Horizon Zero Dawn è stato tacciato di razzismo nei confronti dei nativi americani

L'accusa arriva proprio da una scrittrice nativa.

Non è di certo una novità che attorno alle opere videoludiche nascano polemiche di vario tipo, come il recente incidente diplomatico tra Francia e Bolivia scatenato da Ghost Recon Wildlands.

Adesso però sotto accusa è Horizon Zero Dawn che, secondo una scrittrice nativa americana, sfrutterebbe un linguaggio offensivo proprio nei confronti delle popolazioni indigene del continente americano.

Dia Lacina, questo il nome della scrittrice, sostiene che l'aver utilizzato termini come selvaggi e primitivi nei confronti di alcune tribù indigene all'interno del gioco, contribuisca a rafforzare il razzismo e l'ideologia colonialista verso popoli come quello dei nativi americani.

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Il dibattito, come riporta Polygon, si è poi spostato su Twitter, dove il narrative designer di Guerrilla Games, John Gonzales, ha risposto alle critiche.

Gonzales sostiene infatti che dietro alla creazione del gioco c'è stato un grande studio da parte del team riguardo diverse popolazioni e culture tribali, tanto che molti accostano il personaggio di Nora più ad una vichinga che ad una nativa americana.

La discussione si è poi concentrata sull'utilizzo del termine "braves", la cui associazione nei confronti dei nativi americani aveva già scatenato polemiche in altri ambiti culturali. Per Gonzales quell'aggettivo è stato scelto proprio perché non offensivo, ma con in mente l'idea di caratterizzare una popolazione di guerrieri.

Indubbiamente la polemica potrebbe essere vista da molti come sterile ed inutile, ma è anche da discussioni di questo genere che nascono attenzioni nuove e diverse. Anche critiche come quelle mosse da Lacina possono sensibilizzare i creatori di videogiochi e spingerli ad interrogarsi sull'importanza del loro lavoro come comunicatori.

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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