Valentino Rossi: The Game - recensione

Come si gioca a fare il Dottore.

Visual Concepts lo ha fatto qualche anno fa in onore di Michael Jordan, il migliore di ogni tempo quando c'è da spedire una palla a spicchi sul fondo del canestro. Milestone, certamente mossa da spirito patriottico, ha deciso di farlo con Valentino Rossi, orgoglio nostrano, nonché sette volte campione del Motomondiale nella classe regina.

Così come NBA 2K11 fu un onorevole omaggio all'indimenticabile carriera del campione dei Bulls (e Wizards), quest'anno al posto del classico episodio di Moto GP, dell'ennesima iterazione aggiornata e sempre uguale a sé stessa, lo sviluppatore milanese ha deciso di mischiare le carte in tavola proponendoci un'esperienza certamente simile e prevedibile, ma estremamente ricca di stuzzicanti contenuti, soprattutto per i fan del Dottore.

L'idea di fondo, in soldoni, è proprio questa: (ri)proporre ciò che c'era già in MotoGP 15, aggiungendoci una lunga lista di modalità e appendici di vario genere, che ruotassero attorno a Valentino Rossi e al suo mondo. La prima conseguenza di un approccio del genere è un menù principale trasbordante di voci. Partecipare all'ennesimo campionato in una delle tre classi disponibili, allenarsi su una pista qualsiasi con il time attack, sfidare giocatori di tutto il mondo connettendosi alla rete, sono tutte opzioni estremamente classiche e ben note, disponibili sin dal primo accesso.

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Naturalmente, vincendo le gare, oltre a punti esperienza, otterrete valuta virtuale con cui sbloccare nuove tute, caschi, sfide e così via.

Totalmente inedite, al contrario, la Rossipedia, una sorta di museo virtuale dedicato al pilota italiano; Eventi Storici VR, che propone una serie di gare, realmente corse dal nostro, in cui guadagnare determinati piazzamenti; Sfide, dove, a cadenza regolare, saremo incitati dagli sviluppatori a battere determinati tempi su circuiti e con veicoli di volta in volta preselezionati.

Il cuore pulsante della produzione resta, tuttavia, la solita modalità Carriera, anch'essa declinata in un'accezione piuttosto particolare. In veste di piloti emergenti, verrete accolti nella Riders Academy, pronti ad essere guidati, passo dopo passo, dallo stesso Valentino. Come al solito dovrete creare l'avatar digitale, selezionandone il volto e scegliendone l'abbigliamento, prima di esordire in Moto 3 come Wildcard.

La progressione verso la Moto GP è la stessa di sempre, tra sponsor con cui firmare contratti e nuovi team che vi imporranno obiettivi minimi da raggiungere, ma a rinverdire la formula ci pensano tutta una serie di eventi creati per l'occasione. Tra una prova del Motomondiale e l'altra, potrete potenziare le statistiche del personaggio partecipando e vincendo gare di motocross, competizioni di Flat Track, sfide all'ultima derapata a bordo di Ford Mustang e rally ai comandi di una Ford Fiesta configurata al meglio.

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La Rossipedia è il luogo ideale per riscoprire l'intera vita del Dottore. Tra l'altro potrete visionare tutte le moto che ha guidato nel corso della sua lunga carriera.

Nonostante le buone intenzioni di Milestone, nonostante queste variazioni sul tema costituiscano un ottimo stratagemma per spezzare la monotonia del calendario del Motomondiale, nonostante sia apprezzabile e piacevole vedere le statistiche del proprio avatar lievitare dopo aver preso parte alle varie manifestazioni, queste sezioni non sono prive di qualche difetto.

L'esperienza maturata con il recente MXGP 2 è certamente servita al team per impratichirsi ulteriormente con le competizioni sullo sterrato, ma nonostante l'innegabile cura di cui hanno goduto gare di motocross e Flat Track, il gameplay risente negativamente dell'impossibilità di controllare il baricentro del pilota, azionando il secondo stick analogico, come al contrario accadeva nel titolo appena citato.

Discorso simile quando le ruote diventano quattro. Grazie al sistema di guida ereditato in buona parte da Sébastien Loeb Rally Evo, altro brand di Milestone, derapare per strappare il miglior tempo sul giro, o per accumulare punti, è un'attività che regala tanto divertimento, ma che lascerà sensazioni contrastanti nei puristi del genere. Il controllo sul mezzo è certamente più fluido rispetto alle motocross, ma vengono a galla con maggior evidenza quei limiti del motore fisico di cui parleremo più approfonditamente in seguito.

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Non poteva mancare qualche prova dedicata al rally, da sempre grande passione del Dottore.

Pur soffrendo dal punto di vista della profondità, tuttavia, questo genere di competizioni riescono nel non semplice compito di inspessire l'offerta, regalando a Valentino Rossi: The Game una varietà di situazioni di gioco senza paragoni rispetto alle precedenti produzioni di Milestone..

Le cose, inoltre, funzionano alla grande e con poche perplessità quando si gareggia sui tracciati del Motomondiale, nonostante si debba nuovamente segnalare il sostanziale immobilismo di motore grafico e fisico. La situazione difatti non sembra essersi evoluta rispetto ad un anno fa. Da una parte ciò è un bene perché anche Valentino Rossi: The Game offre un superbo livello di simulazione, opportunamente scalabile, così da incontrare il favore dei neofiti, attivando e disattivando tutti gli aiuti del caso. Dall'altra, duole ripeterlo, si è ancora una volta testimoni di collisioni per nulla realistiche e di avversari guidati da un'IA tutt'altro che ineccepibile.

Saremmo anche pronti a sorvolare su certe sviste, vista la bontà del modello di guida, ma è ormai diverso tempo che si chiede a Milestone di compiere un passo avanti, tanto più considerando l'aspetto tecnico. Nulla da ridire invece sui modelli poligonali di piloti e moto, dettagliatissimi soprattutto nel riprodurre fedelmente le livree di ogni team, ma che dire di un frame rate spesso e volentieri incerto?

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Sfida 'The Doctor' è un'altra modalità interessante in cui, per farla breve, dovrete registrare tempi migliori di quelli segnati da Valentino Rossi nelle piste del Motomondiale.

Valentino Rossi: The Game è allora un acquisto praticamente obbligato per i fan del Dottore. La quantità incredibile di contenuti terrà impegnato per lungo tempo chiunque. Le modalità sono moltissime, senza dimenticare la notevole varietà garantita non solo da Flat Track e scampagnate sulle motocross, ma anche gli eventi legati alle quattro ruote.

Per alcuni poi sarà impagabile rivivere, in prima persona, alcuni dei momenti che hanno reso grande il pilota nostrano come, ad esempio, il gran premio del Mugello nel 2005, l'anno in cui cinque italiani si contesero sino all'ultima curva la vittoria finale, o quello della storica rimonta del 2010 a Sepang, quando Valentino si prese il gradino più alto del podio partendo undicesimo. Nemmeno chi è semplicemente a caccia un titolo di Moto GP potrà lamentarsi, visto l'elevato livello di realismo proposto e il numero di piloti del passato sbloccabili nel negozio.

A rovinare solo parzialmente un'esperienza altrimenti eccelsa, troviamo la scarsa profondità delle discipline secondarie (d'altronde Valentino il rally lo corre solo a Monza e con l'enduro ci gira solo a Tavullia), comunque divertenti, e i già citati limiti palesati da motori grafici e fisici bisognosi di un potenziamento. Ma in vista delle produzioni future Milestone sta concentrando i suoi sforzi proprio in questa direzione, il che ci spinge a guardare al futuro con un cauto ottimismo.

Sette e mezzo sarebbe il voto più corretto da assegnare a questa produzione ma l'assenza dei mezzi punti ci costringere a prendere una posizione. Scegliamo di arrotondare il giudizio di un mezzo punto perché, al netto delle critiche, Valentino Rossi: The Game è il gioco più ricco mai proposto da Milestone. Perché per i fan di Valentino Rossi, questa è la classica proposta che non si può rifiutare. E perché piaccia o meno, quella di Milestone è la miglior simulazione motociclistica presente sul mercato. Chi invece è immune al fascino del pilota di Tavullia ed è solamente alla ricerca di una simulazione della MotoGP, abbassi pure di un punto la valutazione finale.

8 /10

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

Redattore

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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