Tekken 7 e la sua modalità per PlayStation VR - prova

Com'è combattere in realtà virtuale?

La versione arcade di Tekken 7 è stata testata per la prima volta in Giappone tre anni fa, uscita per i cabinati nel 2015 e aggiornata con nuovi contenuti lo scorso anno. Oggi, invece, manca finalmente poco all'uscita della tanto attesa versione retail del gioco. Una prova iniziale della versione per PlayStation 4 suggerisce che n'è valsa la pena ma ci ha anche permesso di dare un'occhiata ad un'interessante modalità extra. Per la prima volta in assoluto infatti, un importante franchise di picchiaduro sta battendo la strada della realtà virtuale.

Ad un recente evento stampa di Namco, il Digital Foundry ha avuto l'opportunità di giocare una versione quasi conclusiva del codice di Tekken 7 e abbiamo provato l'esperienza di gioco indossando il visore PlayStation VR. Andando all'evento, abbiamo pensato a due strade che Namco avrebbero potuto percorrere per supportare la VR di Tekken: il gameplay si sarebbe potuto rivedere in modo significativo in favore di una visuale in prima persona oppure gli sviluppatori avrebbero potuto farci osservare la scena in terza persona affianco ai due combattenti. Questo secondo approccio è quello che Namco ha adottato.

Abbiamo come l'impressione che lo studio di Tekken abbia abbracciato la VR soprattutto come esperimento, visto che nella build che abbiamo visto le opzioni effettive di gioco sono limitate. Non è presente l'HUD, il che significa che sono assenti le barre di energia e che di conseguenza non esiste una reale conclusione di ogni combattimento. I giocatori invece si esercitano contro un avversario fisso per scoprire le loro combo ed imparare le mosse, oppure affrontano un eterno e autentico combattimento contro l'intelligenza artificiale. Sono presenti i modelli dei personaggi e gli esplosivi effetti che sono la firma di Tekken, ma gli intricati sfondi sono stati ridotti in favore di uno spazio infinito illuminato dalla luna.

In breve si tratta di un interessante bonus aggiuntivo che, supponendo che quanto visto rappresenti l'intera esperienza in VR disponibile all'uscita del gioco in giugno, coincide con tutta una gamma di modalità per il PSVR che già abbiamo visto collegate a una serie d'importanti titoli tripla A. Namco ci ha detto che se ci dovesse essere una sufficiente diffusione della modalità VR, potrebbero arrivare nuovi contenuti tramite aggiornamenti, ma è giusto sottolineare che i contenuti della versione che abbiamo provato erano piuttosto ridotti. Indipendentemente da ciò, la buona notizia è oltre la modalità VR, Tekken 7 sicuramente assomiglia al tipo di sequel current-gen che stavamo aspettando da anni.

Dave Bierton e Tom Morgan parlano di Tekken 7 che gira sull'hardware base di PlayStation 4, potete inoltre trovare qualche filmato con il PSVR.

La versione arcade originale del gioco è stata ricostruita da zero su un'architettura PC sfruttando il motore Unreal Engine 4, lo stesso impiegato da Capcom per Street Fighter 5. Non usando un motore fatto su misura, gli sviluppatori hanno reso più semplice la transizione verso le console domestiche. In ogni caso, Namco ha chiaramente investito parecchio tempo e notevoli sforzi per tirare fuori il meglio dalle proprie caratteristiche grafiche dall'Unreal Engine 4, cogliendo nel frattempo l'opportunità di usare la tecnologia per evolvere ulteriormente l'aspetto tipico del franchise. Gli sfondi 3D appiano più belli che mai, non solo in termini di livello dei dettagli ma anche nella qualità delle luci e dei materiali. Gli stessi lottatori appaiono meravigliosi, sebbene di poco inferiori rispetto ai rendering in computer grafica che abbiamo visto nel corso della storia della serie.

Prendendo spunto dalla direzione intrapresa con Tekken 6, l'immensa pipeline post-processing dell'Unreal Engine 4 è impiegata per produrre effetti impressionanti, con alcune scelte interessanti che potrebbero non essere apprezzate da tutta la fanbase di Tekken. L'effetto della grana della pellicola è ad esempio usato massicciamente, regolato diversamente in base alla modalità che si sta giocando: nella modalità storia l'effetto ad esempio è più stilizzato. Gli sviluppatori hanno inoltre fatto un eccellente uso del pacchetto offerto dall'Unreal Engine 4, in modo da rendere giustizia ai tipici effetti pirotecnici da contatto: in questo caso vengono sfruttate anche particelle gestite dalla GPU per aggiungere un ulteriore livello di impatto, un effetto ulteriormente enfatizzato in combinazione con gli impressionanti movimenti di camera della serie.

L'utilizzo dell'Unreal Engine 4 da parte Namco ha adempiuto al suo scopo, consentendo di realizzare una grafica stilizzata che porta in tempo reale i precedenti lavori in computer grafica, con un uso di dettagli sfarzosi ed effetti post-processing sovrapposti a una formula basilare di gameplay che ricorda con forza i precedenti titoli di Tekken. Sì, potete affrontare questo nuovo sequel sicuri delle vostre conoscenze, visto che un bel numero di mosse dei personaggi è stato trasferito dai precedenti capitoli, oltre a fare ritorno le tipiche animazioni. Combinando assieme il sistema di input per la concatenazione delle combo con un livello di prestazioni fisso a 60 fps, non c'è dubbio che nonostante il motore grafico sia cambiato e la grafica sia migliorata, ci si trovi di fronte ad un Tekken purosangue. Uno di quei giochi che un fan della serie dovrebbe desiderare assolutamente.

Il compromesso a cui ha dovuto sottostare il gioco in seguito all'implementazione dell'Unreal Engine 4 è la riduzione della risoluzione. L'UE 4 sfrutta in genere una forma di antialiasing temporale che rende difficile il conteggio dei pixel ma la morbidezza della presentazione non sembra derivare solamente dall'uso intensivo di effetti post-processing ma anche da una risoluzione nativa più vicina ai 900p che ai 1080p che normalmente vediamo nei titoli PlayStation 4. La copertura dell'antialiasing è in certi punti discontinua, comportando una visibile seghettatura nei bordi definiti di alcuni dei livelli più complessi, che occasionalmente perdono parte della rifinitura della presentazione.

Tenendo in considerazione l'affascinante aspetto generale del titolo, non si tratta esattamente di un grave problema e ancora dobbiamo vedere quali saranno i miglioramenti apportati per PlayStation 4 Pro. Vale però la pena ricordare che Tekken 7 è un gioco multipiattaforma: con un hardware appropriato, la versione PC potrebbe raggiungere i 1080p e andare anche oltre, ma dobbiamo chiederci quale sarà la strategia di Namco per Xbox One.

Nell'insieme, ce ne siamo tornati dalla presentazione di Tekken 7 emozionati riguardo le potenzialità del gioco. Ci è sembrato sufficientemente familiare da consentire ai veterani di tuffarsi fin da subito nel gameplay, anche se con abbastanza novità da scoprire e imparare. Allo stesso tempo il gameplay rimane accessibile e godibile per i novizi e la grafica mossa dall'Unreal Engine 4 è davvero impressionante. Tuttavia rimangono sconosciute le prospettive in ottica PC, PS4 Pro e Xbox One, di cui vi parleremo non appena potremo.

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Riguardo l'autore

Richard Leadbetter

Richard Leadbetter

Technology Editor, Digital Foundry

Rich has been a games journalist since the days of 16-bit and specialises in technical analysis. He's commonly known around Eurogamer as the Blacksmith of the Future.

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