Dragon Quest Heroes 2 - recensione

La saga trova una sua definitiva dimensione.

Dopo oltre 30 capitoli usciti tra saga principale e spin-off, Dragon Quest si prepara a quello che forse sarà l'episodio più ambizioso mai realizzato. Stiamo ovviamente parlando di Dragon Quest XI, la cui uscita è prevista per la prossima estate in Giappone e "chissà quando" in occidente.

Per prepararci all'evento non c'è nulla di meglio di Dragon Quest Heroes 2, secondo capitolo di una mini-serie il cui capostipite venne accolto ottimamente da pubblico e critica ai tempi della sua uscita. Da allora è passato un anno e mezzo e il team Omega Force ha deciso di aggiungere ulteriore polpa ad un gameplay che fa dell'azione la sua caratteristica principale, senza però dimenticare l'anima RPG che da sempre distingue questo franchise.

Come da tradizione questo nuovo Dragon Quest inizia con la scelta del personaggio tra maschile e femminile. Il protagonista non scelto avrà comunque un ruolo importante all'interno della storia e farà parte del gruppo che affronterà l'avventura. La trama che fa da filo conduttore non è particolarmente originale, ma funge da buon collante alle vicende che vedono coinvolti il "giovane e impetuoso" Lasaar e la "riflessiva e talentuosa" Theresa. Dopo un millennio di tranquillità seguito alla sanguinosa Guerra dei Re, il regno è di nuovo sull'orlo di un conflitto e spetterà proprio ai due cugini guidare un manipolo di eroi che dovranno ristabilire la pace.

L'incipit del gioco è come al solito volto ad insegnare il gameplay di Dragon Quest Heroes 2, che si avvale di un combat system e di un sistema di controllo tanto immediati quanto efficaci. Non impiegherete più di una decina di minuti per assimilarli e tutto il resto verrà da sé. Gli scontri avvengono in tempo reale e i protagonisti possono usare sia attacchi fisici che magie.

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Baldo Baldini, vecchia conoscenza di Dragon Quest, in questo capitolo ha uno spiccato accento fiorentino...

Inizialmente si hanno a disposizione solo poche opzioni di attacco, ma andando avanti le possibilità di moltiplicano a dismisura. È anche possibile saltare durante gli scontri e utilizzare combo che dipendono anche dal tipo di arma equipaggiata. L'armamentario che avrete a disposizione non ha nulla da invidiare a quelli visti in RPG più seriosi e blasonati. Potrete utilizzare la classica combo arma singola e scudo o selezionare doppie spade o ancora armi a due mani. Ognuna ha ovviamente differenti caratteristiche di base. Insomma, la varietà non è certo un problema nei combattimenti di questo Dragon Quest, anche se si rimane sempre su terreni già battuti da altri titoli simili.

Nel corso delle battaglie potrete anche schivare e parare gli attacchi avversari, ma essendo un gioco in stile Dynasty Warriors è palese che la miglior difesa sia sempre l'attacco. Nutrite frotte di nemici potranno essere falciate con gli attacchi di base, uno rapido ma meno potente e l'altro più lento ma decisamente più energico, mentre per i boss e mini-boss che incontrerete dovrete usare una tattica leggermente più accorta.

Alcuni scontri sono inevitabili e seguono l'andare della storia, ma durante le fasi di esplorazione o di passaggio da una location all'altra, incontrerete una miriade di nemici che potrete evitare o affrontare a vostro piacimento. Il vostro personaggio manterrà una "stance" normale quando rimarrete lontani da loro, ma non appena vi avvicinerete impugnerà l'arma e potrete falciare tutto quello che vi si parerà davanti.

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Portando un certo numero di attacchi si attiva la barra della Tensione. In questo status il protagonista è più potente, le magie non consumano MP e sono disponibili devastanti colpi finali.

Raggranellare risorse non è difficile, ma anche il loot più importante è un elemento tutt'altro che trascurabile in Dragon Quest Heroes 2. Nel corso degli scontri (o nei moltissimi scrigni sparsi un po' ovunque) potrete venire in possesso di nuovi equipaggiamenti o di "ingredienti" da utilizzare per creare nuovi oggetti. Ce ne sono centinaia e possiamo assicurarvi che passerete ore nei vari shop che troverete in giro tra città e villaggi. A tal proposito, la grandezza della mappa di DQH2 forse non potrà rivaleggiare con quelle degli open-world più famosi, ma possiamo assicurarvi che non è piccola e in giro di segreti da scovare ce ne sono parecchi.

Nel corso dell'avventura il vostro personaggio sarà supportato da un numero di alleati che varierà fino ad un massimo di quattro. In qualsiasi momento è possibile passare dall'uno all'altro con la semplice pressione di un tasto, mentre gli altri vengono gestiti da un'Intelligenza Artificiale piuttosto buona. Il loro comportamento sul campo di battaglia si rivela piuttosto utile, al punto che nelle prime ore di gioco gli scontri risultano fin troppo facili. In caso un membro del cast muoia, è possibile rimetterlo in gioco raggiungendolo con un secondo protagonista e resuscitandolo con un apposito oggetto disponibile però in quantità limitate.

Rispetto ai canonici "musou", Dragon Quest Heroes 2 offre solidi elementi RPG che si riflettono soprattutto nella possibilità di potenziare i suoi protagonisti. Ogni personaggio ha un equipaggiamento base diverso e poteri che possono essere ampliati grazie a skill-tree decisamente canonici, composti da poteri passivi e attivi. Tali abilità vanno dal potenziamento delle caratteristiche di base all'acquisizione di attacchi speciali, che sul campo di battaglia possono essere attivati in base alla quantità di MP in possesso del protagonista di turno.

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Le segrete dimensionali (aka dungeon alternativi) possono essere affrontati sia in singolo che in co-op fino a quattro giocatori.

Come nel primo capitolo sono presenti le Monete Mostro ma con qualche differenza. Si possono ottenerle sconfiggendo i nemici e ne esistono di tre tipi: Attivista, Sentinella e Supporto. Il primo consente di evocare mostri che utilizzeranno una sola volta la loro tecnica più potente per poi scomparire. I secondi invece combatteranno al vostro fianco fino all'ultima goccia della loro barra vitale. Il terzo tipo di Medaglia Mostro, infine, è la più rara e permette al protagonista che la usa di trasformarsi nella creatura che la possedeva per un tempo limitato. Questa sorta di evocazioni sono le più potenti ma vanno utilizzate al momento giusto e sono anche quelle che occupano più slot nel vostro Portamedaglie Mostro.

Le missioni che si incastonano nell'arco narrativo sono tutte piuttosto classiche per questo genere di giochi. Si va dalla difesa di un personaggio alla necessità di sconfiggere un certo tipo (o numero) di nemici, passando per scontri a tempo e via dicendo. È anche possibile affrontare parti del gioco in multiplayer grazie a due apposite opzioni. La prima consente di reclutare compagni online per affrontare le Segrete Dimensionali, nome suggestivo per dei dungeon di difficoltà variabile. In alternativa è possibile chiedere aiuto ad altri giocatori nelle battaglie più dure dell'avventura o andare in loro soccorso quando ne hanno bisogno. La comunicazione durante le sessioni Online è purtroppo limitata a frasi predefinite, quindi dimenticatevi chat di gruppo e roba simile.

A livello tecnico siamo di fronte ad un titolo di indubbio impatto. I personaggi come sempre sono ottimamente caratterizzati, grazie all'inconfondibile "stile Toriyama". La localizzazione dei sottotitoli in italiano è eccellente e in alcuni casi si è spinta addirittura oltre, cercando di dare ad alcuni protagonisti una sorta di dialetto. Un tentativo simile era stato fatto in passato con Final Fantasy IX per PSone e fece storcere il naso a parecchi appassionati.

Fortunatamente stavolta il risultato è nettamente migliore e risulta decisamente piacevole. A prescindere dal momento o dalla situazione, l'engine che muove Dragon Quest Heroes 2 gira che è una bellezza. Il gioco si muove quasi costantemente a 60fps con pochissime incertezze e fa intravedere alcune delle meraviglie che probabilmente ammireremo nell'attesissimo undicesimo capitolo ufficiale della saga.

Il termine "piacevole" usato poco fa calza a pennello a tutta la produzione Square-Enix/Omega Force. Non dimentichiamo mai che un videogioco deve essere bello da vedere, avere una trama possibilmente accattivante, ma soprattutto... deve essere divertente. Ecco, Dragon Quest Heroes 2 possiede sia la prima che la terza caratteristica. Forse non vincerà premi per la sua sceneggiatura e non verrà ricordato per l'originalità del suo gameplay ma... ragazzi, è dannatamente divertente da giocare.

Alla lunga potreste forse trovarlo un filo ripetitivo ma a quale gioco si può non rivolgere questa critica? Il nostro consiglio è di prenderne in considerazione l'acquisto sia se amate i titoli alla Dynasty Warriors che i GDR senza troppi fronzoli. Una volta preso il controller in mano potreste scoprire che mollarlo è davvero difficile.

8 /10

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Riguardo l'autore

Daniele Cucchiarelli

Daniele Cucchiarelli

Redattore

Lavora nel giornalismo videoludico da oltre 11 anni. Anche se tutti quelli che lo conoscono gli hanno consigliato di "trovarsi un lavoro serio", resta sempre fedele al suo primo amore.

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