Pro Evolution Soccer 2017 - prova

Ronaldo, Rivaldo e Puyol tornano in campo.

Milano - Mai come quest'anno Konami dovrà garantire un aggiornamento delle rose il giorno di lancio di PES 2017, Pro Evolution Soccer 2017 all'anagrafe. Dopo una delle sessioni di calciomercato più movimentate e ricche di sempre, infatti, sarebbe un sacrilegio cominciare la stagione senza Higuain e Pjanic alla Juventus, senza Gundogan al City o col Manchester United privo di Ibrahimovic.

Per fortuna sia Adam Bhatti, vero e proprio uomo immagine di PES in Europa, sia Manorito Hosoda, il Production Producer di PES Production giunto nel capoluogo milanese per mostrare lo stato di avanzamento dei lavori, hanno confermato che quest'anno non ci saranno più intoppi come la volta scorsa e che in PES 2017, con cadenza settimanale, saranno aggiornate le rose. Speriamo bene.

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Il Camp Nou sarà un'esclusiva per PES per i prossimi tre anni.

Questo secondo evento milanese di PES 2017 non è servito solo per rassicurare i tifosi della Juve, ma anche per presentare la più recente demo di PES 2017 e parlare dell'accordo che lo sviluppatore nipponico ha siglato con il Barcellona, senza dubbio uno dei club più famosi ed amati del mondo.

Quello tra Konami e i Blaugrana è il più scontato coronamento di un rapporto che va avanti da ormai qualche anno, con Messi e Neymar che si alternano sulle copertine della simulazione calcistica. Questa volta è l'intero team a fare da portavoce al gioco, ma l'accordo si estende oltre il semplice lato estetico.

Il publisher giapponese, infatti, vorrebbe che quella stretta con il Barcellona sia una partnership in grado di ingolosire altri club europei, che potrebbero beneficiare dell'esposizione internazionale garantita da un gioco come PES per esportare il brand in paesi lontani, ma appetitosi come il Giappone, ma anche la Cina e il Sudamerica.

In cambio PES ottiene la possibilità di accedere a degli assets che prima gli erano preclusi, come per esempio il Camp Nou, lo stadio del Barcellona, che per i prossimi tre anni sarà presente in esclusiva su Pro Evolution Soccer 2017 o le leggende del Barça del passato.

Godete ancora nel ripensare alle discese di Ronaldo palla al piede di Winning Eleven 6? O dei dribbling di Ronaldhino? O dei passaggi millimetrici di Xavi in PES 2015? Allora sarete contenti di sapere che il prossimo anno saranno presenti in PES 2017 anche alcune formazioni classiche, come il Barça del 82'-83' o quello del 91'-92' con le quali sfidare le formazioni attuali e in modo da poter ingaggiare i suoi campioni in myClub.

Per Hosoda questa potrebbe essere un esempio da seguire per tanti team italiani, ha citato testualmente Milan, Inter, Napoli e Juventus, ma che comunque gli annunci in merito non sono ancora finiti e che già da questa edizione potrebbe emergere un'altra forte partnership.

Quello che sappiamo è che ci sarà, il condizionale è d'obbligo fino all'annuncio ufficiale, un nuovo stadio italiano. Quale è ancora presto per dirlo, ma qualcosa si sta muovendo. Per quanto riguarda la telecronaca non ci sono particolari novità: Caressa e Marchegiani sono stati confermati al timone del commento. Speriamo Konami lavori con loro per arricchire lo scarno inventario di frasi di cui dispone il commento italiano.

Un altro argomento spinoso riguarda l'editor di gioco e la possibilità di condividere le proprie creazioni con gli altri utenti. Il team di sviluppo ha voluto ribadire come questa opzione non sia un'esclusiva PlayStation, ma sia una conseguenza della chiusura della piattaforma Xbox. Konami e Sony hanno lavorato per permettere ai giocatori di condividere le proprie creazioni con amici e conoscenti, mentre Microsoft, al momento, non si è resa disponibile per consentire l'operazione.

Lo stesso discorso, quello sulla chiusura delle diverse piattaforme, Hosoda lo ha applicato alle due nuove applicazioni che arriveranno sui dispositivi mobile: PES Club Manager e PES Collection. Il team di sviluppo vorrebbe vedere queste tre declinazioni di PES comunicare tra di loro, ma a suo dire si è trovato contro barriere invalicabili poste da Apple, Sony e Microsoft.

Questo non consentirà di avere un'app mobile per poter gestire da remoto MyClub, per via del sistema di microtransazioni che a suo dire non può essere crossplatform.

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Gli ingressi in campo sono stati migliorati, così come i volti dei calciatori.

Per quanto riguarda le differenze tra le versioni del gioco, Hosoda ha voluto ribadire come il gameplay sarà il medesimo su tutte le piattaforme. Quello che cambierà, ovviamente, sarà l'impatto grafico. Su Xbox 360 e PS3 non si potranno avere i dettagli e i miglioramenti presenti nella versione next-gen. Anche la versione PC dovrebbe differire solo dal punto di vista tecnico e poi essere identica alle controparti Xbox One e PS4.

La demo portata a Milano ci ha consentito di provare l'ultima versione del gioco, quella che probabilmente farà bella mostra di sé alla Gamescom 2016. Se dal punto di vista delle opzioni poco è cambiato, alla fine si potevano organizzare solo delle amichevoli, abbiamo potuto toccare con mano nuovi club.

La parte del leone non poteva che recitarla il Barcellona, che è andato ad affiancare l'Atletico di Simeone, la Francia e la Germania tra le squadre europee. Sono comparse anche una manciata di team sudamericani come il Corinthias o il River per ricordarci la presenza della Copa Libertadores nel gioco.

Pad alla mano le sensazioni sono le medesime di qualche settimana fa. Il senso di sorpresa per la rinnovata fluidità del gameplay è stato metabolizzato e abbiamo potuto provare a creare fraseggi più complessi e operazioni più complicate come lanci millimetrici sulla fascia o dribbling nello stretto.

La sensazione è che molto dipenda dalle capacità del calciatore. In altre parole la MSN, ovvero il trio delle meraviglie Messi-Suarez-Neymar, in campo sembra poter fare quello che vuole, come dribbling tra diversi avversari, tiri sotto il sette o finte in mezzo all'area. Abbiamo visto un affondo sulla sinistra di Neymar con pallone messo raso terra in mezzo all'area. Messi se lo fa passare sotto le gambe in modo da consentire un facile appoggio di Suarez che arrivava alle sue spalle.

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Impossibile non riconoscere il vampiro Suarez.

Il bello è che l'azione è stata fatta da una CPU piuttosto brillante, soprattutto nella sua capacità di giocare in maniera fantasiosa e spigliata, con tocchi di prima, retropassaggi e, appunto, azioni spettacolari.

I portieri si sono dimostrati nuovamente molto credibili, prendendo tutto quello che potevano ed inchinandosi solo di fronte ai classici, potentissimi, tiri di PES sotto il sette. La potenza delle conclusioni sempre troppo accentuata, l'incapacità dell'arbitro nel fischiare un fallo dopo che il vantaggio si è concretizzato e ancora qualche animazione un po' strana per aggiustare la posizione di un calciatore su di un tiro sono le poche sbavature emerse al momento durante la nostra prova.

Per il resto il sistema della gestione degli schemi o dell'atteggiamento tattico durante la partita è un po' macchinoso dato che richiede la pressione di un dorsale e la croce direzionale, ma funziona bene ed effettivamente modifica i movimenti dei calciatori in campo.

La vera differenza, però, la fanno i campioni. Quando la palla l'hanno tra i piedi gente del calibro di Ozil, Neymar o Messi tutto risulta più semplice e immediatamente noterete la differenza tra queste stelle e calciatori dal pedigree meno nobile. Anche perché giocatori con il football nel sangue come Neymar, per esempio, si esibiscono in numeri di alta scuola in maniera automatica, eseguendo un tacco al volo quando gli altri avrebbero tentato un appoggio di piatto o una rabona su di un cross.

Quello che maggiormente abbiamo apprezzato, comunque, è il divertimento che abbiamo potuto ricavare dal gioco. PES 2017 garantisce un buon livello di profondità, ma è già piuttosto piacevole da governare, essendo piuttosto fluido e spettacolare. La bravura dei portieri, inoltre, mantiene sempre tesa la sfida tra due giocatori e rende ogni gol un bottino sudato da conquistare e dunque un momento da festeggiare.

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I portieri si sono confermati molto solidi.

Finalmente anche il contorno degli stadi e la regia di gioco sono al livello del resto della grafica, perlomeno se sceglierete il Camp Nou come stadio, ed è piacevole osservare i replay nella loro interezza.

La bontà del gameplay di PES 2017 la conosciamo ormai da qualche anno, dato che è l'evoluzione di quella messa in mostra nelle scorse edizioni. La serie di Konami ha però da dimostrare il suo valore fuori dai campi di gioco, attraverso modalità complesse e divertenti e un'infrastruttura online capace di rivaleggiare col gigante di EA Sports.

L'appuntamento con PES 2017 è fissato il 15 settembre, quando il gioco arriverà su Xbox 360, Xbox One, PlayStation 3, PlayStation 4 e PC. Sicuramente riparleremo ancora del gioco, forse già durante la Gamescom 2016, rimanete sintonizzati!

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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