Il 2017 è appena iniziato e non solo abbiamo un grande candidato al peggior gioco dell'anno: Life of Black Tiger infatti potrebbe benissimo essere il titolo più brutto che abbiamo mai giocato su PlayStation 4. In realtà addirittura il peggior gioco di questa generazione di console finora. È così sorprendentemente brutto che APB Reloaded su Xbox One è un'esperienza infinitamente più piacevole.

Sony ha stranamente concesso una licenza per quello che è in effetti un porting molto basilare di un gioco per iOS e Android vecchio di anni. Life of Black Tiger è pessimo anche sulla sua piattaforma originale, tanto che avviare il gioco su un iPad 3 non permette il caricamento completo del motore 3D e di conseguenza la scritta “avvia missione” si trasforma subito in “fallita”. Giocando su un iPhone 6 Plus si riesce a entrare in partita ma il telefono si blocca poco dopo, a quanto pare perché stiamo facendo girare il gioco su un sistema operativo troppo recente.

Avviando la nuova versione per console, invece, viene mostrata una schermata con il logo che rivela orgogliosamente che il titolo gira con il motore Unity. È facile realizzare progetti su questa piattaforma ma produrre un titolo ottimizzato e raffinato richiede molto lavoro, qualcosa che sicuramente non è stato fatto con Life of Black Tiger. Allo stato attuale l'idea di base è semplice: il gioco ci fa entrare in una delle diverse orrende mappe vuote e ci chiede di cacciare e di sopravvivere per un determinato tempo. Ed è tutto. I controlli sono terribili e l'azione è lenta, faticosa e non risponde bene ai comandi, mentre la schermata è piena di testi che hanno visto la lingua inglese solo da lontano.

Il trailer di Life of Black Tiger.

Probabilmente a questo punto avrete visto il video o uno dei trailer di PS4 disponibili online e sì, il gioco è davvero così ed i personaggi si muovono davvero in quel modo. Le animazioni sono estremamente basilari e non ci sono interpolazioni o alcun tipo di movimento transizionale, lasciando la cosiddetta tigre nera a scattare rigidamente tra diverse direzioni quando si cerca di seguire un percorso in linea retta. Stranamente, inoltre, non è presente alcun genere di rilevamento degli urti: tutto può passare attraverso tutto il resto (per attaccare un nemico dobbiamo tenere premuto cerchio e se un nemico si trova all'interno di un raggio prestabilito, si può infliggere il danno). Le seccature aumentano anche a causa della mancanza di opzioni, visto che i controlli della camera sono invertiti e non possono essere cambiati. Il comparto audio si limita ad una manciata di suoni campionati per ciascun animale e a un audio di sottofondo ultra-ripetitivo.

Un titolo come questo dovrebbe funzionare senza intoppi e senza problemi, visto che non c'è quasi nulla. L'azione comincia in modo abbastanza promettente, girando a 1080p60, ma non appena si arriva alla mappa successiva con un'area boschiva, il fluido frame rate che avevamo visto crolla ad appena 20 fps. Ciò accade su PlayStation 4 Pro tra l'altro, che sembra non avere alcun miglioramento aggiuntivo rispetto alla PS4 base.

Il multiplayer pare integrato (attraverso un'opzione nella schermata del titolo) e da lì possiamo scegliere un avatar di un animale tra cui un orso, un cane capobranco selvatico o persino un pollo, ma dopo essere entrati in partita la lista dei giocatori rivela che non c'è assolutamente nessuno con cui giocare. Forse non c'è davvero nessuno online o forse il multiplayer semplicemente non funziona? Sorprendentemente siamo anche riusciti a trovare nella nostra lista di amici qualcuno che possedeva il gioco e che non riusciva a configurare in generale un'esperienza multiplayer funzionante. In alternativa, forse i server sono stati castrati e non riescono a stare al passo con la richiesta.

Sì, è davvero così pessimo, come ci dimostra John Linneman in questa analisi approfondita del Digital Foundry.

Il che fa sorgere spontanea la domanda: qual è il vero scopo di tutto questo? Forse c'è una strategia dietro l'apertura del PlayStation Store a tutti gli sviluppatori, analogo a quello che possiamo vedere su Steam per quanto riguarda il PC, ma bisogna porsi delle domande sul perché Sony abbia effettivamente permesso a questa infelice uscita di arrivare sulla sua console. Ed ecco il punto: i giocatori pagano $10 per l'onore di giocare ad un titolo completamente gratuito sulle piattaforme mobile. In questo momento infatti Life of Black Tiger è disponibile soltanto nella versione americana del PlayStation Store. Il PSN europeo non presenta alcuna traccia del gioco, per fortuna.

Quindi è inutile dire che non possiamo assolutamente consigliarvi questo gioco, se non come una forma di strana punizione estremamente crudele. È terribile, gira malissimo (nemmeno le sequenze FMV sono fluide) e non possiede un gameplay avvincente da nessun punto di vista. Il peggior titolo mai giocato su PS4? Sì, davvero.

Riguardo l'autore

John Linneman

John Linneman

Staff Writer, Digital Foundry

An American living in Germany, John has been gaming and collecting games since the late 80s. His keen eye for and obsession with high frame-rates have earned him the nickname "The Human FRAPS" in some circles. He’s also responsible for the creation of DF Retro.