Thrustmaster T.16000M FCS HOTAS - recensione

Una vecchia gloria ritrova vita in un nuovo bundle.

Sono ormai quasi trent'anni che l'azienda americana Thrustmaster produce periferiche da gioco e, proprio ai suoi esordi, iniziò con la progettazione di cloche per simulatori di volo basati su computer IBM, sfruttando fin da subito la formula degli HOTAS. Questa sigla sta per Hands On Throttle-And-Stick e indica quindi una configurazione di periferiche composta da un joystick e da una manetta di accelerazione.

Solo successivamente Thrustmaster divenne famosa per la produzione di volanti e periferiche per i simulatori di guida, che hanno portato l'azienda al successo che conosciamo oggi. In ogni caso, siamo qui oggi a parlarvi di una "nuova" configurazione HOTAS denominata T.16000M FCS.

Abbiamo scritto la parola "nuova" tra virgolette perché in realtà la metà del prodotto, rappresentata dal joystick, non è propriamente di primo pelo. Il T.16000M è infatti inserito nel catalogo di Thrustmaster dal 2008, ovvero da quasi dieci anni. Noi di Eurogamer avevamo già recensito il Thrustmaster T.16000M, con un articolo del nostro Elvin ad agosto 2014.

Nella recensione avevamo evidenziato una serie di problematiche minori, molte delle quali sono state corrette con questa nuova iterazione della periferica. Il T.16000M che abbiamo tra le mani oggi è infatti una riedizione a cui i designer di Thrustmaster sono riusciti ad apportare ulteriori miglioramenti di contenuti ed estetica. Il grip risulta infatti ancora più confortevole e stabile, grazie all'utilizzo di una gomma ruvida per le impugnature e ai pulsanti zigrinati sulla leva, che in questo modo evitano scivolamenti del pollice sull'hat-switch.

L'unboxing dell'Hotas T 16000 M Thrustmaster da parte del nostro Piergiorgio Liprino.

Thrustmaster ha posto rimedio anche a un altro difetto, ovvero i tasti non contrassegnati sulla base del joystick. Parliamo di ben dodici tasti posizionati simmetricamente a destra e a sinistra della cloche, ognuno dei quali programmabile separatamente. Per quanto ricordarsi l'esatta numerazione di ben dodici pulsanti non sia facile, ora sono tutti identificabili con il tatto, grazie a indicatori in stile "braille" che non costringono il giocatore a distogliere lo sguardo dallo schermo.

Il design vecchio stampo del Thrustmaster T.16000M FCS HOTAS garantisce un'ottima ergonomia, visto che giocare anche per lunghe sessioni con il T.16000M non fa stancare minimamente la mano. L'ultima novità rispetto al predecessore è rappresentata dall'abolizione della piccola manetta presente sulla base posteriore. Originariamente pensata per andare incontro alle necessità di giocatori destrorsi sia mancini, viene in questo caso sostituita dal TWCS Throttle del bundle FCS HOTAS.

Andando sulla manetta, fin da subito, prendendo in mano il TWCS Throttle si nota che le plastiche del telaio esterno sono di qualità inferiore rispetto ai materiali con cui è realizzato il T.16000M. Anche il peso complessivo è minore e ciò si ripercuote anche sull'aderenza al piano di appoggio in fase di utilizzo, a meno che non lo si fissi con delle viti ad una struttura. Nella parte inferiore sono infatti presenti gli scassi per fissarlo solidamente ad un piano d'appoggio.

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Il T.16000M: rispetto alla precedente versione salta subito all'occhio il colore arancione.

Il TWCS Throttle infatti può contare su diversi meccanismi di input. Sul lato anteriore, dove arrivano indice, medio, anulare e mignolo, si trovano un piccolo joystick con pulsante di pressione, uno slider a due posizioni, due pulsanti e una doppia levetta. Sul fianco, a portata del pollice, si trovano invece altri due pulsanti, due hat-switch a quattro direzioni e uno a otto direzioni. Infine sul lato opposto della manetta è presente una rotella in stile mouse. Tuttavia, non tutti i meccanismi di input sulla parte anteriore sono facilmente raggiungibili in fase di gioco per chi ha le mani piccole, soprattutto se alcune delle dita sono impegnate a mantenere il grip sulla periferica. Molto meglio invece l'ergonomia dei tasti a portata di pollice.

La leva è di buona fattura: scorre perfettamente con una corsa di otto centimetri seguendo un andamento orizzontale a differenza di altri modelli caratterizzati da un movimento ad arco. Questa caratteristica può piacere o meno in base ai gusti personali, ma ciò non toglie che il sistema di rilevamento della posizione sia molto preciso. È anche possibile aumentare la resistenza, ma è necessario intervenire con un cacciavite per girare la vite di tensione posta al di sotto della manetta, passando da un buco sul fondo della base. Nella base del TWCS Throttle sono alloggiati solo i binari che consentono lo scorrimento della manetta e il PCB che raccoglie gli input della periferica.

La meccanica interna pare solida e resistente: abbiamo maltrattato la manetta in ogni modo ma anche dopo due settimane d'utilizzo, accelerazioni violente e brusche frenate, non ha dato segni di gioco, cigolii o malfunzionamenti di ogni genere. Anche i tasti danno l'impressione di poter resistere a un utilizzo molto prolungato nel tempo;: abbiamo testato le due periferiche in lunghe sessioni con il simulatore spaziale Elite Dangerous e con partite più brevi con il simulatore di volo aereo X-Plane 10.

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Da questa immagine non si nota molto, ma i due tasti arancioni sono leggermente coperti dall'ampia leva, causando qualche difficoltà nel raggiungerli con l'anulare.

Possiamo quindi garantirvi che nel complesso la qualità e la precisione offerte dal combinato delle due periferiche sono molto buone, in particolare se rapportate al prezzo di 120-130 euro a cui si può trovare attualmente il bundle negli store online. Una cifra piuttosto competitiva per una postazione di volo entry level, soprattutto se consideriamo che le due periferiche sono separate tra loro, non essendo unite su un'unica base come altre soluzioni, e che al proprio cockpit casalingo possono essere aggiunti altri prodotti Thrustmaster come ad esempio la pedaliera T.Flight Rudder.

Il TWCS Throttle è tra le due periferiche quella leggermente meno convincente, in particolare per via della qualità più scarsa dei materiali del telaio esterno e per l'ergonomia poco adattabile alle mani piccole che costringe le dita a tendersi per raggiungere tutti i tasti frontali. A riportare in alto il valore del pacchetto è l'ottimo T.16000M, ulteriormente migliorato rispetto alla versione recensita nell'agosto del 2014 e una garanzia in quanto a prestazioni, solidità ed ergonomia.

Nel complesso questo bundle è un solido acquisto per chi sta cercando un sistema HOTAS senza spendere cifre folli: Thrustmaster dovrà lavorare un po' per rifinire l'ergonomia della manetta, ma anche in questa configurazione, stiamo parlando di una coppia di dispositivi in grado di mettervi in mano tutte le funzionalità essenziali per simulatori di volo tradizionale e spaziale a un prezzo di sicuro interesse.

8 /10

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Riguardo l'autore

Pier Giorgio Liprino

Pier Giorgio Liprino

Redattore

Per far felice Pier Giorgio basta parlargli di politica, scienza e videogiochi. A questi ultimi s'è avvicinato da bambino giocando ad Age of Empires 2 e da allora è rimasto un appassionato PC gamer, con uno sguardo attento alle console.

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