NBA 2K17 - recensione

Momenti di grandezza.

Quando si parla di videogiochi sportivi in Italia non si può pensare che al binomio FIFA 17 e PES 2017, appena recensiti su queste pagine. In realtà il mondo delle simulazioni sportive può contare su tanti altri validi esponenti, solitamente legati agli sport professionistici americani. So anche che dovrebbero esserci discrete simulazioni di cricket, ma questa è un'altra storia.

Tra Madden NFL, MLB The Show e NBA 2K le esperienze di alto livello sono molteplici e coprono praticamente tutte le leghe più ricche e seguite del mondo. La serie 2K Sports, inoltre, da anni cerca, in accordo con la stessa NBA, di ampliare ulteriormente il proprio mercato cercando di attivare iniziative utili a solleticare l'interesse di nuovi giocatori, come quelli italiani.

Lentamente ma inesorabilmente, infatti, la serie di NBA 2K sta introducendo alcune caratteristiche molto apprezzate dalla comunità italiana. Inizialmente è arrivato l'adattamento completo dei testi, poi sono state scelte alcune canzoni nostrane per entrare a far parte della colonna sonora del gioco. Alcuni anni fa sono state introdotte persino alcune squadre dell'Eurolega per tutti gli amanti del basket FIBA.

Quest'anno le novità principali di NBA 2K17 sono due: la prima è la presenza di Danilo Gallinari, il più forte giocatore italiano attualmente in NBA, su tutte le copertine distribuite nel nostro paese. L'ex Olimpia Milano affiancherà gente come Paul George, Pau Gasol e Kobe Bryant, che si alterneranno sull'immagine delle edizioni da collezionisti o quelle internazionali. La seconda novità è la possibilità di avere -finalmente- un aggiornamento sensato delle squadre dell'Eurolega, in modo da poter giocare con la formazione attuale dell'Olimpia di Milano o del Real Madrid e non con quella dell'anno passato. Nulla in grado di spostare i valori in campo, ma sicuramente un segno tangibile di come la Lega americana e 2K Games tengano al nostro paese.

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Danilo Gallinari è l'uomo copertina delle edizioni italiane di quest'anno.

Fa piacere che questo avvenga in occasione di quello che probabilmente è il miglior episodio della serie. Visual Concepts, lo storico sviluppatore, ha lavorato come sempre per migliorare i punti oscuri della scorsa edizione, senza stravolgere le solidissime fondamenta sulle quali la produzione si fonda.

Le principali carenze dello scorso anno erano una modalità Carriera stravolta dalla mano, forse talentuosa, ma sicuramente poco sensibile alle necessità di un videogioco, di Spike Lee e un comparto online che stentava a garantire la qualità e la precisione che ci si aspetta da un gioco che piazza svariati milioni di copie ad ogni uscita.

Tornando alle origini, ovvero quelle di mettere completamente nelle mani del giocatore il destino del proprio cestista, 2K Games ha ridato linfa alla modalità principe di NBA 2K17. La storia narrata non sarà ricordata negli annali della sceneggiatura mondiale, ma è assolutamente funzionale per raccontare la parabola di una giovane stella del basket collegiale alle prese con la vita da Pro.

Dopo cinque trionfali partite tra gli universitari sarete pronti ad essere chiamati al draft e cominciare la vostra carriera NBA. In squadra vi troverete a dover competere, ma anche collaborare con Justice Young, una giovane matricola interpretata da Michael B. Jordan (per il nostro gusto c'è una B di troppo nel suo nome, ma per chi non lo sapesse è l'apprezzato attore di Creed).

Dal vostro rapporto potrebbe nascere un'intesa simile a quella che portò Pippen e Jordan ad essere una delle coppie di sportivi più letali dello sport. Ogni assist riuscito o giocata vincente fatta in tandem migliorerà la vostra intesa, che potrà persino portarvi a controllare entrambi gli atleti sul parquet.

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La carriera comincerà con una trionfale cavalcata al college.

Come al solito ogni traguardo sportivo (diventare titolare o essere l'uomo partita) farà avanzare la vostra carriera, "premiandovi" con un nuovo filmato o con qualche nuova sponsorizzazione, questa volta con un numero più ampio di marchi di scarpe che daranno accesso ad una combinazione più ampia di ricompense.

Sul campo da gioco tutto è rimasto pressoché invariato, con la classica valutazione della vostra prestazione per definire quanti minuti di gioco vi meriterete durante la partita successiva, quello che è cambiato è la gestione delle attività extra parquet. Ogni giorno potrete decidere se affrontare eventi promozionali, se seguire gli allenamenti (occhio che alcuni saranno obbligatori e vi aiuteranno a migliorare l'intesa con la squadra) o se andare online per affrontare gli altri giocatori in sfide 5vs5 in palestra o nei classici campetti di periferia.

Durante le nostre sessioni di gioco, NBA 2K17 si è dimostrato piuttosto stabile e performante anche quando connesso alla rete. I problemi registrati lo scorso anno sembrano superati, o perlomeno tutta l'esperienza è decisamente più stabile e reattiva che in passato, cosa che lascia presagire come quest'anno sarà possibile divertirsi anche online, senza troppi problemi.

Come costruirete il vostro alter ego sarà diverso rispetto al passato. Le sue capacità atletiche, infatti, dipenderanno dalla struttura del suo fisico e non potranno essere migliorate se non acquisendo determinati cartellini. Il ruolo scelto, invece, metterà un limite a quanto una determinata caratteristica potrà salire. In altre parole un centro atletico non diventerà mai un cecchino da tre punti, così come un playmaker difficilmente dominerà sotto le plance.

La crescita della vostra superstar dipenderà quindi tutta dai suoi miglioramenti sotto il profilo tecnico. Per questo motivo gli sviluppatori hanno ribilanciato il quantitativo di VC guadagnata per ogni partita e necessaria per crescere di un punto. Questo dà ancora più importanza ai cartellini di gioco, in grado di definire meglio lo stile e le capacità di un atleta.

Buona la flessibilità del motore di gioco per modellare il volto del vostro alter ego, mentre piuttosto disastrosa è l'app per catturare le vostre fattezze, che produrrà discreti mostri.

I diversi cambiamenti effettuati, oltre che il ridare l'intera storia nelle mane del giocatore, ha nuovamente reso MyPlayer una modalità eccezionale, grazie alla quale passare ore e ore di divertimento cercando di conquistare i principali traguardi NBA con il vostro alter ego.

Un'altra modalità migliorata in maniera esponenziale rispetto allo scorso anno è myGM, così come la variante myLeague. Si tratta di una "classica" esperienza manageriale, solo che stavolta 2K Sports ha ulteriormente espanso le opzioni a disposizione del giocatore. Innanzitutto potrete decidere se espandere la Lega introducendo nuove franchige, magari riportandone una a Seattle come in tanti vorrebbero. Poi dovrete costruire il palazzetto e ovviamente imbastire una squadra degna di questo nome.

Poi sono state introdotte diverse novità nella contrattazione dei diversi cestisti. Il "basketmercato" a stelle e strisce funziona in maniera diversa rispetto a quello del calcio europeo ed è basato su di una specie di baratto nel quale lo spazio salariale o le scelte nei draft futuri potrebbero coinvolgere due o tre team e sono importanti quasi quanto una superstar.

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Uno degli obiettivi del vostro giocatore sarà quello di giocare nella rappresentativa USA.

Le opzioni a disposizione sono molteplici, come la possibilità di cambiare le regole di gioco o di partire il giorno esatto in cui iniziare, ereditando lo stato di fatto della stagione quando questa sarà in corso. Questo garantirà a coloro che vorrebbero essere i nuovi Pat Riley o Phil Jackson una libertà senza pari.

L'ultima modalità di spessore è myTeam, la risposta di NBA 2K17 a FUT. In questo caso, nonostante i miglioramenti e le novità, il tutto funziona in maniera meno brillante che in FIFA 17, soprattutto per colpa della limitatezza del parco atleti a disposizione, che spingerà i vari giocatori a creare sempre quelle 2-3 combinazioni di superteam da affrontare.

Questo ben di Dio sarebbe un semplice guscio vuoto senza un gameplay degno di questo nome a supportare il gioco. NBA 2K17 da questo punto di vista non delude le aspettative, migliorando ulteriormente la simulazione presentata lo scorso anno. I cambiamenti non sono di poco conto e vanno da una migliore lettura dei contatti, elemento che garantisce una simulazioni più realistica di un gioco molto fisico come quello NBA, ad un ulteriore ridisegno dei comandi.

Per esempio a questa edizione potrete scegliere tra tre tipi di passaggi differenti: la palombella utile per scavalcare una difesa schierata, il passaggio schiacciato, fondamentale per rifornire i lunghi in post, o il classico passaggio al petto.

Anche il tiro con la levetta destra o il dribbling sono stati migliorati. La novità di quest'anno non consiste tanto nel dare più opzioni al giocatore ma nel fare in modo che NBA 2K17 riconosca meglio i comandi impartiti ed esegua i movimenti richiesti. Per esempio muovendo la levetta destra verso l'alto eseguirete un tiro di tabella, mentre verso il basso consentirà di tirare normalmente.

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Il gioco fisico e la meccanica dei rimbalzi sono state rivisti e migliorati.

Allo stesso modo, spostando la leva del tiro verso destra costringerete l'atleta a cercare di segnare con quella mano, esattamente come succede con la sinistra. Queste opzioni ampliano ulteriormente le opzioni offensive a disposizione del giocatore, dandogli ancora più potere decisionale nelle mani. La curva di apprendimento sarà piuttosto impegnativa, nondimeno NBA 2K17 saprà premiare coloro che si impegneranno ad imparare a giocare con una controllo sulla squadra senza pari.

Anche la fisica della palla è stata migliorata e resa meno "schiava" delle animazioni dei cestisti. I questo modo si potranno osservare un maggior numero di passaggi deviati in maniera credibile, così come dei rimpalli sul ferro meno telecomandati che poi daranno vita ad una lotta per il rimbalzo più credibile che in passato. La palla, infatti, non finirà inesorabilmente nelle mani di un lungo, ma potrà essere deviata per essere presa in un secondo momento o direttamente deviata verso un compagno di squadra per far partire il contropiede o per tentare di segnare nuovamente.

Tutte queste novità possono sembrare superficiali, ma cambiano totalmente la percezione della squadra sul parquet, rendendo ogni movimento, ogni tiro e ogni passaggio più preciso e gratificante. Il numero di animazioni a disposizione di ogni atleta è impressionante, così come la capacità di Visual Concepts di replicare lo stile di gioco e i movimenti di ogni superstar. LeBron è un carro armato, mentre Curry è veloce come una saetta ed implacabile dall'arco grazie al suo rilascio velocissimo.

Noterete come i vari atleti "scivoleranno" l'uno su l'altro in maniera più fluida e realistica, cosa che renderà i giochi di blocchi, anche quelli non chiamati, più naturali ed efficaci, che potrebbero dare origine a falli di sfondamento se applicati in maniera sbagliata. Questo consentirà di tentare in maniera più efficace pick&roll, di forzare cambi di marcatura per sfruttare i mismatch o di aprire il campo per poter scaricare il pallone sull'arco.

L'Intelligenza Artificiale che muove gli atleti sul parquet è molto buona sia in attacco, dato che i vostri compagni cercheranno di mantenere le migliori spaziature possibili e di cercare di avere un gioco fluido, che non si basi troppo sugli isolamenti o le giocate individuali delle superstar, sia in difesa, dove gli avversari cercheranno di coprire gli eventuali buchi lasciati dai compagni.

Talvolta alcuni movimenti o alcune animazioni facciali sono un po' legnose, lo si nota durante i filmati e le scenette di myPlayer soprattutto se comparati con quelli de Il Viaggio di FIFA 17, ma nel complesso la fedeltà e la qualità grafica di NBA 2K17 sono eccezionali.

Una menzione d'onore va al lavoro svolto per cercare di rendere ogni arena ancora più simile alla controparte reale, cercando di replicare le luci e il calore del pubblico. Forse c'è ancora qualche dettaglio da limare ma ogni anno che passa Visual Concepts si avvicina a replicare fedelmente quanto visto e sentito in televisione attraverso NBA League Pass.

La telecronaca di Greg Anthony e Kevin Harlan, sempre più ficcante ed esaustiva, adesso comprenderà interventi di David Aldridge, Chris Webber, Clark Kellogg, Doris Burke e Brent Barry. E online, finalmente, sarà possibile trovare delle sfide sufficientemente stabili da divertire e consentire alla serie NBA 2K di conquistare l'ultimo segmento del mercato che ancora le sfuggiva.

Attraverso una gestione più intelligente ed oculata dei server durante le modalità Carriera (non abbastanza intelligenti da consentire di giocare online ed offline, ma ci accontentiamo) e un netcode più performante, anche andare online a sfidare gli altri giocatori non sarà più un tabù.

In questo modo NBA 2K17 si riscatta dalla non brillantissima edizione 2016 con un prodotto solido e curato sotto tutti i punti di vista. Sul parquet la simulazione fisica della partita, la resa grafica e il completo controllo della palla garantiranno partite estremamente divertenti, tese e gratificanti, mentre le tante modalità non vi deluderanno per profondità e complessità. Noi siamo persino riusciti a giocare online senza troppi problemi. Cosa potremmo volere di più?

9 /10

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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