Persona 5 - recensione

I am thou, thou art I.

La serie di Persona ha sempre rappresentato l'anima trendy di Shin Megami Tensei. Questo spin-off, infatti, unisce le classiche e rigorose meccaniche della serie principale e la sua mitologia con un'ambientazione moderna, solitamente legata a doppia mandata con l'ambiente scolastico giapponese. Un'unione vincente, visto che ha dato vita ad un ibrido davvero originale nel quale i giocatori sono impegnati sia a combattere demoni feroci, sia a vivere una normale vita da studente, in modo da non destare sospetti sul proprio "hobby".

Persona 5 parte dalle medesime basi dei precedenti capitoli per offrire un nuovo spaccato del Giappone moderno, non dimenticandosi però di migliorare sotto praticamente qualunque aspetto la sua formula di gioco.

Come da tradizione il protagonista è un giovane ragazzo che per i motivi più disparati, in questo caso per essere stato accusato ingiustamente di aggressione, viene trasferito in una nuova città e in una nuova scuola. Qui non solo scoprirà di essere arrivato in un ambiente persino peggiore di quello dal quale era partito, ma anche di possedere dei favolosi poteri che gli consentono di evocare un Persona, ovvero una manifestazione fisica del proprio io interiore.

Questa capacità gli consentirà di entrare in contatto con una realtà parallela chiamata Metaverso, un universo popolato da demoni nel quale i desideri più reconditi dell'animo umano prendono forma, trasformando in strambi e complessi edifici luoghi che nelle realtà non hanno nulla di speciale. Il professore che vede i propri studenti come schiavi trasformerà la scuola nella quale lavora in un castello, mentre l'artista che ruba il talento ai propri discepoli manifesterà il proprio io sotto forma di un bizzarro museo.

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Il cast di personaggi è carismatico e ben amalgamato.

Al centro di questi palazzi è custodito il desiderio più recondito. Questo viene rappresentato come una sorta di inestimabile tesoro. Ed è qui che entrano in gioco i Ladri Fantasma, il fantomatico gruppo di evocatori di Persona che il protagonista riunisce intorno a sé per aiutare le persone vessate da questi piccoli tiranni. Rubando quel desiderio, infatti, il proprietario del palazzo si sentirà improvvisamente svuotato della sua bramosia e crollerà sotto il peso dei propri sensi di colpa, ammettendo i sui efferati crimini di fronte alle autorità.

Tutto semplice? Non proprio. Da una parte, infatti, la polizia comincerà a guardare in maniera sospetta questi repentini cambiamenti di umore e inizierà ad indagare non solo sui loschi affari dei padroni dei palazzi, ma anche sui motivi che li hanno spinti a confessare i loro crimini.

Inoltre raggiungere il tesoro conservato nel centro dei diversi palazzi sarà piuttosto complicato, essendo questi fortemente controllati dai meccanismi difensivi dei loro proprietari. Impersonando dei Ladri non potremo procedere a testa bassa ma dovremo muoverci di soppiatto per i corridoi del palazzo usando le coperture sia per evitare le trappole che alzerebbero troppo il livello di allerta della sicurezza, cosa che li costringerebbe ad abbandonare per quel giorno l'impresa, sia per sorprendere alla spalle i nemici.

Solo in questo modo infatti potremo iniziare il combattimento per primi, accumulando un vantaggio fondamentale per spazzarli via prima che possano fare troppi danni. Il sistema utilizzato da Persona 5 è un'evoluzione del classico Press Turn Battle System di SMT, che ci spingerà a sfruttare i punti deboli avversari per prolungare la combo potenzialmente all'infinito, in modo da non lasciare mai il pallino dello scontro ai nemici.

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Ogni schermata, anche durante i combattimenti, sprizza stile da tutti i pori.

Mandando al tappeto un avversario, infatti, otterremo una mossa supplementare grazie alla quale poter proseguire nell'attacco o passare il controllo al compagno che otterrà un potenziamento dei danni. Una volta che tutti i nemici saranno col sedere per terra potremo decidere se partire con un attacco globale o parlamentare con loro, in modo da ottenere oggetti utili per proseguire l'esplorazione o da arruolarli tra le nostre fila.

Questo perché il protagonista può indossare più Persona alla volta, ereditando le loro abilità. Per ottenere demoni sempre più forti non basterà salire di livello, ma dovremo anche fondere assieme quelli catturati in modo da ottenere varianti ancora più forti in grado di ereditare alcune caratteristiche da parte dei "genitori".

Il sistema di combattimento è dunque l'evoluzione di quanto visto nei precedenti episodi, con in più la possibilità di renderlo ancora più fluido e dinamico che in passato grazie ad alcuni accorgimenti utili ad aiutare i neofiti o a rendere meno noiose le eventuali fasi di farming. Una volta scoperto il punto debole di un nemico basterà premere un tasto per colpirlo automaticamente, senza dovervi di volta in volta ricordare che mossa utilizzare. Inoltre potremo programmare una sorta di intelligenza artificiale dei compagni in modo che combattano in maniera autonoma.

Grazie a questi accorgimenti anche la fase di esplorazione dei palazzi è diventata molto più interessante che in passato. Non dovremo semplicemente percorrere i lunghi corridoi combattendo con tutto quello che si muove, ma dovremo spostarci di soppiatto da un riparo all'altro, cercando passaggi segreti o come superare i tanti puzzle che bloccano la progressione lungo i livelli. Non sarà nemmeno possibile completare in un unico tentativo i palazzi, ma dovremo tornare più volte alla realtà per recuperare informazioni o compiere azioni utili a proseguire nell'esplorazione.

I tanti livelli di difficoltà, inoltre, aiutano a trovare il livello di sfida più adatta alle nostre esigenze, così da ampliare a dismisura la platea verso la quale Persona 5 si rivolge. I combattimenti, infatti, grazie alle tante opzioni di combattimento ma anche di automatizzazione, possono essere modellati sia per scorrere via in maniera quasi automatica, sia per lasciarci scegliere ogni singola mossa, così da massimizzare i danni e minimizzare le risorse.

In Persona 5, però, non dovremo semplicemente combattere per catturare e fondere demoni o diventare più forti, ma dovremo anche portare avanti una normale vita da studenti liceali. Le persone "normali", infatti, non hanno modo di vedere o percepire il Metaverso e non potrebbero dunque capire e condividere le azioni dei giovano protagonisti. Per questo motivo dovremo cercare di portare avanti le indagini nei ritagli di tempo che le attività scolastiche ci lasceranno a disposizione.

Ogni azione intrapresa, infatti, farà scorrere inesorabilmente in avanti le lancette dell'orologio. Poco importa se utilizzeremo il tempo per studiare in modo da arrivare preparati agli esami, uscire con gli amici per rafforzare il proprio legame affettivo o andare al cinema così da migliorare la nostra figaggine. Ogni cosa che decideremo di fare sarà utile ai fini del gioco. Avere un forte legame di amicizia coi tanti coprotagonisti presenti a Tokyo, non solo consentirà di avere dei bonus durante la creazione dei Persona a loro legati, ma sbloccherà abilità utili in combattimento, come la possibilità di passare il turno.

Trovare un lavoro part-time ci permetterà di avere più soldi da investire in oggetti di recupero o equipaggiamento. Studiare o potenziare il proprio carattere aprirà nuove opzioni di dialogo o di gioco altrimenti inaccessibili. Le attività da seguire sono moltissime e il bilanciare la vita sociale del protagonista con la necessità di andare nel Metaverso per diventare Ladri Fantasma sempre più forti o per rubare un qualche tesoro prima dell'inevitabile scadenza, non solo sarà un passatempo piacevole, ma contribuirà a costruire una forte empatia con i vari protagonisti, che si rafforzerà ogni volta che scopriremo una nuova sfaccettatura del loro carattere o man mano che le vicende diventeranno più complesse e oscure.

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I protagonisti dovranno letteralmente strapparsi di dosso la maschera che indossano per poter evocare il proprio Persona.

Nonostante il piglio allegro e leggero, tipico della giovinezza, in Persona 5 saranno affrontati argomenti piuttosto scottanti come i soprusi, la violenza, i pregiudizi, il bullismo e il suicidio. Temi particolarmente attuali nel Giappone moderno, che però non mancano di avere grosse similitudini con quello che succede nelle nostre scuole o tra le strade delle nostre città.

Un influente politico che usa il proprio potere per mettere nei guai il ragazzo che lo ha bloccato prima di commettere una violenza su di una donna, un professore che sfrutta le sue lezioni per vessare gli studenti, una ragazza che tenta il suicidio per la troppa pressione che la famiglia e la collettività hanno messo sulle sue spalle: sono tematiche forti, poco abituali in un videogioco che però, grazie al taglio dato dagli sviluppatori, non risultano mai pesanti o invadenti. Tutto è visto attraverso gli occhi di un adolescente sufficientemente grande per cominciare a notare il mondo che lo circonda, ma anche sufficientemente entusiasta e innocente per affrontare tutto con ottimismo e spensieratezza.

I protagonisti, strappandosi letteralmente dalla faccia la maschera imposta loro dalla società, diventano in questo modo non solo degli eroi positivi ma un vero e proprio esempio di coraggio e integrità capace di ispirare gli altri non solo nel gioco (grazie al finto fansite dedicato ai Ladri Fantasma), ma anche nella vita di tutti i giorni.

Se proprio dovessimo trovare un difetto è che Atlus ha rielaborato con classe sia molte delle tematiche dei vecchi giochi, sia l'archetipo di alcuni personaggi. L'amico scapestrato, l'animale parlante in cerca di una sua identità, l'amica bella ma alla mano o la ragazza misteriosa e un po' rigida, sono figure già sviluppate in Persona 3 e 4. Funzionano ancora, soprattutto se inserite in un contesto completamente nuovo, ricco di novità, di storie e di cose da fare, ma peccano un po' di originalità. Questo non c'entra col ritorno di alcuni personaggi ciclici come il buon Igor o i vari demoni, o al ritorno della Velvet Room come luogo nel quale il protagonista accetta il proprio destino.

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I palazzi non possono più semplicemente essere attraversati, ma vanno esplorati facendo attenzione alle guardie e agli allarmi.

Sfortunatamente per noi, Persona 5 è solamente doppiato e sottotitolato in inglese, un elemento che potrebbe limitare fortemente la diffusione del gioco per via dei tanti testi scritti. Sarebbe però un vero peccato vista la qualità complessiva dell'opera.

Ogni menù, ogni accostamento cromatico e ogni personaggio di Persona 5, infatti, trasuda stile da tutti i pori. Il character design è quello tipico della serie, in altre parole eccezionale, ma quello che stupisce è il gusto con il quale è stato dato un taglio cinematografico ad ogni filmato di intermezzo o ad ogni menù.

Sotto il profilo squisitamente tecnologico il lavoro non è impressionante, stiamo sempre parlando di un gioco nato su PS3 e portato anche su PS4, ma sfidiamo a dire che il risultato globale non sia accattivante e piacevole da vedere, oltre che da ascoltare. Le musiche, tutte squisitamente jappo-pop, sono estremamente orecchiabili e accompagneranno in maniera gradevole ogni cambio di ritmo o di situazione del gioco. Come se questo non bastasse, vi entreranno velocemente in testa senza più uscirvi.

Atlus ha anche lavorato molto nel cercare di semplificare alcuni aspetti un po' ostici per il pubblico occidentale che torneranno dai precedenti capitoli. Per rispondere alle domande di cultura generale che ci saranno fatte durante le lezioni, infatti, potremo chiedere un "aiuto da casa" collegandoci alla rete per vedere cosa hanno risposto tutti coloro che hanno giocato a Persona prima di noi. Non è detto che la maggioranza dei giocatori abbiano risposto correttamente ma potrebbe aiutare. Lo stesso metodo potremo decidere di utilizzarlo per scoprire cosa hanno scelto di fare i giocatori quel giorno specifico della settimana, in modo da avere un'idea di cosa è meglio fare per avanzare nell'avventura.

Sfruttando un comodo sistema di "teletrasporto", inoltre, potremo arrivare direttamente nel luogo richiesto dalla missione senza perderci tra i dedali della metropolitana di Tokyo o le affollate vie commerciali della città.

Grazie a questi accorgimenti la serie di Persona punta ad uscire sempre più dalla nicchia dei giochi di ruolo di stampo giapponese e a proporsi come un prodotto moderno, divertente, facile da imparare ma dalla profondità invidiabile. Un gioco capace di ammaliare al primo sguardo grazie ad uno stile inconfondibile, per poi catturarci con personaggi carismatici e una storia non banale, raccontata con la leggerezza e il brio tipici dell'adolescenza. Un prodotto che mescola la mitologia nordica con quella orientale, le tradizioni giapponesi con uno scenario moderno, tematiche adulte con uno stile colorato e giovane.

Un folle mix che farà impazzire i più, e che grazie alla maestria degli sviluppatori è capace di essere squisitamente bilanciato in ogni sua componente, oltre che genuinamente divertente da vivere.

9 /10

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Riguardo l'autore

Luca Forte

Luca Forte

Redattore

Luca si divide tra la gestione del ruspante VG247.it e l'infestare Eurogamer con i suoi giudizi sui giochi sportivi, Civilization, Fire Emblem, Persona e Football Manager. Inviato d'assalto, si diverte a rovinare le anteprime video dei concorrenti di tutto il mondo in modo da fare sembrare le sue più belle.

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