Fossil Echo - recensione

Il mondo in una torre.

Il genere è decisamente uno dei più frequentati ultimamente. Un pizzico di platform, qualche enigma più o meno elaborato, un comparto grafico artisticamente sofisticato (ma non per forza ad alto budget) e una storia che sappia coinvolgere e, possibilmente, emozionare. I titoli del genere si sprecano, come l'apprezzatissimo "Brothers: a tale of two sons", che molti hanno addirittura inserito nell'Olimpo dei migliori giochi di sempre.

L'interesse è giustificato e meritato, in quanto il più delle volte questi titoli riescono a offrire ai giocatori meccaniche divertenti (perché raffinate nei 30 anni di storia dei videogiochi dagli innumerevoli predecessori) e storie emotivamente coinvolgenti, con qualche messaggio anche piuttosto interessante. Limbo è un altro esempio, seppure con un mix di elementi leggermente differenti.

Ora è il turno di un nuovo rappresentante del genere, Fossil Echo, un titolo che si ripromette di offrire ai giocatori una sfida platform/stealth/puzzle condendola con una narrativa intrigante. L'avventura inizia in maniera completamente priva di contestualizzazione. Un ragazzo, una barca, una torre.

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L'art direction di Fossil Echo è di tutto rispetto.

La via è obbligata e il gioco ci mostra subito come voglia condurci per mano di situazione in situazione. La struttura dei livelli è divisa in schermate in cui vengono proposti enigmi che fanno di volta in volta uso di meccaniche platform, stealth o, in generale, puzzle. Non tutte le schermate sono obbligatorie, ed è subito visibile l'intenzione degli sviluppatori di facilitare, in questo modo, la vita al giocatore che non voglia proprio rimanere ore su un puzzle particolarmente impegnativo.

Le sezioni platform sono tutte basate su meccanismi a tempo, cosa che rende l'esperienza di gioco spesso simile a quella di Super Meat Boy. Certo dalle immagini non sembrerebbe ma Fossil Echo sa essere particolarmente complicato e impegnativo quando inizia a impilare piattaforme scorrevoli, a scomparsa o semplicemente mobili mentre magari chiede al giocatore di temporizzare perfettamente salti multipli in direzioni diverse. Queste sessioni sono divertenti ma soffrono di un paio di difetti abbastanza evidenti.

Innanzitutto è spesso necessario compiere salti estremamente precisi (per evitare di mancare le pedane o di aggrapparsi, perdendo tempo prezioso), cosa non facilitata dalla grafica i cui colori pastello non sempre definiscono nettamente il termine di una superficie. In secondo luogo il livello di difficoltà non ha alcuna curva ma si impone sin da subito a un livello alto (per poi arrivare presto a "molto alto").

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Le sessioni platform sono subito molto complicate: preparatevi a grande frustrazione e sofferenza…

Questa mancanza di curva di apprendimento è funzionale alla durata limitata del titolo (definito "short" dagli stessi sviluppatori nella sinossi su Steam) ma è anche frustrante perché il giocatore non ha modo di impratichirsi con le meccaniche ma deve attingere subito dalle sue esperienze precedenti per immaginare il funzionamento degli enigmi, delle piattaforme e dei nemici.

Nemici? Sì, in Fossil Echo troverete anche dei guardiani che avrete la possibilità di eliminare o, più semplicemente, di evitare. Questa è la parte stealth del gioco che, se può sembrare all'inizio più semplice, diventerà presto anch'essa piuttosto complicata ed elaborata. In queste sessioni si tratta il più delle volte di eludere guardie impegnate in giri di ronda prevedibili e sfruttabili, magari cercando anche di utilizzare zone d'ombra e ostacoli sulla linea visiva. Queste sessioni sono probabilmente le più divertenti perché il giocatore può seguire diverse strade e sperimentare soluzioni anche molto differenti tra loro.

Una delle cose più divertenti è, ad esempio, giocare sulle linee di fuoco dei nemici: facendo particolarmente attenzione alla propria posizione è infatti possibile creare un incrocio di "fuoco amico" ed eliminare gran parte (se non tutti!) dei nemici in una schermata. A intervallare queste sessioni di gioco ci sono momenti di narrativa e semplici interazioni con altri personaggi della storia. La comunicazione è sempre ridotta al minimo e al giocatore spetta tutto un lavoro di immaginazione per cercare di indovinare come procedere ma soprattutto che senso ha l'intera avventura.

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Le schemate stealth sono all'apparenza più appetibili ma raggiungono presto il livello di difficoltà proibitivo delle altre sessioni

A livello estetico Fossil Echo sfoggia uno stile molto colorato e scanzonato, che ben si attaglia col tema "innocente" e cartoonesco dell'intera esperienza. Gli scenari sono molto variegati e questo dona all'avventura un'aura di simpatica leggerezza che a volte vira su un'emotività sorprendente. Le animazioni sono funzionali ma anche molto eleganti nella loro semplicità. A livello audio Fossil Echo segue la stessa strada prediligendo l'atmosfera e offrendo ai giocatori una colonna sonora a metà tra il disneyano e il tribale; gli effetti sonori sono funzionali e il parlato, come dicevo, completamente assente.

Il gioco offre una buona quantità di segreti e zone accessibili solo dopo aver completato sessioni platform particolarmente impegnative; questo compensa la lunghezza limitata dell'esperienza ma si ricollega ai problemi di difficoltà precedentemente segnalati.

In definitiva Fossil Echo è un prodotto interessante con un gameplay divertente (per gli appassionati di platform e puzzle stealth) che però soffre di un livello di difficoltà eccessivo e di una curva di apprendimento inesistente. Anche il prezzo è probabilmente un po' troppo alto, cosa che, insieme alla presenza di molti altri competitor nello stesso genere, potrà suggerire a molti di aspettare saldi o offerte ribassate.

7 /10

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Riguardo l'autore

Davide Pessach

Davide Pessach

Redattore

Studia, scrive, videogioca da tanto, tanto tempo. Quando si annoia rimescola le carte e sposta le priorità, ma i tre ingredienti principali rimangono quelli . Obiettivi? Solo due: curiosità e divertimento.

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