APB Reloaded - recensione

Quando anche il “tanto è gratis” non basta.

In questi giorni ci siamo dilettati con APB Reloaded su Xbox One: porting del titolo per PC ad opera di GamersFirst che nel 2011 prese quel che restava dello sfortunato All Point Bulletin e lo trasformò in un MMO con modello free to play, cercando di risollevarne le sorti. Da allora di acqua sotto i ponti n'è passata davvero parecchia, il mondo dei videogiochi si è evoluto e con lui anche grafica, gameplay ed esigenze dei giocatori. Tutto questo per dire che forse APB Reloaded non è esattamente il gioco che ci si aspetterebbe di trovare su una console next gen come Xbox One.

APB Reloaded ci offre la possibilità di ricoprire due ruoli. Il primo è quello dei Criminals, da scegliere se si vuole fare squadra con gli altri rivoltosi, aiutandoli a distruggere gli ultimi baluardi di legalità: saccheggiando negozi, rubando macchine e uccidendo gli ignari cittadini che capiteranno nel mezzo delle scorribande. In alternativa scegliere di collaborare con le forze dell'ordine diventando così degli Enforce: vigilanti che operano al di fuori dei limiti imposti dalle legge, con il permesso di girare armati senza nessun problema e l'opportunità di guidare le auto della polizia oltre a quelle sequestrabile ai cittadini. Si potrà insomma fare di tutto per tentare di fermare la dilagante criminalità della città di San Paro.

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Il risultato finale della creazione del personaggio non è proprio dei migliori.

Una volta scelta la fazione che più ci aggrada, saremo portati alla canonica creazione del personaggio, attraverso un editor abbastanza comune che, nonostante tutto, ci lascia un buon margine di personalizzazione. In questa schermata abbiamo notato, rispetto alla versione vista in passato su PC, un peggioramento della grafica, segno di un porting non proprio eccelso nonché uno scarso sfruttamento del potenziale della console.

Dopo aver smanettato una decina di minuti nell'editor, cercando di tirare fuori qualcosa di decente, verremo catapultati in gioco, più esattamente nel quartiere tutorial dove in tutta tranquillità apprenderemo i vari comandi ed entreremo in confidenza con il mondo che ci circonda. Seguendo alla lettera le varie fasi dell'addestramento non incontreremo particolari difficoltà, a patto però di avere un minimo di conoscenza dell'inglese (o francese o tedesco), in quanto nel gioco è totalmente assente la localizzazione nell'italico idioma, altra mancanza rispetto a quella che fu la controparte PC.

Il tutorial non solo ci mostrerà come acquistare munizioni per le nostre armi, ma anche come interagire con la casella di posta, grazie alla quale potremo ricevere preziosi messaggi e le ricompense delle missioni. Inoltre, ci verrà spiegato che i parchimetri sono utili mezzi per richiamare i modelli di auto in nostro possesso e, cosa più importante, c'introdurrà nella nostra prima missione. Ci verrà anche mostrato come stringere patti di lealtà con i vari contatti sparsi per la città (i tizi che ci rifilano le missioni per dirla in parole povere). Dimostrando loro fedeltà avremo accesso a varie ricompense, tra cui soldi ed equipaggiamento, che sarà inviato alla nostra casella di posta.

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Da qui potremo scegliere in quale distretto recarci a seconda dell'attività che vorremo svolgere.

Il panorama missioni non è propriamente tra i più rosei: diventeranno presto ripetitive e alla lunga potrebbero stancare, considerando la scarsa varietà di cose da fare. Le quest, per quanto riguarda la fazione dei Criminals, si suddividono tra distruggere negozi o auto, recuperare pacchetti di droga e poco altro, mentre vestendo i panni degli Enforcers il nostro scopo sarà quello d'impedire che i suddetti crimini vengano perpetrati, cercando di catturare i malviventi per consegnarli alla legge o eliminarli direttamente sulla strada.

Gli obiettivi fortunatamente verranno indicati in modo pratico sulla mappa. In alto a destra della schermata di gioco troveremo invece le informazioni relative al nostro incarico e il tempo limite per portarle a termine. È qui che il gioco di squadra si renderà fondamentale per la riuscita della missione e coordinarsi con i membri del proprio gruppo farà notevolmente la differenza.

In quanto MMO, la componente multiplayer è ovviamente il punto di forza APB Reloaded: potremo facilmente formare gruppi e cooperare, invitando gli amici o i compagni incontrati durante le nostre sessioni oppure lasciando il gruppo aperto in modo che sia accessibile a chiunque voglia dare una mano. In alternativa, il modo più veloce per completare le attività sarà quello di entrare in un gruppo aperto, così da partecipare alla missione avviata dal leader della squadra. Affrontare i nemici in compagnia renderà il tutto meno monotono, dando la possibilità di coordinarci meglio o più semplicemente di guidare all'impazzata mentre un nostro compagno potrà sparare ad avversari e passanti sporgendosi dal finestrino dell'auto.

La scelta dei luoghi dove svolgere le missioni non è molto varia e sostanzialmente ce ne saranno solo un paio: Financial District è un quartiere pieno di grattacieli e sedi finanziarie di grosse aziende, strade trafficate e violenza dilagante, mentre Waterfront è la zona del porto turistico, che nel tempo si è ingrandito vittima di una crescita incontrollata che lo ha reso l'ennesima zona di guerra.

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Sembra che le texture abbiano qualche problemino.

Vi sono inoltre altri due distretti, molto più piccoli rispetto ai precedenti, e dedicati al Fight Club: una sorta di PvP con modalità che vanno dal Deathmatch al Capture the Flag, dove potremo lottare contro altri giocatori per accumulare soldi da spendere successivamente nelle altre aree di gioco.

Per rilassarci un poco e per staccare la spina dalle scorribande, Social District è quello che fa al caso nostro e, da come si può evincere dal nome, si tratta della zona social del gioco: il quartiere commerciale in cui si gira disarmati e dove si può fare il grosso dello shopping, sia esso nei centri commerciali o negli autosaloni, partecipando alle aste create dagli altri giocatori.

Nonostante tutto, preso a piccole dosi APB Reloaded potrebbe rivelarsi divertente, in fondo il gameplay è simile a titoli free roaming come GTA e Saints Row anche se la qualità di questi ultimi risulta nettamente superiore. A differenza di altri MMO, in cui siamo abituati ad avere visibile la "barra della vita", in APB Reloaded capiremo che le cose ci stanno sfuggendo di mano quando la visuale inizierà a farsi offuscata. A quel punto, l'unico modo per cercare di farla franca sarà mettersi velocemente al riparo.

Le meccaniche gunplay non lasciano molto spazio all'immaginazione: le hitbox sono discretamente precise e una leggera mira assistita ci aiuterà a mettere a segno i colpi (non abbiamo trovato l'opzione per disattivarla e non crediamo esista), nascondersi dietro gli angoli permetterà di sporgerci per sparare, restando parzialmente al coperto, ma il più delle volte faticheremo ad attivare questa modalità perdendo prezioso tempo, sopratutto con l'incalzare delle battaglie.

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Più avremo confidenza con un determinato “contatto” più opzioni di acquisto avremo a disposizione.

Altro punto a sfavore è dato dal sistema di guida dei vari veicoli che, rispetto ai titoli citati in precedenza, tra cui vogliamo includere il tanto criticato Watch Dogs, è decisamente ostico e a tratti imbarazzante. Per imparare ad impostare le curve in modo corretto saranno necessarie lunghe sessioni di guida. Perdere il controllo della vettura è questione di un attimo e molto spesso ci troveremo a rimbalzare contro altre macchine, neanche fossimo delle palline in un flipper. Comprendiamo non si tratti di un gioco di guida, ma è comunque un titolo in cui la maggior parte degli spostamenti viene effettuato in auto e una cura maggiore in questo senso sarebbe stata apprezzabile.

Come già accennato in precedenza, la grafica non è esattamente eccelsa: il dettaglio dei vari personaggi non è altissimo e capita abbastanza di sovente che le varie vetture passino dall'essere rombanti bolidi super personalizzati a insignificanti scatolette con le ruote, in un lampeggiare di texture al limite dell'imbarazzo. Anche la definizione del mondo di gioco non scherza in quanto a bruttura, forse fin troppo per un gioco che gira su una console next gen. Essendo un gioco free to play, i ricavi dipendono dalle ormai immancabili microtransazioni. Comprando pacchetti da un minimo di €4,99 fino a un massimo di €199,99 si riceveranno crediti in-game che partiranno da 400 G1C fino ad arrivare a 20800 G1C. La moneta premium potrà essere sfruttata per fare acquisti all'interno dell'Armas Market: uno store in cui è possibile trovare un gran quantitativo di equipaggiamento, le relative modifiche, vestiti e auto personalizzate. Ovviamente delle microtransazioni se ne potrà fare volentieri a meno, ma il confronto con giocatori che invece usufruiscono di questa possibilità metterà spesso in luce una natura da pay to win.

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Nell'Armas Market potremo comprare gli oggetti spendendo denaro reale, in un tripudio al pay to win.

Tirando quindi le somme, APB Reloaded sarebbe potuto essere stato un MMOTPS degno di nota, forte anche della componente free to play. A conti fatti, è invece ben lontano dal risultato sperato. La grafica non solo non è assolutamente all'altezza della next gen, ma perde anche il confronto con la versione PC, risalente al 2011. APB Reloaded presenta inoltre problemi di caricamento delle varie texture, che si sarebbero dovuti superare da tempo, un sistema di guida che fa acqua da tutte le parti, missioni che ben presto diventeranno ripetitive.

Si aggiungono inoltre numerosi problemi di disconnessioni e crash, con conseguente ritorno alla dashboard. Tutto questo di certo non ha aiutato a indorare la pillola e, come se non bastasse, durante il porting la localizzazione in italiano è andata persa per qualche strano motivo. Se avete un abbonamento Xbox Live e del tempo da buttare potete provarlo a vostro rischio e pericolo, magari potrebbe anche scapparci qualche risata. In caso contrario, lasciate pure perdere, perché il gioco non vale la candela.

5 /10

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Riguardo l'autore

Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.

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