Monster Hunter Generations - recensione

L'ennesimo tentativo per abbracciare un nuovo pubblico.

Pur non vantando in Europa e in America la medesima popolarità riscossa in Giappone, la saga di Monster Hunter è in grado di macinare numeri incredibili, al punto da registrare gran parte delle entrate di Capcom.

Ben consapevole delle enormi potenzialità della serie, la casa di Osaka sta cercando in tutti i modi di ritoccare Monster Hunter per renderlo sempre più adatto al pubblico occidentale e, soprattutto, ai nuovi giocatori che non hanno mai avuto a che fare con le meccaniche spietate e affascinanti della caccia ai mostri.

Già con Monster Hunter 4 Ultimate erano stati fatti alcuni passi in questa direzione, con l'aggiunta di una sorta di filone narrativo che accompagnava il giocatore nella caccia alle varie creature e, soprattutto, di una progressione più morbida coadiuvata da una sorta di tutorial per muovere i primi passi nel mondo del gioco.

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Il comparto grafico inizia a sentire il peso degli anni, ma su Nintendo 3DS è davvero difficile fare di meglio.

Parte del fascino di Monster Hunter era anche la sua difficoltà e il fatto di essere così dannatamente profondo e poco accessibile. Per migliorare era necessario impegnarsi, documentarsi, studiare tattiche sempre nuove.

Capcom con Monster Hunter Generations ha fatto il primo passo verso un cambiamento forse epocale, che se da una parte rischia di rovinare il delicato equilibrio instauratosi nel corso degli anni tra la serie e i suoi fan, dall'altra potrebbe davvero far esplodere Monster Hunter nel mercato occidentale.

Monster Hunter Generations è una sorta di versione All Stars di Monster Hunter e riunisce in una sola cartuccia mappe e creature prese da alcuni dei passati episodi della saga. I veterani del franchise potrebbero non apprezzare l'idea di dover esplorare per l'ennesima volta mappe prese da altri giochi per affrontare le solite creature (ben 105, con 17 new entry), ma fortunatamente ci sono così tante novità su altri fronti da mitigare in parte il senso di deja-vu.

La novità più importante riguarda sicuramente il sistema di combattimento, che per la prima volta presenta gli stili e le arti di caccia. Selezionando uno dei vari stili a disposizione è possibile modificare in modo parziale il parco tecniche di ogni arma, aggiungendo nuove mosse e limitandone altre.

Già solo il periodo di sperimentazione con gli stili vi porterà via diverse ore di gioco e quando individuerete il vostro approccio preferito potrete finalmente dare il massimo in Monster Hunter Generations.

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Anche in questo caso, la modalità single player è una sorta di palestra dove prepararsi al vero campo di battaglia: il multiplayer online.

Il vero problema dei nuovi stili riguarda il bilanciamento generale, che pende in favore di alcune armi rendendole nettamente più forti di altre. Alcune combinazioni tendono a rendere fin troppo facile la vita del giocatore, andando in parte a intaccare l'esperienza classica di Monster Hunter.

Le arti di caccia, dal canto loro, sono vere e proprie tecniche speciali da caricare nel corso dei combattimenti, che una volta scatenate permettono di mettere a segno colpi particolarmente efficaci, un po' come accade con le meccaniche di comeback dei picchiaduro.

L'altra modifica importante che Monster Hunter Generations apporta alla serie riguarda il nuovo bilanciamento del farming, legato all'inedito sistema di potenziamento di armi e armature. In questa incarnazione della serie, infatti, non è più necessario recuperare materiali specifici per far salire di livello l'equipaggiamento, ma basta accumulare oggetti di una determinata categoria per riempire l'apposito indicatore.

Questo rende tutto molto più semplice e veloce. Se da una parte i neofiti avranno vita più facile, i veterani potrebbero non apprezzare la nuova direzione semplificata scelta dagli sviluppatori. Tutto questo pesa ancora di più se consideriamo l'assenza delle missioni di grado G, generalmente introdotte nelle versioni definitive dei vari capitoli (le uniche che approdavano nel Vecchio Continente).

Trattandosi della versione "normale" di Monster Hunter Generation, per la prima volta approdata in Europa in tempi umani, l'assenza delle missioni di grado G è ovvia, ma è altrettanto normale che i fan ne sentano la mancanza.

Fortunatamente, a tamponare questa assenza, ci pensano i devianti: versioni potenziate dei mostri tradizionali, caratterizzate da attacchi e routine di combattimento molto più toste e imprevedibili. Se normalmente le missioni di grado G rappresentavano l'endgame da spolpare in multiplayer con gli amici, ora questo ruolo spetta alla caccia ai devianti.

L'ultima novità di Monster Hunter Generations è l'inedita modalità Cacciamiao, che permette di vestire i panni dei Felyne: storici compagni d'avventura dei cacciatori di mostri. Rispetto ai cacciatori tradizionali i Felyne sono molto meno resistenti e possono contare su una minor varietà di attacchi, ma hanno l'incredibile vantaggio di non consumare la resistenza (dettaglio da non sottovalutare e di cui i veterani capiranno immediatamente l'importanza), oltre a poter contare su un numero maggiore di "vite" (gli svenimenti).

Tecnicamente parlando, Monster Hunter Generations si mantiene sui medesimi livelli di Monster Hunter 4 Ultimate, garantendo un impatto visivo splendido grazie a una fluidità impressionante e all'incredibile design di mostri, mappe, armi e armature.

Alcune texture lasciano ancora a desiderare, ma considerando che il gioco gira su un hardware ormai piuttosto datato era difficile chiedere di più. L'impatto generale resta comunque eccellente, in particolar modo su New 3DS (console su cui abbiamo testato il gioco, caratterizzata da un hardware leggermente più performante).

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La possibilità di vestire i panni dei Felyne rappresenta una bella ventata d'aria fresca per la serie.

Monster Hunter Generations è quindi un buon punto di partenza per eventuali nuovi utenti che volessero avvicinarsi alla serie, complice una generale semplificazione della struttura e delle meccaniche di base. I veterani, tuttavia, potrebbero non apprezzare alcune delle scelte fatte dagli sviluppatori.

Per quanto ci riguarda, Monster Hunter 4 Ultimate è superiore a questa nuova incarnazione della serie, soprattutto per i giocatori storici che da anni passano ore e ore della propria vita ad abbattere mostri virtuali in compagnia degli amici. Ciò non toglie, tuttavia, che ci troviamo ancora una volta di fronte a un titolo per Nintendo 3DS longevo, appagante e tecnicamente eccellente.

8 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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