Pac-Man Championship Edition 2 - recensione

Ancora tanto divertimento ma poca innovazione.

È inutile cominciare questa recensione parlandovi della storia di Pac-Man, l'icona dei videogiochi per eccellenza. Piuttosto vi parlerò di quella droga digitale per Xbox 360 uscita nel 2007 su Live Arcade, che porta il nome di Pac-Man Championship Edition.

Conosciuto anche come l'ultimo gioco supervisionato da Toru Iwatani in persona, Pac-Man Championship Edition è riuscito a reinventare la serie con un gameplay frenetico e assolutamente perfetto, tanto da convincere Namco Bandai a portarlo non solo nelle sale giochi ma anche su numerose altre piattaforme.

Dopo quasi dieci anni e svariate versioni 'remixate', il colosso giapponese ha deciso di dare un seguito al gioco e di apportare qualche piccola novità senza però stravolgere il gameplay. Le regole sono sempre le stesse: portare a termine un livello con un punteggio sempre più alto per scalare le leaderboard mondiali e migliorarsi ad ogni partita come la legge dei videogiochi arcade insegna da decenni.

Se siete tra coloro che non hanno mai sentito parlare della serie Championship, prendete come punto di riferimento il classico Pac-Man, accelerate la velocità dell'azione fino a 10 volte, stravolgete le regole dei livelli e condite il tutto con musica pompatissima ed effetti psichedelici sullo schermo.

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Al contrario del primo capitolo, in Pac-Man Championship Edition 2 i puntini formano un percorso che culmina davanti al frutto, e tutti i fantasmini addormentati si sveglieranno andando ad unirsi a quelli che già ci stanno inseguendo

Pac-Man Championship Edition 2 si suddivide principalmente in due modalità: in Punteggio, manco a dirlo, bisogna realizzare uno score più alto possibile entro un determinato periodo di tempo, e mangiare i puntini dei labirinti fino a riempire un'apposita barra che permette di far apparire il frutto utile per passare allo stage successivo. Il tutto ovviamente tenendosi a debita distanza dai soliti fantasmini colorati, che anche in questo capitolo non sono mortali al primo contatto non appena si entra in contatto con loro.

Prima di farli entrare in modalità 'e ti vengo a cercare', bisogna sbatterci contro 2 o 3 volte consecutivamente, dopodiché s'arrabbieranno per bene e cominceranno a darci la caccia in maniera decisamente aggressiva. I metodi per levarseli di torno sono due: aspettare qualche istante per farli tornare normali, oppure trovare ed ingerire la pillola che trasforma gli ectoplasmi in docili e spaventati nemici da mangiare in un sol boccone.

Armatevi però di pazienza e un briciolo di strategia, perché per eliminare questi treni di fantasmi impazziti bisogna schiantarsi contro di loro con un bel frontale mentre schizzano a velocità disumane, e in alcuni stage è davvero molto, molto complicato.

A proposito di controlli, dimenticatevi la levetta analogica ed affrontate il gioco con il D-pad sin dal tutorial se volete destreggiarvi abilmente nei labirintici livelli di Pac-Man Championship Edition 2. Il trucco sta nell'anticipare l'angolo di svolta che incombe, premendo la direzione desiderata sul D-pad così da guadagnare qualche preziosissimo centesimo di secondo.

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Gli stage Boss offrono un livello di sfida decisamente impegnativo, 'grazie' ai molteplici filtri di distorsione che rendono la vita difficile agli occhi di chi sta giocando.

In questo sequel però, la disposizione dei puntini è studiata apposta per creare un preciso percorso che attraversa tutti i vari e corridoi, e culmina proprio davanti al frutto. Peccato che in alcuni livelli, complice anche l'aggressività dei nemici e la velocità di Pac-Man, riuscire a mantenere la traiettoria ideale si trasformi in un incubo.

A rendere ogni partita ancora più interessante ci sono le piattaforme che permettono di saltare da una parte all'altra del livello, i classici corridoi comunicanti e i fantasmini dormienti che, al contrario del precedente episodio, vanno per forza svegliati dato che sono posizionati nelle zone circondate da puntini.

Passandoci a fianco, infatti, questi andranno ad incolonnarsi ai cinque principali fantasmi che ci stanno già dando la caccia, andando a creare i fluorescenti trenini di cui sopra. Purtroppo però dopo qualche ora la non eccezionale varietà degli stage comincia a farsi a sentire, nonostante gli sviluppatori si siano dati da fare nell'inserire (ancora una volta) diversi pattern grafici, sfondi e musiche.

In modalità Avventura, invece, l'obiettivo è superare una serie di livelli pappandosi tutto quello che che si trova all'interno dei labirinti entro un determinato numero di secondi o minuti. A seconda della difficoltà scelta (ce ne sono tre disponibili) si ottengono stelle che servono per passare al mondo successivo e quindi a raggiungere uno dei trofei più difficili da conquistare.

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Giocando la modalità Punteggio si sbloccano nuovi brani, effetti visivi e skin che si ispirano ai vecchi capitoli di Pac-Man.

Tecnicamente parlando Pac-Man Championship Edition 2 non brilla certo per lo strabiliante uso di poligoni ed effetti speciali, ma la grafica colorata e tutte le varie skin sbloccabili lo rendono appetitoso per tutte le fasce di giocatori. Il sonoro invece è quanto di più azzeccato si possa chiedere a un prodotto del genere, e grazie all'infinita esperienza di Bandai Namco nel settore arcade, tutte le galvanizzanti musiche sono un'incredibile goduria per le orecchie.

Insomma, pur essendo leggermente inferiore al suo predecessore, Pac-Man Championship Edition 2 è un ottimo titolo arcade capace d'intrattenere e divertire tutti gli amanti del genere, e naturalmente coloro che, come il sottoscritto, hanno passato mesi a migliorare punteggi col primo capitolo.

L'assenza di novità corpose e il cambio di rotta di alcune regole del gameplay non hanno giovato al titolo Bandai Namco, ma anche così com'è l'ultimo gioco della pallina gialla merita un buon voto, grazie anche al suo invitante prezzo e ad una longevità praticamente infinita.

8 /10

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Riguardo l'autore

Manuel Stanislao

Manuel Stanislao

Redattore

Manuel muove i primi passi nel mondo videoludico all’etą di 8 anni, dopo essere rimasto stregato dal NES del vicino di casa. Nel 2010 entra a far parte di JAVS, per poi approdare ad Eurogamer nel tardo 2011 grazie a un'ignota congiunzione astrale.

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