Mafia III: Corri, Dolcezza! - recensione

Un villain di spessore, per un'avventura che convince solo a metà.

Walter "Slim" Beaumont incarna il peggio del peggio della nostra specie. Il suo ghigno famelico non lascia presagire nulla di buono, gli occhi spiritati testimoniano la follia che alberga nella sua mente, l'abbigliamento da moderno cowboy danno una vaga idea su quali siano gli ideali che ispirano e guidano la sua condotta morale. Sceriffo della Contea di Sinclair, incolore cumulo di campi coltivati e case di legno che si estende ad ovest di New Bordeaux, governa il circondario con il pugno di ferro, convinto che tutti i mali che affliggono la vita contemporanea siano attribuibili agli "sporchi negri", a chiunque non sia un rispettabile uomo bianco che, a suo dire, si preoccupa giornalmente di far progredire l'umanità su questo pianeta donatoci dal buon Dio.

Corri, Dolcezza!, DLC che giunge a sei mesi dalla pubblicazione del controverso Mafia III, sotto il profilo narrativo non concede sconti e, anzi, preme ulteriormente l'acceleratore sulla cifra stilistica che caratterizza da sempre la saga, non lesinando sulla volgarità, né sulla violenza con cui certi temi vengono trattati. Walter "Slim" Beaumont è un razzista con smanie d'onnipotenza, un assassino, un torturatore difeso, sostenuto e appoggiato da redneck folli quanto lui e da un distretto di polizia corrotto. Sinclair, per intenderci, è una zona off-limits per chi non ha la pelle bianca, un villaggio in quarantena, se vogliamo, teatro di efferati omicidi che non potevano passare sotto silenzio. La Voce, informatore già conosciuto da Lincoln Clay durante la sua scalata ai vertici della mafia di New Bordeaux, non poteva restarsene con le mani in mano, tanto più adesso che alcuni suoi amici, nel tentativo di denunciare i metodi utilizzati da Beaumont, rischiano di rimetterci la vita.

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Roxy unisce la sensualità di una giovane rivoluzionaria dalla mente aperta, al fascino di chi sa come mettere a ferro e fuoco un'intera città a bordo della sua potente auto. Un mix a cui persino Lincoln non saprà resistere.

Toccherà a Lincoln mettere dietro le sbarre il dispotico sceriffo, lasciandosi aiutare da due new entry. Da una parte, a sostenere il nostro ci sarà MJ, reduce del Vietnam che ha ben deciso di coltivare marijuana di qualità nella sua gigantesca serra nei pressi di Sinclair. Dall'altra, la sensuale Roxy, figlia della Voce, nonché proprietaria della Nightcrawler, auto che unisce un potente V6 ad una carrozzeria fondamentalmente inscalfibile.

Corri, Dolcezza!, in fin dei conti, è la cartina tornasole di ciò che è stato Mafia III: un open-world caratterizzato da una trama ben scritta, avvincente e appassionante, rovinato da certe scelte di gameplay incomprensibili, oltre che da un level design ripetitivo e noioso sul lungo periodo.

Se possibile, questo DLC amplifica ulteriormente il contrasto, la contraddizione cronica e insanabile che intercorre tra storia e meccaniche ludiche. Tanto la sceneggiatura si sviluppa con coerenza, introducendo tematiche d'impatto, soprattutto grazie ad un villain ottimamente caratterizzato, quanto il gameplay si allontana da qualsiasi approccio simulativo, proponendo una breve serie di missioni che avvicinano Mafia III ad una qualsiasi puntata di Hazzard.

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La Contea di Sinclair sa regalare qualche scorcio ammaliante. Peccato che, senza la scusa di collezionabili da raccogliere, sarete poco incentivati all'esplorazione di questa nuova location.

Più che su scontri a fuoco, che comunque non mancano, il contenuto aggiuntivo si concentra su adrenalinici inseguimenti, piuttosto che su scorribande a bordo della Nightcrawler in cui bisogna abbattere e distruggere volanti della polizia, piccole costruzioni e barili pronti ad esplodere.

Lodevole, da parte degli sviluppatori, proporre qualcosa di sensibilmente diverso rispetto a quanto proposto nella campagna principale, certo, ma resta il fatto che lo stacco stilistico tra cut-scene e sezioni di gioco sia fondamentalmente insanabile, quasi fastidioso per chi, nonostante tutto, aveva apprezzato il misto tra stealth e azione di Mafia III.

Ciononostante, ignorando per un attimo la questione stilistica, Corri, Dolcezza! propone alcune missioni davvero riuscite, divertenti e coinvolgenti al punto giusto. L'impatto scenico e coreografico, caratterizzato da continue esplosioni e acrobazie di ogni genere al volante della Nightcrawler, è notevole, più vicino, per molti versi, a quello che di solito viene proposto in ogni capitolo di GTA.

Peccato che il tutto duri troppo poco. Tre ore sono più che sufficienti per spedire Walter "Slim" Beaumont dietro le sbarre e, fatto salvo per la possibilità di dedicarsi alla coltivazione di marijuana, la Contea di Sinclair non ha null'altro da offrire. Non ci sono nuovi collezionabili da raccogliere, né racket da soverchiare e controllare.

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Non importa quanti ostacoli dovrete abbattere o quanti proiettili incasserà: la Nightcrawler è indistruttibile, ennesima feature che mina la sostanziale ricerca di realismo che caratterizzò la campagna principale di Mafia III.

Corri, Dolcezza! ha il grande merito di proporre qualcosa di veramente nuovo, nonostante finisca per disorientare il videogiocatore che aveva apprezzato il tono serioso della campagna principale di Mafia III. Le missioni di cui si compone la battaglia al potere tirannico dello sceriffo della Contea di Sinclair sono tutte appassionanti e ben realizzate, ma sono pochissime, completabili nel giro di due, tre ore al massimo.

Non si tratta, insomma, di un DLC mal sviluppato, ma avremmo certamente gradito qualche contenuto in più, soprattutto visto il tenore dei nuovi personaggi introdotti. Tanto il villain, quanto MJ e Roxy sono personaggi meravigliosamente caratterizzati, che ci sarebbe piaciuto vedere per più tempo sul palcoscenico. Allo stesso tempo, sarebbe bastata qualche attività collaterale extra da svolgere nella nuova location per rendere ben più attraente, e longevo, questo contenuto aggiuntivo.

6 /10

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Riguardo l'autore

Stefano Silvestri

Stefano Silvestri

Editor in Chief, EG.it  |  Agonista

Il suo passato è costellato di tutto ciò che è stato giocabile negli ultimi 30 anni. Dal ’95 a oggi riesce a fare della sua passione un mestiere, non senza una grande ostinazione e un pizzico di incoscienza.

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