Farming Simulator 17 - recensione

Almeno virtualmente esistono ancora le mezze stagioni.

Farming Simulator è l'equivalente, in salsa videoludica, di un giardino Zen, dell'ora di yoga, di una seduta dallo psicologo. Non conterrà tutte le risposte come Il Libro dei Mutamenti, non è foriero d'incredibili rivelazioni come un biscotto della fortuna, non ha lo stesso spessore culturale di un qualsiasi romanzo di formazione, ma è innegabile che tra le righe di codice che compongono la struttura di ogni suo capitolo si annidi uno dei tanti segreti della vita, l'intima essenza di un'ovvia e imprescindibile verità: l'uomo ha bisogno del contatto con la natura, di rinnovare l'ancestrale rapporto che lo lega all'agricoltura, prima fra tutte le arti e i mestieri la cui padronanza ci ha permesso d'innalzarci definitivamente a specie dominante del pianeta.

C'è dell'altro, qualcosa già rivelato, anni fa, da Totò Cutugno, quando pateticamente (con pathos, s'intende), cantava il suo desiderio di andare a vivere in campagna, staccando dai ritmi schizofrenici e sovrumani della città, simbolo di un sistema economico e di un'artificialità imperanti e oppressivi. Farming Simulator sancisce, paradossalmente nel virtuale, questa esigenza. Rende tangibile, in ambito videoludico, il bisogno quasi ossessivo di rifugiarsi in un'oasi di pace, regolata da meccaniche che non prevedono lo sterminio indiscriminato, né il completamento di certi obiettivi in un ristretto lasso di tempo.

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L'edizione di quest'anno si presenta con ben 250 mezzi disponibili all'acquisto sin dall'inizio della campagna.

Va da sé che stiamo parlando di una saga molto particolare, adatta a pochissimi palati, praticamente indigesta e ingiudicabile dalla stragrande maggioranza dell'audience. Del resto parliamo di una versione ancora più statica e realistica di Harvest Moon, una sorta di The Sims in cui non è possibile scegliere partner, professione, come abbellire la propria casa. In Farming Simulator 17, esattamente come nelle passate iterazioni, senza alcun preambolo, né prologo narrativo, verrete abbandonati a voi stessi nel mezzo di un gigantesco appezzamento di terra: unica risorsa solo eventualmente capace di generare ricchezza.

Si tratta di un gestionale, certo, che tuttavia non lesina sul lavoro manuale necessario e imprescindibile per il raggiungimento dei propri scopi. Bisogna decidere quali semi piantare, quali campi arare, quando sia il tempo migliore per la raccolta, scegliere i mezzi idonei per effettuare ogni faccenda, gestire le finanze per tenere il conto in attivo, programmare con raziocinio gli investimenti.

Serve esperienza, qualità che sulle prime vi mancherà completamente, a meno che non siate veterani della saga. I tutorial giungono in vostro aiuto, ma non sono mai esaurienti, né tracciano un bilancio su quelle che possono essere le conseguenze, sul lungo termine, del vostro agire. C'è un certo cinismo di fondo, è innegabile, ma fa parte del pacchetto. Bisogna sbagliare per imparare, abituandosi all'idea di aver buttato al vento ore e ore di lavoro, per un errore di valutazione o, peggio ancora, per una manovra sbagliata.

Come dicevamo poco sopra, Farming Simulator 17 vi mette ai comandi di trattori, furgoni e mezzi di ogni tipo, tutti utili per permettere alle varie colture di crescere, dare i loro frutti, essere raccolte e poi vendute. È proprio in questi frangenti, mentre si comanda una trebbiatrice che si muove all'esorbitante velocità di quattro chilometri all'ora, che carpirete l'essenza di questo titolo che vuole certamente stimolare le vostre capacità organizzative, ma è quasi ossessivamente determinato a proporre una simulazione minuziosa anche negli aspetti più noiosi e ripetitivi.

Non che l'iterazione di quest'anno non si impegni a smussare qualche angolo, per rendere l'esperienza godibile e facilmente assimilabile anche e soprattutto dai neofiti. Sin dall'inizio sarà possibile affittare qualsiasi mezzo presente nel gioco, stratagemma che ha il doppio vantaggio di contenere le spese e di farvi prendere dimestichezza con quelli che, eventualmente, solo in un secondo momento potrebbero diventare trattori e trebbiatrici da aggiungere al vostro garage.

Inoltre, solo quando lo riterrete necessario, ci si potrà dirigere verso la fattoria di un vicino e offrire le proprie braccia per qualche lavoro extra, fonte di guadagni straordinari, oltre che di esperienza pratica e diretta di mansioni che, prima o poi, dovrete comunque eseguire nel vostro appezzamento di terra. Queste due feature, uniche novità del gameplay dell'edizione di quest'anno, riescono effettivamente a rendere la vita lievemente più facile, nonostante l'approccio alla partita resti fondamentalmente il solito di sempre.

Anche il comparto grafico, dalla sua, registra qualche timida miglioria sia dal punto di vista dei modelli poligonali, davvero realistici per quanto riguarda i mezzi agricoli, sia per quanto riguarda le texture. Ci sono ancora diversi bug e l'effettistica è tutt'altro che d'impatto, ma il miglioramento è netto. Qualche passo avanti si registra anche nella resa dei menù. Orientarsi tra una schermata e l'altra è ancora difficoltoso e poco intuitivo, ma la situazione è certamente migliorata, gestibile anche per chi è nuovo alla serie.

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Nel corso degli spostamenti e durante il lavoro, potrete allietarvi con l'ascolto di un paio di stazioni radio che, a qualsiasi ora del giorno, vi inonderanno di musica country.

Farming Simulator 17 è l'ennesimo capitolo di un brand fedele alla sua tradizione. Anche quest'anno non si registrano rivoluzioni, cambi di direzione, sensibili allontanamenti dalle ambizioni simulative che da sempre guidano gli sforzi degli sviluppatori. Poter affittare i mezzi e offrirsi come forza lavoro nei poderi vicini approfondiscono e inspessiscono ulteriormente il gameplay, non c'è dubbio, ma non cambiano la situazione, il feeling, l'ecosistema del gioco.

Proprio per questo, anche Farming Simulator 17 è un prodotto che capiranno e apprezzeranno in pochissimi. Innegabilmente il gioco è più accessibile che mai, ancor più rifinito che in passato, ma si ripresentano, nuovamente, alcuni difetti ormai congeniti come i bug, l'impossibilità di personalizzare l'architettura della propria fattoria, l'assenza di un tutorial che aiuti realmente i neofiti. Un titolo insomma che saprà farsi apprezzare dai veterani, che incuriosirà gli orfani di Harvest Moon e magari qualche agricoltore mancato nella vita reale, ma che non amplierà in alcun modo il suo classico bacino d'utenza.

7 /10

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Riguardo l'autore

Lorenzo Fazio

Lorenzo Fazio

Redattore

Lorenzo Fazio non ha mai smesso di giocare sin dai tempi del Master System. Ha così cercato di unire l’utile al dilettevole, inventandosi giornalista videoludico. Qualcuno ci è cascato: scrive per importanti testate del settore da quasi una decina di anni.

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