Digital Foundry prova Skyrim Special Edition - articolo

Un'analisi dei frame-rate delle versioni console, con uno sguardo agli upgrade grafici principali.  

Questi sono i primi giorni della nostra analisi di Skyrim Special Edition, e gli obiettivi iniziali sono abbastanza chiari: quantificare il livello prestazionale delle versioni PS4 e Xbox One dopo i vari problemi che hanno afflitto Fallout 4, per non parlare dei problemi incontrati nella release last-gen PS3. In secondo luogo, visto che sono stati diffusi solo pochi screenshot comparativi prima del lancio, vogliamo farci un'idea della qualità del remaster stesso. Fino a che punto Skyrim Special Edition offre un miglioramento rispetto alla release originale PC impostata al massimo della qualità?

La buona notizia è che, praticamente in ogni ambito, Bethesda è riuscita a portare l'esperienza PC top-tier sulla generazione attuale di console, riuscendo anche a implementare il ventaglio di miglioramenti promessi, ma ci sono alcune limitazioni. Cominciando dalla qualità degli artwork, Bethesda sembra aver mantenuto le texture di qualità ultra viste nella release originale, ma ulteriori miglioramenti sono praticamente inesistenti. Infatti i modder non sono affatto impressionati dall'approccio artistico di Bethesda, fatto che suggerisce che gli asset top-end originali siano stati brutalmente presi e sottoposti a un filtro di upscaling. Mettendo da parte il lavoro alle texture, i miglioramenti grafici arrivano dalle modifiche al Creation Engine che agiscono sia sul livello di dettagli, sia sugli effetti di post-processing.

Appena l'avventura ha inizio il nostro eroe è prossimo alla sua esecuzione e quello che salta immediatamente agli occhi è che Bethesda è stata molto generosa nell'utilizzo di luci volumetriche e god rays per simulare i raggi di sole che filtrano dalla foresta. Si tratta di una tecnica pregevole che sembra essere stata importata da Fallout 4. Appare anche evidente l'inclusione di un marcato effetto di profondità di campo, che conferisce un aspetto più realistico al campo visivo. È interessante notare che queste aggiunte al motore di rendering hanno lo scopo di fornire al gioco una presentazione in qualche modo più curata rispetto all'originale, che spesso presenta artwork maggiormente dettagliati. Ma non c'è alcun downgrade qui, si tratta solo di una nuova interpretazione estetica di Skyrim.

È come se Bethesda stesse virando dal look spesso aspro del gioco originale. Le ombre nel gioco hanno subito modifiche sostanziali: sono ora molto più diffuse, avvicinandosi maggiormente a quelle del mondo reale. E questo approccio differente si applica anche agli shader, visto che la neve e le superfici ghiacciate luccicano in maniera più verosimile, e gli specchi d'acqua riflettono ciò che sta sopra in maniera più convincente. Per non parlare dei flussi d'acqua dei fiumi, che ora reagiscono con cambi di velocità in base agli oggetti che ostruiscono il naturale flusso. Il senso di maggiore profondità aggiunto al mondo è enfatizzato dall'adozione di un sistema di occlusione ambientale che non era presente nel gioco originale, conferendo sottili sfumature ad angoli e fessure.

Qual è il modo migliore per saggiare i miglioramenti apportati a Skyrim? La nostra soluzione è stata giocare al remaster PS4 e alla versione originale PC maxata simultaneamente con lo stesso controller.

Skyrim è stato pubblicato originariamente nel 2011, ed è lecito affermare che la tecnologia PC si sia evoluta in maniera significativa da allora, ma l'architettura presente in PS4 e Xbox One non sfigura se confrontata al tipo di macchina che avremmo utilizzato per lanciare il gioco originale in quel periodo. Con questo presupposto, e con un frame-rate limitato a 30fps, Bethesda si è sentita sicura nel potenziare la qualità grafica generale aumentando il livello di dettaglio tramite il Creation Engine ed il sistema di generazione procedurale.

Nella release originale, anche spingendo al limite la barra della distanza visiva, i dettagli a media e lunga distanza apparivano poco nitidi. Adesso vediamo invece rocce e detriti chiaramente anche a grandi distanze, mentre il livello di dettaglio generale è stato aumentato grazie a un lavoro certosino nell'aumentare la vegetazione proceduralmente tramite il motore di gioco. Non vogliamo spingerci oltre con l'entusiasmo ed arrivare ad affermare che si tratti di un cambiamento che equivale a quello che intercorre tra la notte e il giorno, ma è chiaro che lo sviluppatore si sia sentito sicuro di sé nel potenziamento dell'engine. In pratica, ha ridefinito il livello qualitativo ultra, e sarà interessante vedere se la versione PC sarà capace di spingersi ancora oltre.

Ma non è tutto oro quel che luccica, visto che assieme agli upgrade ci sono anche dei downgrade. Le versioni Xbox One e PC della Special Edition presentano audio notevolmente compresso, che rende in maniera molto peggiore rispetto a quello presente nella release originale (una situazione poco piacevole che abbiamo riscontrato anche nei recenti remaster di BioShock). La buona notizia è che la versione PS4 della Special Edition di Skyrim ha invece un audio migliorato rispetto alla versione originale; Bethesda è consapevole del problema sulle altre piattaforme, cosa che suggerisce il fatto che un fix sia già in programma.

Originale PCPlayStation 4
Il remaster di Skyrim su PS4 tiene testa alla versione PC impostata al massimo. Il gioco si presenta come ve lo ricordate ma ora con più vegetazione, nuove luci volumetriche, effetti post-processing come il depth of field e tanto altro.
Originale PCPlayStation 4
Il dettaglio del fogliame è aumentato, e le rocce sono renderizzate a una distanza maggiore in questo remaster, come vedete in questa foto scattata nella stessa posizione.
Originale PCPlayStation 4
Gli shader dell'acqua sono rimpiazzati, producendo ora increspature più verosimili che riflettono più vistosamente il villaggio di Riverwood dalla parte opposta.
Originale PCPlayStation 4
L'illuminazione volumetrica implica che abbiamo raggi di luce che circondano gli oggetti che eclissano la luce del sole nel remaster. La scena di apertura ci fornisce un emblematico esempio di questa aggiunta, come possiamo vedere dal primo incontro col drago che oscura il sole.
Originale PCPlayStation 4
Il dettaglio delle texture principali è grosso modo uguale a quello della versione PC originale al livello massimo. Comunque, il remaster (o almeno la versione PS4) utilizza ombre più morbide che si diffondono con più armonia sulle superfici.
Originale PCPlayStation 4
L'occlusione ambientale è stata aggiunta, e ciò implica che i contorni degli oggetti sono più sfumati, in modo più simile a quanto avviene nel mondo reale.
Originale PCPlayStation 4
Le texture delle rocce, del terreno e delle armature utilizzano la stessa risoluzione di quelle della versione PC a impostazioni massime. La differenza che vediamo nei colori è il risultato dei filtri post-processing impiegati nel remaster.
Originale PCPlayStation 4
Ancora un altro scatto per testimoniare...la maggiore abbondanza di piante!

La versione originale di Skyrim presentava una gran quantità di bug, problemi e glitch (molti dei quali sono stati risolti con le mod), ma uno dei più importanti miglioramenti apportati all'engine della Special Edition è quello di aggiornare il codice all'ambiente di programmazione a 64-bit. Questo cambiamento è essenziale per far funzionare Skyrim sulle console di questa generazione ma è una mossa che paga dividendi nei confronti degli utenti PC, visto che permette alle mod di utilizzare una quantità maggiore di RAM rispetto a quanto consentisse il gioco originale. E il supporto alle mod è supportato dalle attuali console, anche se ci sono delle limitazioni che variano notevolmente tra PS4 e Xbox One.

Ma che tipo di prestazioni offrono le versioni console? I problemi di "Rimlag" della versione PlayStaton 3 sono leggendari e mentre i problemi alla gestione della memoria sono stati poi sistemati, le prestazioni di base non erano particolarmente buone, tanto per cominciare. Oltre a ciò, il debutto del Creation Engine nella current-gen con Fallout 4 non è stato esattamente liscio, con livelli di prestazioni spesso traballanti. Quindi, da questo punto di vista, si è fatto un bel passo avanti con Skyrim Special Edition: il gioco svolge un eccellente lavoro nel mantenere il frame-rate target di 30fps, ed un frame-pacing come si deve è forzato per fornire un'esperienza solida.

Lo stutter può dare fastidio qualche volta ma non è così consistente e frequente da rovinare l'esperienza di gioco, e c'è da dire che è più evidente sulla versione Xbox One. Sottolineiamo infatti che il Creation Engine sembra presentare un collo di bottiglia nello storage sulla piattaforma Microsoft, basandoci sulla precedente analisi di Fallout 4 che testimoniava che hard drive veloci possano risolvere i più grossi problemi di peeformance.

Dopo le prestazioni inconsistenti di Fallout 4, eravamo curiosi di vedere che tipo di frame-rate fosse in grado di mantenere la versione console del remaster di Skyrim. Nel complesso tiene i 30fps con stutter minimo: sospettiamo che problemi di storage e di streaming possano esserne la causa ma sono più evidenti su Xbox One.

Dal punto di vista delle basi di rendering, Skyrim Special Edition gira a risoluzione nativa su entrambe le piattaforme con quella che sembra la stessa soluzione di temporal anti-aliasing impiegata in Fallout 4. Quest'ultimo, però, utilizzava una risoluzione dinamica su Xbox One, con la risoluzione orizzontale che osclillava in base al carico della GPU./p>

Finora la versione Xbox One ha mantenuto saldamente la risoluzione 1080p nei nostri test, e sospettiamo che ci sia un certo quantitativo di risorse rimaste inutilizzate (ma di certo non tali da consentire frame-rate di 60fps), ed è necessario il limite di frame rate di 30fps. Le versioni PS4 e Xbox One offrono esperienze visive abbastanza simili, ma Bethesda ha confermato che la versione PS4 Pro di Skyrim sarà visualizzata a risoluzione nativa 4K. Calcolando che si tratta di 4 volte la risoluzione rispetto alla PS4 base, utilizzando una GPU più potente all'incirca di un fattore 2,3x (più altri potenziamenti), viene da pensare che l'hardware PS4 standard sia abbastanza poco sfruttato qui.

Fino a questo punto, Skyrim Special Edition appare veramente solido: si pone come un porting enhanced per console current-gen della versione PC; in confronto alle versioni PS3 e Xbox 360 c'è un cambiamento abissale in termini di prestazioni e stabilità, per non parlare della risoluzione della qualità artistica e del livello generale di dettagli. Torneremo presto con un'analisi della versione PC ma, basandoci su quanto visto finora, è forse lecito affermare che in quel caso i miglioramenti saranno più contenuti, specialmente per chi sia abituato alla qualità offerta dalle mod, che possono trasformare un gioco. Ed ovviamente, con PS4 Pro che è d'imminente arrivo, daremo un'occhiata al gioco a risoluzione 4K nativa appena sarà possibile.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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