Deus Ex Mankind Divided: System Rift - recensione

Un DLC piacevole, ma a quale prezzo!

Se avete letto la nostra recensione di Deus Ex: Mankind Divided, saprete quanto abbiamo apprezzato il ritorno di Adam Jensen su PC e console. Il lavoro svolto da Eidos Montreal ci ha coinvolto e conquistato, spingendoci a premiare il titolo con una valutazione molto positiva.

Da qualche tempo è uscito System Rift, interessante DLC che cerca di espandere in un colpo solo sia la trama che il gameplay della Campagna originale. Questa volta Adam accetta un incarico da parte di una vecchia conoscenza e se avete giocato Human Revolution, ricorderete sicuramente Frank Pritchart, con cui avete avuto brevemente a che fare anche nelle prime fasi di Mankind Divided.

Il vecchio compagno di Adam è diventato un hacker mercenario e chiede aiuto al suo vecchio amico, per portare a termine una missione particolarmente difficile. Frank ha bisogno di alcuni dati custoditi nella sede centrale della Palisade Bank, a Praga, un edificio dotato di sistemi di sicurezza di ultima generazione. Adam ha più volte dimostrato di potersi infiltrare praticamente ovunque, motivo per cui viene contattato dal collega di un tempo.

Come da tradizione per i titoli della saga, anche questo DLC di Deus Ex può essere portato a termine in tanti modi differenti e a seconda di quello scelto potrete metterci più o meno tempo. Orientativamente, seguendo la linea stealth (quella scelta nella nostra run), porterete a termine la vostra missione in circa 4 ore.

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Per accedere al DLC non dovete fare altro che selezionarlo dal menu dal menu Storie di Jensen.

Un tempo di gioco non lunghissimo, che grazie anche ad alcune novità di gameplay si rivela essere di grande qualità. La novità più interessante è sicuramente quella che coinvolge i sistemi di sicurezza, ora in grado di percepire l'aumento di temperatura causato dal passaggio di Adam.

Non basta quindi dotarsi dell'immancabile mimetica ottica per aggirare la sicurezza, ma è necessario studiare a fondo i percorsi da seguire e, possibilmente, cercare di muoversi il più velocemente possibile. Questo semplice cambiamento, unito a un level design che spinge molto sulla verticalità e sull'ampiezza delle zone esplorabili, rende System Rift un'esperienza godibile sotto ogni punto di vista.

Particolarmente interessante è anche l'integrazione al gameplay principale dell'universo virtuale della modalità Breach, cosa di cui avevamo sentito la mancanza nella Campagna di Mankind Divided. Dopo aver raggiunto un punto specifico del DLC, infatti, potrete sfruttare il mondo virtuale a vostro vantaggio, in una delle esperienze più cyberpunk degli ultimi anni.

Questo DLC riesce anche ad approfondire parzialmente la già ottima caratterizzazione di alcuni personaggi, in particolar modo di Adam e Frank. Il loro rapporto, in bilico tra rispetto e disapprovazione, viene ben sottolineato dai dialoghi tra i diretti interessati. Peccato che non si possa dire lo stesso del trattamento riservato a Shadowchild, personaggio appena abbozzato e, oltretutto, rappresentato attraverso un modello poligonale grezzo e approssimativo.

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I sistemi di sicurezza della Palisade sono piuttosto difficili da aggirare.

Prima di affrontare il DLC avrete la possibilità di spendere ben 13 punti Praxis, utili per acquistare nuovi potenziamenti e preparare a dovere Adam. Tra i potenziamenti c'è anche qualche novità, ma nulla di particolarmente incisivo.

Nel nostro caso abbiamo scelto di potenziare al massimo le abilità legate all'infiltrazione e quelle di hacking, in modo da gestire al meglio le difficoltà causate dai complessi sistemi di sicurezza all'interno delle ambientazioni.

System Rift è un buon DLC che riesce a introdurre novità interessanti nel gameplay di Mankind Divided, lasciando intravedere uno spiraglio di quel che possiamo aspettarci dal prossimo capitolo della serie dedicata ad Adam Jensen. Peccato per il prezzo di circa 12 euro, eccessivo rispetto all'offerta.

7 /10

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Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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