Nell'ottobre del 2014, Styx: Master of Shadows giungeva sulle nostre piattaforme come spin-off del gioco di ruolo Of Orcs and Men. Non venne trattato bene dalla critica, che per lo più gli contestò un sistema di combattimento macchinoso, e così passò in sordina. Ebbe però il suo momento di gloria nel luglio del 2015, quando venne inserito tra i giochi "free" per gli abbonati al programma Plus di Playstation, grazie al quale finalmente raggiunse la meritata visibilità. Ora Styx è tornato più in forma che mai con nuove abilità, una grafica rivista grazie anche all'Unreal Engine 4 e la voglia di far vedere a Solid Snake e compari chi sia il vero maestro dell'infiltrazione.

Per chi se lo stesse ancora chiedendo, Styx: Shards of Darkness è quel genere di gioco in cui l'approccio stealth la fa da padrone, dove è necessario evitare gli scontri diretti il più possibile e fuggire in caso di una soverchiante superiorità numerica del nemico. Questo lo impareremo a nostre spese fin da subito, non appena muoveremo i primi passi nel prologo, una sorta di missione tutorial grazie alla quale potremo apprendere a nostre spese quanto detto poco fa. Perché Styx non è un possente guerriero ma un agile e gracile goblin che ha dalla sua qualche abilità magica, un pugnale e pochi altri espedienti per sopravvivere.

Attaccare direttamente un nemico, a meno di non sorprenderlo furtivamente alle spalle, ci porterà quasi sicuramente a morte certa. Potremo contrattaccare solo dopo aver parato con il giusto tempismo il fendente dell'avversario e, fidatevi di noi, sarà imperativo entrare in sintonia con questa meccanica il prima possibile anche perché la vita del nostro malandrino non è certamente uno dei suoi punti di forza e basteranno un paio di colpi per mandarci al creatore.

Tutto questo per spiegarvi che porsi ai comandi di Styx, soprattutto per i meno avvezzi a questo stile di gioco, in alcune situazioni potrebbe rivelarsi davvero ostico, quasi al limite del frustrazione, ma una volta acquisita la giusta dimestichezza sarà più appagante che mai uscire incolumi da una situazione apparentemente impossibile.

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Anche da morto Styx non perderà occasione di prenderci in giro.

Nei primi istanti di gioco Styx verrà assoldato per rubare le paghe dei soldati della S.T.R.A.G.E., l'unità che si occupa di far fronte alla piaga verde, ossia i goblin. La storia di Shards of Darkness partirà da questo piccolo furto su commissione, portandoci poco dopo a stringere accordi con un insospettabile alleato che avrà un altrettanto strana richiesta, e che metterà Styx in un pasticcio niente male. Un elfo mutaforma ci ha infatti rubato da sotto il naso il manufatto che avremmo dovuto sottrarre ad un ambasciatore e nel farlo ci ha quasi ucciso gettandoci da una finestra di una aeronave. Ovviamente, al nostro Styx questa cosa non è andata molto a genio.

Riscuotendo i favori dell'accordo precedente riusciremo a metterci sulle tracce del villano e questo ci porterà a doverci infiltrare nella città elfica di Korrangar, dove tenteremo di saperne di più sul figuro che ci ha aggredito e nel frattempo incapperemo in uno strano summit diplomatico tra umani, nani ed elfi con scopo ultimo la cattura, e si presuppone anche lo sterminio, di tutti i goblin. Da questo punto in poi gli eventi degenereranno in seguito al tentato assassinio della regina degli elfi per mano dello stesso mutaforma che in precedenza aveva attaccato anche noi, costringendoci a rivedere i nostri piani e a cercare una via di fuga senza però dimenticarci di fargliela pagare.

Più avanzeremo nella storia e più la trama si farà fitta, e apprenderemo come con nostra grande sorpresa gli elfi riescano con uno strano minerale a soggiogare i goblin. La provenienza del suddetto minerale, i suoi utilizzi alternativi per potenziare le nostre abilità e tanti altri interessanti risvolti alla trama, verranno svelati nel corso di una trama che si aggira tra le dieci e le quindici ore, a seconda della difficoltà selezionata e senza considerare tutti gli obiettivi secondari e i vari collezionabili da recuperare nelle varie locazioni.

Davvero una mole di contenuti di tutto rispetto, accompagnata da una buona dose di humor nero, battutacce degne delle peggiori locande naniche e citazioni famose che ci strapperanno più di una volta sonore risate, immersi in un'ambientazione piacevole da vedere e da esplorare. Anche nella morte Styx saprà essere caustico, con un breve siparietto prima della schermata di caricamento dove, a seconda dei casi, ci insulterà per averlo fatto morire o ci chiederà di iniziare ad usare il tasto salto e altre divertenti scenette.

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Quando i nemici sono allertati e ci cercano, è meglio trovare in fretta un nascondiglio sicuro.

Qualcuno una volta disse che l'unico limite è il cielo e in Cyanide devono aver fatto tesoro di questa affermazione, lasciando così al giocatore la possibilità di dar sfogo al proprio ingegno per raggiungere gli obiettivi prefissati. Di questo ce ne accorgeremo fin dai primi istanti di gioco, quando noteremo che rispetto al primo capitolo della saga la verticalità delle aree e la complessità delle stesse è notevolmente aumentata.

La strada giusta per portare a termine i vari incarichi non esiste, potremo perciò scegliere come affrontare i vari pericoli e le sfide che il gioco ci propone. Preferendo un approccio totalmente stealth potremo sfruttare ogni anfratto, ogni cunicolo, ogni tetto ed ogni appiglio che la mappa ci mette a disposizione per evitare ogni contatto con i vari nemici e terminare il livello senza nuocere nemmeno ad una mosca. D'altro canto potremo dar fondo alle abilità da assassino di Styx, eliminando tutti gli ostacoli che ci si pareranno davanti grazie al nostro fidato pugnale o a dei dardi avvelenati, a barili pieni di acido in grado di sciogliere all'istante i corpi dei malcapitati o ancora a enormi lampadari che lasceremo cadere sulle zucche degli ignari nemici.

Ovviamente dovremo prestare la massima attenzione mentre ci sposteremo tra i vari nascondigli, perché se è vero che potremo sfruttare l'ambientazione a nostro favore, è altrettanto vero che ogni oggetto potrebbe rivelare la nostra presenza in un momento poco opportuno. Basterà urtare un vaso o una sedia per farli cadere, mentre un atterraggio su una superficie rigida provocherà abbastanza rumore da far insospettire qualche guardia. Ancora, lasciare cadaveri sui nostri passi segnalerà la nostra presenza ad eventuali guardie e quindi sarà meglio farli sparire con una delle nostre fiale di acido.

Avanzando con la nostra avventura e portando a termine missioni e compiti secondari ci verranno assegnati dei Punti Abilità, grazie ai quali potremo sbloccare nuove e mirabolanti tecniche, ricette alchemiche e affinare le capacità di infiltrazione e di creare diversivi, così da aggiungere nuovi elementi all'equazione. Potenziare il ramo Alchimia ci permetterà di creare pozioni di cura, ampolle d'ambra per ricaricare quello che è il nostro mana, costruire dardi avvelenati o trappole acide in grado di sciogliere istantaneamente chiunque vi capiti sopra.

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Qualcuno ci ha fregato ma presto gliela faremo pagare!

Nel ramo Furtività potremo sviluppare le abilità di infiltrazione di Styx, inclusa l'invisibilità, mentre in Percezione affineremo i sensi migliorando la capacità di avvertire pericoli o scoprire oggetti utili. Spendendo punti in Uccisione ci perfezioneremo nell'arte dell'assassinio e diventeremo più abili nell'affrontare anche i nemici allertati mentre con la Clonazione amplieremo le possibilità del clone che Styx può generare per usarlo come diversivo in mille modi fantasiosi.

A seconda delle nostro modo di vivere l'avventura potremo scegliere liberamente quali sbloccare, senza preoccuparci nel caso un'abilità non ci soddisfi oppure non sia adatta al nostro stile di gioco: basterà infatti raggiungere uno dei tavoli delle Abilità disseminati per le mappe e dimenticare quanto appreso, recuperando i punti spesi per poterli assegnare nuovamente e sperimentare nuovi approcci alle sfide proposte.

Come dicevano in apertura dell'articolo, Styx: Shards of Darkness è supportato da un motore grafico che ha permesso ai ragazzi di Cyanide non solo di replicare il buon lavoro del primo capitolo ma di migliorarlo ulteriormente, anche a nostro avviso si è ancora ben lontani dalla perfezione. Personalmente avremmo preferito venisse speso un po' di tempo in più per aggiungere ulteriori dettagli alle ambientazioni che, sia chiaro, sono comunque molto belle e suggestive pur mancando di quel tocco che le avrebbe rese ancora più credibili. Dall'altra parte abbiamo invece la caratterizzazione dei vari personaggi, dei vestiti, delle armi e delle armature eseguite davvero egregiamente, e spesso ci siamo soffermati nascosti nell'ombra ad ammirare le finiture delle armature pesanti dei soldati della S.T.R.A.G.E. o il completo delle guardie elfiche. E non solo per pugnalarli alle spalle.

Sarebbe dunque arrivato il momento di tirare le somme, ma manca ancora un particolare interessante che farà sicuramente la gioia di molti, ossia la possibilità di affrontare l'intera avventura in cooperativa. Sarà infatti possibile invitare un amico per condividere gioie e dolori, facendogli prendere il posto di uno dei nostri cloni e aprendo così la strada numerose nuove possibilità su come portare a termine gli obiettivi.

A questo punto ci sentiamo nella posizione di dire che Styx: Shards of Darkness è un titolo interessante che ha dalla sua una storia ben articolata e che sa solleticare l'interesse del giocatore, spronandolo a proseguire anche dove potrebbe sopraggiungere della frustrazione dovuta a qualche morte di troppo. Un gioco di infiltrazione in vecchio stile, a suo modo complesso e che punta a un pubblico amante delle sfide ardue, anche se rischia di precludersi una buona fetta di mercato proprio per questa scelta coraggiosa.

Ad ogni modo, in un'epoca dove la difficoltà in un videogioco è vista come un male da eradicare, a noi Styx: Shards of Darkness è piaciuto perché ci ha intrattenuto e ci ha fatto divertire quel tanto che basta per consigliarvene l'acquisto. E nel caso ve lo foste perso, recuperare anche il primo capitolo.

8 /10

Riguardo l'autore

Thomas Guidetti

Thomas Guidetti

Redattore

Borgomanerese di nascita, Gattinarese nel cuore. Uno zio malvagio ha rubato due braccia all'agricoltura regalandogli un Master System tanti anni fa.

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