risposta ai controlli in favore di un'estetica migliore. Si tratta di una decisione che ha diviso già i fan ai tempi di Into the Nexus su PS3, ma in questo caso i risultati sono più positivi. La performance è decisamente più stabile, il che ha i suoi benefici: un frame-rate costante evita la presenza di singhiozzi e, in un certo senso, riduce l'impatto del limite a 30fps.

La decisione di limitare il frame-rate a 30fps ha consentito a Insomniac di creare un aspetto da film in CGI che altrimenti non sarebbe stato possibile sull'hardware PS4. La risoluzione a 1080p nativi esalta i mondi colorati e i buffi personaggi del gioco, con un'efficacia molto maggiore rispetto ai 720p del remaster HD visto su PS3 o ai 480i dell'originale su PS2. L'impiego di anti-aliasing in post-processing funziona bene nella maggior parte delle occasioni, rendendo meno grezzi i dettagli dei livelli, anche se il dettaglio a livello di sub-pixel e alcune linee particolarmente nette possono ancora mostrare qualche artefatto (come avviene, ad esempio, nei panorami metropolitani di Kerwan).

Ratchet and Clank a confronto su tre diverse piattaforme: l'originale per PS2, il remaster HD su PS3 e questo nuovo remake per PS4.

Nonostante questi piccoli difetti, gli ambienti colorati e ricchi di dettagli del gioco risultano comunque impressionanti: le location che tutti i fan ricordano sono state ricostruite da zero per sfruttare la potenza dell'hardware PS4 e i momenti più memorabili del titolo originale sono ancora presenti, anche se larghe parti del level design sono state riviste. Sentieri prima accessibili sono ora bloccati da edifici o altri tipi di oggetti di sfondo, mentre nuove aree sono integrate nei vecchi ambienti. L'incremento di capacità poligonali dei nuovi hardware ha consentito di ricreare livelli molto più dettagliati e ricchi, aggiungendo ancora più carattere al mondo che Insomniac ha creato.

Anche molti momenti iconici di gameplay sono stati radicalmente ridisegnati. Ad esempio, la sequenza sul treno a Kerwan è piuttosto breve su PS2, mentre in questo remake è stata fortemente espansa e arricchita di sequenze platform, sparatorie e simili, che la rendono molto più movimentata. Anche il primo incontro tra Ratchet e Clank è stato riscritto e arricchito di elementi narrativi. Il risultato è che ora il mondo risulta più strutturato, con un miglior bilanciamento tra esplorazione ed esplosive sequenze cinematografiche, nonché una migliore integrazione tra gameplay e story-telling.

Questo ribilanciamento ha riguardato anche il nucleo dell'azione. Le sequenze sparatutto hanno ora un ruolo molto più rilevante, mentre il platforming risulta più di ampio respiro. L'azione però è sempre centrale, e spesso sottolineata dalla quantità e qualità di effetti grafici. Particelle e detriti volano ovunque nel mondo di gioco, mentre la profondità di campo e il motion blur aggiungono intensità agli ambienti. Lo stile grafico ricorda da vicino quello di un film Pixar, e Insomniac fa uso di vari effetti, illuminazione e shader per avvicinare il più possibile l'aspetto estetico a quello del prossimo film di Ratchet and Clank. Il rendering basato sulle proprietà fisiche, l'illuminazione ambientale e l'impiego di shader complessi consentono alle superfici (come metallo, vetro o pietra) di apparire realistiche, il che genera un livello di atmosfera impossibile da ottenere nei precedenti capitoli della serie.

Addirittura, le cut-scene di questo remake impiegano una combinazione di sequenze in real-time e spezzoni pre-renderizzati provenienti dal film: il modo in cui le due cose si integrano è notevole. La qualità d'immagine e delle ombre sono il principale punto di differenza (nelle sequenze in-engine si nota qualche scalettatura in più), ma il livello di dettaglio dei personaggi è davvero impressionante. Non sono solo i protagonisti a risultare dettagliati e pieni di particolari, ma anche tutti i nemici e i personaggi secondari. Il tutto è accompagnato da animazioni di ottimo livello, che riescono ad esaltare la personalità di ogni elemento su schermo.

Tutti questi cambiamenti modificano nettamente l'esperienza del Ratchet and Clank originale per PS2. Gli aspetti centrali che differenziano Ratchet and Clank dagli altri paltform sono ancora presenti, ma ora sono stati portati ad un altro livello. In confronto, il remaster HD per PS3 si limitava ad aggiungere texture a risoluzione maggiore e qualche geometria leggermente più rifinita, ma al di là di questo non alterava in modo significativo il capitolo originale. Questo remake PS4 è indubbiamente qualcosa di molto diverso.

L'intenzione di Insomniac di raggiungere una qualità grafica simile a quella del film in CGI è molto ambiziosa, ma un simile risultato è stato ottenuto solo grazie al limite dei 30fps. Ciò consente un render time doppio per ogni singolo frame rispetto ad un titolo che gira a 60fps, e quindi permette di realizzare geometrie, effetti e illuminazione molto più avanzati e prossimi a quelli del film. C'è però una differenza tangibile nel gameplay di questo remake rispetto a quello del capitolo originale, che girava a 60fps. I controlli paiono più pesanti e meno precisi, il che inizialmente colpisce come un vero passo indietro. Chi era abituato a giocare alla serie a 60fps avrà bisogno di tempo per abituarsi al nuovo standard, ma dopo qualche ora il gameplay comincia a sembrare più naturale e la latenza dei controlli risulta meno fastidiosa. Le fasi platform e i combattimenti non sono reattivi come ci si potrebbe aspettare, ma l'esperienza nel complesso non è di bassa qualità e il gameplay continua ad essere divertente.

Insomniac ha scelto per Ratchet and Clank su PS4 un frame-rate di 30fps, che risulta abbastanza stabile con solo piccoli cali di performance, raramente fastidiosi.

Il livello di performance generalmente stabile aiuta molto da questo punto di vista, riducendo di molto l'eventualità di cali di frame-rate e di ulteriore lag dei comandi. Le sequenze più caotiche sono regolarmente colme di nemici e offrono scenari a perdita d'occhio, ma anche in questi casi l'engine raramente scende al di sotto della soglia dei 30fps, e quando lo fa perde solamente 1-2 frame al secondo. Indubbiamente, la risposta ai controlli non è rapida e precisa come quella dei vecchi titoli a 60Hz, ma è certamente migliore di quella vista in Into The Nexus: il primo episodio della serie a scegliere la controversa soglia dei 30fps.

Ratchet and Clank - il verdetto del Digital Foundry

Il reboot di Ratchet and Clank è un nuovo e interessante episodio della serie, che apporta molte rifiniture al gameplay classico, puntando sia sullo stile tranquillo e rilassato dei capitoli PS2, sia sulla forte dose di azione che era protagonista negli episodi per PS3. Per alcuni il limite di 30fps sarà un grosso difetto, ed è innegabile che abbia un certo impatto sull'immediatezza del gameplay, ma fortunatamente la performance è piuttosto stabile e una volta abituatisi alla fluidità minore si può comunque godere di uno dei migliori Ratchet and Clank degli anni recenti.

Sebbene questo episodio sia a tutti gli effetti una ri-scrittura del titolo originale per PS2, gli sviluppatori hanno saputo aggiornare l'esperienza in modo significativo senza alterarne la natura. Le armi divertenti, lo stile ironico, le ottime fasi platform e le sequenze di azione sono presenti ed efficaci, mentre la grafica è più bella che mai ed è in grado di coinvolgere e affascinare sin dall'inizio con il suo cast di personaggi interessanti e di straordinarie scenografie.

Inizialmente avevamo qualche perplessità riguardo all'intenzione di Insomniac di rivisitare ancora una volta il vecchio materiale, ma dobbiamo dire che il lavoro svolto riesce sia a rendere omaggio al capitolo originale, sia a divertire e risultare abbastanza aggiornato per gli standard odierni. I platform sono un genere ormai largamente trascurato, ma Ratchet and Clank è uno dei migliori che abbiamo provato negli ultimi anni e merita sicuramente di essere giocato, tanto dai vecchi fan quanto da chi non ha mai provato la serie.

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