Kathy Rain - recensione

Il figlio illegittimo di True Detective e Twin Peaks.

Per quanto se ne sia discusso approfonditamente per centinaia di anni senza arrivare definitivamente a una conclusione accettata all'unanimità, un ampio gruppo di studiosi definisce senza particolari problemi la storia come qualcosa di ciclico. Gli eventi possono apparentemente cambiare ma il modo in cui si sviluppano e le cause che li scatenano sono spesso curiosamente simili e accomunabili. Il motivo di questa introduzione a carattere storico? Questa ciclicità sembra in un certo senso delinearsi anche all'interno di un mondo così diverso come l'industria videoludica.

Alcuni anni fa si parlava di morte delle avventure punta e clicca, e per un certo periodo sono effettivamente mancati degli esponenti di rilievo del genere; poi questo tipo di esperienze s'è ripresentato quasi inaspettatamente con produzioni di buona o buonissima qualità. C'è stato il momento per il boom delle avventure alla Telltale (troppo semplicistiche per molti palati), per produzioni indie (Wadget Eye Games tra tutti) e per il ritorno di mostri sacri come Tim Schafer. Possiamo di conseguenza affermare senza il rischio di essere smentiti che i punta e clicca stiano vivendo una seconda giovinezza e che il passato, la storia se vogliamo, stia facendo nuovamente capolino sui nostri PC e sulle nostre console.

In questo scenario di rinascita Clifftop Games, software house formata dallo sviluppatore solitario Joel Staaf Hästö, cerca fortuna con il proprio primo progetto, un titolo che sin dai primi trailer ci aveva incuriosito per lo stile grafico adottato e per il setting che ci trasporta dritti negli anni '90, in una piccola cittadina di provincia che nasconde un mistero forse troppo grande per una semplice studentessa di giornalismo come la nostra Kathy Rain.

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Una guida telefonica e un telefono? Non sottovalutate due dei vostri alleati più preziosi.

È il 1995, è ormai mattina da qualche ora ma quando si hanno fatto le ore piccole (come praticamente ogni notte) non è facile essere mattinieri come la nostra compagna di stanza Eileen. Eileen è una ragazza a posto ma ha un piccolo difetto non propriamente trascurabile: è un'incredibile impicciona. È così che assolutamente "per caso" veniamo a conoscenza della morte di un certo Joseph Rain un uomo che non vediamo ormai da diversi anni ma che in passato eravamo soliti chiamare semplicemente nonno. Non nascondendo una certa sorpresa decidiamo così di inforcare la nostra motocicletta e di dirigerci verso la ridente Conwell Springs per partecipare alla cerimonia funebre e dare, inconsapevolmente, il via a un'avventura tanto incredibile quanto inaspettata.

Ben presto scopriremo, infatti, che gli ultimi anni di vita del buon Joseph sono stati caratterizzati da più di una stranezza e da buona detective in erba la nostra Kathy deciderà di saperne di più, di far chiarezza su un'esistenza apparentemente perfetta ma ricca di zone d'ombra. Una vita che si rivela lo specchio stesso della piccola cittadina che ci ospiterà, un setting che sotto diversi aspetti ci ha ricordato quello proposto dalla prima stagione di True Detective con delle aree rurali e di periferia apparentemente tranquille ma in realtà decisamente poco raccomandabili.

Clifftop Games è riuscita a creare un prodotto che sembra unire le caratteristiche migliori del genere investigativo con delle atmosfere che ricordano cult come Twin Peaks. Naturalmente non vogliamo entrare troppo nei dettagli al fine di non rovinare in alcun modo l'esperienza di gioco ma vi assicuriamo che l'intero comparto narrativo ci ha stupito, mettendoci di fronte a una vicenda estremamente coinvolgente e in grado di rapirci per tutte le sette ore necessarie per arrivare ai titoli di coda. Quella di Kathy Rain è una storia più che degna di essere raccontata, un viaggio che ci metterà di fronte a personaggi a tutto tondo credibili e per certi versi indimenticabili, a partire dalla protagonista stessa.

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Potremo spostarci liberamente tra le diverse zone esplorabili utilizzando la nostra fida motocicletta.

Ben presto ci renderemo conto che Kathy è una ragazza che sotto la dura scorza da ribelle nasconde molto di più, a partire da un animo molto più profondo di quel che sembrerebbe e una storia personale davvero interessante e sfaccettata. L'ottimo character design avrà, quindi, un ruolo tutt'altro che trascurabile dato che ci permetterà di immergerci all'interno di Conwell Springs, delle sue tradizioni, delle sue tante controversie e ancora più importante dei suoi inimmaginabili misteri.

La narrazione si rivela molto convincente e l'aspetto puramente ludico, seppur con qualche riserva, non è assolutamente da meno. Questo titolo si presenta come un punta e clicca piuttosto classico, in cui la trama la fa da padrona ma in cui ovviamente dovremo anche preoccuparci della risoluzione di enigmi e della raccolta di indizi per capire quale sarà il passo successivo da compiere, la prossima zona da esplorare e l'ennesimo testimone da interrogare. Al di là della risoluzione vera e propria degli enigmi, tutti piuttosto interessanti e vari anche se in alcuni casi troppo semplici, nella maggior parte dei casi ci troveremo di fronte a dei procedimenti che fanno parte dell'ABC degli investigatori più esperti.

Quando otterremo una nuova informazione la annoteremo sul nostro taccuino che potrà poi essere utilizzato per fare domande ai vari NPC, che potremo raggiungere viaggiando tra le diverse location sfruttando la nostra motocicletta. Per individuare nuove piste potremo poi affidarci alla polizia di zona e alla ricerca di indizi o sfruttare al meglio la tecnologia più avanzata per l'epoca. Una sezione legata all'utilizzo del computer di Eileen, in particolare, ci ha lasciato piacevolmente sorpresi proponendoci un sapiente mix di analisi delle prove e di risoluzione di enigmi divertente e originale.

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Ogni personaggio è doppiato con estrema efficacia e i tantissimi dialoghi che intervallano il gameplay sono un vero e proprio piacere per le orecchie.

Se si parla di un titolo con elementi old-school non possiamo non citare l'inventario e l'interazione con gli oggetti che troveremo nelle diverse aree esplorabili. Cliccando sugli oggetti interagibili apriremo un piccolo menù che ci darà la possibilità di analizzare, di riflettere sulla ricerca di possibili indizi o di combinare più di un elemento con ciò che possediamo o con ciò che si trova nei dintorni. Il sistema è ben rodato e assolutamente funzionale anche per chi non sia propriamente un esperto di punta e clicca. Non fraintendeteci, Kathy Rain non è un gioco facile e propone puzzle anche piuttosto ostici ma nulla di cervellotico o poco intuibile: basterà un'analisi attenta, pazienza e una buona dose di riflessione per non rimanere pressoché mai bloccati per troppo tempo.

La strada che ci porterà a scoprire ciò che sta succedendo a Conwell Springs si rivela sempre molto godibile e solo la sezione che precede l'ultimo atto non ci ha convinto a pieno a causa di una gestione del ritmo di gioco piuttosto discutibile, con troppi tempi morti e pochi enigmi degni di nota. Si tratta di una fase di stanca tutto sommato fisiologica all'interno di un'opera che ci ha tenuti incollati allo schermo spinti dalla voglia di scoprire tutta la verità sulla vita di Joseph Rain.

I pareri di fronte a una grafica che fa volutamente sfoggio di una risoluzione estremamente bassa (320x240) e di uno stile pixelloso non possono che essere soggettivi ma per quanto i 4:3 con tanto di bande laterali possano far storcere il naso a molti giocatori (è possibile eliminarle attraverso un menù apposito), complessivamente Kathy Rain si dimostra molto godibile anche per gli occhi più esigenti. Una menzione d'onore va poi al doppiaggio in lingua inglese, presente per tutti i personaggi, che è un vero e proprio valore aggiunto per la trama e per l'intera produzione. Peccato che la mancanza dei sottotitoli in italiano (almeno per il momento) restringa il pubblico solo a coloro che masticano con una discreta padronanza l'inglese.

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Come ogni punta e clicca degno di questo nome l'inventario avrà un ruolo fondamentale per parecchi enigmi.

Kathy Rain è un'avventura punta e clicca che sfiora la perfezione e che riesce a proporre meccaniche old-school limando gli spigoli di una formula spesso non adatta a un pubblico poco avvezzo al genere. Tra enigmi ispirati, siparietti grotteschi e irriverenti, un'anima noir e atmosfere oniriche, il buon Joel Staaf Hästö è riuscito a convincerci a pieno con un debutto folgorante all'interno della sempre più talentuosa scena indie. Se amate le trame coinvolgenti, avete il pallino per True Detective, vi buttate periodicamente in maratone estenuanti di Twin Peaks o più semplicemente apprezzate questo tipo di produzioni, non esitate, montate in sella e buttatevi a capofitto nell'indagine della giovane Kathy.

9 /10

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Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.

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