Rob Kostich sul presente e il futuro di Call of Duty - intervista

Chi meglio dell'Executive Vice President and General Manager del franchise per fare il punto della situazione?

Provare l'edizione Remastered di Call of Duty: Modern Warfare e passare subito dopo a Infinity Warfare, è una di quelle cose che ti fa capire quanto sia cambiata l'industria dei videogiochi. Sia chiaro, nove anni sono molti in qualsiasi campo, soprattutto in quello dei videogame.

Ma a essere cambiati non sono solamente i canoni del single e del multiplayer, bensì tutto quello che ruota attorno a un videogioco. Youtuber, caster, Twitch, dirette streaming, eSport e palazzetti dello sport gremiti da fan desiderosi di tifare per questo o per quell'altro team, erano cose molto difficili (se non impossibili) da immaginare nel novembre del 2007, quando uscì Call of Duty: Modern Warfare.

Ecco perché l'occasione d'intervistare Rob Kostich, Executive Vice President and General Manager del franchise di Call of Duty s'è rivelata particolarmente ghiotta. Un po' per fare il punto della situazione, un po' per cercare di capire cosa ci aspetti nel prossimo futuro.

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Rob Kostich, Executive Vice President and General Manager di Call of Duty.

Eurogamer.it: A novembre ero alla vostra riunione degli azionisti, durante la quale annunciaste il vostro impegno negli eSport. In neanche un anno avete acquisito la MLG per 46 milioni di dollari, con l'obiettivo di farla diventare la ESPN dei videogiochi, e ora avete rinnovato il format del COD XP, trasformandolo in un evento mediatico. Da persona a capo del franchise, non avverte una certa pressione?

Rob Kostich: Senz'altro il Call of Duty XP e la Call of Duty World League che vi sta dietro, sono un grande investimento da parte nostra nella community. Devo dire però che la nostra offerta complessiva quest'anno è davvero notevole e che quindi affronto la sfida con grande ottimismo.

Eurogamer.it: Quanto è cambiata la percezione di Call of Duty dal momento in cui avete deciso di imperniarvi tutta la vostra strategia legata agli eSport?

Rob Kostich: La prova della verità l'avremo a novembre, quando uscirà Infinite Warfare. Però sento molta eccitazione nell'aria e l'accoglienza per il remaster di Modern Warfare è eccellente. In più, l'attenzione verso il gaming competitivo ora è più alta e, anche grazie a eventi come questo, ci avviciniamo alla release del gioco con grande slancio.

Eurogamer.it: Anche se si tratta di dati non ufficiali, mi risulta che Black Ops 2 sia il Call of Duty più venduto della serie. Sebbene ogni anno il vostro risulti essere il gioco più venduto, crede che Infinite Warfare abbia le carte in regola per invertire il trend e riportare il franchise ai massimi storici?

Rob Kostich: Senz'altro abbiamo aspettative più alte di Black Ops 3, dato che rispetto a un anno fa la base installata di PlayStation 4 e Xbox One è cresciuta. Inoltre Infinite Warfare ora è solo per console current-gen, il che ci permetterà di ottenere il massimo dall'hardware a disposizione.

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Infinite Warfare sarà il primo Call of Duty ad uscire solo per console current-gen e per questo Activision crede possa essere più competitivo.

Eurogamer.it: Nonostante il grande slancio da lei sottolineato, il reveal trailer di Call of Duty: Infinite Warfare è stato salutato col maggior numero di dislike della storia su YouTube. Quanto meno, nel campo dei videogame. Quello di Battlefield 1, invece, è stato premiato da un successo forse anche superiore alle aspettative di EA. Come si spiega questa polarizzazione attorno ai due franchise?

Rob Kostich: Quello che è accaduto è stato molto interessante. Crediamo che Infinite Warfare sia un ottimo prodotto, che porta molte novità al franchise. E leggendo i commenti al trailer, ce n'erano molti che dicevano in sostanza "non ho neanche visto il filmato ma sono qui solo per mettere il pollice verso". Si è trattato insomma di un tiro al bersaglio, cosa che accade sempre più spesso su Internet e che per certi versi è diventato uno sport. L'importante per noi è però la risposta dei fan, che sono particolarmente contenti di quanto stiamo facendo quest'anno. E anche l'accoglienza da parte della stampa all'E3 e ora qui al COD XP, è stata particolarmente buona. La gente si è divertita e alla fine il divertimento è quello che conta davvero.

Eurogamer.it: Sempre alla scorsa riunione degli azionisti, Bobby Kotick ha insistito sul tasto del "direct contact with end user", ossia del contatto diretto con l'utente finale. E così è stato, visto che di Infinite Warfare non avete organizzato alcuna presentazione alla stampa, dando in pasto il reveal trailer direttamente agli utenti finali. Coi risultati che abbiamo visto. Visto che, come dice lei, ormai sparare addosso ai grandi nomi è uno sport molto praticato su internet, non crede sia stato un errore bypassare la stampa?

Rob Kostich: La stampa per noi è una parte molto importante nella comunicazione di un prodotto, ma ogni anno, nel nostro piano marketing, proviamo a seguire strade diverse. Quest'anno, vista anche l'importanza strategica per noi del COD XP, abbiamo deciso di focalizzare la comunicazione su questo evento, presentando qui le novità relative al multiplayer di Infinite Warfare, al remaster di Modern Warfare, a Zombies in Spaceland e all'ultimo DLC di Black Ops 3.

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Il COD XP è il modo con cui Activision vuole unire la community di Call of Duty.

Eurogamer.it: E per il futuro? Ancora "direct contact with end user"?

Rob Kostich: Senz'altro proseguiremo su questa strada, senza però dimenticare l'importanza delle community e della stampa e senza che una componente finisca con l'essere preponderante sull'altra.

Eurogamer.it: Parliamo dell'esperienza in realtà virtuale di Infinite War, Jackal Assault: possiamo aspettarci qualcosa di più strutturato, rispetto a quanto visto qui al COD XP, o sarà giusto un elemento accessorio?

Rob Kostich: Il nostro obiettivo è di regalare un'esperienza di realtà virtuale legata al mondo di Call of Duty.

Eurogamer.it: Per i prossimi capitoli della serie possiamo allora attenderci una proposta più strutturata?

Rob Kostich: La realtà virtuale, alla pari degli eSport, è qualcosa su cui c'è molto interesse al momento da parte dell'industry. Ma affinché noi si spinga il pedale sull'acceleratore della VR, si devono soddisfare due condizioni: innanzitutto si deve creare un pubblico sufficientemente ampio e poi, siccome si tratta di renderizzare immagini a 1080p e a 360 gradi, dobbiamo essere sicuri che la tecnologia sia in grado di soddisfare le nostre esigenze in termini di gameplay.

Eurogamer.it: Sta quindi dicendo che l'attuale generazione di console non è sufficiente a gestire la realtà virtuale secondo i vostri standard, e che possiamo attenderci ulteriori sviluppi quando saranno in circolazione la PlayStation 4 Neo o l'Xbox Scorpio?

Rob Kostich: Non è tanto una questione di potenza dell'hardware, è che noi stessi stiamo imparando cosa voglia dire creare un videogioco per la realtà virtuale, il che è qualcosa che richiede l'elaborazione di un nuovo linguaggio in termini espressivi.

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Chissà, magari il prossimo anno saremo di nuovo a combattere durante la seconda guerra mondiale.

Eurogamer.it: Ho concluso la mia anteprima di Infinite Warfare accostandone il multiplayer a Snapchat, sostenendo cioè che è così frenetico da creare una sorta di 'digital divide' tra i giocatori più giovani e quelli più anziani. Allo stesso modo in cui gli adolescenti oggi usano Snapchat, mentre chi ha qualche anno in più sulle spalle lo trova un social del quale è difficile comprendere sia il senso che l'utilizzo...

Rob Kostich: (ride) In effetti basta giocare il multiplayer del remaster di Modern Warfare per capire quanto sia cambiato il franchise in questi anni. Penso che Infinite Warfare abbia un comparto multiplayer molto simile a quello di Black Ops III, che è stato apprezzato da milioni di giocatori in tutto il mondo e sul quale è basato l'attuale COD XP. In merito al 'digital divide' di cui parli, la nostra offerta quest'anno è a tutto tondo: i giocatori più giovani si divertiranno con Infinite Warfare, quelli con qualche anno in più come me e te avranno di che divertirsi con Modern Warfare.

Eurogamer.it: L'inserimento del remaster di Modern Warfare è un'iniziativa che pare aver riscosso grande successo. Possiamo attenderci che anche i prossimi Call of Duty offrano un nuovo capitolo della serie abbinato a un remaster degli episodi precedenti?

Rob Kostich: Quest'anno per noi è stato speciale, perché vede il ritorno di Infinity Ward e ci è sembrata un'ottima idea proporre sia il loro nuovo gioco che il capitolo che li ha resi famosi. Come al solito, per noi sarà importante vedere la risposta del pubblico, dopodiché decideremo il da farsi.

Eurogamer.it: L'offerta di quest'anno prevede un Modern Warfare e un Infinite Warfare. Col senno di poi, visto il contesto storico di Battlefield 1, non avrebbe avuto più senso proporre un remaster di uno dei primi due Call of Duty, ambientati nella Seconda Guerra Mondiale, così da contrastare più efficacemente la concorrenza?

Rob Kostich: Abbiamo un catalogo molto vasto da cui attingere, che ci darà grandi possibilità in futuro.

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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