The Last Guardian - prova

Non è uno scherzo. Esce davvero.

Ormai ci siamo. Dopo anni di attesa, di rinvii e di brutte notizie, The Last Guardian si prepara ad arrivare su PlayStation 4. Per i fan delle opere di Fumito Ueda, il mese di dicembre potrebbe bastare per migliorare un 2016 non certo memorabile.

Un paio di giorni fa siamo andati nei nuovi uffici di Sony per provare due brevi demo del gioco, quella dell'E3 2016 e una ben più recente, per toccare con mano The Last Guardian a poche settimane dal suo arrivo nei negozi.

Quello che abbiamo provato ha confermato tutte le nostre aspettative. Ci siamo trovati di fronte a un gioco vecchio, sia tecnicamente che a livello concettuale, appesantito da anni di rinvii e caratterizzato da una serie di problematiche legate allo sviluppo travagliato.

Il sistema di controllo è legnoso, a volte inutilmente complicato e non sempre reattivo. Le reazioni dell'IA sono tutte da verificare ma promettono qualche imprecazione extra legata a situazioni difficili da evitare, quando si dipende troppo da un personaggio controllato dalla CPU.

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Come da tradizione per i titoli di Ueda, il giovane protagonista è un atleta eccezionale.

In alcune occasioni la telecamera si imbizzarrisce, rendendo difficile osservare l'azione dal punto di vista desiderato. Qualche texture, poi, avrebbe bisogno di una cura ricostituente. Eppure, nonostante questo, l'oretta passata in compagnia del giovane protagonista del gioco e del suo cucciolo fuori scala, ha scavato un buco nel nostro cuore di vecchi appassionati di videogiochi.

L'atmosfera fiabesca, la colonna sonora avvolgente, il costante peso della malinconia che grava su ogni singola inquadratura (sì, anche su quelle scelte dalla telecamera impazzita), hanno reso speciale il nostro tempo trascorso in Sony.

Siamo abbastanza sicuri che The Last Guardian non sarà un gioco perfetto. Sono stati troppi i problemi che ha dovuto superare nel corso degli anni (non ultimo, l'allontanamento di Ueda dal progetto, salvo poi farlo tornare in veste di consulente esterno).

Nonostante tutto, però, ci troveremo di fronte a un gioco d'autore, caratterizzato da tutti i tratti distintivi delle opere di Ueda-san. La prima demo, quella dell'E3, ci ha fatto assistere a quello che presumibilmente sarà il primo incontro tra il ragazzo e Trico, l'enorme chimera.

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Se soffrite di vertigini, The Last Guardian metterà a dura prova il vostro autocontrollo.

Risvegliatosi in una grande stanza in rovina, il bambino ha dovuto cercare di vincere la diffidenza dell'animale incatenato, prendendo al tempo stesso confidenza con il sistema di controllo. Mentre imparava come saltare, arrampicarsi e compiere le (poche) manovre a sua disposizione, il giovane protagonista ha estratto alcune lance dalle carni della bestia, aperto il collare a cui era legata la catena e, cosa più importante, trovato qualcosa da mangiare per il suo nuovo amico.

Fatto questo, l'ennesimo viaggio fantastico firmato Ueda ha avuto inizio. La struttura del gioco è quella del classico platform condito da enigmi ambientali, dove il protagonista deve arrampicarsi nelle varie ambientazioni per tirare leve, spingere casse e recuperare oggetti.

Nel primo frammento di gameplay, per esempio, dopo aver recuperato uno strano scudo pieno di incisioni, abbiamo scoperto che puntandolo in una direzione Trico reagiva scagliando un devastante fulmine dalla coda, verso il bersaglio indicato.

Questa particolarità ci è tornata utile per liberare la porta dalle macerie che la ostacolavano e, ovviamente, per aprirci la strada anche nelle fasi successive della breve demo. Il frammento di gioco seguente si è collocato presumibilmente in una fase più avanzata dell'avventura.

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Trico non è certo l'animale più aggraziato del mondo. In più di un'occasione lo vedrete annaspare goffamente in cerca di un appiglio.

Il rapporto di fiducia reciproca tra il bambino e Trico era ormai maturo, il protagonista ha perso lo scudo magico e i due hanno collaborato in modo efficace per affrontare ogni ostacolo. La sfida proposta nella demo chiedeva di arrampicarsi in cima a una torre diroccata.

Salendo in groppa a Trico e guardando semplicemente in una direzione, l'animale reagiva automaticamente nel modo più consono, ora camminando, ora compiendo lunghi (e sgraziati) balzi.

Il senso di precarietà e la sensazione di vertigine ci hanno accompagnato per tutta la durata della demo, mentre la bizzarra coppia si muoveva sull'orlo di titanici precipizi. Di tanto in tanto, bizzarri simboli magici legati a strutture sospese arrestavano la nostra avanzata, spaventando Trico e impedendogli di saltare.

In quel momento stava a noi scendere dal suo dorso e, tra un salto e un volteggio, arrampicarci sulle strutture arcane per manometterle e farle cadere nel vuoto. Le fasi di arrampicata e di esplorazione hanno il sapore dei giochi antichi, quelli che nell'era PS2 ci sfidavano a raggiungere destinazioni lontane senza mai prenderci per mano.

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Il rapporto di fiducia tra il bambino e Trico va costruito con pazienza. Per capire quanto questo elemento influirà sul gameplay, dovremo attendere di provare il gioco completo.

In un mercato sempre più attento a non lasciare mai solo il giocatore e a guidare ogni suo passo verso l'epilogo dell'avventura, è stato emozionante riprovare il brivido dell'incertezza e della sperimentazione. Si potrà saltare in quella direzione? E se ci lasciassimo cadere, per aggrapparci alla fune sospesa sotto di noi?

La scalata verso la cima della torre ci ha strappato qualche imprecazione ma in generale è andata avanti tranquillamente fino all'immancabile sequenza scriptata, in cui dopo un salto memorabile siamo riusciti a sfuggire al crollo della struttura, solo per essere poi scaraventati giù da un altro esemplare di Trico, cadendo nel vuoto.

The Last Guardian uscirà il 7 dicembre. Abbiamo provato a chiedere in Sony se sia prevista una patch per la PS4 Pro ma non abbiamo ricevuto una risposta precisa. Quel che è certo è che ognuno di voi dovrà ridurre le monumentali aspettative montate in tanti anni di attesa.

The Last Guardian sarà un gioco vintage, dal retrogusto antico e probabilmente caratterizzato da più di un problema. Nonostante questo, ha tutte le carte in regola per trovare un posto nel cuore di chi deciderà di dargli fiducia.

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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