Gamescom 2016: For Honor - prova

Uno sguardo alla nuova modalità multiplayer Dominio.

Colonia - A due mesi dal nostro ultimo hands-on fatto in occasione dell'E3, Ubisoft ci ha invitato nel suo booth business per provare un nuovo codice preview di For Honor, l'atteso action in arrivo su console e PC il prossimo inverno. Sviluppato da Ubisoft Montreal, For Honor ci permette di prendere il comando di tre guerrieri di altrettanti eserciti e ripercorrere la vicende di una guerra fatta di spettacolari battaglie, sacrifici e tanta, tanta violenza.

Dopo aver assaggiato una porzione del single player lo scorso giugno, abbiamo messo le mani su Dominio, una delle cinque modalità multigiocatore che saranno presenti nel gioco finale.

Dopo un breve briefing, i membri del team Ubisoft ci invitano ad indossare le cuffie e ad impugnare il pad per introdurci al tutorial. Se avete letto le nostre precedenti anteprime, oppure visto uno dei numerosi video di gameplay pubblicati nell'ultimo anno, saprete già che For Honor adotta un sistema di combattimento con armi bianche davvero molto interessante.

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A detta di Ubisoft, quello che si è visto finora del combat system rappresenta soltanto la punta dell'iceberg, e molte altre novità saranno rivelate in futuro

Dominio rappresenta la classica modalità 'king of the hill', nella quale due team (nel nostro caso formati da quattro giocatori ciascuno), devono conquistare tre differenti zone della mappa, ottenere 1000 punti e infine eliminare tutti i propri avversari.

Prima di scendere in campo si sceglie quale delle tre fazioni si preferisce utilizzare e successivamente si personalizza il proprio alter-ego con una delle quattro differenti classi, che corrispondono ad altrettanti setup.

Troviamo quindi armature e set che aumentano l'attacco, altre che favoriscono la difesa, altre ancora che cercano di bilanciare entrambe le cose, mentre la quarta classe include una serie di attacchi differenti specificamente studiati per ognuna delle tre fazioni. Lanciando uno sguardo attento ai menù, abbiamo scorto la possibilità di poter scegliere anche il sesso del proprio avatar, un piccolo particolare che abbiamo ritenuto doveroso menzionare.

Una volta scesi sul campo di battaglia notiamo che oltre ai giocatori umani sono presenti anche unità controllate dall'IA. Nonostante la loro forza sia tarata verso il basso (esattamente come abbiamo visto nella campagna single player), rappresentano un intralcio in più da non sottovalutare e che siamo sicuri qualche volta andrà a complicare la vita ai giocatori. Raggiungendo i fatidici 1000 punti in Dominio, il respawn degli avversarsi viene disabilitato ed è necessario concentrare tutti gli sforzi del team all'eliminazione della fazione nemica.

Nonostante le dimensioni della mappa non siano paragonabili a quelle viste in alcuni dei videogiochi multiplayer più blasonati, il level design mostra segni di grande carattere. Sebbene una delle tre zone da conquistare sia facilmente accessibile da entrambe le squadre, quelle rimanenti possono essere raggiunte solo dopo aver percorso sentieri stretti o scalinate. In questo modo l'azione e il livello strategico aumentano a dismisura, obbligando tutti i membri delle rispettive fazioni a tenersi costantemente in comunicazione per evitare di commettere errori che possono mettere a rischio il match.

Durante la nostra partita, durata circa un quindicina di minuti, abbiamo agilmente gestito la battaglia per buona parte del tempo, sfiorando anche i 1000 punti in un paio di occasioni. Lentamente però la situazione ha cominciato a rovesciarsi, tanto che alla fine abbiamo incassato una sonora sconfitta che ci ha fatto uscire dallo stand Ubisoft con le orecchie basse. Insomma, se l'intenzione degli sviluppatori era quella di mostrarci l'imprevedibilità di un match multigiocatore, beh, possiamo dire che ci sono perfettamente riusciti.

Paradossalmente, quello che più ci ha sorpreso è stata una frase pronunciata da un membro del team, che ha affermato che al momento è stata solo scalfita la superficie del combat system e che molte altre novità saranno rivelate nel corso dei prossimi mesi.

Tecnicamente parlando, le ridotte dimensioni delle mappe hanno permesso ai membri di Ubisoft Montreal di realizzare ambientazioni e modelli poligonali dettagliatissimi senza però sacrificare il frame-rate, che almeno su console si assesterà sui 30 fotogrammi al secondo. Considerando quindi che mancano ancora sei mesi all'uscita, il motore grafico potrà soltanto migliorare,

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Riusciremo ad aspettare altri sei mesi prima di poter mettere le mani sulla versione completa del gioco?

Per mettere le mani sulla versione finale di For Honor dovremo aspettare fino al prossimo 14 febbraio, ma già da ora possiamo confermare quanto di buono visto in occasione della fiera losangelina. Il gameplay sembra migliorare a vista d'occhio e la risposta ai comandi durante i combattimenti è già sufficientemente buona per essere considerato un punto a favore del gioco di Jason VanderBerghe.

Ora armiamoci di pazienza e attendiamo l'arrivo di For Honor nei negozi, sperando che il prodotto finale sia capace di accontentare non solo gli amanti del single player, ma anche i sempre più esigenti maniaci del multiplayer online.

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’età di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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