Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book - recensione

Un nuovo inizio per l'inno all'alchimia di Gust.

La serie Atelier di Gust ha seguito un percorso evolutivo molto particolare, cercando di catturare una fetta di pubblico ben precisa i cui gusti sono lontani anni luce dalla strada intrapresa dai più blasonati jrpg. Pur non brillando mai per la sua realizzazione tecnica, forte di una caratterizzazione che strizza più volte l'occhio alla mitologia occidentale tra alchimia, città di stampo germanico e personaggi degni delle favole di Andersen, questa saga ha saputo affascinare un discreto numero di giocatori in tutto il mondo.

In Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book cambia la protagonista, cambiano i luoghi da esplorare e cambiano i personaggi comprimari, ma l'elemento base, l'alchimia, è ancora presente forte di nuove idee a rappresentarlo.

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Le azioni svolte in combattimento permettono di riempire l'indicatore chiamato ChainLink, in basso a sinistra, che una volta al massimo sblocca tecniche particolarmente efficaci.

In questa nuova avventura dai toni decisamente più leggeri rispetto agli Atelier più recenti, la giovane Sophie esplora il fantastico mondo dell'alchimia cercando di seguire le orme della defunta nonna. Sfortunatamente i risultati non sono dei migliori, ma grazie all'intervento di Plachta, un bizzarro libro dotato di una propria coscienza, la ragazza inizia a fare progressi, cercando al tempo stesso di soddisfare le richieste dei numerosi personaggi in cerca di aiuto.

Come da tradizione per la serie, anche in questo episodio è possibile approfondire i legami con i vari personaggi nell'avventura, sviluppando quei social link che i fan di Atelier (ma soprattutto di Persona) conoscono molto bene.

Tutto questo accade mentre il giocatore è chiamato ad alternarsi tra le fasi narrative (con i lunghi dialoghi tra i personaggi), quelle esplorative alla ricerca di ingredienti da usare per le proprie creazioni, e quelle in cui si devono preparare intrugli alchemici di varia natura.

Rispetto al passato sono scomparsi i libri alchemici da trovare durante il gioco, sostituiti dalle intuizioni della piccola Sophie. La giovane studiosa, infatti, creerà ricette sempre nuove semplicemente interagendo con il mondo circostante e andando avanti con l'avventura.

L'intuizione può arrivare in qualsiasi momento, magari parlando con un personaggio specifico o affrontando una creatura in battaglia, oppure usando un determinato oggetto o osservando le bellezze del panorama. Ogni volta che Sophie inventa una nuova ricetta è necessario assicurarsi di essere di livello abbastanza alto per realizzarla e, soprattutto, di recuperare tutti gli ingredienti necessari.

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La mappa del mondo non permette di muoversi liberamente, ma fa parte della scuola in cui le principali ambientazioni sono collegate direttamente tra loro.

Gli ingredienti devono principalmente essere raccolti esplorando le varie ambientazioni del mondo e affrontando le creature che lo popolano, spesso tenendo conto dell'orario durante il quale svolgere le proprie ricerche.

In questo capitolo della saga, infatti, Gust ha deciso di eliminare le limitazioni temporali che hanno sempre caratterizzato la serie, lasciando così molta più libertà al giocatore. Nonostante, questo, però, hanno giustamente mantenuto le abitudini notturne o diurne di flora e fauna, spingendo a scegliere con cura quando uscire per rifornirsi.

Anche i combattimenti che si affrontano durante le fasi esplorative si basano su un sistema completamente nuovo, che vede un party di 4 personaggi impegnato a sfruttare tutte le risorse a propria disposizione per abbattere ogni possibile minaccia.

Tra tutti i personaggi Sophie è l'unico in grado di usare il gran numero di oggetti realizzabili attraverso l'alchimia. Gli altri membri del gruppo, infatti, possono contare solo sulle semplici medicine per recuperare qualche punto vita, e sulle proprie armi.

Durante gli scontri è possibile schierare i vari combattenti in posizione offensiva o difensiva, cambiandone radicalmente le opzioni in battaglia. Il fronte avanzato può infatti contare su un maggior numero di attacchi, ma subisce anche più danni. Il fronte di difesa, invece, non solo è più resistente, ma ogni personaggio lì schierato è in grado di proteggere gli altri.

La gestione oculata del posizionamento dei membri del team è fondamentale per vincere gli scontri più complessi, soprattutto considerando che solo con i giusti schieramenti è possibile accedere alle tecniche più potenti a disposizione della squadra.

Andando avanti nel gioco è possibile sbloccare la forma umana di Pachta, trasferendo l'anima e la coscienza del libro all'interno di speciali automi realizzati appositamente. Tali automi possono essere personalizzati in tanti modi differenti, aggiungendo un elementi creativo piuttosto godibile.

L'intera avventura di Sophie può essere completata in una trentina di ore abbondanti, ma la stima può aumentare in base alla voglia o meno del giocatore di trovare tutte le ricette e tutti i segreti nel mondo di gioco.

Tecnicamente parlando Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book presta il fianco a più di una critica, complice la sua natura cross-gen. Anche se da noi è arrivato solo in versione PS4 e PS Vita, infatti, in Giappone il gioco è uscito anche su PlayStation 3, e infatti presenta tutti i difetti classici di questo genere di produzioni.

Fortunatamente là dove le strutture poligonali non riescono a reggere il passo con i tempi (soprattutto sul fronte delle ambientazioni) ci pensa l'ottimo design a risollevare la situazione. Il lavoro svolto da Yuugen (Outbreak Company: Moeru Shinryakusha) e NOCO (Sword of Phantasia) è sempre eccellente, ed è opportunamente affiancato da una colonna sonora all'altezza e da un doppiaggio adeguato (disponibile sia in inglese che in giapponese. Entrambe le soluzioni sono valide, ma consigliamo caldamente di selezionare le voci nipponiche, meglio recitate e distribuite).

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La costante collaborazione tra Sophie e Plachta porterà a entrambi risultati importanti. I progressi di Sophie nell'alchimia, permettono al libro magico di ricordare frammenti di un passato dimenticato.

Sfortunatamente anche questa volta è del tutto assente un qualsiasi tipo di adattamento italiano, e sia i menu che i sottotitoli sono disponibili unicamente in lingua inglese. Segnaliamo infine che il gioco offre vari livelli di difficoltà liberamente selezionabili. Per una sfida adeguata consigliamo di iniziare con il livello Hard, salvo poi passare al ben più impegnativo livello Despair una volta presa confidenza con le meccaniche del gioco.

Pur non brillando tecnicamente, Atelier Sophie: The Alchemist of the Mysterious Book è un interessante nuovo punto di partenza per l'atipica serie Gust. Le nuove scelte di game design rendono il gioco adatto anche a chi si avvicina alla serie per la prima volta, offrendo un'esperienza più fluida e godibile. Fra le due versioni arrivate nel mercato occidentale consigliamo caldamente quella PS Vita, dove la componente tecnica è indubbiamente più adatta all'hardware di riferimento rispetto a quanto accade su PlayStation 4.

7 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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