Utawarerumono: Mask of Deception - recensione

Il matrimonio combinato tra visual novel e GDR tattici.

Per gli amanti delle visual novel è giunto il momento di mettere le mani su un titolo intrigante uscito ormai da diversi anni, ma giunto solo ora in Europa nelle versioni PS4 e PS Vita. Si tratta di Utawarerumono: Mask of Deception, un piacevole incrocio tra la più classica delle visual novel e un GDR strategico in stile Final Fantasy Tactics.

A dire il vero la componente visual novel è preponderante e occupa la maggior parte delle ore di gioco, ma nonostante il numero esiguo di battaglie il sistema di combattimento è ben studiato e bilanciato. La storia inizia con il più classico risveglio dell'eroe privo di memoria e non fatica a catturare immediatamente l'attenzione dell'utente.

Il merito va soprattutto all'ottima qualità delle illustrazioni e ai dialoghi doppiati (in giapponese), ma anche la regia ben studiata fa la sua parte. La prima parte dell'avventura è piuttosto lenta e la storia ci mette un po' a ingranare.

Dopo aver introdotto una vasta gamma di luoghi e personaggi, però, le cose si fanno sempre più interessanti, spingendo a divorare avidamente i lunghi testi che raccontano l'avventura. Nonostante la lentezza, le prime fasi della storia sono state sfruttate bene dagli sceneggiatori per approfondire i vari personaggi, permettendo al lettore di scoprire i propri preferiti e di sviluppare il giusto attaccamento emotivo.

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Il sistema di gestione delle combo è interessante e ben studiato, ma qualche idea in più avrebbe giovato al sistema di combattimento.

La storia può essere portata a termine dopo una cinquantina di ore di gioco, durante le quali vi troverete di fronte a una quantità importante di filler, un po' come durante la visione dell'interminabile anime di One Piece. La differenza è che in questo caso ci troviamo di fronte a un videogioco (al quale è stata comunque dedicata una serie animata).

Fortunatamente i filler sono bilanciati dalla giusta dose di fan-service, dettaglio che farà piacere agli appassionati. Al di là della distribuzione poco convincente dei contenuti, Utawarerumono: Mask of Deception è un'esperienza positiva e coinvolgente.

Parte del merito va all'ambientazione. Il mondo in cui si svolgono le vicende del gioco è ben caratterizzato e nonostante qualche cliché di troppo, soprattutto per i personaggi, l'atmosfera generale è sempre piacevole e invita a prolungare la partita.

A differenza delle altre visual novel in circolazione, in questo caso sono presenti anche diverse battaglie da affrontare secondo le regole tipiche dei GDR tattici. Ovviamente non ci troviamo di fronte alla complessità di Disgaea, ma il sistema di combattimento fa comunque il suo dovere.

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La realizzazione tecnica delle battaglie non è eccelsa, ma le animazioni delle mosse speciali sono sempre piacevoli e ispirate.

I personaggi si muovono attraverso le ambientazioni seguendo la classica scacchiera e attaccando i bersagli dopo essersi portati a tiro. Le condizioni di vittoria e sconfitta sono sempre molto basilari e l'unica vera particolarità è l'intrigante sistema di combo.

Quando si attacca un nemico, in sostanza, si possono concatenare tra loro vari colpi, in modo da aumentare i danni inflitti e ricevere eventuali bonus. Per eseguire le combo si devono premere o tenere premuti e rilasciare i tasti con il giusto tempismo.

L'altro elemento che regola l'andamento degli scontri è l'associazione dei personaggi a varie categorie elementali. Ogni combattente, ad eccezione del protagonista, è associato a un elemento. Gli elementi, ovviamente, sono stati studiati in modo da essere forti contro una categoria e deboli contro un'altra, creando il classico sistema a incastri tipico della morra cinese.

In base alle associazioni elementali dei vari personaggi è necessario decidere quali avversari avvicinare e con quali modalità. Come già detto, non si tratta di un sistema di combattimento che cerca di innovare il genere, ma fa benissimo il proprio dovere.

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La direzione artistica del gioco è sempre eccellente. Le illustrazioni possono essere riviste in qualsiasi momento dall'apposita galleria.

Consigliamo di impostare il livello di difficoltà su Difficile, perché a Normale gli scontri non garantiscono la minima sfida, complice anche la possibilità di ripetere i turni quando se ne sente la necessità, senza penalità o limitazioni.

Tecnicamente parlando Utawarerumono è altalenante. Le illustrazioni sono sempre splendide sia nel tratto che nella colorazione. D'altra parte stiamo parlando di Misato Mitsumi, illustratore ben noto agli appassionati di disegno giapponese e ai fan di Aquaplus.

La grafica 3d delle battaglie, invece, non è all'altezza delle produzioni moderne. La natura di porting di questo gioco è più che evidente. Sullo schermo della PS Vita il risultato finale è comunque gradevole, ma su PlayStation 4 la differenza con altre produzioni più attuali è lampante.

Gran parte delle battaglie si concentra nelle fasi finali, che portano poi a un epilogo aperto (anche troppo!) che prepara il terreno per il seguito, che arriverà in Europa a settembre. Le vacanze estive sono quindi il momento ideale per godersi questa gradevole visual novel, magari su PlayStation Vita sotto l'ombrellone.

8 /10

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Riguardo l'autore

Filippo Facchetti

Filippo Facchetti

Redattore

Filippo Facchetti è un rispettabile nerd da sempre appassionato di "giochini elettronici". Prima di approdare a Eurogamer scrive per importanti riviste di settore e conduce programmi TV dedicati all'intrattenimento digitale.

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