Sin dalla prime fasi dello sviluppo e dai primi annunci, Crackdown 3 è stato associato al cloud computing proposto da Microsoft Azure, una tecnologia sicuramente molto interessante per la gestione di alcuni elementi come la fisica all'interno di un mondo sandbox.

All'interno di un panel della GDC 2017, Joseph Cusimano ha nuovamente mostrato le potenzialità di Azure parlando proprio dell'impatto che può avere sulla distruttibilità della città protagonista di Crackdown 3. Il panel, come riportato da DualShockers, ha sottolineato come anche un PC high-end (dotato di una GTX 980Ti) non riesca a mantenere stabile il frame rate di fronte a distruzioni troppo complesse da gestire.

Al contrario il cluster Azure riesce a mantenere un frame rate stabile distribuendo i calcoli attraverso server multipli al fine di ottenere la potenza aggiuntiva necessaria. Cusimano ha sottolineato che questa tecnologia permette "molte più possibilità a livello di fisica rispetto al passato, andando a creare un gigantesco mondo distruttibile".

1

La distruzione causata da più giocatori, inoltre, sarebbe ingestibile da una sola macchina e l'utilizzo del cloud e di server multipli è stato pensato per supportare questa caratteristica del gioco.

Queste le informazioni sul cloud della compagnia di Redmond anche se per il momento non abbiamo indicazioni precise su quanto e come verrà implementato questo aspetto nella versione finale del gioco.

Cosa ne pensate?

Riguardo l'autore

Alessandro Baravalle

Alessandro Baravalle

Redattore

Si avvicina al mondo dei videogiochi grazie ad un porcospino blu incredibilmente veloce e a un certo "Signor Bison". Crede che il Sega Saturn sia la miglior console mai creata e che un giorno il mondo gli darà ragione.