WRC 6 FIA World Rally Championship - recensione

Kylotonn va troppo sul sicuro.

Nel genere dei titoli sportivi, ci sono licenze che restano appiccicate agli sviluppatori che le hanno ottenute anche secoli addietro. FIFA con Electronic Arts ne è l'esempio migliore, e anche se non arriviamo a questo livello, quella del Campionato Mondiale di Rally FIA è nelle mani dei Kylotonn da qualche tempo. L'impressione è che dal punto di vista tecnico non si tratti del team più talentuoso sulla faccia della terra, che compensa questo difetto con una dedizione notevole alla causa che li porta a sfornare un titolo corsaiolo all'anno.

WRC 6 non fa eccezione e si propone anche stavolta come la nuova iterazione della serie che propone agli appassionati di Rally un gioco di guida 'simularcade' con cui rivivere le emozioni del mondiale WRC attraverso le tappe che compongono l'intero campionato mondiale, il tutto utilizzando i piloti e le vetture ufficiali della stagione appena conclusa per le classi WRC1, WRC2 e Junior.

Non ci sono sorprese a partire dai menu: è sempre possibile disputare una tappa veloce o un rally intero, una stagione completa oppure selezionare alcune tra le tredici a disposizione per comporre un campionato personalizzato impostando quelli preferiti. Per i novizi è presente anche una scuola di rally che dà le basi della guida sulle diverse superfici e su come regolare l'assetto. La carriera prevede ancora la partenza nel campionato minore Junior per farsi le ossa ed affrontare WRC 2 e WRC1 all'interno di un team dedicato preimpostando stile di guida e livello di difficoltà.

Queste ultime due opzioni permettono di cambiare radicalmente l'approccio alla carriera di WRC 6, in quanto regolano due parametri fondamentali del gameplay: la competitività dei nostri avversari e gli aiuti alla guida suddivisi tra giocatore casuale o esperto. Con la prima impostazione la guida è notevolmente assistita al punto da definirla arcade, con la seconda viene lasciato più spazio di manovra nel controllo della vettura, rendendo la guida più impegnativa. In entrambi i casi WRC 6 si gestisce bene con il pad, ma il secondo è più indicato per i possessori di un volante.

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Graficamente WRC 6 non è propriamente all'ultimo grido, ma non è poi nemmeno un disastro. Alcune texture di rocce e vegetazione gli conferiscono un look un po' datato.

Le vetture disponibili sono le riproduzioni aggiornate nei modelli e nelle livree e di quelle presenti nella realtà, ma non ci sono grosse novità rispetto al 2015, con una selezione di due volumi di piccole e medie dimensioni con potenze notevoli per il loro peso, che variano dai duecentotrenta agli oltre trecento cavalli. Riuscire a mettersi in mostra vincendo tappe o rally interi permette di salire di categoria a fine stagione per arrivare a sfidare i mostri sacri dello sport che in virtù delle licenze sono tutti rappresentati nel campionato.

Le classifiche di tappa e dei rally sono abbastanza rappresentative dei valori in campo, anche se le abbiamo trovate, come anche per Dirt Rally, molto ingessate, visto che non propongono colpi di scena dovuti agli incidenti delle vetture virtuali che possano avvantaggiare il giocatore nel corso di un rally completo.

In termini di contenuti la vera novità di questo WRC 6 è quindi rappresentata dalle tappe dei vari rally che sono state completamente rifatte o profondamente modificate, anche se caratterizzate dalle stesse ambientazioni e dai fondi stradali del 2015, ovvero asfalto, ghiaia e ghiaccio con la pioggia o la neve a complicare la situazione; non in tutte le tappe può piovere, mentre la neve è presente solo negli stage di quello svedese.

Ogni rally è composto da una media di cinque tappe oltre a qualche speciale, quindi i chilometri virtuali da macinare sono parecchi. Le prove sono piuttosto impegnative, anche perché l'impressione è che quest'anno la sede stradale sia stata leggermente ristretta per molti tracciati, quando l'anno scorso c'era invece un po' più spazio di manovra.

Le gare di RallyCross di WRC 6 sono delle speciali che spezzano il ritmo delle tappe tradizionali.

Al singleplayer si aggiunge il multiplayer: abbiamo la possibilità di correre contro le ghost car di avversari in carne ed ossa in tempo reale entrando nelle lobby o confrontare i nostri tempi con quelli di altri giocatori umani. Periodicamente gli sviluppatori lanciano delle ladder basate su un rally specifico (in questo momento è attivo il rally di Corsica) in cui tutti possono cimentarsi fino alla chiusura della competizione con incoronazione dei piloti più veloci.

Per una volta tanto non abbiamo avuto problemi nel testare la modalità multigiocatore e le sessioni a cui abbiamo preso parte non hanno evidenziato problemi di sorta. A queste modalità si aggiungono gli Shakedown, simili alle ladder classiche ma con dei modificatori che obbligano a cambiare lo stile di guida e in cui la vittoria viene assegnata per punteggio e non solo in base al tempo ottenuto. Per i tradizionalisti sono presenti anche lo split screen e la cara vecchia sedia rovente, in cui i piloti si alternano alla guida uno alla volta.

Purtroppo anche quest'anno il multiplayer con le ghost car è penalizzato dall'impossibilità di organizzare rally o campionati interi, ma solo tappe singole, una feature che avrebbe dato grande profondità alle competizioni organizzate tra amici, aumentando a dismisura il divertimento e la longevità di questo titolo. Le vittorie di tappa sono divertenti ma lasciano un po' il tempo che trovano, soprattutto quando si corre in pochi e perché con poco sforzo si poteva fare veramente molto di più.

Del modello di guida abbiamo parlato poc'anzi e se quello di base è effettivamente semplificato e non merita approfondimenti particolari, è giusto spendere qualche parola sulla sfida rappresentata dalla fisica delle vetture e dal sistema di controllo. WRC6 è chiaramente derivato dal suo predecessore e l'impressione piuttosto schietta è che il modello fisico non sia cambiato di una virgola rispetto a un anno fa.

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Lo split screen è verticale, ed è un buon modo per competere su un singolo schermo. Peccato le versioni console non siano fluidissime come quella PC.

Siamo di fronte a un simularcade che predilige nettamente l'approccio casual rispetto a quello simulativo e proprio per questo motivo è veramente facile da prendere in mano sia con il pad sia con un volante. Tutte le vetture si guidano allo stesso modo e questo penalizza la diversità del gameplay, ma perlomeno sono piuttosto accessibili e anche sulle superfici sconnesse o innevate godono di un grip nettamente superiore alla realtà.

Ad accorgersi che non serve essere esperti per realizzare tempi decenti bastano un paio di sessioni con il joypad usando destra, sinistra, freno, acceleratore e freno a mano. Si possono staccare tempi di tutto rispetto anche affrontando per la prima volta una tappa ascoltando le indicazioni del navigatore perché la vettura è quasi incollata all'asfalto. C'è relativamente poca inerzia laterale e verticale e quindi gli spostamenti di carico in curva, accelerazione e frenata che rendono difficoltosa la tenuta della vettura sono molto ridotti, permettendo anche a chi usa un pad di competere tranquillamente con chi corre con un volante tra quelli ufficialmente supportati (vedi box).

Di questa semplificazione ci si accorge subito anche nelle inquadrature dall'esterno, con le ruote che seguono le ondulazioni del terreno mentre il corpo vettura ne risente pochissimo: siamo chiaramente di fronte a un modello fisico semplificato che non simula nel dettaglio i movimenti delle sospensioni, anche se nella schermata del setup è possibile intervenire con correzioni dell'assetto per irrigidire o ammorbidire molle e ammortizzatori dell'asse anteriore o posteriore o cambiare le gomme a seconda della tipologia di stage che ci attende. In ogni caso i comportamenti del mezzo sono plausibili e per il pubblico a cui si rivolge WRC6, più che sufficienti a dare l'impressione di star guidando una Focus da trecento cavalli.

L'abbondanza di contenuti e l'accessibilità del gioco bilanciano la scarsa varietà delle vetture e la fisica semplificata di questo WRC 6. Ad impedirgli di arrivare ai piani alti del punteggio troviamo la parte tecnica; anche se le prove sono state rifatte da zero o pesantemente modificate, la resa grafica è molto simile a quella dell'anno scorso e su PC non abbiamo notato grosse differenze nella qualità dei modelli delle vetture e nelle texture delle ambientazioni. Queste sono ben fatte come layout con cambi altimetrici, terrapieni, foreste, strapiombi e quant'altro, ma il risultato complessivo è quello di un look un po' datato, relativo anche gli effetti di luce o le particelle di polvere e pioggia.

Una compilation di tappe con maltempo i WRC 6.

Noi abbiamo testato la versione Windows su una macchina da gioco discretamente carrozzata dotata di una GTX 970 e siamo sempre rimasti incollati ai sessanta frame al secondo. Tuttavia abbiamo avuto modo di vedere la versione PS4 in azione che vanta un dettaglio grafico simile ma è chiaramente bloccata a 30 fps, con qualche occasionale incertezza nei tratti più complicati e non abbiamo motivo di credere che per quella Xbox One la situazione sia diversa. Su PC si gioca benissimo, sospettiamo anche con configurazioni di fascia medio-bassa, mentre i trenta frame al secondo non sono proprio il massimo su console soprattutto per chi voleva affrontarlo con un volante godendo della massima fluidità nei tempi di risposta.

L'audio è discreto, con effetti normali e rombi dei motori quasi tutti uguali. Il vero tallone d'Achille è la fluidità del parlato del navigatore: le chiamate sono precise anche quando sono molto ravvicinate ma la recitazione è un po' troppo robotica. Nella localizzazione italiana ci sono cambi di tono, di volume e alcune chiamate incomprensibili in occasione dei dossi che potete ascoltare anche in uno dei video a corredo dell'articolo.

Come ci aspettavamo dai filmati che avevamo visto girare prima del lancio, questo WRC 6 conferma la direzione presa da questa serie con il capitolo precedente e cerca di porsi come l'alternativa casual a Dirt Rally. Il titolo di Codemasters gli è superiore sotto quasi tutti i punti di vista, ossia modello fisico, diversificazione delle vetture, grafica, audio, community. I Kylotonn ne sono perfettamente consapevoli e hanno preferito concentrarsi sul numero di tracciati e sull'immediatezza del gameplay, rendendo WRC 6 impegnativo ma appetibile sopratutto a quella vasta platea di utenti che non ha la voglia, il talento o un volante per uscire illesi da una tappa qualsiasi del gioco di Codemasters.

Se fate parte di questa categoria sicuramente troverete piacevole questo titolo, ma preparatevi a sopportare qualche difetto e una mancata evoluzione tecnica rispetto alla versione precedente che sa molto di occasione mancata. I possessori di console tengano gli occhi bene aperti: la valutazione qui sotto fa riferimento alla build PC che abbiamo testato in questa sede, ma quella console non ha la stessa fluidità sotto l'aspetto del frame rate quindi non consideratela allo stesso livello di quella PC, sopratutto se intendete giocarla con un volante.

7 /10

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Riguardo l'autore

Matteo Lorenzetti

Matteo Lorenzetti

Redattore

Dopo dieci anni di The Games Machine, approda finalmente alla redazione di Eurogamer.it. Onnivoro per quanto riguarda i generi, predilige sparatutto, giochi di guida ed RTS.

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