Democracy 3 - recensione

La democrazia è una bella cosa? Sì, no, forse…

Politica e videogames non sono mai andati troppo d'accordo. La natura opaca dell'attività politica è infatti poco adatta al medium videoludico che si trova molto meglio a simulare fenomeni più concreti e misurabili. Anche i titoli del genere "grand strategy" tendono a tenere la politica sullo sfondo riducendola a pochi indicatori e a scelte il più delle volte basate su un trade-off netto (scegli x e ottieni y invece che scegliere z e ottenere a). Probabilmente il titolo che a oggi si è avvicinato di più a simulare dinamiche politiche (vagamente democratiche) è Victoria (soprattutto il secondo nella serie): il titolo Paradox si concentra infatti, tra le altre cose, sul consenso interno alla propria nazione, fornendo al giocatore tutti gli strumenti per analizzare comportamento e preferenze delle varie classi demografiche.

Ora è il turno di Democracy 3, titolo che ambisce proprio a essere un po' il punto di riferimento definitivo per chi voglia divertirsi simulando le dinamiche politiche in salsa democratica. Ma cosa vuol dire questo esattamente?

Diciamo innanzitutto che Democracy 3 utilizza un approccio molto peculiare per un gioco di strategia/simulazione. Al giocatore spetta infatti vestire i panni del primo ministro (o comunque del capo dell'esecutivo) di una reale, importante, democrazia occidentale (il titolo base propone USA, Canada, Inghilterra, Francia, Germania e Australia) e abbozzare le linee generali di una strategia in grado di risolvere i problemi attuali del paese. Questa strategia prevede un'analisi della situazione, ipotesi di intervento e studio delle conseguenze.

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La schermata principale di Democracy 3; sembra un caos impenetrabile ma si tratta di un'interfaccia di rara usabilità e chiarezza.

Ed è proprio qui che Democracy 3 mostra la sua forza. L'interfaccia principale del titolo Positech offre in una sola schermata tutti i fenomeni che attraversano la società di cui siamo al comando. Per fenomeni intendiamo le problematiche, gli indicatori socio-economici e le leggi, tutti rappresentati tramite sfere colorate (blu gli indicatori, rosso le problematiche, bianche le leggi). Passando il mouse su ognuno di questi fenomeni la schermata cambia per mostrarci gli effetti (positivi o negativi) di questo fenomeno sugli altri e viceversa (e le relative intensità). Oltre a questo l'intera schermata è divisa per tematiche: trasporti, politica estera, welfare, economia, tasse, servizi pubblici e sicurezza.

Questa interfaccia è un piccolo capolavoro di chiarezza e usabilità in quanto riesce a dare al giocatore uno strumento strategico (ma anche didattico volendo) di rara efficacia per interagire con l'algoritmo di simulazione politica sottostante.

Ma non è finita qui. Cliccando uno qualsiasi dei fenomeni si raggiunge una schermata in cui vengono dettagliati meglio cause ed effetti e i livelli di intensità che causano l'inizio e la fine del fenomeno. Ad esempio, la società può essere caratterizzata da un problema di abuso di alcohol oltre una certa soglia. Le cause sono la povertà, la disoccupazione e il consumo di alcohol... tutti fattori che, a loro volta, sono sulla mappa generale e sono consultabili (ottenendo, anche per essi, cause ed effetti).

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Quali sono cause ed effetti del crimine nella società moderna? Ecco la risposta…

L'altro strumento fondamentale che abbiamo a disposizione è dato dalla possibilità di consultare 'focus group' di categorie demografiche ben precise (tra l'altro anche questo elemento è inserito nella schermata principale). Tramite questo tool possiamo vedere l'importanza relativa della categoria (in generale e all'interno del nostro elettorato di riferimento), ma soprattutto quali sono i fenomeni a cui queste categorie sono maggiormente interessanti (e in che direzione).

I socialisti, ad esempio, sono molto interessati alle leggi sul lavoro, al welfare, alle scuole statali e all'eguaglianza. I capitalisti, invece, vedono con sospetto tutte le tasse sulle attività economiche, i sussidi per disoccupazione e in generale tutti gli aiuti statali per i meno abbienti.

Ora, dove possiamo intervenire? Poco sopra abbiamo diviso i fenomeni in problemi, indicatori e leggi; e abbiamo anche detto che tutti i fenomeni hanno diverse correlazioni con altri fenomeni. Ciò vuol dire che ci sarà sempre una o più leggi che potremo implementare o modificare per variare, a livello di intensità, le cause e gli effetti. Farlo è piuttosto semplice: basta andare nella legge apposita e variare budget e intensità. Diversamente si può attingere dalla schermata delle idee politiche e implementare una nuova direttiva. Tutto ciò costa denaro ma anche un'altra importante risorsa, ovvero il capitale politico.

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Un occhio al bilancio è sempre necessario, soprattutto quando si avvicinano le elezioni!

Il capitale politico è sempre limitato e detta la quantità di manovre che è possibile portare a termine durante un trimestre, ovvero durante un turno di gioco. Alla fine di un turno si analizzano gli effetti, si ottengono alcuni (pochi) indicatori di prestazione e si ottiene capitale politico per il trimestre successivo.

Dopo quindici turni arrivano le elezioni e il giocatore ha l'opportunità di utilizzare capitale politico e denaro per modificare la percezione dell'elettorato attraverso l'uso di diversi strumenti: manifesti politici, campagne media e discorsi. Sottolineiamo che questi strumenti sono parte del DLC "Electioneering" senza il quale le elezioni diventano una semplice verifica di quanto fatto precedentemente con pochissime leve a disposizione del giocatore per poter intervenire sul risultato finale.

Questo fattore può essere un primo problema (il titolo base costa 25 euro, il DLC altri 5), mentre quello che ci ha più disturbato è il fatto che la simulazione tende a mostrare velocemente la corda, ovvero la sfida si attenua velocemente e vincere le elezioni diventa spesso troppo facile, anche se il paese è afflitto da gravi e persistenti problemi.

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Gli strumenti del DLC 'Electioneering' sono interessanti e divertenti; tuttavia, forse, meritavano di essere inclusi nel titolo base

Graficamente Democracy 3 è quanto di meglio ci si possa aspettare da un manageriale/simulativo: le schermate sono pulite, molto chiare e le spiegazioni abbondano (anche sotto forma di mouse-over). La musica è molto adatta all'esperienza (una sorta di blando accompagnamento vagamente patriottico) e in generale il livello di pulizia e professionalità del titolo Positech è molto alto.

In definitiva si tratta di un manageriale politico estremamente interessante e molto ben realizzato; il tema è trattato con una tale serietà che Democracy 3 potrebbe essere tranquillamente utilizzato come strumento educativo nelle scuole e nelle università. I legami di correlazione sono infatti basati su quelli reali e le possibilità di sperimentazione sono praticamente infinite.

Peccato per il prezzo elevato e per il livello di difficoltà piuttosto basso, ma Positech sta supportando il titolo in maniera molto attiva (con diverse patch e DLC), quindi non ci stupiremmo se queste mancanze venissero risolte a breve

7 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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