Battlefield 1 - recensione

La guerra non è fatta per gli eroi.

A nostro avviso la serie di Battlefield aveva perso un po' di quella personalità che le aveva consentito, grazie anche ai due Bad Company, di diventare la più seria antagonista di Call of Duty. Nella foga d'imporsi sul mercato, però, DICE ha deciso di seguire la strada tracciata da Activision trasformando progressivamente il suo prodotto, famoso per la distruttibilità, le mappe aperte e uno stile più ragionato in uno sparatutto frenetico, dinamico, votato alla spettacolarità e spesso piuttosto guidato.

Una scelta che non ha pagato, visto che Call of Duty ha continuato imperterrito a dominare le vendite ed episodi come Hardline e Battlefield 4 hanno incontrato un'accoglienza non idilliaca da parte dei fan. Per questo motivo DICE, lo storico sviluppatore con sede a Stoccolma, ha deciso di ripartire da zero, di lasciare Titanfall 2 a fronteggiare CoD sul suo stesso campo di battaglia e di concentrarsi su quelli che sono da sempre i punti di forza della serie. Il risultato? Battlefield 1 è il miglior capitolo da diversi anni a questa parte, se non di sempre.

Digital Illusions Creative Entertainment ha infatti dimostrato di essere non "solo" il creatore del Frostbite Engine, ma anche uno sviluppatore ricco di talento e personalità. Battlefield 1 è uno sparatutto completo, solido, ispirato, dal sapore più internazionale rispetto al passato. Abbandonare la scia dei CoD, infatti, non ha voluto dire semplicemente rinunciare ai doppi salti e al respawn forsennato, ma ha significato anche dare a tutta l'opera un tono più serioso e realistico, senza la schizofrenia e la ricerca dell'eroismo spiccio a tutti i costi. Una cosa tipica della cultura americana, ma lontani dai valori europei.

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La modalità campagna racconta una manciata di storie indipendenti, ma dal tono piuttosto epico.

L'aver scelto la prima guerra mondiale come periodo preso in esame ha consentito agli sviluppatori di esplorare ambienti non particolarmente frequentati dai soldati virtuali (e reali, fortunatamente) degli ultimi anni come le Alpi italiane, le pianure che uniscono la Francia con la Germania o le coste della Turchia. Al posto di raccontare l'inverosimile epopea di un soldato che ha combattuto in tutti questi teatri di guerra, DICE ha scelto di mettere in scena cinque episodi indipendenti, forse un po' romanzati, ma di sicuro più genuini e toccanti del classico one-man-army che da solo sconfigge l'esercito nemico fatto di cattivi senz'anima.

Ognuno troverà il protagonista che maggiormente lo rappresenta: c'è il soldato italiano che combatte per proteggere il fratello, ma anche l'americano un po' spaccone che si ritrova ad essere un eroe per caso, passando per l'aiutante di Lawrence d'Arabia o l'australiano che si rivede in una giovane recluta. Tutti personaggi forti, a tratti coraggiosi, ma non invincibili. La guerra di DICE, infatti, non ha nulla di bello, di eroico, di pulito.

Un proiettile di troppo e finirete sull'epitaffio del monumento del vostro paese natale, come milioni di giovani di tutto il mondo hanno fatto. La prima missione della campagna, chiamata Tempesta d'Acciaio, mostra proprio questo. Messi di fronte ad una carica interminabile di nemici, infatti, non potrete far altro che capitolare e vedere il nome del vostro alter ego ingrossare l'elenco dei caduti. Un metodo narrativamente molto efficace per mostrare come le truppe venivano mandate letteralmente al macello e di come la guerra sia tutto tranne che una spettacolare sequenza di esplosioni dalle quali salvarsi per il rotto della cuffia.

Mai come in questo caso la modalità campagna è stata sviluppata per fare da tutorial alle meccaniche del multiplayer, dato che imparerete a controllare i mezzi pesanti, a volare e a conquistare le zone di guerra. Controllerete persino un piccione, tanto per farvi capire la varietà di situazioni che vi troverete ad affrontare. Peccato che difficilmente tutte le missioni vi terranno impegnati per più di una mezza dozzina di ore, anche meno se giocate ad una difficoltà minore.

Grazie alla cura con la quale sviluppatore svedese è stato in grado di confezionare queste missioni, però, la modalità campagna potrebbe sembrare più una sorta di catalogo di tutto quello che il Frostbite può fare, piuttosto che il contentino per coloro che non amano andare online.

Gli scenari ricreati, infatti, oltre ad essere ampi e complessi, sono ricchi di dettagli e graziati da un motore fisico davvero eccellente, capace di gestire un elevato grado di distruttibilità dell'ambiente. Il vostro passaggio lascerà segni tangibili sulla mappa, come esplosioni o bruciature dove c'è stato del fuoco, e potrete decidere se sfondare le linee nemiche o usare un approccio più circospetto. Il tutto senza esitazioni evidenti da parte dell'hardware, che si è sempre mostrato in grado di gestire con sicurezza l'ingente mole poligonale portata a schermo.

Questo eccellente lavoro di ottimizzazione DICE è riuscito ad applicarlo anche online. Le battaglie di Battlefield 1 sono impressionanti per dettagli, quantità di oggetti in movimento e fisica. Le nove mappe presenti al lancio sono notevoli per qualità e dimensioni. Con il giusto potere di fuoco sarà possibile abbattere ogni edificio presente, oltre che creare crateri che possono essere utilizzati in un secondo momento come riparo per la fanteria.

Uno spettacolo tanto crudo quanto impressionante, in grado di modificare nel giro di pochi minuti i colori e l'aspetto del paesaggio. Durante una partita a Corsa noterete come il fuoco e la cenere consumeranno progressivamente il campo di battaglia man mano che gli attaccanti procederanno con la loro avanzata. Un effetto forse meno spettacolare di quello del Levolution, l'evento che modificava la morfologia delle arene di Battlefield 4, ma decisamente più evocativo, soprattutto se accompagnato dal cambio del tempo atmosferico che avviene saltuariamente durante uno scontro.

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Graficamente DICE ha creato un gioco impressionante.

Le tempeste di Battlefield 1, infatti, non modificano solo esteticamente il paesaggio, ma cambiano profondamente il modo di giocare. Le ombre diventeranno più scure celando meglio i nemici e soprattutto non riuscirete a vedere molto distante, rendendo quasi inutile l'utilizzo dei fucili di precisione. Permangono comunque alcuni eventi di impatto durante una partita, come la comparsa di cannoniere, treni corazzati o di giganteschi dirigibili, ma l'impressione è che queste cose siano meno centrali nell'economia del gioco e meglio amalgamate con il resto.

Dal punto di vista dell'offerta ludica DICE è andata sul sicuro presentando un'offerta piuttosto classica nella quale ha incastrato un paio di piacevoli novità. Le classi tra cui scegliere sono le solite quattro, organizzate senza troppa originalità in Medico, una figura specializzata nel curare i compagni, Scout, i cecchini di Battlefield 1, Supporto, gli esperti nella guerra tra i veicoli, e Assalto, gli specialisti nelle incursioni e nei combattimenti ravvicinati. Il numero di armi e di oggetti a cui possono attingere è limitato rispetto a quello dei capitoli precedenti, ma ogni bocca da fuoco ha un suo rateo di fuoco, un raggio d'azione e un rinculo ben definiti che ne donano una personalità marcata, che dovrebbe stemperare la mancanza di una forte progressione del soldato.

Tra le modalità di gioco troviamo due classici degli shooter online come Deatchmatch e Dominio, adattate allo stile di Battlefield 1, ma sempre un po' fuoriposto e due pilastri della serie di DICE come Conquiste e Corsa. Nella prima modalità le squadre dovranno cercare di mantenere il controllo sul maggior numero di punti controllo possibile, mentre nella seconda gli attaccanti dovranno cercare di avanzare nella mappa distruggendo con degli esplosivi le postazioni nemiche.

Questa formula è stata espansa e migliorata nelle Operazioni. Si tratta di una modalità nella quale le due squadre si affronteranno in una serie di partite a Corsa collegate tra di loro da un flebile filo narrativo che varierà in base all'andamento della partita. In questo modo le operazioni potrebbero durare intere ore durante le quali le due squadre si contenderanno ogni metro dei diversi scenari.

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Imparare a interpretare le diverse classi farà la differenza tra la vita e la morte.

In Piccioni di Guerra, infine, dovrete recuperare questi intelligenti volatili sparsi per la mappa, difenderli il tempo necessario per scrivere un ordine di attacco e spedirli verso i rinforzi. Nonostante il nome poco epico, si tratta di una variante di cattura la bandiera piuttosto divertente e originale, nella quale il cambio di fronte sarà all'ordine del giorno, visto che si potrà anche sparare ai piccioni per impedire che il messaggio arrivi a destinazione.

L'offerta di Battlefield 1 è dunque piuttosto solida e interessante, anche se non può competere come varietà e quantità con quella della concorrenza. Il fatto è che non ne ha bisogno. Ogni partita, infatti, ha una storia e uno svolgimento unici, grazie alla conformazione delle mappe e a un gameplay perfettamente bilanciato tra l'accessibilità e la profondità. DICE, infatti, ha voluto creare un ibrido che pur non avendo le velleità simulative di un ARMA riesce a garantire una sufficiente profondità da consentire ai soldati virtuali più abili di emergere e divertirsi.

La Prima Guerra Mondiale vi pone sullo spartiacque tra la guerra classica e quella meccanizzata. Le armi automatiche sono rare e poco precise, così come i cannoni richiedono di essere caricati manualmente dopo ogni colpo. Questo rende le battaglie più lente, viscerali. Assisterete a scontri nei quali la carica con la baionetta in pugno o una fuga sul dorso di un cavallo possono ancora fare la differenza.

I mezzi corazzati e le navi sono pesanti e impacciati, mentre gli aerei, pilotati da novelli Barone Rosso, sono leggeri, quanto letali. Questa combinazione rende i combattimenti sui veicoli interessanti e garantisce alle battaglie una discreta varietà, oltre a donare ad ognuna delle classi presenti una sua distinta personalità. Dal punto di vista del gameplay i cambiamenti sono minimi, ma aiutano a rendere l'esperienza più fluida e dinamica, come la possibilità di sporgersi da dietro un muro, di scavalcare un riparo o di riparare un mezzo direttamente dal suo interno.

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Durante le partite compariranno giganteschi dirigibili o treni corazzati a cambiare le sorti di uno scontro

Per diventare efficaci sul campo di battaglia occorrerà imparare il rateo di fuoco e la traiettoria dei proiettili di ogni arma, così come capire quando e come utilizzare le abilità secondarie di ogni classe. Saper interpretare il proprio ruolo all'interno della squadra è fondamentale sia per vincere, ma soprattutto per divertirsi. Uno Scout avrà vita breve in prima linea, così come le armi degli Assalto sono troppo imprecise per essere efficaci sulla lunga distanza. Un Medico che non cura e non resuscita perde parte della sua efficacia e così via.

Allo stesso modo è importante imparare a sfruttare i veicoli e le postazioni fisse. Andare contro un mezzo corazzato a cavallo è un suicidio, ma utilizzare l'animale per incursioni fulminee aumenterà esponenzialmente la vostra efficacia sul campo di battaglia. Lo stile di DICE è quello di spingere i giocatori a cooperare, raggruppandoli all'interno di squadre. In questo modo potranno avere sia dei punti di respawn più dinamici, sia un gruppo di persone con le quali provare ad organizzarsi per avere un insieme eterogeneo di classi con il quale attaccare un obiettivo.

Alcuni potrebbero storcere il naso di fronte alla massiccia presenza di veicoli o alla dinamicità degli assalti all'arma bianca, in quella che a tutti gli effetti è stata principalmente una guerra di posizione e logoramento, ma stiamo parlando di un videogioco che vuole provare a riproporre le atmosfere della prima guerra mondiale, non a un documentario su History Channel. E questo obiettivo, grazie anche ad evocative mappe come quella sul Monte Grappa, ai chilometri di trincee da percorrere o alle colline bruciate dalle esplosioni, è estremamente riuscito.

Il resto lo fa un comparto tecnico davvero incredibile, graziato da un motore grafico che su PC fa paura, ma anche su console si fa rispettare grazie ad intelligenti accorgimenti come l'utilizzo di una risoluzione dinamica e di un potente filtro anti-aliasing che rende l'immagine decisamente più pulita rispetto a quanto visto durante periodo di beta. Qualche effetto di pop-up, tempi di caricamento lenti e qualche compenetrazione un po' grossolana sono le uniche macchie di un lavoro davvero encomiabile da parte di DICE che, come al solito, si esalta anche quando deve confezionare il comparto audio dei suoi giochi.

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Alcuni potranno storcere il naso di fronte alla presenza di così tanti mezzi militari. Peccato che non siamo su History Channel!

A parte i tanti nuovi arrangiamenti del tema principale e alle belle musiche che accompagnano in primo luogo la campagna in singolo giocatore, siamo rimasti colpiti dal rumore che ogni arma e ogni veicolo fa durante la battaglia, da come cambia in base a dove viene fatto e alla sua importanza ai fini del gameplay. Ascoltare gli spari, le urla dei nemici o il rombo dei motori, infatti, vi aiuterà ad anticipare le mosse del nemico e a capire dove si trovi.

Con Battlefield 1, dunque, DICE torna alle origini non solo per quanto riguarda i conflitti mondiali, ma anche per quanto concerne l'essere uno sviluppatore di talento, in grado di confezionare un prodotto dalla spiccata personalità che non prova a scimmiottare lo stile, i toni e le dinamiche della concorrenza. Il risultato è uno shooter piacevole nella breve esperienza offline, ma decisamente solido, ispirato, impegnativo e divertente nella sua componente multigiocatore.

Lo sviluppatore svedese non stravolge la sua formula classica, ma andando a modificare i ritmi, le armi e le atmosfere del conflitto rappresentato cambia profondamente l'approccio alla partita. La prima guerra mondiale di DICE è lontana dagli stereotipi patinati dei film americani, è ruvida, sporca, intensa e cattiva, forse non storicamente attendibile, ma decisamente godibile.

9 /10

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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