Videogiochi da ascoltare - articolo

Alla scoperta delle colonne sonore dei videogiochi, e non solo.

Quanti di voi ricordano i memorabili motivetti del primo Super Mario Bros. e Tetris? Semplici sequenze musicali che senza troppi particolari arrangiamenti hanno scritto, nel loro piccolo, una fetta di storia dei videogiochi. E dire che per comporle, i musicisti di allora spesso dovevano fare i salti mortali a causa delle limitazioni degli hardware. Dovevano fare anche i conti con i vari effetti sonori ed ottimizzare il tutto senza creare glitch o distorsioni sonore, era la vera sfida all'ordine del giorno.

Con l'avvento di PlayStation e del SEGA Saturn nel 1994 le cose presero una piega differente, complice anche il mai troppo lodato supporto su CD, capace di immagazzinare una quantità di dati quasi miracolosa (per quei tempi). Pensate che alcuni audiofili hanno catalogato i primi modelli di PlayStation come uno dei migliori lettori CD mai commercializzati, paragonandoli addirittura a costosissimi player grazie all'inclusione del chip audio AKM AK4309AVM e all'annessa uscita RCA.

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I videogiochi indie hanno dato il via al fenomeno delle colonne sonore su vinile, ma negli ultimi tempi la sua diffusione ha abbracciato anche i tripla-A come Uncharted 4 e Quantum Break.

Il DVD e il Blu-ray hanno poi elevato ulteriormente la qualità con i vari supporti Dolby Digital, Surround a 6 e 8 canali, uscite ottico-digitali e quant'altro. Nel 2016 però, o forse è meglio dire da un paio d'anni a questa parte, il trend ha preso una strana e inaspettata svolta. Il ritorno di fiamma del vinile in ambito discografico ha colpito anche l'industria dei videogiochi, e non passa settimana senza che venga annunciata una nuova colonna sonora tratta dai più disparati generi.

Tra i primi che hanno tentato questo approccio menzioniamo Jim Guthrie e la splendida soundtrack di Superbrother's Sword & Sworcery EP, la pluripremiata avventura uscita nel 2011 su iOS e successivamente anche per Android e computer. La confezione includeva una stampa a tiratura limitata dell'artista Cory Schmitz, e le 800 copie disponibili al lancio sono andate polverizzate nel giro di pochi giorni.

Ovviamente la stampa su supporto fisico di una soundtrack tratta da un videogioco risale a molto prima degli anni 2000, dato che in Giappone da sempre esistono le OST della maggior parte degli anime e OAV in circolazione. I vari Ridge Racer, Final Fantasy e tie-in di Dragon Ball (giusto per citarne qualcuno), hanno tutti le loro belle edizioni su CD, con tanto di obi-strip (un cartoncino dove sono riportate informazioni di vario genere che copre la parte sinistra della confezione ndr), ad abbellire il tutto.

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I primi modelli di PlayStation sono considerati tra i migliori lettori CD audio in commercio, e sono paragonati a costosissimi player delle marche più prestigiose per gli audiofili.

Il fenomeno ora è ormai ben consolidato ed esistono diversi siti e aziende che si occupano esclusivamente (o quasi) della produzione di edizioni più o meno limitate su vinile. Se Sony e Microsoft licenziano senza problemi le musiche dei loro pezzi da novanta come Uncharted 4 e Quantum Brake, consapevoli di una forte richiesta, alcuni studi indipendenti fanno più affidamento sulla qualità della colonna sonora e sul valore collezionistico.

Oggi infatti sempre più sviluppatori scelgono di produrre piccole quantità di software (parliamo di poche migliaia di unità), indirizzate espressamente per coloro che adorano un titolo in genere di nicchia. Mauro Fanelli del team torinese MixedBag Games, ci spiega che data la natura digital-only degli indie, vedere la propria creatura in formato retail regala una grande soddisfazione. Ma se da un lato il guadagno di un'operazione del genere passa in secondo piano, il fatto di poter accontentare i fan e i collezionisti aiuta a farsi conoscere in un ambiente ormai saturo come quello videoludico.

Cosa spinge però un piccolo studio indipendente ad investire sulla stampa su CD o vinile del proprio videogioco? Nelle scorse settimane MixedBag, in collaborazione con i ragazzi di Limited Run Games, hanno lanciato le versioni pacchettizzate per PlayStation 4 e Vita di Futuridium EP Deluxe, e grazie al sold-out registrato in poche ore hanno deciso di avviare la produzione del CD audio. Mauro afferma che l'idea girava nello studio già da diverso tempo, ma data la mole incredibile di tempo e lavoro che richiede un'operazione del genere, hanno colto l'occasione per appoggiarsi a persone specializzate che si dedicano sia delle produzione, che della distribuzione.

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Quasi tutti ormai preferiscono proporre vinili colorati o a tema al posto del classico nero. Altri addirittura propongo due varianti con colori e tiratura diversa per attrarre i collezionisti.

Il fatto di poter possedere un disco e quindi superare l'invisibile barriera digitale dell'MP3 è un elemento che chi produce il vinile non prende mai sottogamba. Questo si traduce in edizioni non solo limitate nel numero di copie, ma anche in stampe su uno o più vinili colorati e soprattutto copertine confezionate a regola d'arte. La grammatura rappresenta poi un altro particolare che forse soltanto coloro che non ascoltano il disco non tengono in considerazione, e oggi sempre più dischi sono stampati su vinili di 180 grammi (rispetto ai classici 150).

La differenza del peso aiuta a mantenere il supporto rigido e ad evitare che diventi ondulato col passare degli anni, con la conseguenza di mantenere la qualità del suono quanto più pulita possibile. Se avete però intenzione di dare il via alla vostra collezione e ascoltare tutti vostri futuri acquisti su un giradischi, evitate senza indugio picture disc (vinili con una grafica stampata su entrambe le facciate), dato che la qualità dell'audio è spesso e volentieri accompagnata da forti fruscii. Insomma, lasciate i picture disc nelle loro belle buste trasparenti, e mostrateli con orgoglio ai vostri amici senza rischiare di rovinare la confezione.

Ma dove si possono trovare e acquistare questi piccole opere d'arte da affiancare alla propria collezione di videogiochi? Come detto in apertura, ormai sono diversi i siti che producono e vendono colonne sonore, ma è impossibile non cominciare con iam8bit e il suo infinito catalogo delle meraviglie. Oltre alle composizioni dei recenti Hyper Light Drifter, Faster That Light e Oxenfree, troverete i 12 pollici delle esclusive first party PlayStation 4 e Xbox One come Ratchet & Clank, Uncharted: The Nathan Drake Collection, Ori and the Blind Forest e No Man's Sky.

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C'è poco da dire: i design delle colonne sonore Data-Discs sono uniche in questo settore, e la fedeli repliche delle classiche confezioni giapponesi ne sono la prova lampante.

Il nome Indiebox probabilmente suonerà familiare a qualcuno di voi, visto che in passato ne abbiamo parlato in alcune news su queste pagine. Indiebox propone un servizio in abbonamento il quale permette di acquistare vere e proprie limited edition, contenenti succosi ed esclusivi memorabilia come action figures, artbook e naturalmente le soundtrack su CD.

Se siete fan di SEGA e dei suoi capolavori, Data-Discs è il posto che fa per voi. Non solo è la prima etichetta discografica che si occupa esclusivamente di videogiochi, ma il suo catalogo propone edizioni in replica giapponese di alcuni memorabili titoli dell'azienda giapponese, come Shenmue, Streets of Rage e Super Hang-On.

Brave Wave invece nasce a Tokyo nel 2014 e anche se per il momento vanta la sola stampa in vinile di Street Fighter II, il suo catalogo CD si diversifica con un offerta molto interessante. Nel loro negozio troverete infatti album ispirati alle musiche dei videogame più conosciuti, remix, e brani originali di artisti famosi nell'industria come Austin Wintory (Journey) e Akira Yamaoka (Silent Hill, Murasaki baby).

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I picture disc più che da ascoltare sono oggetti da collezione, vista la bassa qualità con cui viene effettuata l'incisione.

Per finire vi parliamo di Ship To Shore PhonoCo , piccola label di New York specializzata nella distribuzione di colonne sonore di vecchi film horror, ma che recentemente ha ampliato la sua offerta anche nel mondo videoludico. Se le note pixellose di Mother (conosciuto da noi come Eartbound) e di Axiom Verge vi hanno regalato emozioni, allora questo è il posto che fa per voi.

Tenete comunque in considerazione che la maggior parte dei negozi di cui vi abbiamo appena parlato spediscono dagli Stati Uniti, e oltre al cambio non più favorevole come qualche anno fa e alle spese di spedizione, c'è la possibilità che il pacco necessiti di ulteriori spese di sdoganamento. E se magari un disco che state cercando è sold-out, rimboccatevi le mani e cercate in giro per i vari negozi indipendenti nel web, dato che spesso e volentieri piccoli stock vengono consegnati anche ai classici store.

Che siate semplici estimatori o avidi collezionisti, fa piacere vedere che sempre più persone decidano di valorizzare le musiche dei videogiochi realizzando edizioni su formato fisico. Dall'indie pixelloso al tripla A per PC e console, le note videoludiche sono passate finalmente da 'semplice' elemento di contorno, a composizioni in grado di tenere testa alle produzioni per i blockbuster cinematografici, con tanto di premi e riconoscimenti dedicati in decine di manifestazioni.

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Il sogno proibito di molti collezionisti di videogiochi. Il doppio vinile della soundtrack di FEZ è stata commercializzata poco prima del natale 2015 ad un prezzo quasi proibitivo, ma le 1000 copie disponibili sono andate sold-out nel giro di poche ore.

I sempre più numerosi concerti ed eventi dedicati si moltiplicano ormai di anno in anno: Distant Worlds (Final Fantasy) e Symphony of the Goddess (Zelda) sono diventati appuntamenti imperdibili per i fan, senza dimenticare l'incredibile successo degli show Vocaloid. Primo tra tutti ricordiamo quello di Hatsune Miku, dove sul palco viene proiettata una figura tridimensionale della cantante, mentre una band suona dal vivo le musiche tratte dai vari giochi. Questi nuovi fenomeni contribuiscono ulteriormente ad affermare il videogioco come forma d'arte nella sua interezza, senza sfigurare di fronte a quadri, libri o monumenti, con buona pace per coloro che ancora pensano l'opposto.

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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