Los Angeles - Ormai il riflesso è condizionato: appena vedo qualcosa che mi ricordi The Last of Us, uno dei titoli che ho amato maggiormente negli ultimi anni, il mio sistema cardiovascolare viene subito inondato di dopamina. Ma sebbene Days Gone dei Bend Studio (Syphon Filter, Uncharted: l'Abisso d'Oro) inizialmente ricordi il titolo dei Naughty Dog, bastano pochi minuti per capire che le differenze sono consistenti.

A cominciare dall'impianto open-world, e dunque non lineare come quello di The Last of Us, fino ad arrivare al protagonista, Deacon St. John, un cacciatore di taglie, un vagabondo che vive ai margini della società, in accampamenti persi nella natura ai limiti della civiltà. Deacon è sopravvissuto, come altri, alla misteriosa pandemia che ha lasciato sul campo molti morti e ancor più Freaker, degli zombie velocissimi e spietati come quelli di World War Z, molto diversi da quelli stupidi di Dead Rising o da quelli sparuti di The Last of Us. I Freaker si muovono in branchi numerosissimi, formando sciami di non morti che non si crederebbero possibili per l'hardware di una console current-gen qual è la PS4, sulla quale Days Gone girerà in esclusiva.

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Non solo i Freaker saranno numerosissimi, ma avranno dalla loro anche una velocità e un'agilità fuori del comune.

Deacon, prima della catastrofe, era un membro della banda dei Mongrels MC, e nel trailer lo si vede correre in moto con alle spalle una bionda niente male, che molto probabilmente non dev'essere sopravvissuta alla pandemia. Il gioco s'ambienta due anni dopo i tragici avvenimenti e, nelle intenzioni dei Bend, esplorerà come ognuno di noi si comporterebbe in un mondo dove si è in costante pericolo, le risorse sono scarse, e la violenza e gli assassinii sono all'ordine del giorno.

Una delle caratteristiche chiave di Days Gone sarà il cosiddetto 'gameplay emergente', il che significa che l'intelligenza artificiale dei nemici reagirà dinamicamente alle nostre azioni, costringendoci ad adottare ogni volta una strategia diversa per sopravvivere. In nostro soccorso verrà un sistema di crafting, che ci permetterà di creare armi e oggetti utilizzando ciò che troveremo nei nostri paraggi, e con la possibilità di esplorare pressoché qualsiasi palazzo, macchina o ambientazione, la fase esplorativa rivestirà una grande importanza.

Il gioco sarà contraddistinto da un impianto open world, che stando agli sviluppatori, ricreerà l'area che va da Seattle allo stato dell'Oregon, e che per il suo clima e conformazione geografica, offrirà panorami sempre diversi e situazioni climatiche imprevedibili. Ci saranno boschi, montagne, cascate e aree urbane che dovremo esplorare in moto, e ci sarà anche il Crater Lake, il lago più profondo degli USA, che come suggerisce il nome è la caldera di un vulcano ormai estintosi.

Tutto ciò sarà valorizzato dalla presenza di un ciclo notte/giorno e di un sistema meteo variabile, e accompagnato da una grafica di prim'ordine che usa l'Unreal Engine 4 come base su cui poggiare una tecnologia di rendering che, a detta dei Bend Studio, sarà stupefacente. Pioggia, vento e neve saranno ricreati in modo particolarmente realistico, e persino i lampi che vedremo solcare il cielo saranno generati in tempo reale.

Quanto descritto fa allora capire che le differenze con The Last of Us sono evidenti, ma basta guardare la demo della PlayStation Conference, che vi ripropongo qui sopra in versione integrale, per accorgersi che Days Gone prende una direzione tutta sua. La differenza più evidente, dicevamo, sta nel numero di zombie che avremo alle calcagna, davvero spropositato. E che, sempre nella demo, costringe Deacon a una ritirata continua, fino a un finale in cui il nostro si trova completamente circondato.

Ma sarebbe stato comunque così anche se avessimo compiuto scelte diverse? O alcuni momenti sono scriptati? "Il finale della demo era evitabile", hanno risposto gli sviluppatori, che abbiamo potuto intervistare al termine di una presentazione a porte chiuse. "A seconda delle sue azioni e delle munizioni a disposizione, le cose per Deacon avrebbero potuto andare diversamente".

Un'altra domanda, sempre relativa al grado di libertà concessa dal gioco, riguarda il numero degli zombie: sono generati continuamente per spingerci in determinate direzioni, o volendo li si può uccidere tutti e ripulire la zona? "Gli zombie sono presenti in una zona in un numero determinato. Metterla sulla corsa con loro non porta a nulla, perché sono più veloci di noi, ma imparando a usare gli ostacoli che offrono il terreno e le strutture circostanti, li si può rallentare e quindi eliminare più facilmente".

Nella demo abbiamo visto Deacon continuare a scappare e far fuori gli zombie uno dopo l'altro: che che tipo di gameplay dobbiamo aspettarci per il resto del gioco? Ci saranno combattimenti che non ci vedranno sovrastati numericamente? O magari situazioni in cui converrà usare un approccio stealth? "Il gioco offrirà molte situazioni diverse tra loro, che varieranno a secondo dell'ambiente in cui si trova e della situazione che Deacon dovrà affrontare. Quanto allo stealth, diciamo che Days Gone permetterà di adottare l'approccio che si preferirà. In futuro potremo essere più precisi in proposito, quello che abbiamo voluto dare ora è solo un assaggio".

È possibile avere qualche informazione in più circa il sistema di crafting? "Nella demo abbiamo mostrato due oggetti che è possibile costruire, un rudimentale silenziatore ricavato dal filtro dell'olio di un'automobile, e una trappola realizzata con l'airbag di una macchina. Probabilmente non l'avrete notata, perché nella dimostrazione si vede velocemente, ma c'è. In Days Gone si potranno costruire altri oggetti, ricavandoli da ciò che avremo a portata di mano".

Si fa un gran parlare della PS4 Neo: la sua maggiore potenza di calcolo non sarebbe d'aiuto in un gioco nel quale le orde di zombie mostrate a schermo si traducono in milioni di poligoni da gestire? "Abbiamo maturato su PlayStation Vita l'abilità necessaria a sfruttare al massimo l'hardware a disposizione e siamo riusciti a stipare in Uncharted: l'Abisso d'Oro un numero di poligoni davvero notevole. Per questa ragione possiamo dire che quanto avete visto gira su una PS4 e che Days Gone non avrà bisogno di potenza di calcolo aggiuntiva".

In chiusura, una serie di informazioni in ordine sparso emerse dalle domande degli altri colleghi presenti alla dimostrazione. Nel gioco la motocicletta di Deacon rivestirà un ruolo molto importante e sarà come una sua estensione, servendo anche a trasportare il suo inventario, oltre che a permettergli di spostarsi nella mappa open world del gioco.

Days Gone avrà un sistema di checkpoint che tornerà piuttosto utile, dato che la difficoltà è stata definita dagli sviluppatori piuttosto punitiva. Con l'esperienza comunque s'imparerà a intuire come sfruttare la mappa a nostro favore, ma in caso di scelta sbagliata sarà facile morire.

Gli sviluppatori non si sono voluti sbilanciare sul numero di Freaker che vedremo a schermo ma si sono limitati a dire che saranno tanti. Non che non l'avessimo capito. Più interessante invece è stato sapere che ce ne saranno di diverse tipologie e che per scrollarceli di dosso dovremo ricorrere a dei Quick Time Event che ci porteranno a pugnalarli, sparargli o a ucciderli interagendo con l'ambiente circostante, come nel caso di una sega circolare che è tornata particolarmente utile nel corso della dimostrazione.

Altro di Days Gone non ci è dato sapere, neppure la data di uscita, che verrà annunciata prossimamente. Quel che abbiamo visto, però, ci è più che sufficiente per attendere con una certa trepidazione le prossime informazioni che Sony vorrà divulgare. E che, come sempre, vi riporteremo non appena possibile.

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Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Redattore